Gloria al Re Nero

Dove eravamo rimasti?

Ora, ditemi: cosa governa il mondo? La rabbia e la vendetta guideranno l'uomo per sempre. Che vi piaccia o meno. (75%)

Colui che divorò il mondo.

Quando Ela giunse alla cisterna, un pensiero subito le attanagliò il cuore: quanto tempo era passato? L’acciaio, corroso, si ergeva come un dente malato, sbucando da un terreno antico e senza vita.

«Vuoi davvero farlo?», chiese una delle donne al suo fianco.

«Sì, dobbiamo salvarlo.»

Erano in otto, un gruppo di donne coraggiose, partite alla volta della loro ultima chance; spaventate, ma non titubanti, si erano fatte largo in un sottosuolo a loro sconosciuto, dove mai avrebbero creduto di trovare tracce di civiltà.

Una volta all’interno, Ela non commentò, non disse nulla, limitandosi ad avvicinarsi al pozzo nero che si ergeva all’interno della cisterna; Viktor era laggiù, lo aveva visto negli incubi di quelle bestie.

«Preparate le corde. È tempo di farla finita.»

***

Lo aveva visto divorare suo marito, i suoi incubi, il mondo intero; il Re senza patria, ricurvo nel suo sorriso eterno, ma quando i suoi piedi toccarono il fondo di quella prigione, Ela non vide un mostro, bensì una vittima.

Dalla pelle incolore, al corpo ridotto a mera carne, Viktor era ancora incatenato al suo trono.

«Mi senti?»

La flebile voce della donna gli arrivò come un colpo di frusta, risvegliandolo dall’innaturale silenzio.

«Perché?», sussurrò al nulla.

Quando Ela si fece più vicina, Viktor provò a muoversi, ma non ci riuscì.

Immediatamente, la presenza delle donne intorno a lui, lo avvolse, e con essa un ricordo si insinuò nella sua mente, riportandolo ai tempi del sangue e del dolore.

«Gli occhi furono il loro primo dono

Una voce, che tutte loro conoscevano fin troppo bene, cadde dalla cima del pozzo, obbligando tutti i presenti a condividere lo stesso incubo.

«Uno a uno consiglieri estrassero i loro doni, iniziando dagli occhi. Presero ciò che mi rendeva uomo e lo sostituirono con questo

Dalla parete alle spalle di Ela, il Re Nero comparve, sempre sorridente e con le braccia tese verso il suo pubblico.

«Mi cavarono gli occhi

Un lampo, mostrò a tutte loro le pinze, il metallo vincere sulla carne e il dolore del ragazzo inondare il pozzo.

«Poi fu il turno delle braccia

A terra, in stato di shock, Viktor era inerme, mentre il suo corpo veniva menomato.

«Un tempo furono di Jacob, poi mie. Mano d’oro, ottenute con le ricchezze del villaggio, che tutti avevano contribuito a creare; mi sfilarono le ossa dalla carne e ci misero il più prezioso dei materiali. Una fortuna, non credi

Prima che Ela potesse dire qualcosa, un’altra immagine la colpì.

Una mano nera, il marchio, fu posto sul cuore del nuovo Re, come simbolo del suo eterno compito e come sigillo di quello scempio.

Ela scoppiò in lacrime.

«Perché lo hanno fatto?», gridò, mentre la sua mano brillava di luce propria.

«Perché erano disposti a tutto pur di proteggere i propri cari

Gli occhi della donna caddero sul corpo nebuloso di quell’abominio, cercandovi qualcosa di umano.

«Hai intenzione di fermarmi?»

«No, io sono qui per metterti in guardia. C’è troppo dolore in quella carne, non puoi più salvarci

Era vero? Ela non poteva saperlo, ma non era giunta fin lì per arrendersi.

Decisa, si avvicinò a Viktor e poggiò la mano sul marchio; Il bagliore che ne scaturì fu immenso, in un solo attimo l’oscurità fu ricacciata, annichilendo persino la presenza stessa del Re Nero e liberando Viktor dalle catene.

D’istino la donna lo accolse tra le braccia.

«Va tutto bene!»

«Casa?», sussurrò.

«Sì, troveremo i tuoi amici, i tuoi genitori, tutto andrà bene!»

Ela avrebbe voluto concludere la frase, ma qualcosa la interruppe.

Caldo, come pioggia, prima venne il sangue, poi gli artigli urlarono di nuovo e infine i corpi fatti a pezzi delle sue compagne, giunsero a lei ancora in vita, prima di cadere inerti ai suoi piedi.

«No!»

Ela provò a divincolarsi, ma non ci riuscì; Viktor, con le sue assurde articolazioni dorate, la tratteneva a sé.

