Melancholand

Biglietto d’ingresso

“Niente più funerali. Non sono rimasti neanche quelli. Abbiamo smesso di celebrarli, di notare la gente che muore. Lo fanno tutti, tanto. Pronunciare parole pesanti tra i conati di disgusto è diventato troppo faticoso. Abbiamo smesso di agire. Va bene così. Lo fanno tutti, e lo fanno spesso. Siamo stanchi. Siamo tutti stanchi di vedere persone accanto a noi e poi di non vederle più. Siamo stanchi di ripeterci che sarebbero dovuti rimanere, quando non avevano nessuna intenzione di farlo. Perché se ne vanno tutti, perché se ne vanno spesso e, perché, il più delle volte, sono loro a decidere di farlo.”

Chiuse il diario.

La luce del sole era accecante.

Tyler si schermò gli occhi, studiando la mappa che il suo telefonino gli stava mostrando.

«Dunque…dovremmo esserci…credo.» azzardò.

«Cosa suggerisce Google? “Proseguire sempre dritto nel nulla fino allo sfinimento”?» lo canzonò Henry «voglio dire, quel coso è veramente connesso a internet?! Perché te lo dico: se salta fuori che ha perso il segnale…torno indietro!»

Tyler sbuffò «Indietro dove?». Lo zaino era sempre stato così pesante? Stava diventando insopportabile nella calura del deserto, quasi quanto Henry.

«Non ne ho idea! Tu mi hai portato qui!»

Tyler spalancò le braccia.

«Sentite, è questo quello che vogliamo: andarcene dalla società, vivere secondo le nostre regole. Che scoperta ritrovarci in un luogo dimenticato dal mondo! Vuole solo dire che stiamo andando dalla parte giusta e che tra poco anche il mondo si dimenticherà di noi!»

«Sì, be’…lo voglio anche io, ma soprattutto ti seguo perché lo vuole fare Alice.» si giustificò Henry.

«Alice, esatto! Prova a fare come la tua ragazza, estraniati e lascia fare a me…»

Alice non mostrò alcuna reazione, probabilmente non li aveva neanche sentiti.

«Cosa ascolti, Alice?» Tyler le tolse uno degli auricolari e se lo avvicinò a un orecchio.

“…with blackbirds following me, I’m digging out my grave…they close in swallowing me…the pain, it comes in waves…”

«roba allegra come sempre…» commentò.

«Blackbirds dei Linkin Park.» rispose lei seccata «allora, come si chiama ‘sto posto? E quanto manca?» nonostante avesse ancora energie per continuare a masticare il chewing-gum, anche la ragazza cominciava a risentire della stanchezza. Lo si notava dall’eyeliner sbavato attorno ai suoi occhi, che le conferiva, se possibile, un aspetto ancora più dark.

«Si chiama Melancholand. E manca poco…vedrete che posto!»

«Che nome per un parco divertimenti!» intervenne Henry.

«Naturale…il posto migliore per scacciare la malinconia!»

«Bah…»

«Ma chi se ne frega! Va bene, sarà anche un luna park abbandonato da quindici anni…ma la cosa veramente figa è la gente che ci abita! Persone che sono fuggite dalla società, liberi da schemi preimpostati, che si sono organizzate in una comunità autonoma!» inspirò a pieni polmoni «scommetto che quella gente esplode di gioia!»

Le sue parole si persero nel silenzio, come le note che fuoriuscivano dall’mp3 di Alice.

«…sarebbe questo?»

I ragazzi studiarono l’insegna scolorita e spruzzata di ruggine.

«Ti vedo poco convinto Henry. Non è abbastanza allettante per te?»

«Sto staccando dall’università! Qualunque cosa è più allettante!»

Tyler rise «ma se non dai più di tre esami all’anno!»

Alice li oltrepassò «dai, piantatela. Entriamo.»

Scavalcarono i tornelli roventi. Esausti dopo lo sforzo fisico, ebbero giusto il tempo di riprendere fiato prima di notare che qualcuno si stava avvicinando a loro. Quando si fece più vicino, Tyler notò l’abito dell’uomo, che doveva essere stato trafugato da un circo d’altri tempi. Si trattava di una divisa da domatore, lisa e strappata in più punti. I bottoni opachi raccontavano di una sfarzosità decaduta, proprio come gli stivali, la cui vernice non doveva venire lucidata da parecchio.

