Il Serial Killer del giglio

Dove eravamo rimasti?

Da dove iniziano le indagini? Stazione di polizia. (50%)

Casa Meyers

Tre giorni prima.

Quando Ted entrò nella stanza, trovò Dick addormentato alla scrivania con la bava che gli colava dalla bocca e in mano una bottiglia di whisky.

Erano anni che ormai lavorava con lui, eppure non si sarebbe mai abituato a vederlo in quello stato pietoso.

Ted sbatté la pesante porta a vetri con su scritto “Dick Moran – detective privato”, svegliandolo bruscamente.

  • Ma che diavolo… –

  • Alzati e datti una ripulita Dick. – disse Ted Roman perentorio.

  • Abbiamo del lavoro da fare e non abbiamo molto tempo quindi alza il culo da li, bevi una caraffa di caffè e renditi presentabile.-

In tutta risposta, il vecchio detective stappò la bottiglia e tirò giù un bel sorso di whisky.

  • Nah non hai bisogno di me, te la puoi cavare benissimo da solo. Io me ne starò qui a.. beh lo sai no? – disse scolandosi un altro dito di bourbon.

  • Sulla porta di questo ufficio c’è scritto il tuo nome, non il mio vedi? – disse Ted indicando la scritta.

  • Dick stavolta è qualcosa di grosso. Il capo della polizia ha chiesto espressamente di te.

Il vecchio detective rimase interdetto per qualche secondo.

  • Ted, di cosa stiamo parlando esattamente? Se vogliono che rimetta piede al distretto dopo tutto quello che è successo, questo caso va ben oltre il “grosso”.

  • Dick, due vittime. I coniugi Meyers.

  • Merda. – borbottò Dick turbato.

  • C’è dell’altro. – si affrettò ad aggiungere Ted.

  • Billy, il figlio delle vittime è scomparso. Un bimbo di circa cinque anni, non si hanno tracce di lui.

  • No,no no! Cristo non di nuovo! – sbottò Dick quasi in preda ad una crisi isterica.

Era come rivivere un incubo, un incubo che lo riportava a cinque anni prima, quando la sua carriera, il suo matrimonio e la vita di un bimbo di sei anni avevano cessato di esistere.

  • Non se ne parla. Non esiste che io abbia ancora a che fare con quella merda.- sbottò tremando solo all’idea.

  • Dick non dipende da me. Sono ordini dalla centrale, ho le mani legate.

  • Tu non capisci! – gridò Dick rosso di rabbia e frustrazione.

  • Tu non sai nulla! So fare solo danni, è questo quello che mi riesce meglio!

Ted aspettò finchè Dick non esaurì il suo sfogo, poi posatamente rispose.

  • Dick io so cosa hai passato, e avessimo più tempo, probabilmente sarei meno insensibile. Ma c’è un bambino di mezzo. E devi essere tu a portare a termine questa faccenda tu, e nessun altro. E questo è il motivo.-

Il giovane aiutante tolse dalla tasca della giacca un foglio stropicciato. In cima vi era scritto un nome.

“Dick Moran”. E subito sotto una grande scritta con calligrafia infantile. “Salvami”.

  • E’ stato trovato nella tasca di una delle vittime. Ora sai perchè non puoi tirarti indietro. Ti invio sul cellulare l’indirizzo dei Meyers. Ti aspetto li. So che farai la scelta giusta. –

Ted uscì dall’ufficio senza dire una parola.

  • Maledizione! – Esclamò Dick lasciandosi cadere sulla sedia vuota.

Quando il detective arrivò a casa Meyers circa un ora dopo, Ted lo aspettava all’ingresso dell’abitazione mentre il team della scientifica faceva i suoi rilevamenti.

    • Sapevo che saresti venuto – disse Ted con un sorriso.

    • Mi sento uno schifo. Meglio iniziare subito con questo schifo prima che me ne penta.

Dick scavalcò i nastri gialli della polizia ed entrò nell’abitazione. La scena che si trovò davanti era agghiacciante, i coniugi erano entrambi morti con la gola tagliata. Un taglio netto, veloce e preciso. Il marito probabilmente ucciso per primo sull’uscio della porta e successivamente trascinato dentro come dimostrava la lunga scia di sangue all’ingresso. Stessa sorte era toccata alla moglie, in cucina. Era stata colta alle spalle, mentre era intenta a preparare la cena; il killer era stato bravo, la donna probabilmente non si era nemmeno resa conto della fine del marito.

Dick, nonostante i postumi della sbornia inquadrò subito la situazione. Le vittime in qualche modo conoscevano il killer, o per lo meno non lo vedevano come una minaccia. Gli avevano aperto la porta e lo avevano fatto entrare dandogli le spalle e questi, alla prima occasione utile li aveva uccisi. Passò oltre il cadavere dell’uomo e quasi non guardò la madre del bambino che giaceva in una pozza di sangue.

      • Non vuoi controllare le vittime? – chiese Ted.

      • No. Per loro non posso fare più nulla. Posso ritrovare il bambino, non riportare in vita i morti. La camera del piccolo è di sopra? –

Ted annui silenzioso.

