IL CIRCO DI ZIO

Dove eravamo rimasti?

quale sarà la prossima mossa? Aprono la valigia (75%)

VIENI VIA CON ME

Quando Agamennone, Ade e Quasisei si furono addormentati, Camilla e Piero ripresero a parlare. Trascorsero la notte a parlare delle loro vite passate. 

 -Non  puoi più vivere al Circo. Vieni via con me – 

Camilla lo guardó con dolcezza, pur facendo fatica, perché lo sguardo di Piero era di sfida.

Camilla decise di fidarsi di quello sguardo, di seguirlo abbandonando il circo e il suo amore per le tigri.

L’indomani partirono. Era il 4 maggio 1949.

Passarono gli anni fra Parigi,  Marrakesh e Istambul. 

Piero discendeva da un maharajah e poteva permettersi di dedicarsi alle sue passioni: scrivere, leggere e viaggiare. Viaggiare fermandosi alcuni anni in ogni posto, in modo che i loro gemelli, nati nel 1955, potessero frequentare la scuola con una certa continuità.

Camilla seguiva Piero ovunque, era  felice, pur continuando a ripensare con malinconia agli odori del Circo, alla sua giovinezza, alle sue amate tigri.

All’inizio della loro vita assieme, Piero e Camilla  ebbero anche momenti difficili, accesi scontri. Che fatica incontrarsi, aprirsi, godersi e non avere paura.

Un giorno, dopo una feroce litigata,  lei gli disse: 

-da parte mia c’era un sentimento, magari un po’ infantile, ma non cattivo. Tu hai colto l’occasione per recitare una parte, forse migliore della mia. Non ti giustifico, ma ti capisco: l’esotico crea spesso, in contemporanea, desiderio e repulsione. Io sono letteralmente impazzita: avevo nella mente e nel cuore le tigri che ho lasciato l’anno scorso al circo. Non avrei dovuto seguirti e  lasciare il circo – 

Prima che Piero potesse replicare, Camilla si alzò,  andó in bagno e ne uscì qualche secondo dopo avvolta in un telo. Uscì sul terrazzo della loro casa in Place des Vosges.

Energia accumulata, rabbia, frustrazione: la sensazione di lei di non avere  la situazione sotto controllo, ma allo stesso tempo il desiderio che fosse lui a prendere il controllo della sua vita.

Piero la raggiunse e all’improvviso si sentì stanco.

-Perché ti sei alzata? Perché hai detto quello che hai detto e fatto quello che hai fatto?-

Camilla, assecondando il fastidio che provava  allo stomaco, disse l’unica cosa vera: 

-Percepivo il tuo malessere. L’ho fatto per staccarmi da te, per lasciarti andare via senza ferirmi –

Piero non aveva voglia di combattere e la tentazione di accettare passó come un velo davanti ai suoi occhi. Il demone risvegliato reclamava le sue energie. Guardò Camilla e non vide che i difetti. Quelle parole la stavano rendendo brutta e odiosa.

Camilla aveva provato a camminare verso il futuro con amore, con lo sguardo sereno e tenerezza nel cuore. Le sembrava che la loro energia fosse costituita da vibrazioni più sottili, che si elevavano a un livello più spirituale. In realtà, ogni tanto si rendeva conto che tutto era costruito con le carte da gioco, con molti piani…. bastava un soffio…

Camilla ripensó all’incastro dei loro corpi e sentì una fitta. Le bastava nominare le cose per crederci, per decidere di abitare il cervello e non il cuore.

-L’ho fatto per staccarmi da te, per lasciarti andare via senza ferirmi –

Parole che suonarono pesanti, ma ormai era troppo tardi, e li avvolsero nel dramma del cuore, degli amanti, dell’amore, lì sul balcone in quella notte stellata di luglio.  

Chi ama per primo, chi rimane deluso per primo, chi sta male per primo, chi abbandona per primo. Non è forse questo l’orizzonte delle relazioni amorose?

Ma lui non aveva più voglia di nutrire mostri. Provó allora a parlare all’angelo di lei. Lo vide. Lo sentì,  ma era ancora lontano.

Poi provó  a raccontare, provó a far sì che Camilla potesse capire. 

Aveva 10 anni, viveva a Jaipur e non avrebbe mai del tutto abbandonato l’India.