«Oh…Salve…» li salutò il tizio «cosa ci fanno qui tre giovani come voi? Non vi sarete persi?!»

«Persi?! No…cercavamo proprio questo posto!»

Il tipo parve sorpreso. «Oh, davvero? Be’, sì, a volte capita…a volte…» si bloccò, fissandoli stralunato per qualche interminabile istante. La sua espressione tramutò, assumendo tratti di follia.

Henry si schiarì la voce.

«Forse dovremmo…parlare col capo della vostra comunità?» suggerì.

Il domatore si riscosse.

«Sono io.»

Cosa?!

«Il mio nome è Ippocrate. Sono qui da prima degli altri, sarò qui quando saranno tutti morti. Ho visto questo parco ancora vivo, in un tempo molto lontano. Non è rimasto più nulla.» il suo sguardo si perse nel vuoto. Vi rimase qualche secondo, per poi riscuotersi di nuovo «ma sarà il caso che vi mostri questo posto…dopotutto, ero il custode notturno, qui, una volta. Conosco Melancholand come il lato più oscuro della mia stessa anima, come il volto che ridacchia proprio sotto la mia pelle…» lo sguardo di Ippocrate denotava che qualcosa in lui doveva essersi spento, che qualcosa doveva essere spento già da lungo tempo «…venite con me.»

«Dai ragazzi, andiamo!» esortò Tyler.

Gli amici lo seguirono titubanti e, tutti e quattro, si addentrarono nel parco divertimenti abbandonato.

Nel prossimo capitolo si farà la conoscenza di uno strano...

  • Unicorno (11%)
    11
  • Orso (22%)
    22
  • Cane (67%)
    67
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23 Commenti

  1. Scusa per la ritardata lettura ma eccomi qua!
    Letto il capitolo e credo la tua idea stia cominciando a prendere forma, per cui credo di optare per Tyler come addetto alla rimozione dei cadaveri, anche perchè ho la sensazione che ne troveremo altri più avanti.
    Spero d’incontrarti presto con un altro capitolo.
    Alla prossima.

  2. Ciao Erika,
    ho votato per la rimozione cadaveri.
    Bene, anche questo capitolo è filato liscio, liscio verso l’orrore. Mi è piaciuto quel che hai raccontato, mi sono piaciuti i personaggi tristi, ho “sentito” la loro disperazione e questo è un bene.
    Brava, che altro dirti.
    Aspetto il nuovo capitolo e ti saluto,
    Alla prossima!

  3. Ciao Erika! Avevo votato orso, ma a quanto pare il cane era più indicato per calzare alla perfezione con tutti i comportamenti inquietanti di Clappy.
    Bello il capitolo, che fa già capire la situazione in cui i ragazzi stanno andandosi ad infilare e introduce già altri 3 personaggi, poi sarà il tempo (e le tue pubblicazioni :D) a dirci quali e quanti di questi saranno importanti e quali marginali.
    Questa volta ero indeciso fra factotum e becchino, perché non credo che a Tyler verrà voglia di proteggere un posto come Melancholand. Credo piuttosto che ad Ippocrate o a qualsivoglia entità malvagia che governa il posto, serva un modo per assoggettare il leader del gruppo e allo stesso tempo, trovare forze fresche per lavori di fatica che nessun altro lì dentro può fare, perché sono tutti morti o comunque più là che qua.
    Spero di non aver preso un granchio, al prossimo capitolo!

  4. Mamma miam Erika… Clappy mi ha fatto una pena infinita……….

    Il capitolo mi e’ abbastanza piaciuto, sicuramente e’ scritto bene e rendeva l’idea di cosa stava accadendo. Certe cose mi hanno lasciata un po’ perplessa, tipo il fatto che i ragazzi non abbiano subito capito che non c’ e’ proprio nulla di divertente in questo parco, visto che hanno gia’ incontrato vari personaggi e sono uno piu’ triste dell’altro… o per esempio il fatto che non facciano una piega quando Ippocrito dice che il trenino NON SEMPRE perde il controllo. Io ci avrei pensato due volte prima di salire.
    In realta’ la storia continua a piacermi molto, solo che forse essendo solo il secondo capitolo avresti potuto far vedere una facciata allegra che convincesse i ragazzi a restare, perche’ secondo me dopo tutte queste tragedie non vedranno gia’ l’ora di andarsene via. E sono appena arrivati.

