Senza Nome

Dove eravamo rimasti?

Cosa sta scrivendo la protagonista? Una pagina di diario segreto (50%)

Sadness - I know the reason for her sadness (Malice Mizer) - Parte 2

Immagina questo: tuo padre mi lascia perché non ero mai andata da lui nella sua nuova casa, accusandomi ingiustamente di tradimento. Immagina pure quando, secondo lui, avrei potuto tradirlo nonostante avessi poco tempo per me stessa: quando gli dicevo “Guarda che oggi ho degli impegni, tra cui lo sport e i corsi di lingue” oppure “Stasera credo di uscire con gli amici e con mio fratello” o “Scusami, ma oggi pomeriggio sarò a gruppo di lettura e credo che starò con i ragazzi fino a tarda sera, sai, forse mangiamo la pizza intanto che parliamo o vediamo un film che sceglieremo”. Sì, davvero pensava a tutto questo il tuo papà. Quando mi aveva lasciata, mi aveva gridato “TROIA CHE NON SEI ALTRO!” (scusami il termine poco adatto a te, però era successo così). Tuttavia il vero traditore era lui. Tuo papà mi aveva tradito con un’altra ragazza, di cui potrei solo supporre chi sia. È vero, provo un po’ di rancore verso tuo padre ma lo perdono. Con lui avevo sbagliato in certi casi e momenti. Lui era scorretto in quasi tutti gli istanti con me. Avevamo passato molti momenti che, purtroppo, si sono frantumati come un bicchiere di vetro caduto a terra. Certo, ci sono stati pure quelli brutti però erano veramente pochi. Sai, un giorno, dopo la rottura, mi arrivò un suo messaggio con scritto “Successo quel che è successo. Credo, anche se mi fa male dirlo, che non ci dovremmo più sentire. Non voglio riportare alla memoria brutti ricordi ma rimanere con quelli fantastici che abbiamo io e te. Ti chiedo di non cercarmi, per favore. Anche io ci rimango male ma è una cosa che dobbiamo fare per entrambi. Addio”. Esatto, anche se leggerà queste pagine piene di parole, lui negherà tutto questo. Non ti ammetterà mai la verità. Anche se tu fossi sopravvissuto o sopravvissuta e da grande saresti andato o andata da lui per dirgli “Ciao, papà! Io sono tuo/a figlio/a. Ora ho x anni e la mamma mi ha concesso la possibilità di incontrarti almeno una volta nella mia vita. Guarda, pure. La mamma è in macchina ad aspettarmi perché fra poco ho gli allenamenti. Vuole soltanto che io ti conosca, almeno un briciolo. Se vuoi, non vengo più.”, non ti vorrebbe neanche nella vita. Riuscirebbe pure a negare che lui mi abbia conosciuto ai nostri tempi delle superiori, che si sia innamorato di me, che abbiamo avuto rapporti sessuali, che ci siamo sverginati a vicenda, che siamo andati nella stessa scuola, che siamo usciti numerose volte, che mi abbia fatto fare cazzate che avrei potuto evitare, che mi abbia mentito su quasi tutto, che mi abbia lasciato per un motivo molto stupido, che mi abbia raccontato spesso stronzate false, che mi abbia mollato senza rendersi conto di cosa sarebbe successo se io fossi rimasta incinta e se tu fossi rimasto in vita. Perdonami ancora il linguaggio scurrile, ma necessito di gettare via qualche cosa di inutile che mi porto. Sai, a volte io e tuo papà immaginavamo il nostro futuro con te e con altri tuoi ipotetici fratelli. Tu saresti stato il/la primo/a e in base al tuo sesso ti avremmo chiamato/a Anastasia (un nome che adora ma odiato da me; d’altronde non mi piace quello di tuo padre, anzi dirò che lo odio perché è senza significato) o Dante, nome splendido ma tuo padre lo ripudiava poiché “è un nome insensato e insignificante”. Sfortunatamente non sei venuto/a al mondo per colpa mia, almeno all’inizio pensavo in tal modo. Mi sarebbe piaciuto averti qui con me, nella “mia” casa. Lo so, è scorretto dire casa mia ma sarebbe stata nostra se ci fossi stato/a pure tu con me e i miei fratelli, cioè tuoi zii, e con Mamma e Papà (i tuoi nonni). So che avrei rischiato molto pur di crescerti in una famiglia sana, come la “mia”, pur di tenerti tra le braccia mentre ipoteticamente piangi per la fame o per i primi dolori che hai, pur di vivere con te, figlio/a mio/a. Tuo padre non prevedeva queste cose, infatti non pensava mai alle conseguenze delle sue e nostre azioni. Amore mio, lui mi aveva distrutto dentro e psicologicamente: la tua mamma cominciava a voler morire definitivamente l’8 marzo. La tua mamma aveva iniziato a tagliarsi la pelle, a pensare al suicidio perché ti aveva ucciso inconsapevolmente, aveva iniziato anche a vestirsi totalmente di nero come se fosse in lutto perenne, come se per lei la felicità non potesse più tornare. La tua mamma aveva cominciato seriamente a pensare di non volere più altri figli perché voleva evitare di perderne altri, di ucciderne altri. Piccole creature innocenti ammazzati dalla propria madre. Questo pensiero rendeva la tua mamma veramente paranoica e follemente incontrollabile.

Chi potrebbe aiutare la protagonista?

  • Non l'aiuterà nessuno (0%)
    0
  • Gli amici (33%)
    33
  • La famiglia (67%)
    67

Voti totali: 3

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3 Commenti

  1. Sono indeciso tra la famiglia e gli amici…

    Un piccolo consiglio: vai a capo un po’ più spesso, rende più bello esteticamente il testo.
    Se vuoi, alcune parti (come le citazioni di ciò che ha detto il padre del bambino mai nato) puoi metterle in corsivo: ti basta evidenziarle e premere il tasto del corsivo prima della pubblicazione.

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