La rete del Male e del Bene

Prologo

Una bambina di sette anni camminava tranquilla sul bagnasciuga, mentre i piedini nudi venivano inondati a intervalli regolari dall’acqua fredda e salata del mare. Il vestito bianco candido le svolazzava intorno e i capelli castano dorato ne seguivano i movimenti. Seppur fosse così piccola, per lei era del tutto normale andarsene in giro completamente sola: i suoi genitori le avevano spiegato che era una fortuna abitare nella parte buona dell’isola, poteva camminare liberamente senza dover temere nessuno. Lì, neanche una persona avrebbe provato a farle del male, poteva socializzare con chiunque. Solo su una cosa l’avevano messa in guardia: non doveva interagire con quelli dall’altra parte della recinzione. Glielo avevano ripetuto mille volte “Non parlare con le persone Cattive”. Lei aveva annuito ogni volta e pazientemente aveva risposto “Lo giuro”. E se una bambina Buona diceva che giurava, doveva essere la verità, perché ai Buoni era severamente vietato dire bugie o fare cose malvagie.

Ma contrariamente a tutto ciò, lei ora stava andando proprio lì: davanti alla recinzione. Ci era già stata altre volte, ma senza successo: non aveva incontrato nessuno. Così, delusa, se ne era andata a casa mogia mogia, ma il giorno dopo era sempre tornata, più convinta di prima. Perché? Beh, è ovvio: voleva sapere come erano fatti i Cattivi. Nella parte Buona, non se ne parlava mai tanto: appena tiravi fuori una frase che cominciasse con la parola “Male” tutti cambiavano discorso, facendo finta di non aver sentito. Quindi, se neanche uno voleva parlarle di queste persone, le avrebbe viste lei di persona. Chissà com’erano… La bimba se li era sempre immaginati come delle sottospecie di mostri: tentacoli, colori stravaganti e bava ovunque. Un normale bambino si sarebbe spaventato a morte soltanto a pensarli, ma la sua curiosità aveva di gran lunga superato l’iniziale paura. Ora che però si stava avvicinando alla rete, si doveva fare forza, ripetendosi “Se fossero dei mostri, non potrebbero farmi niente: sono dall’altro lato”.

Finalmente riuscì a scorgere la barricata: un enorme intreccio di fili di metallo dipinti di rosso, in modo che si vedessero anche da una certa distanza. Appoggiato al reticolo c’era un ragazzo dall’aria annoiata, che era così simile a lei che all’inizio pensò che fosse un Buono. Indossava dei pantaloncini di jeans e una banalissima maglietta. L’unica cosa diversa erano i capelli: erano di un biondo chiarissimo, quasi bianco, che sembrava riflettere i raggi solari.  La bambina cominciò a correre, per quanto le permettessero le gambe corte e la sabbia, che la faceva sprofondare ad ogni passo.

L’altro si voltò, udendo tutto il baccano che stava facendo lei e sorrise vedendola.

Quando lei lo raggiunse non esitò neanche un attimo: tese la mano e sfoderò il suo miglior sorriso, a cui mancavano ancora un paio di denti. – Sono Grace, tu chi sei?

Il bambino la squadrò a lungo, per poi presentarsi con un semplice: -Sebastian. 

Grace aspettò pazientemente, ma Sebastian non sembrava intenzionato a fare altro. -Non mi stringi la mano?- Domandò, un po’ delusa.

Lui fece spallucce. – Non credo ci passerebbe. – Si giustificò, facendo un gesto verso l’intrico di ferro davanti a lui.

-Giusto…- Mormorò l’altra tristemente.

Lasciò cadere il braccio lungo il corpo e Sebastian la guardò, perplesso: – Se vuoi… Ti stringo l’indice.- Propose, porgendo il dito attraverso un buco nella rete. Lei lo strinse con il proprio, sorridendo soddisfatta. Poi aggiunse: – Ti credevo diverso.-

-In che senso?-

-Pensavo fossi più cattivo.- Gli spiegò sorridendo e ritenendo di avergli fatto un complimento.

Ma le sue pupille nocciola si fecero improvvisamente fredde. – Non devi credere a quello che ti dicono gli altri. L’unica persona di cui ti puoi fidare è te stessa.

Gli angoli della bocca di Grace si piegarono all’ingiù. -E perché?

– Perché…- Iniziò lui, certo di avere la risposta pronta, cosa che invece non aveva. -Perché sì. -Disse, come se quello desse un senso a tutto il suo discorso.

Passarono la giornata in quel modo: seduti sulla spiaggia a chiacchierare sulle loro differenze, sulle loro passioni e sulla vita in generale. E straordinariamente, sia Grace che Sebastian scoprirono che non erano poi tanto diversi. Restarono così fino a sera, quando entrambi furono costretti a tornare a casa, sulla propria parte dell’ isola. 

– Devo andare. – Disse Sebastian, alzandosi e scuotendosi di dosso la sabbia. – Ci vediamo domani?

– Certo!-Esclamò felice Grace.

Dopo anni luce, sono finalmente tornata. Qual'è il sogno di Grace e Sebastian?

  • Niente, sono felici dove sono. (0%)
    0
  • Andarsene dall'isola e vivere nel mondo esterno. (14%)
    14
  • Visitare l'altra parte di isola. (86%)
    86
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27 Commenti

  1. Ciao Camostilla,
    ho scoperto ora la tua storia e ho deciso di seguirla, mi piace!
    La situazione surreale è intrigante, ma al contempo il significato profondo della lotta tra bene e male è vicino a tutti….
    Sono curiosa di vedere cosa succede!
    A presto allora!

