IL CIRCO DI ZIO

LORO

Il sole era poco più alto della siepe. Ancora non riusciva a scaldare a dovere e la rugiada la faceva da padrona.  Lei scostò le lenzuola, notò la parte vuota nel letto. Si mise a sedere e appoggiò i piedi a terra. Il legno era fresco e la sensazione fu piacevole. Andò verso la finestra e l’aprì. Venne travolta da mille profumi e da mille ricordi. Il brontolio della pancia la fece ritornare alla realtà. Aveva fame. Chiuse la finestra e il frizzantino della fresca mattina di maggio venne sostituito dal profumo delle frittelle appena cotte, dei biscotti appena sfornati e del caffè. Corse giù in cucina, saltando abilmente i vestiti sparsi sul pavimento dribblando senza sforzo i secchi di vernice  che stavano ancora attendendo di essere aperti. Il sole aveva preso spazio e la cucina era tutta illuminata. Il tavolone in legno, al centro della stanza.  Da un lato le peonie appena raccolte lasciavano cadere le gocce della notte, dall’altro la caffettiera ancora fumante e il piatto delle frittelle e biscotti che saturavano la cucina di profumo .  Si fermò sulla soglia, si aggiusto la camicia di lui che le faceva da pigiama, scostò la ciocca di capelli biondi e sorrise.  – ecco dov’era finita la mia camicia-  disse lui guardandola. – La colazione è pronta. Da dove cominciamo?- 

-dal caffè!- disse lei. Si sedettero a tavola, uno a fianco dell’altra, lui versò il caffè e lei divise le frittelle. La giornata era cominciata nel migliore dei modi.  Finirono il loro caffè sulla veranda. Il tepore era quello giusto. Da quando si erano incontrati, ormai tre decenni fa, non avevano mai smesso di parlare. A certa gente sembra strano che due persone abbiano tante cose da dirsi. Ma non a loro.  Camilla è una splendida donna, con il viso luminoso. Gli occhi irradiano felicità e la sue labbra donano sorrisi a non finire. E’ sempre stata una donna di carattere. Con il mestiere che si era scelto non avrebbe potuto essere diversamente. Piero la guardava mentre parlava. Ogni volta che lo faceva scopriva dei dettagli nuovi. Era affascinato da questa donna. Lo aveva capito subito. Dal primo istante che lei entrò nel suo mondo… per lui tutto divenne chiaro. Sarà stata la voce? Sarà stata la serata? Saranno state le prime chiacchiere oppure il contatto con la sua mano…ancora non riusciva a spiegarselo. Ma andava benissimo così. Dopo trent’anni ancora si poneva quelle domande ma gli bastava guardarla per avere le risposte. Piero è diverso, non ha la pelle candida come la sua Camilla e non ha neanche il sorriso di lei ma…è riuscito a fare breccia nel suo cuore. E’ alto e questo gli è stato molto d’aiuto durante la sua carriera. E’ temerario e questo lo accomuna a Camilla.

Dalla veranda si vede tutta la loro proprietà. Il giardino perfettamente tenuto (vengono tre volte la settimana per curarlo), la piscina che ultimamente non considerano più, i giochi dei ragazzi e il capanno. Li ci sono tutti i loro ricordi. Decisero assieme di raccoglierli. E’ il loro museo personale. Nessuno vi può entrare. Nemmeno i ragazzi, almeno ufficialmente. Ovviamente lo sanno che vi hanno curiosato più volte…per quello che la porta la lasciavano sempre aperta.

Erano due o tre giorni che il telefono squillava sempre alla stessa ora. Quando rincasavano dalla loro passeggiata mattutina.  Avevano cominciato a fare le loro “camminate veloci” dopo che Piero era passato sulla bilancia. Il verdetto era stato spietato:  smaltire calorie!