«È stata la mia famiglia a dirmi di andare, mi sono fidato perché li amavo e guardami ora! Sono stati loro, siete stati voi a trasformarmi in questa cosa.»

Nonostante le cicatrici, gli occhi di Viktor si spalancarono, rivelando al mondo gli stessi rubini infuocati che Ela aveva visto nei suoi incubi.

«Non dargli ascolto! Possiamo sistemare tutto, non lasciarlo entrare!»

In quel preciso istante Viktor rise di gusto, arrivando a dislogarsi la mascella.

«Io sono il Re Nero, io l’ho creato. Il vostro dolore era troppo, così come l’odio; lui è il salvatore che meritate e ora che mi hai liberato, ve lo dimostrerò.»

Così com’era giunta, la luce svanì, mutandosi in un ammasso di fumo nero, risucchiato dal corpo di Viktor.

«Non ci sarà più alcun briciolo di umanità, quando avrò finito. Vi porterò via ogni cosa, vi ridurrò a cadaveri senza alcuno scopo, solo così capirete ciò che mi è stato fatto.»

Prima che la luce se ne andasse del tutto, Ela vide un’ultima cosa, un luccichio, muoversi rapido verso di lei, qualcosa che in un battito d’ali le tranciò di netto una scapola.

***

Quando il Re Nero fu fuori dalla sua prigione, il destino del mondo fu deciso e con esso quello dell’uomo e della sua intera progenie.

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51 Commenti

  1. Mi è piaciuto molto questo capitolo! Sono felice di aver saputo finalmente qualcosa in piu su di lui. Ho votato per la rabbia e la vendetta perchè, a mio parare, per una storia cosí, un finale positivo avrebbe stonato. Sono curiosa di vedere come si concluderà la storia!

  2. Ciao Lorenzo, siamo arrivati alla fine! Riflettendo ho votato per la natura umana e non per cosa vorrei io o per come vorrei che fosse il mondo. Purtroppo rabbia e vendetta e crudeltà faranno sempre parte della maggioranza del genere umano. A te l’ onore di chiudere il racconto con la tua personale visione della vita!:-)

  3. Ci sarà una seconda occasione, non può finire in eterna sofferenza, anche se questo è un horror…
    Ciao Lorenzo,
    quindi il fardello oscuro è capitato sulla schiena di Victor senza che lui potesse farci nulla. Esiste una città oscura, che non vede mail la luce, brulicante male. Be’, il nono capitolo apre la scena al gran finale. Ora sappiamo cosa è successo e perchè, non resta che arrivare alla fine e vedere cosa ne sarà del mondo.
    Alla prossima!
    p.s. ci sono un paio di refusini, ma poca roba 🙂

  4. Ciao Lorenzo,
    horror splatter dopo la pausa sperimentale! Bene, non sono certa di aver capito proprio tutto dei due capitoli, che ho letto di seguito, perchè uno lo avevo perso… Ma la colpa è mia, dovrei rileggere da capo e ritrovare il filo, ci sono talmente tante storie…
    L’bilità descrittiva, cmq, non ti manca, quindi bravo.
    Alla prossima!

  5. Questo capitolo mi è piaciuto veramente tanto! Forse è quello che ho preferito tra tutti. Complimenti, l’ho letto tutto d’un fiato, sperando che Amanda riuscisse a salvarsi. Per fortuna è stato così.
    Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo, ero indecisa tra i discepoli e il re nero in persona ma alla fine ho votato per il re nero. Sono curiosa di vederlo in azione.

  6. Ciao Lorenzo. Voglio sapere di più sul Re Nero… al sesto credo sia doveroso da parte dell’autore svelare qualcosina in più su questa terrificante entità.
    I sei capitoli scorrono bene e sono scritti altrettanto bene.
    Benché sia scritto in prima e impostato come un lungo monologo io avrei limitato un po’ le escursioni oltre la quarta (fanno un po’ troppo Poe secondo me, non che Poe sia male, anzi, ma quel modo di scrivere è un po’ – scusa il gioco di parole involontario – superato).
    Meglio, molto meglio, quando ti dai alla descrizioni macabre e da stomaci forti, la mano insanguinata e via dicendo. In ogni caso una buona prova fino a questo momento. Te lo dico da appassionato del genere.