  2. Ehi, Cam! (Hai detto che ti piace, quindi approfitto di aver indovinato con i nomignoli, per una volta)
    Non ho molto da commentare e visto che tutti continuano a farti i complimenti credo che sia solo una perdita di tempo dirti che ad ogni capitolo mi lasci spazzata vedendo quanto cavolo sei migliorata in questo ultimo anno e che quando guardo i miei testi mi sento uno schifo in confronto a te. 😛
    Detto questo preferirei non far perdere altro del tuo tempo a leggere i commenti che probabilmente sono tutti barbosamente uguali e ti saluto con il mio solito “Ciao ciao!” da amica fidata. 🙂
    Alla prossima! 😀

  3. Ciao Camostilla.

    Ma davvero hai tredici anni? Io a quell’età ancora sognavo di scrivere così bene 😀

    Ho letto Obscurio tutto d’un fiato e adesso sono curioso di scoprire dove ci porterai con questa storia. Si vede che adesso scrivi meglio rispetto all’anno scorso. Hai ancora qualche problema con la revisione del testo (qualche errorino qualche volta ti scappa) ma riesci a gestire molto bene la scrittura.

    Grazie e alla prossima.

    • Ciao Achillu,
      Non sei il primo che mi dice di essere migliorata da quando ho scritto Obscurio, e ho notato anche io che scrivo con molta più facilità. Ovvio che qualche errore mi capiti, ma dato che io non me ne accorgo, spero che tu possa segnalarmeli ogni volta, in modo da non rifarli. 😉
      Grazie a te, ciao!

  4. Ciao, Cam… posso chiamarti così? Sai che non sono brava a trovare soprannomi e che il tuo nickname non è molto lungo e ciò complica ulteriormente la cosa… quindi, beh, hai capito…
    Comunque sia, ignorando totalmente le cavolate che scrivo…
    Carino questo capitolo! Non ricordavo quanto tu scrivessi bene, forse Obscurio 2.0 avresti dovuto scriverlo tu…
    Le reazioni dei personaggi sono descritte in modo impeccabile e mi è sembrato di vedere oltre la rete la faccia sconcertata di Sebastian mentre fissa le cesoie tra le mani di Grace.
    Ottimo lavoro! Continua con questo ritmo e non accelerare. Te lo dico per consiglio e per promemoria 😉 .
    Ciao, ci vediamo!

  5. ciao Camostilla,
    l’incipit promette bene. Un confine, la convinzione che gli altri, i cattivi, possano essere cattivi. Ci sarà un’amicizia tra i due bambini, immagino, e presumo anche che verrà ostacolata. Vedremo come si svilupperà la storia. Io direi che i sogno dei due sarà quello di lasciare l’isola, perché vedo difficile, vista la divisione netta dei territori, trovare posto in una delle due metà e ancor peggio sarebbe rimanere nella stessa condizione.
    Alla prossima!

  6. Il Fantasy mi piace e seguirò la tua storia.
    Il Bene e il Male sono insiti in ognuno di noi, spesso ci capita di fare confusione nell’esprimerli e nel comprenderli.
    Incipit interessante e personaggi che ci daranno grandi soddisfazioni, sotto il profilo emozionale.
    Da curioso quale sono, vorrei visitare l’altra parte dell’isola.
    Alla prossima!
    Ciao

  7. Visitare l’altra parte dell’isola, mi sembra ovvio 😉

    Bell’inizio, Grace mi è piaciuta, Sebastian l’approfondiremo nei prossimi capitoli. Ho l’impressione che la divisione tra Buoni e Cattivi ci riserverà qualche sorpresa 😉

    “Beh, è ovvio: voleva sapere come erano fatti i Cattivi.”
    😀 😀 😀

    Ciao 🙂

  8. Ciao bella storia! Bell”inizio e bella idea! Da quando sono su TI mi sto interessando al fantasy, genere che ho sempre sottovalutato tantissimo ed è un peccato perché ne sto scoprendo tante storie appassionanti! Tipo la tua:)

    Io chiamerei i Buoni e i Cattivi in un altro modo; li farei più personalizzati. Buoni e Cattivi ce ne son tanti; pure Vasco mi ha fatto una testa così. Comunque secondo me entrambi son curiosi di visitare l’altra parte dell’isola e sai una cosa? Io pure:)
    Seguo!

    • Ciao, ti ringrazio dei complimenti. 🙂 So che i nomi “Buoni e Cattivi” non sono tanto originali, ma li ho messi giusto per dare meglio l’idea di divisione. L’ispirazione mi è venuta da mio padre che, appunto, quando da piccola chiedevo cose riguardanti la guerra,lui cominciava a cantare a squarciagola la canzone di Vasco Rossi, ripetendomi che nessuno era o buono o cattivo. Così mi è venuta l’idea.
      Grazie ancora, ciao!

  9. Ehi, ciao! Ben tormata! Dopo”anni luce”, eh? Ti rendi conto vero che gli anni luce contano una distanza e non un tempo? Una distanza che equivale a 9.500 miliardi di kilometri. Ma forse questo discorso è inutile e io sto facendo, come al solito, la parte della secchiona… okay, la smetto.
    Ma andando alla trama… carina! I Buoni e i Cattivi. Me ne avevi già parlato ma vederlo qui, nero su bianco è stato molto più bello. 😊
    È una storia degna della tua fantasia, questo è certo. Magari se, prima del prossimo capitolo non ci metti “anni luce” leggo volentieri. Sto scherzando! 😜 Sai che ti leggo sempre.
    Ciao, alla prossima!

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