Quella mattina decisero che, in barba alle calorie, avrebbero passato la mattina a sistemare le loro cose. Camilla avrebbe cominciato quel quadro la cui tela stava prendendo polvere, ancora intonsa, da qualche mese e Piero l’avrebbe aiutata preparandole i colori. Si diressero verso il capanno.  Lei era davanti, saltellava come una bimba, lui era dietro che si godeva la scena. Come spesso accadeva, una volta entrati nel capanno il tempo si fermava. Ogni oggetto era un ricordo, un’avventura. Stavano rammentando l’origine di un oggetto quando sentirono il telefono suonare. Misero via l’oggetto  e corsero verso casa. Salirono i gradini della veranda e si fermarono. Il telefono continuava a suonare ma la loro attenzione si era spostata su un pacco. Evidentemente era stato portato da qualcuno. Era poco più grande di una cassa di bottiglie, non aveva scritte o adesivi, non aveva fiocchi o nessun segno particolare…se non una serie di buchi nella parte superiore. Il telefono squillava, Camilla si avvicinò alla porta per scavalcare il pacco e andare a rispondere quando Piero la fermò. Il pacco si era mosso.

Che faranno Camilla e Piero?

  • Si ricordano dell'oggetto che stavano guardando (25%)
    25
  • Aprono il pacco (75%)
    75
  • Rispondo al telefono (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

20 Commenti

  1. Ciao Primavera,
    di sicuro chiameranno la polizia, ma non prima di avere aperto la valigia…
    Ottima idea, ricollegare la storia di Piero e Camilla alla famosa foto… I protagonisti sono altri, ovviamente, ma che importa? Vuoi mettere il romanticismo?
    Certo che i due sono proprio anziani… Sai, avevo immaginato che Maya fosse un cane…
    Molto interessante, davvero, chissà cosa vogliono mai gli energumeni dai nostri amici, ci sarà tempo per scoprirlo, aspetto il nuovo episodio per saperne di più.
    Alla prossima!

  2. Ciao Primavera,
    una macchina passa più volte davanti a casa.
    Personalmente non amo il circo, soprattutto quello con animali, ma non siamo qui per polemizzare su questo.
    Il capitolo è ben scritto, siamo passati dall’incontro dei due alla visita, da dove arrivano “i figli”? Lei gliene aveva parlato in precedenza? Mi piace il ritorno dal cassetto della memoria.
    Aspetto il prossimo e intanto ti auguro un buon weekend.

    • buongiorno Keziarica. Grazie per il feed back.
      Il circo è solo il luogo in cui si incontrano i prtagonisti e rimarrà sullo sfondo del racconto.
      Quanto sì “ragazzi”, Camilla nell secondo capitolo, andandosene, aveva detto a Piero che Lory, Francy e Mary la stavano aspettando.
      Nel prossimo capitolo inizia l’avventura.
      A prestissimo. Buona domenica

  3. Ciao Primavera,
    aprono il pacco, direi. Immagino, come immaginerebbe chiunque, che dentro ci sia un essere vivente.
    Un ottimo incipit, la frase iniziale è perfetta, brava.
    Il cambio di tempi verbali è voluto?
    Attenzione solo alle ripetizioni e all’introduzione degli ambienti, nel senso che ci hai preparati, accompagnati e introdotti nel capanno dei ricordi, per buttarci fuori subito dopo dallo squillo del telefono. Sono solo consigli, prendili così.
    Intanto ti seguo e alla prossima!

    • Ciao Keziarica. Grazie per le tue parole e dei tuoi appunti. Cercherò di non ripetere gli errori..anche se non assicuro. Il racconto viene fuori di getto, parola dopo parola e principalmente la sera, tardi. Mi prendo un pò di tempo per rileggere e per aggiustare eventuali inisattezze oppure anche per cambiare all’ultimo minuto la fine del capitolo. Vediamo questa sera cosa ci sarà dentro al pacco.
      A presto

    • Ciao Alexander. Grazie dell’ incoraggiamento a continuare. In effetti non tutti hanno la capacità di Piero e Camilla di rigenerarsi e continuare a vivere assieme in modo intenso.
      Sarà perché Camilla non dà mai nulla per scontato ed è sempre impegnata a guardare dentro il futuro delle cose? Oppure sono le sorprese di Piero che rendono ogni giorno diverso, particolare? A prestissimo con il secondo capitolo

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi