La rete del Male e del Bene

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo i due amici verranno scoperti da qualcuno, chi? Un compagno di scuola di Grace (100%)

Tra i Puri

Un anziano signore gli appoggiò una mano sulla spalla. -Va tutto bene?
Sebastian sobbalzò, stringendosi per riflesso la felpa sulla faccia, come se volesse soffocarsi. Il tizio aveva una faccia alquanto perplessa. Forse vedere un ragazzino che porta una grossa felpa imbottita a maggio era un po’ strano, specialmente se le mani del suddetto stavano tremando paurosamente. Sebastian sapeva che adesso avrebbe dovuto dire qualcosa, ma le parole sembravano esserglisi bloccate in gola. E se l’uomo avesse riconosciuto la sua voce? Se si fosse accorto che non era Puro? 

Oh andiamo. Si rimproverò. Non sei un ricercato nazionale.
Ma l’ansia gli impediva lo stesso di spiccicare anche solo una frase. Un sì o un no sarebbero bastati. Aprì la bocca per parlare, ma fortunatamente Grace venne in suo aiuto.
– Scusi signore, il mio amico sta male. – Grace sorrideva, e Sebastian si sentì un po’ preso in giro. – Ha solo un po’ di febbre, nulla di grave. Ora lo riporto a casa.

Forse quella del pullman non era stata la scelta migliore, ma era l’unico modo per raggiungere la casa di Grace. All’inizio, Sebastian non era stato molto convinto: gli autobus erano sempre affollati e c’era il rischio di essere riconosciuto, ma d’altronde chiedere un passaggio sarebbe stata una mossa azzardata. L’amica gli aveva prestato la propria felpa, e Sebastian vi si era avvolto dentro, accorgendosi improvvisamente di avere una taglia in meno di Grace. Aveva sempre saputo di essere esile per la propria età, ma non pensava fino a quel punto. L’altezza pressochè uguale fra i due l’aveva ingannato. Il giubbino gli era lungo e il cappuccio gli cadeva davanti alla faccia, impedendogli la vista. Grace era scoppiata a ridere e il ragazzo era sprofondato nell’indumento, nascondendo il leggero rossore.

Il bus si fermò, facendo scivolare il ragazzo in avanti e risvegliandolo dai suoi pensieri. Scattò in piedi e scese gli scalini del mezzo con tanta velocità e impazienza che avrebbero fatto dubitare chiunque della sua “malattia”, ma nessuno lo vide, ed atterrò in fretta sul marciapiede, litigando con la felpa per la poca possibilità di movimento che gli dava.

Si ritrovò davanti un enorme edificio azzurro pastello, dalle finestre lucide che riflettevano i raggi solari. Era circondato da un prato verde e curato, dove erano sparpagliate alcune panchine. Il ragazzo l’avrebbe giudicato un municipio o un ospedale, ma decise di domandarlo direttamente a Grace.

– Che posto è?- Chiese Sebastian, togliendosi finalmente il cappuccio e ricominciando a respirare.

– La mia scuola- Minimizzò Grace, incamminandosi a passo svelto per il giardino. Le suole delle scarpe appiattivano l’erba sotto di loro, e Sebastian ne fu quasi dispiaciuto vedendo quel prato perfetto rovinato.

Il ragazzo la raggiunse correndo. – E che ci dovremmo fare qui? Non vuoi entrare vero…?

– Devo prendere dei vestiti per te, non ho altra scelta. – Spalancò il portone d’ingresso. – Non puoi restare così, sei sospetto. Ho alcune maglie in palestra, io…

– Sei matta? – La fermò lui. – Ci sarà sicuramente qualcuno, se mi scoprono sono finito!

Lei sospirò. – Tu aspettami qui. Torno subito.

***

A quanto pareva quella parola aveva tutto un altro significato per Grace, perchè erano passati 15 minuti e di lei neanche l’ombra. Sebastian si chiese se per arrivare alla palestra non avesse attraversato l’intero paese. 

Appoggiò la testa al muro della scuola. Non si era neanche preso la briga di nascondersi: erano ormai le cinque del pomeriggio, gli addetti alle pulizie a quell’ora avevano ormai finito di lavorare.

Purtroppo non c’era neanche un angolo di ombra, e sotto quel sole non avrebbe retto a lungo. Pregò che Grace facesse in fretta. Non poteva togliersi la felpa, ma ormai sentiva di stare per svenire. E se l’amica al suo ritorno l’avesse trovato semimorente, avrebbe dovuto portarlo in ospedale e lì sì che la faccenda si sarebbe complicata.

Decise di abbassare la zip solo quel poco che bastava a non soffocare. Si guardò intorno sospettoso. Non c’era nessuno. Il cursore arrivò al termine della cerniera lampo, lasciando i lembi del giubbino liberi. Ma ancora non bastava. Si sbarazzò definitivamente dell’indumento. Dopotutto quanto potevano essere diversi i vestiti di un Cattivo da quelli di un Buono?

Sospirò, finalmente libero, e chiuse gli occhi, come per dormire.

Era in quella posizione da pochi minuti, quando sentì dei passi avvicinarglisi. Spalancò gli occhi, sull’attenti, ma troppo tardi: un ragazzino occhialuto lo fissava, con le pupille dilatate dallo stupore.

