Cyber – Soliloquy

[the neet-tragedy]

Credo di aver oramai perso da qualche mese la concezione del tempo. Una luce costantemente tenue esce dalle persiane abbassate illuminando la stanza a punti poco chiari e con tratti oblunghi che si distendono fino al mio letto, fino al mio viso. Alzarle sarebbe sicuramente un’ottima opzione per risolvere il problema, ma il mondo li fuori é pieno di luci e perpetui rumori molesti, che finirebbero per distrarmi dal campionato di War of Titans* su cui ho un account per server esistente: Corea, Giappone, USA, Europa. Spesso gioco ad mmorpg, anche a più di uno contemporaneamente. Ho degli amici? Certo, un ammasso di pixel tossici che spariscono sporadicamente. Ho avuto una ragazza, anche -che non si dica che noi Neet siamo asociali- ma poi ha deletato* l’account, ora non ricordo manco più come faceva il suo nickname.

Decisi di non uscire più, semplicemente. Qui ci chiamano “Hikikomori” ovvero: Persone che si ritirano dalla società. La verità é che sono sempre stato uno sfigato, nella vita, con gli amici, a scuola. Poi in genere molti di noi finita l’università, sono quasi elettrizzati di affacciarsi al mondo del lavoro, mentre a me si bloccava il fiato in gola, al solo pensarci. Capite vero? E’ la scelta, l’unica vera scelta. Il momento in cui decidi cosa sarai, chi sarai per il resto della tua vita. 
Il momento in cui inizia il maledetto cerchio della vita. Ti alzi. Lavori. Pausa pranzo veloce o sale il sonno. Torni a casa. Dormi. Lavori. Lavori. Lavori per avere quella vacanza, che durerà una settimana, di cui ti vanterai con i tuoi compagni di lavoro.

– 21/03 Programma di riadattamento di Yato Tsubyuka, si sente pronto per il test? –

Lo sentivo già sfarfallare nelle mie orecchie, il decesso dei miei obsoleti genitori aveva portato a galla un problema che non ho potuto proprio ignorare [oh e di solito gli ignoro eccome i problemi]: La tassa d’ultra-net che solitamente lampeggiava di un tenue azzurro ed ora, mi guardava la notte con una spia minacciosa color cremisi. I soldi. Erano finiti. E i noodles istantanei pure.

Parlo di una società del tutto nuova, o forse spolverata da qualche vecchia dittatura, dove tutti son incredibilmente incazzati, ansiosi, reclusi o drogati. La televisione parla, costante, un brusio nella mia stanza costante che non mi da pace e continua a chiacchierare di qualche politico che si sposa, e qualche politico che ordina le stragi. Le leggi dicono chiaramente che in caso di violazione dell’articolo della costituzione del Nuovo Patto Asiatico, si é invitati [obbligati] a presentarsi ai corsi di ri-educazione, dove ti parlano per ore tenendoti inchiodato ad una sedia che mi hanno raccontato esser piuttosto scomoda.

Nessuno lo fa’. Spegner la tv, intendo. Oh, a nessuno interessa aver un po di rumore in casa, alla fine.

– Poggi la gola qui, tenda il collo, sentirà solo un leggero pizzicotto. –

La mattina che mi alzai per dirigermi all’Ufficio di collocamento del distretto Commerciale di Nova Tokyo era livida come una vecchia contusione, e una scritta dalla confusa comicità lampeggiava a tratti intermittenti ricordandomi “Se non hai un futuro, puoi sempre comprartelo!”. Che poi l’ilarità del momento, sotto quel cielo pregno di nuvole, fu direttamente spedita alle stelle; senza futuro, senza soldi, senza umorismo e maggiore delle disgrazie, senza internet. Yokko era uno uomo stempiato sulla cinquantina, un connubio di simpatia, cinismo e pancia da birra con un sorriso irritante sempre in faccia, fu lui ad accogliermi al dipartimento, fu lui a farmi sedere su quella sedia scomoda, di quelle coi bordi dove il culo dopo un po ti fa male se non sei donna. E fu sempre lui a mettermi la gogna dopo il test attitudinale per capire quale lavoro sarebbe stato meglio per me.

