THE BLIND CAT

Dove eravamo rimasti?

SIAMO GIUNTI AL TERMINE, IL PORTALE PER IL PASSATO STA IN CRAVEN ROAD, MA CHI È DAVVERO L'OMETTO CALVO? UN UOMO TROPPO BASSO CON UN DONO SPECIALE (57%)

QUANTO VALE UNA VITA?

L’ometto calvo sorrideva. Erano passati un paio di giorni e ogni incombenza era stata svolta. Il locale era stato acquistato, ogni bene venduto, poca roba per la verità, il testamento redatto.

«Andrò a ritroso oggi stesso. Il sé più giovane verrà contattato entro un’ora al massimo. Alla signorina Steward. Invece, invierò un invito formale che la convochi in questo stesso ufficio.»

«Questo ufficio esisteva nel passato?»

«Non proprio,» spiegò l’ometto «per quelli dall’altra parte sarà tutto vivido, tangibile, inequivocabile; per me sarà solo una copertura, una costruzione della mia mente per rendere la cosa credibile.»

«Come riuscirà a raggiungere il passato?» domandò Sammy soffocando un colpo di tosse.

«Non posso dirle come, a lei basti sapere che lo farò. Non ci vorrà molto. Mi dica, piuttosto, con quale nome vuole che chiami il benefattore, che poi è lei stesso?»

Sammy stropiccio le labbra, strinse gli occhi e fissò il soffitto, verde come il resto della stanza; un accesso di tosse lo squassò fino all’anima. Sammy infilò una mano in tasca, estrasse un fazzoletto con cui si coprì la bocca. Una macchia rossa sporcò il centro della stoffa, Sammy guardò il suo interlocutore con lo sguardo acceso di lacrime che lo sforzo gli aveva provocato. «Hubert R. Millighan» rispose con la voce rotta.

Il suo incarnato si fece più pallido e sulla fronte nacquero piccole gemme di sudore gelido.

«Hubert R. Millighan» ripetè l’ometto senza dar segno di accorgersi dello stato pietoso in cui la tosse prepotente aveva gettato l’altro.

«Geniale!» proruppe d’improvviso, sbattendo il palmo sulla scrivania. Sammy trasalì, gli occhi sbarrati che presto si strinsero accordandosi a un sorriso complice.

«Hu R Mi. Tu sei me! Lei, mio caro signor Corkoran, è un genio! Sono pronto ad andare. Le piace il blues? Sì, le piace. Faccia silenzio ora. Non ci vorrà molto.»

L’ometto si alzò e con le mani piccole armeggiò intorno a un vecchio grammofono con la tromba lucida. La musica forzò l’aria, impadronendosi della stanza. Sammy rimase in silenzio, come gli era stato detto, mentre l’ometto calvo, con profumo di dopobarba a seguito, spariva alla sua vista, come lo spettro di un bambino.

Il tic tac di un orologio catturò la sua attenzione, rimasto solo nella stanza Sammy Corkoran si abbandonò al raspare ruvido del suo respiro. Il petto gli doleva e aveva gli occhi pesanti, gonfi, orfani di sonno e di sogni.

Tic tac – tic tac

Le note di blues.

Tic tac – tic tac

«Signor Corkoran!» disse Rubin, e lui aprì gli occhi.

L’ometto calvo era tornato. Era stato via un batter di ciglio o una vita intera, Sammy non avrebbe saputo dirlo.

«Tutto è andato secondo i piani, ogni cosa è sistemata. Lei aveva ragione, sa. Il suo sé più giovane è un tipo poco incline ai cambiamenti e facile alla collera.»

«Ha incontrato me, dove?»

«Nella sua vita passata» rispose l’ometto, inclinando un poco il capo sorpreso per l’incredulità dell’altro.

«È stato solo un sogno» sussurrò Sammy, più a se stesso che all’altro.

«Davvero?» fece quello sorridendo «quando abbiamo cominciato lei stava morendo, solo pochi minuti fa.»

Sammy si passò una mano sul viso e notò che la pelle madida era ora fresca e liscia. Non aveva più il petto stretto nella morsa del male che gli faceva sputare sangue.

«Sono guarito?» chiese allora con le lacrime agli occhi.

«Tecnicamente non è mai stato malato.»

«Vuol dire che lei è stato davvero nel passato, ha comunicato il lascito al me stesso più giovane e questo mi ha salvato la vita?»

«Perché non dà un’occhiata lei stesso. Il locale è aperto stasera.»

«The Blind Cat» mormorò Sammy.

«In memoria di Lucille. Lo ha scelto Janis il nome» disse Rubin e strizzò l’occhio.

Sammy Corkoran raggiunse il suo locale e, proprio come gli aveva detto l’ometto, lo trovò aperto.

Janis era raggiante, il viso florido, la spilla del suo Corny appuntata proprio sopra il seno sinistro.

«Sammy, che fine hai fatto? La serata deve cominciare!»

Lui le sorrise e si addentrò nel locale. Ogni tavolo era occupato, il bancone quasi non si poteva a scorgere oltre gli avventori chiassosi. Le chiacchiere e le risate siglavano un patto con la vita nuova a cui Sammy Corkoran aveva avuto accesso.

“Sei milioni di dollari, tanto vale una vita?” si era chiesto. “No, la vita non ce l’ha un prezzo.”

