Gloria al Re Nero

Dove eravamo rimasti?

Il nostro Re è stato sfidato: come reagirà? Sarà Lui, in prima persona, a intervenire contro il suo nuovo nemico. (75%)

Morire è inutile.

Quando sentì le lacrime scorrerle sul viso, Amanda urlò, obbligandosi ad aprire gli occhi.

Disorientata e con il cuore che le galoppava, la donna si voltò all’istante, come se qualcosa fosse proprio lì per…

«Dobbiamo andare!»

Dietro di lei una porta, colorata di un rosso sbagliato, troppo vivace, troppo acceso, l’aspettava, immobile, con il Suo marchio impresso sullo stipite.

«Mamma!»

La mano che l’afferrò era piccola, ma nonostante questo la strinse con una forza e un calore tali da ridestarla.

Dove sono? Una domanda inutile, pensò, non appena poggiò gli occhi sulla bambina.

Capelli lunghissimi, uno sguardo di ghiaccio e… c’era dell’altro, qualcosa che non ricordava.

«Chi sei?», chiese intontita.

«Mamma, non c’è tempo! Dobbiamo andare!»

Non appena la frase terminò, le pareti della stanza, un piccolo cubicolo di pietra intriso di umidità, si piegarono in modo innaturale.

«Amanda, cara, suvvia apri questa porta

Un passo, due passi, Amanda sentì qualcosa di molto pesante fermarsi a un passo dall’uscio.

«La morte è solo una perdita di tempo.»

Toc, toc.

Il bussare fu lento e preciso come i rintocchi di una campana, e a ogni rintocco, la porta, così come l’intera stanza, pareva andare in pezzi.

Guidata dall’istinto, Amanda ricambiò la stretta della bambina, che nel frattempo si era fatta ancora più forte, e decise di seguirla.

Le due corsero a perdifiato giù per una scala a chiocciola intagliata nella roccia.

«Amanda!», ci fu un grido, poi un boato.

«Dobbiamo andare, è entrato!»

Toc, toc.

I passi, pesanti, risuonavo quasi innocui, se paragonati all’incedere continuo del battere di dita, sempre più veloce, sempre più vicino.

«Vieni!»

Non appena la scala terminò, un lunghissimo e stretto corridoio si poggiò proprio di fronte a loro: non c’era più traccia della roccia, ma bensì di qualcosa di diverso.

«Ma cosa?»

Oscurità liquida, irta a semplice materiale di costruzione, rifletteva i loro corpi in ogni direzione.

«Conosco un posto sicuro.»

«Una via d’uscita?»

«Sì.», rispose la bambina senza guardarla: «Ma dobbiamo fare alla svelta.»

Il minuto corpicino che la guidava, iniziò a correre senza sosta, mettendola in seria difficoltà.

«Non penso di farcela, devi andare più piano.», ansimò la donna, mentre cercava di stare al passo.

«Devi farcela, o Ela sarà perduta!»

Ela? Dopo il loro incontro, qualche settimana prima, le due, insieme a molte altre, erano riuscite a salvarsi e ritrovare persino un briciolo di speranza, fino a che…

Quasi per caso, la donna voltò lo sguardo alla propria destra, nell’oscurità riflettente e lì, in quel mare senza fine, lo vide.

Oltre alle proprie immagini riflesse, dietro di loro, molto distante, si accorse che qualcuno la stava salutando.

Come incantata, Amanda alzò la mano e rispose.

«No! Smettila!»

Toc, toc.

Bastò un solo battito di ciglia e Lui fu su di loro: le sua mani, affilate e mostruose, si fecero largo attraverso la parete liquida in un attimo, permettendogli di riversarsi all’interno del corridoio.

Troppo grande il sorriso, troppo grandi i suoi occhi, troppo grandi i suoi arti che, lussandosi, andavano a comprimersi in uno spazio in cui non potevano umanamente esistere.

