L’orchestra nella testa

L’orizzonte degli eventi

‘Non lasciarlo andare, non perderlo, non mandarlo via’, questa vocina nella testa non le dava tregua. 
Erano le 14 e tutti su quel viale alberato si affrettavano a tornare a casa per la pausa pranzo, studenti e professori correvano fuori dalla scuola, i fuori sede si dirigevano a grandi passi verso la stazione, gli altri ragazzi si infilavano nelle automobili dei genitori. Dall’altra parte della strada una donna di colore, senza fretta, risaliva il viale con il suo bambino dietro le spalle, entrambi avvolti in un pagne dai mille colori in un abbraccio senza fine. Fra i rami degli alberi un timido raggio di sole giocava ad accarezzare il giovane viso di Adele, che, come ogni giorno, percorreva quel viale per tornare a casa. 
Mentre le ultime auto sparivano nelle traverse e il silenzio calava nella piccola città, nella testolina di Adele un’orchestra si accingeva ad eseguire le prime battute di una nota sinfonia di Beethoven. 
In pochi secondi il cielo si oscura, il viale si tramuta in uno spartito, gli alberi cedono i loro tronchi che, uno dietro l’altro si distendono per disegnare le righe del pentagramma, i rami e le foglie si dispongono a disegnare le note. Una mano dal buio viene avanti per aiutare Adele a salire sul pentagramma che ondeggia inquieto davanti a lei. 
Adele Non crede ai suoi occhi quando si ritrova a camminare su quel nastro di suoni che fluttua libero in quello spazio cosmico e infinito; completamente travolta dalla melodia, sente la testa girare, come quando ha bevuto troppo e si sente triste e felice allo stesso tempo. Sullo sfondo i contorni di un enorme buco nero vanno delineandosi… che sia il buco nero di cui le ha parlato la sua amica astronoma? Ne avevano parlato durante uno dei loro caffè e Adele era rimasta affascinata da quell’orizzonte degli eventi laddove il tempo si annulla e ogni mondo è possibile. Il nastro di suoni sembra andare proprio in quella direzione, sente i battiti del cuore accellerare sempre di più, l’orchestra sembra sempre più lontana, il suono si fa ovattato, le note sfuggono via dal nastro e il buco nero si fa sempre più imminente.

Cosa accade a questo punto?

  • La voce le parla ancora, riportandole alla mente, un dolce ricordo. Il buco nero scompare e Adele riesce a ritorna a casa (21%)
    21
  • Adele si lascia trascinare nel buco nero. (47%)
    47
  • Adele incontra la sua amica astronoma che la riporta alla realta (32%)
    32

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19 Commenti

  1. Ciao adelaide. Credo che trovarsi davanti un buco nero musicale sarebbe un’esperienza alquanto strana per chiunque. Per adesso forse è meglio riportarla alla realtà.
    L’incipit è interessante, ma fai attenzione alla concordanza temporale. Hai iniziato al passato e proseguito al presente.
    Ti seguo.

  2. Mettiamo che la voce le parli ancora.
    Incipit interessante. Di solito non azzardo commenti al primo, però trovo che ci siano delle buone immagini e un’idea che potrebbe evolvere in una direzione più science-fiction che fantasy (direzione che personalmente gradirei ma quella è una scelta tua). Intanto benvenuta. Seguo.

  3. Incipit che trascina, dritto in un buco nero!
    Complimenti, seguirò la storia!
    Le descrizioni sono precise e danno forma a quello che vuoi raccontare.
    Ho provato a leggere il tuo racconto mettendo come sottofondo la nota sinfonia, è stata una bella esperienza, brava anche nel condizionarci musicalmente!
    Alla prossima, Adelaide, e buon lavoro!
    Ciao

    • ciao Alexander, sono davvero contenta di aver destato in te la curiosità di seguire la storia e la voglia di gustarla in tutte le sue parti. Anche a me capita, quando sono dall’altra parte, di mettere il sottofondo musicale ai testi che leggo, qualora l’autore lo richiami fra le righe.
      Ti auguro una buona giornata.
      Alla prossima

  4. Ciao Adelaide. Il tuo incipit ha suscitato la mia curiosità e merita di essere seguito 🙂
    Complimenti per la fantasia e le ottime descrizioni. Visto che l’inizio della tua storia mi ha ricordato Alice nel paese delle meraviglie, ho ovviamente votato per Adele che si lascia trascinare nel buco nero. Che sia una sorta di tana del bianconiglio? 🙂
    A presto

    • Grazie per il supporto! Questo è il mio primo racconto e ho tanto bisogno di incoraggiamento. Rileggendolo oggi anche a me è venuta in mente Alice nel Paese delle Meraviglie; in realtà mentre scrivevo pensavo davvero ai buchi neri, tema che da sempre mi affascina.
      Alla prossima puntata 😉

  5. Ciao Adelaide,
    molto carino, anche se un po’ breve, il tuo incipit. Mi piace molto la delicatezza che usi alle parole, quasi non le volessi sgualcire, brava.
    Mi piace le musica, mi piacciono i sogni e adoro viaggiare con la fantasia, quindi questo parrebbe proprio un raconto adatto a me.
    Aspetto il nuovo capitolo e ti seguo.
    Alla prossima!

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