Salite le scale il vecchio detective entrò nella stanza di Billy.

Si ritrovò al centro di quel caos ordinato che è la stanza di un bambino di appena sette anni. Dick notò che tra le pieghe del letto c’era un lettore mp3 ancora acceso. Probabilmente il bambino ascoltava della musica e non aveva sentito il frastuono arrivare dal piano inferiore. Ne il killer che saliva le scale per andarlo a prendere. L’uomo si guardò attorno, poi si voltò verso il partner.

– Ted, lo hai notato anche tu?

Cosa ha notato di strano Dick Moran?

  • Una strana foto (17%)
    17
  • Qualcosa stona con il resto della stanza (33%)
    33
  • Odore di limone (50%)
    50

Voti totali: 6

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13 Commenti

  1. Mi è piaciuto questo secondo capitolo e credo che sarà una storia interessante.
    Sono indeciso sulla scelta dell’opzione, perchè è vero che le percentuali sono importanti per il proseguo della storia ma ognuno di noi ha comunque una propria idea di partenza.
    Le tre domande che ci hai posto proiettano altrettanti percorsi intriganti, mi incuriosisce il cammino che odora di limone.
    Alla prossima.

  2. Ciao King! Intanto ti pareggio le opzioni, almeno per ora, votando odore di limone: è quella che mi suscita più curiosità.
    Condivido più il commento di danny che quello di kezia: primo episodio per me migliore del secondo, le descrizioni degli ambienti suggestive, ti fanno sembrare di essere lì, i dialoghi invece poco credibili. La mia impressione è che siano influenzati dai dialoghi dei polizieschi in tv, mentre dovresti far parlare i personaggi come senti parlare la gente nella realtà.
    Spero di aver detto qualcosa di utile, buona domenica e alla prossima 🙂

    • Ciao Kivar! Prima di tutto ti ringrazio per essere passato a dare uno sguardo! Secondo sono contento che tu abbia scelto “odore di limone”, forse era la scelta più particolare! Purtroppo come già detto in precedenza i dialoghi non sono il mio forte e risultano un po’ troppo costruiti, anche a causa del poco tempo a disposizione in realtà. Ma posso sempre migliorare no? Le descrizioni non mi vengono malaccio (in questo caso anche complice il fatto che la Chiesa in questione esiste davvero). Spero di fare meglio nei prossimi capitoli! Grazie ancora! 😊

  3. Ciao King, e benvenuto/a. Questi primi due capitoli mi hanno incuriosito. Ci sono tutti i presupposti per un bel thriller alla Jo Nesbo. Scusami se mi permetto di darti qualche consiglio: fai attenzione alle ripetizioni (“Mi sento uno schifo. Meglio iniziare subito con questo schifo”) e alla punteggiatura, punti, trattini e quant’altro. I dialoghi non mi hanno entusiasmato (strano l’utilizzo dei punti per indicarli), ottime descrizioni invece. Ti seguo con piacere e ti faccio i miei complimenti per questo incipit 🙂
    Ah, quasi dimenticavo. Ho votato per qualcosa che stona con il resto della stanza 😉
    Ti auguro un buon fine settimana

    • Ciao Danny! Prima di tutto grazie per aver letto e per i consigli! Onestamente non so perché abbia messo quei punti nei dialoghi, probabilmente ho selezionato qualcosa e non mi sono reso conto! Per i dialoghi beh, lo ammetto sono il mio punto debole! Assieme a punti e trattini! Le descrizioni in genere mi vengono lunghe, stavolta sono riuscito a trattenermi! Buon fine settimana anche a te! 😀

  4. Ciao King,
    scusa se abbrevio, ma per quanto bello, il tuo nick è un po’ lunghino 🙂
    Bene, un episodio senza troppi fronzoli che arriva al dunque e dipinge un quadro chiaro della situazione. Hai fatto un buon lavoro.
    Direi che Dick ha notato una strana foto, da lì si può partire per le indagini, che purtroppo non porteranno a nulla di buono.
    Alla prossima!

    • Ciao Alexander! Grazie per aver letto il mio incipit! Spero di fare di meglio nel prossimo capitolo e di fare qualche scelta migliore rispetto a questo appena pubblicato! Mi sono appena reso conto di aver fatto un errore nel mettere le risposte alla domanda! Le idee sono tante e la confusione pure!😂 Al prossimo capitolo!

  5. Ciao KingEyeCrow,
    benvenuta/o. Un incipit interessante. Ti vorrei dare un consiglio, se posso, ed è un consiglio dato a Stephen King da uno degli editori a cui mandava i suoi primi lavori: taglia! taglia almeno il 10% di quello che viene fuori dalla prima stesura. E te lo dice una a cui le descrizioni e gli aggettivi piacciono parecchio, ci sono parole “di troppo” che non servono a dare corpo alla storia, ma la appesantiscono.
    Perdonami se mi sono permessa 🙂
    Non fraintendermi, mi è piaciuto il tuo esordio, solo mi permetto di farti le stesse osservazioni che fanno a me, osservazioni che ascolto perché penso possano aiutarmi a migliorare.
    Alla prossima!

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