  7. Ciao Lorenzo,
    mi sono persa un capitolo, l’ho recuperato oggi.
    Interessante il monologo, va a toccare temi all’esistenza in cui molti di noi possono riconoscersi, per questo o quell’altro verso. Il lavoro, la casa, la macchina, le vacanze, fare una vita monotona che non ti piace e che, nella migliore delle ipotesi, ti porterà a invecchiare e a gioire del rimborso al netto di una vita intera dei contributi versati.
    Se non fosse per l’anima che si tinge di nero e il cuore che ghiaccia nel petto, il re nero sarebbe la soluzione a molti mali, purtroppo non vi si può fare ricorso oppure sì?
    Aspetto il nuovo capitolo e ti saluto.
    Alla prossima!

  8. Ciao Lorenzo, sto seguendo questa storia dall’inizio e innanzitutto volevo farti i miei complimenti, mi sta piacendo molto!
    Questo capitolo era cosi scorrevole e coinvolgente che l’ho letto in pochissimo e, arrivata in fondo, ero dispiaciuta che fosse finito. Ci tenevo a farti i complimenti per le descrizioni perchè, mentre leggevo, la scena si formava nitida nella mia mente e questa cosa non mi succede spesso con i testi che leggo.
    Ho molto apprezzato la presenza di una figura femminile, mi ha aiutato a entrare ancor di piu nella storia.
    Aspetto impaziente il seguito 😀 Nel frattempo ho votato per ‘evolvere l’umanità’!

  9. Ciao Lorenzo,
    ottimo episodio, carico di terrore. Mi ha ricordato FRAGILE. A GHOST STORY. Lo hai mai visto?
    Molto azzeccata anche la canzoncina (l’hai inventata tu?), le musiche per bambini negli horror rendono sempre molto bene. Vedi THE NIGHTWATCH nella scena quando Nick Nolte… Ops stavo per spoilerare 😉
    Bene, dunque, hai fatto un buon lavoro.
    Aspetto il nuovo capitolo, ho votato per l’essere umano speciale.
    Alla prossima!

  10. Ciao Lorenzo,
    ho votato le mani, mi ha colpito la descrizione della mano che si apre, molto convincente.
    Hai fatto un bel lavoro, la ricerca della porta, quasi si stesse cercando l’indirizzo di un medico, il fondo di un pozzo. L’unico appunto è sul dialogo tra il fratello e il protagonista, non ho capito subito chi avesse ucciso chi, non sempre occorre specificare, ma a volte farlo rende più comprensibile il testo.
    Alla prossima!

    • Prima cosa: grazie mille per avermi seguito sin qui. Apprezzo davvero i tuoi consigli e sì, una delle mie problematiche, con questo tipo di scritti così brevi, è la difficoltà di dare chiarezza a pensieri che necessitano di un più ampio respiro. Grazie ancora, farò del mio meglio.

  11. Ciao Lorenzo,
    l’uomo incontra il re nero che ha qualcosa da dirgli.
    Un capitolo molto forte, immagini crude e crudeli, l’horror può tingersi di molti colori, tu hai scelto il nero dell’abisso. L’angelo rosso dietro il bancone mi fa intendere che la storia sarà popolata di diavoli, re e assassini, bene così.
    Attendo il nuovo, alla prossima!

  12. “La notte era buia e senza stelle, fredda come il ventre di una donna sterile”
    Questa è la frase che mi è piaciuta di più.

    Dato che mi immagino il Re Nero come una creatura che si nutre di “energia psichica”, non ha senso che abbandoni la sua attuale “vittima”, che costringerà a cercare una nuova persona da soggiogare e avere più fonte di cibo.

  13. L’incipit promette bene, attenzione che ci sono dei passaggi abbastanza confusi tra le riflessioni del protagonista. Sebbene tutto faccia pensare a una creatura esterna, mi ricorda un cortometraggio molto bello che mi fa pensare che la storia possa farsi più angosciante se il Re Nero fosse nell’uomo che parla.

  14. Ciao Lorenzo,
    mi piacciono gli horror, quindi mi sono fiondata a leggere il tuo incipit. Direi che il re nero è un essere esterno che riesce a soggiogare le vittime, che poi sarebbero i carnefici… Perché sono assassini, o no?
    Il protagonista lo conosce in tenera età, in fondo è alle porte dell’adolescenza che cominciano i tre sintomi. Vediamo dove ci porta il tuo racconto, intanto ti saluto e alla prossima!
    p.s. ottima esposizione, una sola cosa: prima di “Tarzan”, all’inizio, manca una preposizione?

  15. Incipit angosciante, complimenti!
    Dopotutto è proprio il genere che stai scrivendo che pretende quest’ansia.
    Ho scelto di seguire la tua storia perché voglio capire di quale male si nutre il Re Nero, pertanto mi oriento verso la scelta di un soggiogatore esterno e molto subdolo.
    Aspetto il prossimo capitolo e buon lavoro!
    Ciao Lorenzo

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