«Scappare non serve, sarà la centesima volta che te lo dico

Bastarono poche parole per farle gelare il sangue, era come se le avesse già sentite.

«Vattene!»

In quel preciso istante due cose accaddero: le lacrime, dal nulla tornarono a colpirle il viso, mentre di fronte a loro, silenziosa, una porta comparì in mezzo al nulla, tagliandogli la strada.

«Eccola, è lì!»

Le due ripresero a correre, mentre il Lui, sorridente e strisciante iniziò a seguirle.

«Dimmi dov’è. Ti risparmieresti molto dolore

Ma Amanda non voleva saperne, non voleva tradire un’amica, l’unica che era corsa in suo soccorso.

Una volta giunta alla porta, un vecchio rudere di legno, dipinto di un rosso troppo acceso,  troppo vivace… si voltò e rise di Lui, poi seguì sua figlia oltre l’uscio.

«Per poco.»

La bambina corse subito da lei, abbracciandola.

«Ce l’abbiamo fatta, mamma! Ora dobbiamo solo raggiungere Ela!»

Amanda abbassò lo sguardo su di lei, finalmente felice, quando qualcosa la fece trasalire.

Tra i loro corpi, in mezzo a quell’abbraccio, qualcosa mancava: il suo ventre era perfetto, come se avesse già da tempo dato vita all’essere che portava in grembo.

«Mamma dov’è Ela?», la voce dell’esserino si fece di colpo fredda.

«Non me lo vuoi dire?», chiese di nuovo fissandola.

«No, io… non posso, non voglio… preferisco morire.»

«Di nuovo?», fece eco lei.

«Come preferisci, ma farà male, molto male.»

In un urlo straziante, la dolce bambina mutò, ergendosi informe sopra Amanda.

«Prima o poi cederai, è solo questione di tempo. Tutto si arrende al mio volere, persino la morte

Quando le Sue mani d’oro si conficcarono nel cranio, lei sentì ogni singolo nervo andare in pezzi, quando la sua testa non fu più sua, lei sentì le ossa abbandonarla e i muscoli sciogliersi come burro. Poi ci furono le lacrime e quando riaprì gli occhi sua figlia era lì, bisognosa del suo aiuto.

«Ricominciamo

Ogni mostro ha una debolezza, che garantisca all'eroe un barlume di speranza: quella del nostro Re, da cosa dipende?

  • Da qualcosa che dipenda dall'origine del suo potere. (33%)
    33
  • Da nulla, non ha alcuna debolezza. (17%)
    17
  • Da qualcosa che si trova nel suo passato. (50%)
    50

Voti totali: 6

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43 Commenti

  1. Questo capitolo mi è piaciuto veramente tanto! Forse è quello che ho preferito tra tutti. Complimenti, l’ho letto tutto d’un fiato, sperando che Amanda riuscisse a salvarsi. Per fortuna è stato così.
    Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo, ero indecisa tra i discepoli e il re nero in persona ma alla fine ho votato per il re nero. Sono curiosa di vederlo in azione.

  2. Ciao Lorenzo. Voglio sapere di più sul Re Nero… al sesto credo sia doveroso da parte dell’autore svelare qualcosina in più su questa terrificante entità.
    I sei capitoli scorrono bene e sono scritti altrettanto bene.
    Benché sia scritto in prima e impostato come un lungo monologo io avrei limitato un po’ le escursioni oltre la quarta (fanno un po’ troppo Poe secondo me, non che Poe sia male, anzi, ma quel modo di scrivere è un po’ – scusa il gioco di parole involontario – superato).
    Meglio, molto meglio, quando ti dai alla descrizioni macabre e da stomaci forti, la mano insanguinata e via dicendo. In ogni caso una buona prova fino a questo momento. Te lo dico da appassionato del genere.