Signor Tsubyuka, lei risulta fortemente inadatto ad esser inserito nella società, sa cosa vuol dire?-

Ed in quel momento io, con la bocca dell’aria calda che mi solleticava il viso, lo guardai come se mi stesse parlando in lingue sconosciute, ebete e confuso, lo costrinsi a guardarmi con insistenza e ripetere: -Signor Tsubyuka, mi sente? Si sente bene?-

Ma io avevo in mente la canzoncina della pubblicità delle ali di pollo al curry, qualcosa sull’obesità che non fa paura– qualcosa che improvvisamente mi fece ricordare della presenza dell’agente Yokko di fronte a me: -Si, si certo, sono qui, la sento.- Oh, e non avete idea dello sforzo fatto per scacciare quella melodia dalla testa, m’impuntai sul suo naso, grosso e a patata, mentre mi spiegava qualcosa che mi son perso per metà.

-Quindi, lei é un soggetto Inadatto, per tanto invitato ad esser gentilmente esportato verso il progetto di reclusione parziale oppure sarà allontanato dalle nazioni salvaguardate dell’NPA. Avrà tempo di decidere entro sta notte, domani per le sei e trenta partirà per uno, o per l’altro.-

  • E la mia chiamata?- Da disoccupato a carcerato, un soffio. Forse un poco me l’aspettavo.

Direi che stiamo partendo per questa "magica" e gentile reclusione, scortati dalla navetta dell'NPU, il prossimo passo?

  • Yato fa' un favore alla persona giusta, al momento sbagliato. (O il contrario?) (50%)
    50
  • La navetta viene attaccata all'entrata del luogo di reclusione dai Synto. (0%)
    0
  • Yato incontra una ragazza in reclusione che gli spiega la gerarchia del luogo in cui stanno andando.. (50%)
    50

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6 Commenti

  1. Mi ricorda veramente molto Unemployed Concentration Camp come incipit, ma spero che la storia si sposterà su altri fronti. Vedo che non sono l’unico moe su questo server, e ne sono felice.
    Si sente molto l’ispirazione di diversi manga e anime ma non è per niente una cosa negativa.
    solo una cosa, Un-Read, il fatto che ti abbia cioccata a “prendere ispirazione” da Unemployed non è negativo, anzi, ti servirà a spronarti a cercare nuovi sbocchi per la trama.
    continua a scrivere che voglio vedere come va avanti, e se ti va da un’occhiata al mio Killer News.
    è tutto,
    JS

  2. Ho votato per il favore alla persona giusta. Potrebbe diventare particolarmente interessante nel caso questo favore lo mettesse in qualche modo nei guai. Un consiglio: attenzione agli stessi font speciali (corsivo, grassetto, etc) usati per mettere in evidenza cose diverse (parole che vuoi evidenziare, pensieri, dialoghi), creano confusione. Decidendo di associare ognuno a una cosa specifica viene molto più semplice per te e per il lettore. Per il resto promette bene, seguo.

  3. Io voto che Yato fa un favore alla persona giusta nel momento sbagliato 🙂

    Ciao! La storia sembra interessante, anche se dipende da come si svolgerà, quindi provo a seguirti. C’è qualche punto in questo capitolo che rende difficile la comprensione dello svolgersi del tempo: prima sembra che Yato stia giocando poi di colpo si ritrova nel programma di riadattamento. La cosa poi della gola non l’ho capita.

    Vediamo come prosegue 🙂

    Ciao 🙂

  4. Ciao Un-read,
    direi che una ragazza spiega a Yato le gerarchie…
    Bell’inizio. Ho come l’impressione, guardandomi intorno, che un giorno ci saranno diversi Yato in giro per il mondo. Spero di sbagliarmi e spero che la nuova esperienza lo aiuti a cambiare rotta. Non tutto il male viene per nuocere.
    Credo che siano in molti, io di sicuro, a usare la scrittura per fuggire – o comunque distaccarsi – dalla realtà, vediamo dove ci porta la tua fantasia.
    Alla prossima!

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