Le Nozze di Lara

Entusiasmo

Il vento dell’Ovest portava notizie di una carovana in arrivo. Viaggiava a passo lento, composta da numerosi carri di legno dai teli variopinti, trainati da bestie possenti. In quel periodo avrebbe dovuto trovarsi altrove e seguire tutt’altra direzione ma Mastro Destal non voleva mancare alle nozze di Lara, figlia del suo vecchio amico Zoorad. Come regalo di nozze, le avrebbe portato il suo circo!

Mentre la carovana avanzava tra le colline, in una piccola abitazione del villaggio dove le nozze avrebbero avuto luogo, sul bordo della via principale, batteva al vento l’insegna dov’era raffigurata l’immagine di uno spago. All’interno un’anziana signora, esperta nell’arte del filo, lavorava sull’abito chiaro che avrebbe indossato la sposa il giorno delle nozze, facendo attenzione ad ogni minimo dettaglio. Nonna Agata aveva dita dure, coperte di calli, ma un tocco gentile e delicato. Mentre cuciva, sorrideva amorevolmente e le profonde rughe sulle guance le si inumidivano al pensiero di Lara con indosso quell’abito.

Dall’altro lato del villaggio, Zoorad seduto all’ombra del portico di casa sua, osservava nostalgico l’erba, tornando indietro con la memoria all’infanzia di sua figlia.
-Yo uomo del mercato!- lo salutò Fragis andandogli incontro.
-Yo uomo del tempio!- ricambiò Zoorad mettendosi in piedi.
-Così seduto sembravi un vecchio!-
-Pensavo…-
-A tua figlia?-
-Sì!-
-Puoi star tranquillo! Dogan è un uomo onesto e timorato di Gea. E con la sua benedizione presto avrai dei nipoti- gli sorrise il sacerdote.
L’idea di vedere nuovamente dei bambini giocare nel giardino di fronte casa rassenerò il cuore di Zoorad. Non lo avrebbero chiamato “Papà” ma “Nonno” e sarebbe stato piacevole trascorrere il tempo in loro compagnia non avendo anche la responsabilità della loro educazione. Con questa piccola consolazione e un’espressione più rilassata in viso, l’uomo del mercato tornò a rivolgersi all’uomo del tempio.
-Sei sicuro di non poter rimanere per la cerimonia? Come ospite, si intende-
-Mi piacerebbe tanto ma, come ti ho detto, sono stato convocato dall’Alto Consiglio, e non posso farli attendere-
-Vecchi ubriaconi…- ironizzò Zoorad.
-Vuoi forse attirare la sventura a parlar male dei Sommi Sacerdoti?- gli sorrise Fragis.

Intanto in una piccola abitazione dietro il tempio in cui si sarebbero celebrate le nozze, Beirin ripeteva a memoria ogni singola formula dell’antico rituale dell’unione delle anime -…”finché il corpo non sarà logorato”…”finché Munsk non vi chiamerà al suo cospetto”…”sotto l’egida di Gea”…no no, “con la benedizione di Gea e sotto l’egida di Valnealia e Orine-Sul suoi fratelli…”.
Quello sarebbe stato il suo primo incarico come sacerdote e non voleva fare neanche un errore. Fragis gli aveva suggerito di non agitarsi e rimaner tranquillo, quella era la garanzia di successo. Inoltre si trovavano in una piccola comunità, composta da gente semplice e poco erudita che di certo non avrebbe fatto caso ad eventuali distrazioni nel sermone. Beirin però non era proprio capace di fare le cose in maniera approssimativa. Per questo motivo, da diverso tempo, trascorreva i giorni e a volte anche le notti, a leggere e ripetere le formule sui testi sacri.

Nella zona Est invece, vicino ad una staccionata, Osvald manteneva un’espressione impassibile come se l’imminente evento non lo emozionasse per nulla. Durante la sua lunga vita aveva avuto 12 figli da 3 mogli diverse e aveva presenziato alle nozze di 8 di loro. Per questo motivo la prossima unione di suo figlio con la figlia di Zooran, l’evento che stava travolgendo tutto il villaggio, non lo sorprendeva o agitava particolarmente.
Dogan, con ansia crescente, si rivolgeva a lui per avere consiglio su ciò che doveva dire o fare mentre Osvald, intento a impregnare le assi della staccionata con un liquido scuro, dall’odore acre, che avrebbe scoraggiato alcuni predatori dal superare quel confine, gli rispondeva saggiamente -Stai per prender moglie e ancora non sei in grado di camminare con le tue gambe?-.

Poco distante da loro, occultata alla vista da un’alta siepe, Erin correva tra i campi per raggiungere Lara. Era talmente radiosa che la si sarebbe potuta scorgere anche al buio, sembrava esplodere di felicità. Indossava uno dei suoi abiti preferiti e, normalmente, non sarebbe mai andata nei campi con quello, per paura di sporcarlo. Nonostante le apparenze però il suo entusiasmo non era rivolto alle nozze di sua sorella, bensì a un motivo più personale. Cercava Lara proprio per raccontarle la più bella delle notizie: che August aveva fatto anche a lei la proposta di matrimonio e che lei, senza pensarci su, aveva accettato. Subito dopo le nozze di Lara e Dogan si sarebbero quindi festeggiate quelle di Erin e August. E chissà se nonna Agata avrebbe cucito anche per lei un bellismo abito con le sue stoffe più morbide e colorate.
Quando vide la sorella Erin si ricompose e le si avvicinò a passo lento, cercando di trattenere l’entusiasmo. Lara stava…

Cosa stava facendo Lara? (questa scelta influenzerà la definizione del carattere naturale di Lara)

  • Lara stava facendo una nuotata nelle acque del placido fiume (50%)
    50
  • Lara si stava allenando nel combattimento con delle armi improvvisate (25%)
    25
  • Lara stava leggendo seduta sull'erba (25%)
    25
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20 Commenti

    • Meno male….tu pensa che all’inizio della storia il pericolo (che ancora non avevo definito) sarebbe dovuto arrivare al villaggio e non il contrario (le ragazze verso il pericolo)….quindi posso dire che non sta andando come avevo previsto io XD

      Io penso che tu hai già previsto altre cose 🙂

      Tre capitoli saranno sufficienti perché un Negromante non è uno Sciamano. Quindi ha poteri terribili ma circoscritti. Ma si vedrà meglio in seguito.

      Alla prossima 🙂

    • La scelta di incontrare gli acrobati potrebbe portare a capire chi è il personaggio di cui stiamo raccontando il passato 😉

      “Urjak” non ricordo se l’ho sentito da qualche parte e, a dire il vero, non mi sembra il nome più adatto per un domatore (almeno per come appare esteticamente), mi sa più di nome barbaro. Ma ahinoi i suoi genitori gli hanno dato questo nome e quindi dobbiamo tenercelo XD

      :).

    • Ciao Red!
      Non ero su theincipit ma non sono stato con le mani in mano. Ho scritto un’altra storia inedita di questa saga ma l’ho pubblicata su un altra piattaforma, perché mi piace l’idea che qualcuno possa trovare per caso queste avventure e scoprire che sono “sparse nel web” 🙂 e che magari possa cercarle, tipo caccia al tesoro.

      Cmq è vero, non compare nessun nome dei soliti protagonisti finora. Tuttavia questo è un racconto legato ai trascorsi di uno di loro….chissà chi:.. 😛

      Ps “Mastro Destal” compare alla fine della storia Ombre di Luce (la storia di Gus, per intenderci). Ma potrebbe semplicemente essere un caso 😉

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