    Comunque che ci saranno parecchi morti e’ evidente, sicuramente si saranno organizzati sulla rimozione dei corpi; invece ho come l’impressione che una volta entrati a Melancholand non si possa piu’ fuggire e quindi credo che Tyler possa essere una guardia.
    Brava, al prossimo capitolo! 🙂

    • Ciao, ti confesso una cosa: per questo capitolo ho dovuto tagliare qualcosa come 2000 caratteri e, fra questi, anche un passaggio in cui Henry proponeva un più sicuro tour a piedi, ma veniva ignorato. Di fatto, i ragazzi non hanno ancora deciso se unirsi alla comunità. Inserirò un passaggio nel prossimo capitolo, magari, in cui i ragazzi manifesteranno l’interesse ad andarsene.

      Grazie mille
      Erika

  5. Bravissima Erika, un inizio molto coinvolgente. Ho visto orso perché, non so bene il motivo, ma mi ricorda l’inizio di non aprite quella porta. Quindi spero che tu scelga l’orso, tanto ho come l’idea che il resto del continuum horror sarà poco sovra e molto naturale. Non tenerci troppo stile spine e sforna quanto prima il secondo capitolo 😉

  6. Wowww, bello scenario e ben scritto, mi piace come questa avventura ha avuto inizio. Son curiosa di scoprirne di piu’, quindi seguo. E ho scelto il cane perche’ finche’ possibile spero di riuscire ad immedesimarmi nella storia, quindi piu’ realistica e’ e piu’mi sara’ facile farlo.
    Buon lavoro 🙂

    • Grazie mille, Flow! Spero che la storia continui a piacerti. Se, come me, sei affascinata dai luoghi abbandonati, credo che ti divertirai!
      Indipendentemente dall’opzione che vincerà, la storia rimarrà comunque sempre realistica (magari a tratti surreale). Nel prossimo capitolo sarà più chiaro che cosa ho in mente…
      Ciao e a presto!

  7. Ciao Erika,
    complimenti, un incipit ben scritto e molto intrigante. Avrei evitato il punto esclamativo dopo quello interrogativo, ma sono scelte tue.
    Non c’è che dire, sicuramente sarà una storia ricca di colpi di scena, dunque scelgo il cane, per non dare troppo campo all’inverosimile, almeno per ora.
    Alla prossima!

    • Ciao, grazie mille per la lettura e il gentile commento! Leggendo i primi commenti positivi mi sono venute in mente altre idee da inserire nei prossimi capitoli…senza anticipare troppo, ti dico già che non inserirò nulla di troppo inverosimile (non credo che un horror possa permettersi di essere inverosimile, se vuole essere efficace). A differenza delle altre storie che ho scritto, questa avrà dei tratti deprimenti, ma è un tema che voglio comunque trattare.
      Grazie ancora
      Ciao e a presto!
      Erika

  8. Premetto che già con la sola immagina di profilo mi hai attirato. Inoltre mi hai fatto conoscere una canzone dei Linkin Park che conoscevo. E ultima cosa, seppur non per importanza, l’estratto del diario mi ha fatto pensare a “Goodbye Malinconia” di Caparezza.

    Il gruppo fa la conoscenza di uno strano cane. Spero che l’eventuale presenza sovrannaturale sia lui. 🙂 😀

    • Ciao, ti ringrazio per essere passato di qui! Temevo di cadere un po’ nel banale, nella classica storiella dei tizi che vanno in un luogo infestato. Grazie per la fiducia, perché ho intenzione di scrivere qualcosa di molto diverso. Sovrannaturale o no, il cane è un’ottima scelta: ricorda parecchio qualche passaggi odi Shining, se hai letto il libro! 🙂

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