Rinascita

Dove eravamo rimasti?

"Allora da dove comincio?" "Dovrei raggiungere il luogo indicato." (100%)

Progresso

“Si, meglio raggiungere quel dannato punto.” Così Kent, deciso, si avviò. Non fu semplice la sua decisione, ebbe quella certa sicurezza malgrado la consapevolezza dell’ignoto. Ma è proprio questo che contraddistingueva Kent, il coraggio di andare avanti… Pur nonostante ritrovandosi in qualche foresta sperduto chissà dove. O forse fu semplicemente la scelta più intelligente, una scelta capace di contrastare il suo terrore che cercava di riaffiorare nella sua mente, mentre percorreva quei fitti alberi che si intresicavano ovunque. Quel terrore innato nell’essere umano, che egli stesso la trasforma come una forma di sopravvivenza.

Affrontò il tutto. Mantenendo quella certa calma in grado di fargli recepire il coraggio per sopraffare quella immensa e oscura foresta. La foresta in cui si trovò era cupa, ombre che apparivano e subito dopo scomparivano dovuto dal movimento dei rami ma creando un’atmosfera esaustiva. In lontananza risuonavano strilli acuti simili a delle unghie raschiate su una lavagna, strilli che avvolte pareva di sentirli proprio sopra gli alberi; annullando la senzazione di sicurezza ai suoi occhi. Sentendosi come appena svegliato. “Mmh, probabilmente brulica di animali poco amichevoli questa foresta… Meglio avanzare con cautela!” apprese Kent. 

La foresta conteneva migliaia di specie diverse di animali selvaggi, potevano fare un agguato al minimo rumore, causando l’inevitabile! Quindi, Kent, raccolse un bastone simile al legno d’acero, un legno resistente di colore giallo rossastro con venature ondulate. “Per precauzione…” Affermò sperando di mentirsi. Lo modificò con delle pietre ruvide cercando di creare una classica lancia, ripetendo più volte con le mani un gesto violento per modificare la punta. Si poté avvelarsi di diversi materiali raccolti per terra; alcuni mai visti primi, come rami che pendevano verso il basso formando dei sistematici intrecci che raggiungevano le radici della pianta. “Ma che diavolo è? Il bastone mi pare d’acero, ma dopo questo scenario non ne sarei così sicuro.” disse perplesso. E non fu esattamente così, insomma non notò nussuna pianta che ricorda la Foresta Amazzonica, e dopo questa sua osservazione affermò “Non credo lo sia veramente… Il terreno non è umido, nemmeno un segno di pioggia e nuvole…”

Nulla che ricordasse il Sud America, ma anzi con un caldo che superava i trentuno gradi, come segnava la mappa. La distanza si era accorciata di 3 km, “Forza restano 21 km” annunciò. Kent avanzò adagio, riducendo ogni rumore possibile emesse dalle scarpe rovinate che indossò, ma non poté evitarlo del tutto per la presenza delle foglie secche lungo il tragitto. Per ciò ancorò passo per passo il bastone a terra evitando di far avvicinare qualche serpente indesiderato. Finché… “A-ah, oh no no no!” inciampò a terra, riparandosi con le braccia avanzate verso l’esterno. “Stupida roccia!” esclamò rasenerato. Sollevandosi da terra come se stette per cimentarsi nelle flessioni, Kent notò un oggetto alla sua sinistra, curioso lo afferrò. “Ma che diamine è?” 

"Ma che diamine è?"

  • "Che ci fa una siringa qua?" (67%)
    67
  • "Ma è un'altra mappa." (33%)
    33
  • "Pare un pezzo di stoffa!" (0%)
    0

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2 Commenti

  1. Mmm…per quale motivo non vedo commenti sotto questo incipit, ne’ voti? Non mi sembra niente male! Solo qualche errore che potresti evitare dando una seconda lettura e qualche verbo fuori posto; io fossi in te eviterei l’uso del “fu” che tu usi frequentemente,tipo: “Fu uno zaino insolito” o “Fu di un colore giallastro”, semmai “Era” 🙂
    Buona continuazione, Ciao!