PER TERRE INCOGNITE

EMERSIONE

Nell’aria fredda del primo mattino aleggiava quella carica di elettricità tipica dei momenti che precedono l’avvio della competizione. Tutt’intorno si udivano grida, risate, battute salaci. Gruppi di atleti si riscaldavano con una leggera corsetta, qualcuno si massaggiava le gambe, altri facevano allunghi sui vasti prati circostanti. In sottofondo la voce dello speaker e le note di “We are the champions” dei Queen accompagnavano quel momento di festa e di gioia collettiva.

Luiaveva l’impressione di essere uscito proprio in quell’istante da una dimensione di vuoto pneumatico. Era come se fosse riemerso per qualche arcano motivo dalle profondità abissali del nulla assoluto. E’ vero che calzava robuste scarpe da trail-running, che indossava calzoncini e maglia sportiva e che sulle spalle portava uno zaino, esattamente come tutti gli altri. Ma che ci faceva lì in mezzo?

Dopo qualche attimo di indecisione si avvicinò al banco delle iscrizioni.

“Chiedo scusa”, indugiò senza sapere bene da che parte cominciare, “ma io… sono iscritto alla gara?”

La ragazza dietro il banco sorrise sorniona.

“A giudicare dal numero che porta sul petto sembrerebbe proprio di sì”, rispose divertita.

“Questo lo so anch’io” insisté l’uomo, “ma può controllare meglio? Non vorrei essere squalificatoper qualche vizio di forma …”

L’altra esaminò brevemente un elenco di dati, passò il dito lungo un foglio e si fermò sotto un rigo.

“Ecco qui, numero 777, il signor… Hieronymus Bosch!?”

L’uomo aggrottò la fronte per un istante.

“Bosch, certo” ripeté poco convinto.

“Come il grande pittore fiammingo?”

“Proprio come lui, ma ovviamente è solo un’omonimia.”

“Curioso. Comunque è tutto in regola. Lei è tesserato con la federazione, ha pagato la quota e la copia del certificato medico sportivo è in atti, per cui non ci sono problemi.  A questo punto, signor Bosch, non posso che augurarle un grande in bocca al lupo per la gara, visto che ne avrà bisogno.”

“Come tutti gli altri, del resto.”

“Certo, come tutti gli altri.”

L’uomo si staccò dal banco delle iscrizioni, fece qualche esercizio di stretching e prese a correre lentamente lungo il prato.

“Hieronymus… Hieronymus Bosch” ripeté tra sé e sé fra il sorpreso e lo sconcertato. “Davvero questo è il mio nome o è tutto uno scherzo di cattivo gusto? E chi mi ha iscritto alla gara? Ma avrò mai corso in vita mia? Ed è davvero il caso di partecipare?”

Fece alcuni allunghi più per imitare gli altri concorrenti che per convinzione, poi un annuncio richiamò i partecipanti avvertendoli che di lì a poco la gara avrebbe avuto inizio. Subito una folla di atleti si incanalò all’interno della zona transennata, dietro lo striscione della partenza. Ora, infilato nel mezzo della calca, a contatto col calore dei corpi, disperso nel ventre accogliente della moltitudine, il freddo sembrava meno pungente e la sensazione di disorientamento mordeva meno lo stomaco. Mentre i secondi sul tabellone luminoso scorrevano come in un film al rallentatore, la voce del commentatore si fece convulsa e la musica di sottofondo più incalzante e incisiva. Poi il rumore secco di uno sparo riecheggiò nella vallata propagandosi sulla folla come un colpo di frusta ben assestato.

nei primi chilometri di gara Hieronymus o chiunque egli sia:

  • fa i conti con le prime asperità della gara pentendosi di aver deciso di partecipare (100%)
    100
  • incontra un sedicente indovino dal quale si fa predire il futuro (0%)
    0
  • incontra un sedicente indovino ma rifiuta di farsi predire il futuro (0%)
    0
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21 Commenti

  1. Gli rivelano qualcosa in più sulla gara.
    L’incontro con il “simpatico” roscio è interessante e un po’ straniante (come se il tuo protagonista ne avesse bisogno). È ancora ben scritto, se posso permettermi, trovo il tono didascalico e la voce narrante un po’ troppo presenti: le spiegazioni delle metafore all’inizio, i “quindi”, “perciò”, “per questo, ora”, un po’ appesantiscono l’immediatezza della narrazione. Opinione mia, fanne quello che vuoi 🙂

    • Ciao BP, grazie per essere passata. I tuoi suggerimenti sono sempre graditi perché spontanei e disinteressati, qualità non facili da trovare in questo mondo. Sono consapevole del fatto che ciò che non è propriamente azione rallenta un po’ il tempo del racconto, però non riesco a rinunciare, qui e là, a qualche riflessione o divagazione che sia. Spero di non annoiare troppo.
      Sto cercando di trovare i tempi giusti strada facendo. Forse anch’io – come H. – sono in fase di riemersione dopo un periodo di letargo…

  2. Ciao Namor,
    dopo il tuo commento al mio racconto ho pensato di leggere qualcosa di tuo. Complimenti, un inizio che mi regala l’immagine di ciò che sta accadendo.
    Leggere e riuscire a visualizzare delle immagini è per me la cosa più importante e bella del grande mondo della scrittura.
    Sicuramente continuerò a leggerti.
    A presto!

  3. Ciao Namor,
    un ottimo inizio, direi.
    Chi mai sarà questo Hieronymus (ho fatto tre tentativi prima di scriverlo giusto) e perché si trova a un evento sportivo? Molto interessante.
    Essendo io un’amante del mistero, avrei voluto votare per l’indovino, tuttavia ritengo più opportuno che la storia rimanga sulla gara e ci riveli, tramite il suo svolgimento, chi è l’uomo e perché si trova lì.
    Ciao e alla prossima!

  4. Ciao, sono passata a dare un’occhiata al tuo racconto. Beh non dice ancora molto ma un uomo che non si ricorda bene chi sia e perché debba correre mi incuriosisce. Seguo e voto le prime asperità della gara, per capire intanto se ci sia un nesso con il suo passato (per il futuro c’è tempo credo). Al prossimo.

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