se è disturbato, mi piace

l’ultimo in ordine di tempo

 questo qui ha qualcosa che mi attira. Non è un bene. L’ho capito subito, perché ho sentito le vecchie abitudini salire su prepotenti – ehy facci spazio. Questo qui ha il dna giusto. Lo capisco da quanto tempo ci mette a rispondermi. E lui si è preso tutti i fottuti secondi a sua disposizione, e anche qualcosa in più. E in questi secondi sono invecchiata di 6 anni, senza raggiungere la maturazione. Solo qualche capello bianco, e milioni di pensieri destinati a decomporsi senza vedere la luce. Emozioni che macerano e creano muffe dentro di me, soffocandomi di pesantezza. Questo qui, quando mi guarda mi sposta, e nessun equilibrio regge la botta. Mi guarda, e mi ritrovo già un metro più a sinistra. Mi sorride, si avvicina e mi sussurra qualcosa all’orecchio, e io sono in fondo alla stanza. Succede. Spazio e tempo non hanno misure in queste circostanze. Tutto rallenta, i suoni si fanno sussurri, il resto impallidisce e va fuori fuoco.
E poi ci sono io, che resto immobile, attrice in queste pareti con le braccia adese al corpo e le parole affollate chiuse in bocca.

La prima volta che gli ho parlato eravamo in un locale con musica pessima. Io di norma ballo. Se la musica è ok, non ho nessun interesse a fare conversazione – e d’altra parte, andiamo: qualcuno di voi ha mai avuto conversazioni degne di nota in un locale dove si va a ballare? Appunto. Quindi, l’intenzione era ballare finché morte non mi sottragga al mio corpo. Ma la musica non ha fatto il suo dovere, ed ecco che in pochi minuti mi ritrovo nel disimpegno del locale a parlare con lui. Non lo definirei quello che si dice un “bel ragazzo”. E TIN-TIN-TIN-TIN!!! ALERT!!! se non è particolarmente bello, le probabilità che mi piaccia aumentano. HELP. Abbiamo parlato, ed è stato memorabile. Un equilibrio sul nulla, un gioco ininterrotto di nonsense, uno sguardo disimpegnato ma molto vissuto sui temi più cupi e torbidi della vita, era come fare una passeggiata in un bosco di inverno, di notte. Come esplorare una casa abbandonata. La paura che succeda qualcosa di brutto è esattamente ciò che ti spinge ad andare avanti. E stava succedendo. Ogni risposta data creava un solco nella mia mente, e nel giro di poco una voce dentro di me urlava “QUESTO TI PIACE! SEI FOTTUTA UN’ALTRA VOLTA!”. L’esperienza ce l’hai. Sai bene in cosa vai a ficcarti, mi dico. Ma la ragione parla ad un volume più basso, e quella irrefrenabile voglia di tuffarmi nel dolore, nell’ambiguità, nel tormento, beh, è troppo seducente. E non ho ancora sviluppato le armi giuste per prendere delle contromisure.
L’intera nostra conversazione, durata almeno un paio d’ore, si è svolta li, nel disimpegno del locale. Io faccio battute, lui sorride. Si coinvolge appena, ma non sa andarsene. D’improvviso sente una canzone e mi prende per mano – Vieni, questa la balliamo! TIN-TIN-TIN-TIN!!! ALERT!!! Un uomo che ti prende per mano per trascinarti di corsa a ballare. Come la vedete voi? Fate attenzione a questi dettagli, perché poi chiederò la vostra opinione. Lui è bello. Quella bellezza non convenzionale. Un sorriso timido, ma dissacrante. Degli occhi che fa fatica a tenere fissi nei miei. Alto, magro. Pure la distanza tra noi mi parla di ambiguità. Né troppo vicini, né troppo lontani. Stavo iniziando a precipitare.

come ci siamo salutati quella prima notte?

  • me ne sono andata dicendogli che era stata una bella serata. lui mi guarda e mi chiede se mi rivedrà (20%)
    20
  • gli ho detto: va beh, allora ciao", e lui - con mia sorpresa - mi ha risposto: "aspetta! mi dai il tuo contatto facebook?" (20%)
    20
  • mi ha scritto il suo numero di telefono su un tovagliolo e me lo ha infilato nella borsa senza dirmelo (60%)
    60

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2 Commenti

  1. Ciao buon di!
    Interessante.
    Ho optato per il numero sul tovagliolo: tipico di chi e’ diretto, per certi versi, anche di piu’ di chi chiede candidamente il numero di telefono o il nome per trovarti su FB.
    al prossimo pezzo…!

  2. Ciao Ifinoe,
    io direi che le infila il suo biglietto in borsa, si direbbe un ragazzo timido o non proprio spigliato, quindi mi pare la soluzione più pratica per lui.
    Il tuo racconto non è ancora stato visitato, forse potresti fare un giro tra gli altri lettori e commentare gli altri lavori, per farti conoscere e far conoscere la tua storia. L’incipit non è male 🙂
    Alla prossima!

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