  3. Ciao Lorenzo,
    mi sono persa un capitolo, l’ho recuperato oggi.
    Interessante il monologo, va a toccare temi all’esistenza in cui molti di noi possono riconoscersi, per questo o quell’altro verso. Il lavoro, la casa, la macchina, le vacanze, fare una vita monotona che non ti piace e che, nella migliore delle ipotesi, ti porterà a invecchiare e a gioire del rimborso al netto di una vita intera dei contributi versati.
    Se non fosse per l’anima che si tinge di nero e il cuore che ghiaccia nel petto, il re nero sarebbe la soluzione a molti mali, purtroppo non vi si può fare ricorso oppure sì?
    Aspetto il nuovo capitolo e ti saluto.
    Alla prossima!

  4. Ciao Lorenzo, sto seguendo questa storia dall’inizio e innanzitutto volevo farti i miei complimenti, mi sta piacendo molto!
    Questo capitolo era cosi scorrevole e coinvolgente che l’ho letto in pochissimo e, arrivata in fondo, ero dispiaciuta che fosse finito. Ci tenevo a farti i complimenti per le descrizioni perchè, mentre leggevo, la scena si formava nitida nella mia mente e questa cosa non mi succede spesso con i testi che leggo.
    Ho molto apprezzato la presenza di una figura femminile, mi ha aiutato a entrare ancor di piu nella storia.
    Aspetto impaziente il seguito 😀 Nel frattempo ho votato per ‘evolvere l’umanità’!

  5. Ciao Lorenzo,
    ottimo episodio, carico di terrore. Mi ha ricordato FRAGILE. A GHOST STORY. Lo hai mai visto?
    Molto azzeccata anche la canzoncina (l’hai inventata tu?), le musiche per bambini negli horror rendono sempre molto bene. Vedi THE NIGHTWATCH nella scena quando Nick Nolte… Ops stavo per spoilerare 😉
    Bene, dunque, hai fatto un buon lavoro.
    Aspetto il nuovo capitolo, ho votato per l’essere umano speciale.
    Alla prossima!

  6. Ciao Lorenzo,
    ho votato le mani, mi ha colpito la descrizione della mano che si apre, molto convincente.
    Hai fatto un bel lavoro, la ricerca della porta, quasi si stesse cercando l’indirizzo di un medico, il fondo di un pozzo. L’unico appunto è sul dialogo tra il fratello e il protagonista, non ho capito subito chi avesse ucciso chi, non sempre occorre specificare, ma a volte farlo rende più comprensibile il testo.
    Alla prossima!

    • Prima cosa: grazie mille per avermi seguito sin qui. Apprezzo davvero i tuoi consigli e sì, una delle mie problematiche, con questo tipo di scritti così brevi, è la difficoltà di dare chiarezza a pensieri che necessitano di un più ampio respiro. Grazie ancora, farò del mio meglio.

  7. “La notte era buia e senza stelle, fredda come il ventre di una donna sterile”
    Questa è la frase che mi è piaciuta di più.

    Dato che mi immagino il Re Nero come una creatura che si nutre di “energia psichica”, non ha senso che abbandoni la sua attuale “vittima”, che costringerà a cercare una nuova persona da soggiogare e avere più fonte di cibo.

  8. L’incipit promette bene, attenzione che ci sono dei passaggi abbastanza confusi tra le riflessioni del protagonista. Sebbene tutto faccia pensare a una creatura esterna, mi ricorda un cortometraggio molto bello che mi fa pensare che la storia possa farsi più angosciante se il Re Nero fosse nell’uomo che parla.

  9. Ciao Lorenzo,
    mi piacciono gli horror, quindi mi sono fiondata a leggere il tuo incipit. Direi che il re nero è un essere esterno che riesce a soggiogare le vittime, che poi sarebbero i carnefici… Perché sono assassini, o no?
    Il protagonista lo conosce in tenera età, in fondo è alle porte dell’adolescenza che cominciano i tre sintomi. Vediamo dove ci porta il tuo racconto, intanto ti saluto e alla prossima!
    p.s. ottima esposizione, una sola cosa: prima di “Tarzan”, all’inizio, manca una preposizione?

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