-e se invece fosse una dolce morte che ti chiedo alla fine di ogni incontro. Uccidere ogni volta il nostro  amore perché ne possa nascere uno ancora più forte, in grado di combattere contro nemici sempre più grandi e pericolosi. Ed ogni volta un nuovo desiderio,  una nuova attesa, la gioia del primo abbraccio, del primo bacio. Sempre diverso, sempre più bello. Potare i rami dell’albero cresciuti troppo in fretta perché le radici possano riposarsi, rigenerasi e far crescere rami ancora più forti. Morire per rinascere e portare nuovi frutti all’albero del nostro amore – 

Camilla si versó un bicchiere di vino. Lo guardó si sedette di fronte avvolgendo le gambe nel telo.

Più che il senso delle parole capiva l’intenzione con la quale lui le stava parlando. Capiva che Piero stava parlando al suo angelo,  stava cercando di venirle incontro su altre strade. Camilla gli chiese di stendersi accanto a lei. Piero non era sicuro di avere sconfitto il suo demone. Mise le mani di lei sul suo corpo e aspettó di sentire le sensazioni che gli provocava. La desiderava.  La bació. E dolcemente morì.

Cosa decidono di fare?

  • escono per fare un giro sulle rive della Senna (0%)
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  • Passano due giorni a raccontarsi il loro passato bevendo vino e facendo l'amore (0%)
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  • Il giorno seguente partono alla volta di Jaipur (100%)
    100

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20 Commenti

  1. Ciao Primavera,
    di sicuro chiameranno la polizia, ma non prima di avere aperto la valigia…
    Ottima idea, ricollegare la storia di Piero e Camilla alla famosa foto… I protagonisti sono altri, ovviamente, ma che importa? Vuoi mettere il romanticismo?
    Certo che i due sono proprio anziani… Sai, avevo immaginato che Maya fosse un cane…
    Molto interessante, davvero, chissà cosa vogliono mai gli energumeni dai nostri amici, ci sarà tempo per scoprirlo, aspetto il nuovo episodio per saperne di più.
    Alla prossima!

  2. Ciao Primavera,
    una macchina passa più volte davanti a casa.
    Personalmente non amo il circo, soprattutto quello con animali, ma non siamo qui per polemizzare su questo.
    Il capitolo è ben scritto, siamo passati dall’incontro dei due alla visita, da dove arrivano “i figli”? Lei gliene aveva parlato in precedenza? Mi piace il ritorno dal cassetto della memoria.
    Aspetto il prossimo e intanto ti auguro un buon weekend.

    • buongiorno Keziarica. Grazie per il feed back.
      Il circo è solo il luogo in cui si incontrano i prtagonisti e rimarrà sullo sfondo del racconto.
      Quanto sì “ragazzi”, Camilla nell secondo capitolo, andandosene, aveva detto a Piero che Lory, Francy e Mary la stavano aspettando.
      Nel prossimo capitolo inizia l’avventura.
      A prestissimo. Buona domenica

  3. Ciao Primavera,
    aprono il pacco, direi. Immagino, come immaginerebbe chiunque, che dentro ci sia un essere vivente.
    Un ottimo incipit, la frase iniziale è perfetta, brava.
    Il cambio di tempi verbali è voluto?
    Attenzione solo alle ripetizioni e all’introduzione degli ambienti, nel senso che ci hai preparati, accompagnati e introdotti nel capanno dei ricordi, per buttarci fuori subito dopo dallo squillo del telefono. Sono solo consigli, prendili così.
    Intanto ti seguo e alla prossima!

    • Ciao Keziarica. Grazie per le tue parole e dei tuoi appunti. Cercherò di non ripetere gli errori..anche se non assicuro. Il racconto viene fuori di getto, parola dopo parola e principalmente la sera, tardi. Mi prendo un pò di tempo per rileggere e per aggiustare eventuali inisattezze oppure anche per cambiare all’ultimo minuto la fine del capitolo. Vediamo questa sera cosa ci sarà dentro al pacco.
      A presto

    • Ciao Alexander. Grazie dell’ incoraggiamento a continuare. In effetti non tutti hanno la capacità di Piero e Camilla di rigenerarsi e continuare a vivere assieme in modo intenso.
      Sarà perché Camilla non dà mai nulla per scontato ed è sempre impegnata a guardare dentro il futuro delle cose? Oppure sono le sorprese di Piero che rendono ogni giorno diverso, particolare? A prestissimo con il secondo capitolo

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