Do Not Disturb

Una vecchia storia agghiacciante

In una ridente cittadina in riva al mare esiste un hotel (ormai non più attivo, dismesso) con una storia che fa gelare il sangue nelle vene di chiunque la ascolti.

Sedetevi comodi ed ascoltate la storia dell’hotel Angst.

Ad inizio Novecento, uno dei primi hotel a sorgere in Italia era maestoso, e si chiamava proprio Angst. Ma in pochi conoscono la sua vera e sofferta storia.

Appena un paio di decenni prima ad abitare quelle terre era la vecchia Ghella,  una vecchina esperta d’arte e di stregoneria. L’austriaco Angst, il cui cognome (che in tedesco significa ‘angoscia’) fa ben intendere il suo animo cupo e il suo aspetto a dir poco istrionico, visita la cittadina, in vacanza, e nota quei terreni abitati soltanto dalla vecchietta. Lì l’austriaco vedeva già il suo enorme hotel. Così andò a parlare con Ghella, la quale rifiutò di vendere quei terreni nei quali aveva abitato tutta la vita.

Angst non demorde, insiste, propone cifre sempre più alte, tenta di corrompere gli addetti comunali, finché non opta per la soluzione più malvagia. Ed una notte serena ma senza stelle si sentirono le urla della vecchina straziata dalle fiamme che divoravano la sua abitazione in legno.

Fu ritrovato, intatto, un grosso ed antico specchio, dai ricami preziosi e decorati con svariate leghe e metalli, unico oggetto superstite al rogo.

Qualcuno forse sospettava di Angst, ma tutti rimasero taciti, e permisero l’imponente lavoro di costruzione, durato mesi (nessuno ricorda, di preciso, quanti) del più grande hotel della zona.

La piccola città divenne una grande meta turistica per tutta l’Europa e gli affari dell’hotel andavano a gonfie vele.

Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, tuttavia, il traffico si arrestò e le finanze dell’hotel entrarono in crisi. Angst, ormai anziano, non riusciva più a portare avanti la sua attività.

Come se non bastasse, troppi avvenimenti macabri avevano avuto luogo: un uomo si era impiccato, una donna è stata ritrovata a pezzi in una valigia e le teste delle sue due bambine (di quattro e di sei anni) furono ritrovate l’una sopra il suddetto bagaglio, e l’altra appena davanti, quasi a controllare e a voler difendere il contenuto di quella valigia. Il corpo delle bambine non fu mai più ritrovato. Infine un uomo venne poi ritrovato morto, con un biglietto d’addio, ma senza armi: era stato ucciso o si era suicidato?

Molti misteri avevano offuscato il nome di un grande hotel che attraeva gente da ogni dove. La cittadina era sempre bella, il suo mare sempre caldo ed attraente, ma le persone avevano paura a raggiungere il posto e a soggiornare in un hotel macchiato di così tanto sangue in così pochi anni.

Angst, depresso, o forse qualcun’altro (magari il fantasma della vecchia Ghella) decise di farla finita laddove tutto era iniziato: diede alle fiamme lo sfarzo di quell’hotel: di 86 persone che ivi alloggiavano soltanto tre ebbero salva la pelle; per gli altri non ci fu nulla da fare: le fiamme divamparono altissime e in pochi secondi, ad una velocità inaudita, come se il fuoco sapesse quale fosse il suo dovere da compiere, ridussero in cenere qualsiasi cosa, tranne una: il vecchio specchio della disgraziata Ghella.

In realtà bruciò qualsiasi cosa fosse all’interno di quell’hotel, ma non bruciarono le mura (in cemento). Dunque l’hotel rimase lì dov’è tutt’ora, da più di cent’anni nelle medesime condizioni. Il comune della piccola cittadina, sconvolta da  un evento tanto grande come mai era capitato lì, tentò di chiudere al più presto ogni legame con questa vecchia terribile storia, murando gli accessi all’hotel, che tuttavia, per le sue dimensioni, si può ancora scorgere dalle vie della città.

Lo specchio, Angst e la sua storia, Ghella e la sua arte della stregoneria rimangono dunque celati da numerosi decenni presso una città che non può dare sospetti, e la storia è oramai conosciuta soltanto da alcuni anziani che la raccontano e la tramandano.

Chi visita l'hotel?

  • Altri (proponeteli voi) (38%)
    38
  • Un gruppo di ragazzi curiosi, ma terrorizzati, alla ricerca del vecchio specchio. (50%)
    50
  • Un gruppo di ragazzi curiosi, che vogliono effettuare una seduta spiritica (13%)
    13
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19 Commenti

  1. Ciao,
    sono entrata a leggere la tua storia incuriosita dal tuo Nickname e dalla trama del racconto, entrambi apparentemente intriganti.
    Poi pero’ ho letto i commenti e mi e’ dispiaciuto; e’ un vero peccato che tu risponda in questa maniera a chi ha deciso di giocare con te e di darti qualche consiglio per aiutarti a migliorare. Perche’ tutti possiamo migliorare, sappilo.

