Anime Gemelle

Dove eravamo rimasti?

A voi la scelta: La storia di Adaro. (60%)

Adaro

Una maledizione per la troppa smania di potere e il viscerale desiderio di conoscere l’ignoto.

Adaro era un giovane ragazzo di venticinque anni all’epoca, discendente da una delle più antiche famiglie di Urano, la quale un tempo -generazioni prima che il ragazzo nascesse- governava il pianeta.

Ciò che caratterizzava la sua famiglia era un antico e oscuro potere, che nessuno mai aveva ben compreso, fin quando il re Esus, il suo bis bis bis bis nonno venne spodestato da Lara, la principessa guerriera, una lontana trisavola di Crono. Durante quella guerra ricordata da tutti come La Rinascita, il popolo di Urano dovette assistere ad un catastrofico cataclisma provocato dalla collera di Esus. Il pianeta venne semi distrutto e ci vollero anni per riparare al danno arrecato.

Crescendo Adaro venne a conoscenza della storia del suo antenato, e pian piano maturò la decisione di volerlo vendicare e riprendersi ciò che gli spettava di diritto.

Adaro non trovò mai la sua anima gemella, diceva di non averne bisogno, era abbastanza forte da non aver bisogno di nessun altro. I suoi poteri non potevano essere condivisi, o meglio, nessuno nell’universo avrebbe ami potuto avere dei poteri che potessero essere complementari ai suoi. E non aveva torto. Ma ciò lo cambiò. Lo deformò letteralmente: divenne macilento e scheletrico, con la pelle avvizzita che si tende sulle ossa scoperte.  I suoi occhi vennero consumati dalla decomposizione, ma dei puntini luminosi bruciavano ancora con luci cremisi nelle orbite vuote. E così anche i suoi poteri si alterarono. Si trattava di magia nera. Adaro non voleva soltanto rivendicare ciò che gli apparteneva, ma voleva possederlo per l’eternità. Voleva trasformare Urano in un nuovo mondo, fatto su misura, adatto alla sua nuova trasformazione. Secondo le sue idee, sarebbe diventato un pianeta migliore, dove paura e desolazione avrebbero regnato per l’eternità, insieme a lui. Questo avrebbero dovuto subire gli uraniani per aver agognato la morte del suo bis bis bis bis nonno Esus.

Questo suo delirio di onnipotenza lo portò ad abusare dei suoi poteri fino ad ottenere l’immortalità, diventando il primo non-morto di tutti i tempi: un Lich.

Perse ogni frammento della sua anima, custodendola in un’urna magica molto difficile da distruggere, chiamata Flatterio. Ogni colpo, ogni tentativo di annientarlo senza toccare il Flatterio lo avrebbe soltanto ringiovanito; nessuno sapeva dove Adaro custodisse quella misteriosa urna, sempre se avesse avuto quella forma, d’altra parte non si conoscevano nemmeno le sue sembianze. Qualsiasi oggetto poteva essere quel ricettacolo magico.

Creò un suo esercito, composto da uraniani che malauguratamente non erano riusciti a trovare la propria Anima Gemella e li trasformò in umanoidi. Esseri viventi ai quali aveva sottratto l’anima creando delle gemme che gli permettevano di “ricaricarsi”, come fossero delle vere e proprie batterie, per aumentare i suoi poteri quasi divini. Con il tempo Adaro raggiunse l’invincibilità che aveva sempre bramato. Durante la sua prima battaglia contro Lotarg, l’effettivo sovrano a quei tempi, antenato di Crono, Adaro assediò il castello, seguito dai suoi umanoidi. Questi non erano dotati di poteri, ma lui gli aveva fatto dono di una smisurata forza, e ciò li rendeva quasi invincibili. Gli umanoidi distrussero parte del castello, e con essa anche molti soldati e civili, i quali avevano preso parte alla guerra spontaneamente per annientare il non-morto. Adaro non si scagliò contro nessuno, arrivato al cospetto di Lotarg stette semplicemente a guardarlo, aspettando una sua qualunque mossa. Il re lo temeva, ma ciò nonostante tentò comunque di distruggerlo, attaccandolo con la sua spada e tutta la forza che possedeva in corpo. Adaro era comunque troppo forte per lui, e da stregone astuto qual era, attuò un nuovo piano sul momento: decise di non fare nulla. Rimase inerme ad aspettare che la spada del re lo trafiggesse, e nell’attesa lo derideva, alimentando la sua rabbia. Quando Lotarg colpì il lich, questo si accasciò a terra, e con una risata quasi demoniaca si dissolse come fumo per aria e con esso anche i suoi umanoidi, dando agli uraniani l’effimera convinzione della vittoria. Ma Adaro non era uno stupido, sapeva benissimo che quel colpo lo avrebbe fatto ringiovanire e gli avrebbe dato modo di affinare un nuovo piano, con il quale nessuno avrebbe avuto più scampo.

Dopo la fuga dal castello:

  • Crono manda un'armata a perlustrare il pianeta. (0%)
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  • Taranis arriva sulla Terra. (100%)
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  • Taranis si imbatte in un'armata di umanoidi. (0%)
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12 Commenti

  1. Ciao, Atiranna, stavolta ti chiamo così, mi è piaciuto anche questo capitolo e ho scelto il Flashback, darà qualche spiegazione utile per noi lettori, interessanti anche le altre due opzioni, e credo che le ritroveremo più avanti nelle racconto. Complimenti e continua così, sai tenere il ritmo narrativo. Al prossimo capitolo e buone vacanze.

  2. Ciao Annarita, trovo davvero interessante l’idea della ricerca dell’anima gemella come scopo di vita dei personaggi della storia. Da quel poco che è emerso mi sembra che Crono e Taranis siano in un rapporto di fiducia e rispetto perciò voto per “Taranis chiede maggiori spiegazioni ma Crono non vuole preoccuparlo ulteriormente.”
    Buona scrittura e alla prossima 🙂

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