Il torso

Dove eravamo rimasti?

Cosa troverà Rebecca nel diario acquistato? la vita di Guglielmo (50%)

Episodio 2

Tornò nello studio con una tazza di tè fumante tra le mani, si sedette sulla poltrona e aprì il diario.
“Novecento franchi per un manoscritto di uno sconosciuto” pensò sorseggiando la bevanda calda.
“Sei il più caro che abbia mai acquistato. Neanche dagli antiquari parigini ho mai speso così tanti soldi per un libro. Spero che tu li valga tutti”.
Si accomodò meglio ed iniziò a leggere.
La prima reazione fu di compassione per il povero autore che perse moglie e figli per colpa della pestilenza.
Una sensazione che cedette ben presto il passo ad un disagio molto più lugubre e misterioso.
Voltata pagina, Rebecca imprecò.
“Oddio, che cosa sono queste? Macchie d’inchiostro a forma di palmi di mano”.
Osservò che doveva essere stato un bambino a fare quelle macchie, a giudicare dalla forma e dalla grandezza.
Si trovavano proprio al centro del foglio, rendendone parzialmente illeggibile il contenuto.
Fortunatamente era possibile coglierne il significato per deduzione.
I margini della pagina a fianco erano invece coperti da strani disegni. Spirali solcate nella pergamena, dal tratto incerto e rudimentale, e cerchi perfetti, colorati del nero più intenso.
“Deve averli fatti lo stesso bambino che ha lasciato le impronte” si disse inquieta.
“Ma cosa voleva disegnare? Sembrano buchi neri stilizzati”.
La loro conformazione, di un nero intenso al centro e molto più sfumata introno, riportó alla mente di Rebecca l’immagine delle regioni dello spaziotempo il cui campo gravitazionale nella zona più oscura è così intenso da impedire a qualsiasi cosa al suo interno di raggiungere l’esterno; tanto intenso che persino la luce ne è schiava.
In prossimità degli scarabocchi c’erano anche abbozzi di volti umani dalle espressioni contorte e sofferenti, che parevano fuoriuscire proprio dal cerchio nero.
“E questi? Sono così inquietanti”.
Distolse lo sguardo dai fogli, come se la vista dei disegni fosse per lei insopportabile,ma un desiderio di sapere il resto della storia le diede la forza di ricominciare.
Continuando la lettura, scopri che Guglielmo, dopo la morte dei suoi famigliari, aveva iniziato a frequentare strani personaggi, viaggiando in lungo ed in largo per tutto il paese, addentrandosi nelle remote località francesi dove i più scellerati maghi e stregoni si riunivano per invocare il diavolo e praticare messe nere.
Lo scopo era quello di sfruttare qualsiasi mezzo. Anche il più blasfemo, per riavere indietro la sua famiglia.
Venne a conoscenza di un uomo, di cui non riportava il nome, che gli insegnò i misteri della negromanzia e lo indottrinò nella sconvolgente pratica della resurrezione dei morti.
Il resoconto procedeva dettagliatamente su come Guglielmo tornò alle fosse dei suoi cari, li disseppellì e li portò con se per praticare il rituale.
Gli incantesimi funzionarono ma ciò che ottenne non fu riavere la sua famiglia come credeva, ma involucri di carne marcescenti mossi da istinti primitivi.
Rebecca tornò indietro di qualche pagina per rivalutare gli scarabocchi.
“E se i disegni fossero stati fatti dai figli morti di Guglielmo? Se fossero pittogrammi che hanno usato per comunicare con il padre?”
Istintivamente gettó il diario a terra e corse in bagno a lavarsi le mani, disgustata dall’idea che potesse essere stato toccato da dita putride di bambini cadaverici.
Le asciugò, si guardò allo specchio e pensò
“Ma che sto facendo? I morti non possono tornare in vita.”
Scosse la testa, imbarazzata.
Tornò nello studio, raccolse il diario e ricominciò a leggere.
“Ecco, adesso viene la parte più romantica” sentenziò divorando le pagine successive dove Guglielmo raccontava di come l’amore che provava per la moglie e per i figli fosse più forte di tutto e di come si prese cura di loro, una volta riportati in un apparente stato di vita, nutrendoli e nascondendoli al mondo intero.
”Ma quale stregone!” Disse ad alta voce, ridacchiando.
“Probabilmente questi sono solo appunti di uno scrittore che stava studiando la trama del suo romanzo”.
Eppure la sensazione di malessere non cessava, così come la sete di sapere il resto della storia.
“Wow” esclamò qualche pagina più avanti.
“Addirittura?” Si disse, riferendosi al paragrafo in cui Guglielmo, sentendo di essere prossimo alla morte, decise di rinchiudersi in una caverna insieme ai non morti, facendola diventare il luogo del loro eterno riposo.
Conosceva il posto adatto e, dopo aver messo i propri cari in tre bare di legno, li portò dal negromante.