Cosa farà il ragazzo?

  • Dirà subito tutto a qualcuno. (20%)
    20
  • Farà finta di non aver visto niente. (40%)
    40
  • Aiuterà Grace e Sebastian. (40%)
    40

Voti totali: 5

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27 Commenti

  1. Ciao Camostilla,
    ho scoperto ora la tua storia e ho deciso di seguirla, mi piace!
    La situazione surreale è intrigante, ma al contempo il significato profondo della lotta tra bene e male è vicino a tutti….
    Sono curiosa di vedere cosa succede!
    A presto allora!

  2. Ehi, Cam! (Hai detto che ti piace, quindi approfitto di aver indovinato con i nomignoli, per una volta)
    Non ho molto da commentare e visto che tutti continuano a farti i complimenti credo che sia solo una perdita di tempo dirti che ad ogni capitolo mi lasci spazzata vedendo quanto cavolo sei migliorata in questo ultimo anno e che quando guardo i miei testi mi sento uno schifo in confronto a te. 😛
    Detto questo preferirei non far perdere altro del tuo tempo a leggere i commenti che probabilmente sono tutti barbosamente uguali e ti saluto con il mio solito “Ciao ciao!” da amica fidata. 🙂
    Alla prossima! 😀

  3. Ciao Camostilla.

    Ma davvero hai tredici anni? Io a quell’età ancora sognavo di scrivere così bene 😀

    Ho letto Obscurio tutto d’un fiato e adesso sono curioso di scoprire dove ci porterai con questa storia. Si vede che adesso scrivi meglio rispetto all’anno scorso. Hai ancora qualche problema con la revisione del testo (qualche errorino qualche volta ti scappa) ma riesci a gestire molto bene la scrittura.

    Grazie e alla prossima.

    • Ciao Achillu,
      Non sei il primo che mi dice di essere migliorata da quando ho scritto Obscurio, e ho notato anche io che scrivo con molta più facilità. Ovvio che qualche errore mi capiti, ma dato che io non me ne accorgo, spero che tu possa segnalarmeli ogni volta, in modo da non rifarli. 😉
      Grazie a te, ciao!

  4. Ciao, Cam… posso chiamarti così? Sai che non sono brava a trovare soprannomi e che il tuo nickname non è molto lungo e ciò complica ulteriormente la cosa… quindi, beh, hai capito…
    Comunque sia, ignorando totalmente le cavolate che scrivo…
    Carino questo capitolo! Non ricordavo quanto tu scrivessi bene, forse Obscurio 2.0 avresti dovuto scriverlo tu…
    Le reazioni dei personaggi sono descritte in modo impeccabile e mi è sembrato di vedere oltre la rete la faccia sconcertata di Sebastian mentre fissa le cesoie tra le mani di Grace.
    Ottimo lavoro! Continua con questo ritmo e non accelerare. Te lo dico per consiglio e per promemoria 😉 .
    Ciao, ci vediamo!

  5. ciao Camostilla,
    l’incipit promette bene. Un confine, la convinzione che gli altri, i cattivi, possano essere cattivi. Ci sarà un’amicizia tra i due bambini, immagino, e presumo anche che verrà ostacolata. Vedremo come si svilupperà la storia. Io direi che i sogno dei due sarà quello di lasciare l’isola, perché vedo difficile, vista la divisione netta dei territori, trovare posto in una delle due metà e ancor peggio sarebbe rimanere nella stessa condizione.
    Alla prossima!

  6. Ciao bella storia! Bell”inizio e bella idea! Da quando sono su TI mi sto interessando al fantasy, genere che ho sempre sottovalutato tantissimo ed è un peccato perché ne sto scoprendo tante storie appassionanti! Tipo la tua:)

    Io chiamerei i Buoni e i Cattivi in un altro modo; li farei più personalizzati. Buoni e Cattivi ce ne son tanti; pure Vasco mi ha fatto una testa così. Comunque secondo me entrambi son curiosi di visitare l’altra parte dell’isola e sai una cosa? Io pure:)
    Seguo!

    • Ciao, ti ringrazio dei complimenti. 🙂 So che i nomi “Buoni e Cattivi” non sono tanto originali, ma li ho messi giusto per dare meglio l’idea di divisione. L’ispirazione mi è venuta da mio padre che, appunto, quando da piccola chiedevo cose riguardanti la guerra,lui cominciava a cantare a squarciagola la canzone di Vasco Rossi, ripetendomi che nessuno era o buono o cattivo. Così mi è venuta l’idea.
      Grazie ancora, ciao!

  7. Ehi, ciao! Ben tormata! Dopo”anni luce”, eh? Ti rendi conto vero che gli anni luce contano una distanza e non un tempo? Una distanza che equivale a 9.500 miliardi di kilometri. Ma forse questo discorso è inutile e io sto facendo, come al solito, la parte della secchiona… okay, la smetto.
    Ma andando alla trama… carina! I Buoni e i Cattivi. Me ne avevi già parlato ma vederlo qui, nero su bianco è stato molto più bello. 😊
    È una storia degna della tua fantasia, questo è certo. Magari se, prima del prossimo capitolo non ci metti “anni luce” leggo volentieri. Sto scherzando! 😜 Sai che ti leggo sempre.
    Ciao, alla prossima!

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