    I tempi verbali, come ti hanno gia’ detto, non hanno alcun senso. Passano dal presente al passato nella stessa frase; puoi essere tu a decidere che tempi usare, certo, ma poi non ti puoi stupire se nessuno riesce a concentrarsi sulla storia e se alla fine risulta piu’ semplice rinunciare alla lettura.

    Mi auguro che avrai voglia di prendere questo gioco “seriamente”; potresti avere delle potenzialita’ e sarebbe un peccato non mostrarle solo per un orgoglio che non porta a nulla.
    Ciao!

  2. I quattro personaggi dovranno entrare nell’edificio in modo simile a “Mission impossible”. Con tanto di musica di sottofondo.

    Scherzi a parte, mi accodo a JAW per quanto riguarda i tempi verbali: scegline uno e usa solo quello.
    E propongo (anche se la proposta non è l’opzione in vantaggio) che non ci saranno problemi fino allo scavalcare la recinzione, ma che poi si paleseranno solo mentre stanno per attraversare la porta d’ingresso (o poco dopo che l’hanno fatto)

  3. Troveranno i problemi ad accoglierli all’Angst.
    Ciao, IMDT.
    Penso che tu sia molto giovane e mi piacerebbe un sacco sapere quanti anni hai.
    Il continuo saltare tra tempi verbali fa a tratti somigliare questi due capitoli a una sceneggiatura e questo di certo non aiuta la scorrevolezza del testo.
    Ti prego, non rispondermi che i tempi verbali sino una libertà, perché non è così: se scegli di adottare licenze alla normale consecutio queste devono come minimo essere giustificate da un intento espressivo che in ciò che leggo non è affatto chiaro. Personalmente, mi guardo bene dallo stravolgere la grammatica italiana, perché so di non esserne in grado. Io non sono un maestro. E qui maestri ne troverai pochi. Troverai però alcuni autori disposti a darti modesti suggerimenti, spetterà a te soppesarli e capire se ti possono essere utile. Io ti invito ad ascoltarli e provo a dartene qualcuno:
    – La maiuscola all’inizio delle frasi e il punto alla fine sarebbero opportuni.
    – I segni con cui introduci i dialoghi sono bruttini, puoi usare questi:
    «»
    ottenuti rispettivamente con Alt+174 e Alt+175 o più senplicemente cliccando il tasto con la omega maiuscola nella pagina di theincipit in cui pubblichi i capitoli.
    – Cercherei di mantenere il più possibile la coerenza nei tempo verbali, evitando di saltare da un imperfetto al presente e viceversa in periodi consecutivi che descrivono lo svolgersi della medesima azione.
    Il quarto consiglio è, a mio parere, il più importante di tutti: accetta i consigli, ne hai bisogno.
    Come tutti.
    Buona serata

  4. Ciao Maestro,
    hai fatto passare molto tempo dal primo episodio, avevo scordato l’incipit e sono andata a rileggere per mettere insieme le tessere mancanti.
    Trovo che ci siano troppe spiegazioni su chi sono i personaggi: non occorre spiegare troppo su ognuno, le caratteristiche dei ragazzi si possono apprendere lungo lo svolgersi della storia. Non capisco anche l’uso dei tempi verbali, cambiano di continuo, ma non ne afferro il senso.
    Per il prossimo episodio, che spero arriverà in meno di un mese e mezzo, proviamo a inciampare su qualche ostacolo appena arrivati all’ ANGST.
    Alla prossima!

      • Dubito che mi coglierai di sorpresa, questo implicherebbe un’attesa e non credo proprio di prevederne una.
        Perdona l’incursione, il mio intento era benevolo e volto a fornire consigli. Immagino che non siano benaccetti, pertanto ti saluto e ti lascio ai tuoi tempi verbali, alle tue descrizioni e ai tuoi tempi di pubblicazione, perché – come hai detto tu – è il maestro del terrore a decidere in merito e io, da lettrice, conto poco.

  5. Un gruppo di speleologi urbani alla ricerca di qualcosa di sconvolgente da mettere su YOUTUBE.
    Ho scelto la terza opzione, spero non ti dispiaccia.
    Ciao Maestro del Terrore,
    sai che con questo nick dovrai proprio mettercela tutta per terrorizzare i lettori, vero?
    L’incipit non è male ma, a mio parere, ci sono troppi elementi nei pochi caratteri concessi. La strega, l’assassino, i ritrovamenti macabri… Avresti potuto dosare meglio gli avvenimenti, ma questa è la mia opinione e il racconto è tuo.
    Essendo anch’io amante dell’horror, seguo e aspetto un nuovo terrificante episodio.
    Alla prossima!

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