Cosa farà il negromante?

  • Assolutamente niente (0%)
    0
  • Consiglierà a Guglielmo cosa fare (67%)
    67
  • Aiuterà Guglielmo nel suo proposito (33%)
    33

Voti totali: 3

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7 Commenti

  1. Ho votato consiglierà a Guglielmo cosa fare. Il suo proposito sarebbe quello di far morire di nuovo i non morti, insieme a lui? Credo che non sarà facile.
    Secondo me è meglio descrivere in terza persona cosa vede e cosa prova la protagonista, invece di riportare i suoi pensieri come se parlasse. Almeno credo. Non so cos’altro dovrebbe cambiare, ma non riesco a far mia l’ansia crescente di Rebecca, come dovrebbe essere in un horror (che infatti secondo me è il genere più difficile insieme al racconto umoristico).
    Non dico questo per abbatterti 😀 ma perché l’unico contributo che posso dare come lettore è dirti cosa provo nel leggere. Parlando solo per me ovviamente. A risentirci 🙂

  2. Ciao Christian,
    io dico che il negromante aiuterà Guglielmo nel suo proposito.
    La storia è ambientata ai giorni nostri? Al di là del racconto nel diario?
    Molto interessante il capitolo, si va verso un mondo di magia nera e negromanzia, ci sono tutti gli ingredienti per un per un horror coi fiocchi.

    Alla prossima!

  3. Ciao Christian, mi piace il tuo incipit. Mi piace il genere horror e questa atmosfera da calma prima della tempesta, al di là del fatto meteorologico che hai comunque inserito nel racconto 😀

    Anche a me piacerebbe sapere dove vive Rebecca e che stipendio prende, per pagare “novecento” un diario anonimo 🙂
    Disegni di bambini mi piace molto più delle altre due possibilità. Ora attendo che la storia cominci a prendere una piega inquietante, alla prossima 🙂

  4. Ciao Christian,
    gli horror sono la mia passione, quindi non potevo esimermi dal leggere il tuo incipit.
    L’idea non è originalissima, ma si sa: tutto è già stato detto e sta a noi trovare il modo di farlo nel modo più originale possibile, perciò non conta di cosa parli ma come lo fai.
    Attenzione alle spiegazioni e ai ritorni su frasi già chiare, esempio: “Ormai ciò che neppure sapeva di desiderare era nelle sue mani e ora non avrebbe voluto altro se non trovarsi già a casa, nella piena tranquillità del suo studio a leggere il diario di Guglielmo, strappato dalle mani di quel venditore di libri.” sarebbe bastato venditore, sappiamo già cosa vende.
    Quando parli del prezzo del libro a quale valuta ti riferisci? Perché dubito che si tratti di euro o dollari, novecento dollari per un diario, a meno di non trovarsi da Sotheby, mi pare eccessivo, che ne dici?
    I miei sono solo i consigli di una che non fa la scrittrice per vivere, quindi prendili e fanne l’uso che preferisci.
    Seguo la storia perché ha tutte le carte in regola per diventare un buon racconto horror, e in un buon racconto horror i disegni dei bambini ci stanno sempre bene.
    Alla prossima!

    • Ciao keziarica,
      grazie mille dei preziosi consigli.
      Sono contento che trovi la storia interessante e spero di non deludere le tue aspettative nei prossimi episodi.
      Hai perfettamente ragione: ripetere concetti già espressi e assodati rende il tutto meno attraente. Presterò maggior attenzione a questo aspetto.
      A presto.

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