Tra le bottiglie di liquore, proprio al centro del ripiano di mezzo, c’era un dollaro incorniciato e sopra di esso, in lettere maiuscole, stava scritto: GRAZIE HUBERT, CHIUNQUE TU SIA.

Per un attimo, poco prima che le luci si spegnessero, a Sammy parve di cogliere un morbido movimento algido nello specchio dietro il bancone, «Lucille» chiamò con un filo di voce, ma l’immagine svanì e la band sul palco attaccò a suonare.

***

«Svegliati ubriacone!» urlò qualcuno assestandogli un calcio alla schiena.

Sammy aprì gli occhi. Lucille miagolava dietro la porta. Un sogno. Era stato tutto un sogno.

Si alzò a fatica, incespicando nei suoi piedi e infilò la mano in tasca per cercare le chiavi ma trovò altro, un cartoncino rigido, una giocata alla lotteria.

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176 Commenti

  1. Ciao Allegra.
    Il tuo racconto mi è piaciuto dall’inizio alla fine.
    La conclusione è stata inaspettata ma gradevole. Hai dato un colore e una musica a questo scritto. Io l’ho visto in toni di bianco e nero, con sfumature blu e attorniato da aloni argentei. Una bella atmosfera. Davvero.
    Una storia sempre coerente nonostante i passaggi difficili tra realtà e sogno.
    Attendo il tuo prossimo racconto e una nuova avvincente storia.
    A presto
    Ilaria

    • Ciao Ilaria,
      grazie sei molto gentile e ringrazio anche te per essere arrivata fin qui. IL racconto ha preso vita grazie ai vostri riscontri, ai commenti e ai consigli. Mi piace pensare che ci sia sempre una via d’uscita, una seconda possibilità… Ma ve ne sarete accorti.
      Ho già in mente un nuovo racconto. Prima lo metto a punto e poi vi presento i nuovi personaggi, sperando che vi siano graditi.
      Ciao Ilaria e grazie ancora infinitamente.
      Alla prossima!

    • “Un semplice generatore di eventi casuali”, Gionata sarebbe fiero di te!
      Ciao Fue,
      mi è piaciuto scrivere questo racconto, mi è piaciuto navigare tra le note dei vecchio e del nuovo (nell’ultimo episodio) blues, ho amato anche i personaggi che pian piano sono cresciuti con l’avanzare del testo e che ho limitato drasticamente 😉 Ho già in mente un’idea per il prossimo racconto, vedrò come svilupparla. Anche Kezia, di là, ne ha una… Non so se verranno fuori insieme, forse… Chissà.
      grazie tantissime per essere arrivato fin qui, la cosa che apprezzo di più è il fatto che, nonostante la latitanza su TI, tu sia comunque tornato a finire la lettura, non è da tutti 🙂
      Alla prossima!

  2. Peccato che questa storia sia già finita. Mi ha coinvolto dal primo all’ultimo capitolo, col blues come leit motiv. Splendido anche il finale, io poi adoro i finali aperti, che lasciano spazio all’interpretazione del lettore, e direi proprio che questo ne è un esempio. Grazie per le atmosfere sognanti che ci hai regalato Allegra, complimenti per la fantasia e per la tecnica nell’esposizione. Buona serata

    • Ciao Danny,
      grazie tante per il bel commento, per aver letto e per i complimenti.
      Il blues è il mio genere preferito ed era un po’ che pensavo di scriverne, in realtà sto scrivendo, arrangiando, correggendo un altro racconto, molto più lungo, che tratta di viaggi nel tempo e blue notes, vedrò di aggiustarlo in modo che possa diventare qualcosa di più.
      Spero di ritrovarti tra i lettori del prossimo racconto che non so quando comincerò ma che comincerò di sicuro. 🙂
      Alla prossima!

  3. Mi è piaciuto davvero molto questo racconto, dall’inizio alla fine.
    Spero che Keziarica non si offenda, l’ho preferito all’ultimo suo 😉
    A parte gli scherzi, l’ho davvero apprezzato, una seconda occasione come nel racconto di Ella, ma questa volta una seconda occasione che sembra arrivare prima che sia troppo tardi. Sperando che Sammy non si beva l’eventuale vincita!
    Delizioso.
    A presto

    • Ciao B,
      speriamo proprio che non se la beva tutta, chissà a quanto ammonta… 😉
      Grazie, sono felice che ti sia piaciuto, “delizioso” è un aggettivo… delizioso 🙂
      Mi piacciono le seconde occasioni, la magia e l’idea che tutto possa essere governato da un caos giusto che, alla fine, trova sempre il modo di mettere a posto le cose, non come quella Keziarica lì, sempre a scrivere di quadri assassini, fantasmi e aldilà improbabili!
      A parte gli scherzi, grazie per essere arrivata fino in fondo anche questa volta. Aspetto il finale del tuo racconto e ti auguro di passare una bella domenica, alla prossima!

  4. Ciao, Allegra.
    Mi rimane un dubbio: ma l’ometto calvo è un samaritano o ha preteso parte dei sei milioni di dollari per servizi postali e notarili spazio-temporali? 😀
    Il finale mi è piaciuto: il sogno che forse non è un sogno, e se è un sogno ha dentro il sogno della cappella nell’ospedale in un complicato gioco di riflessi in cui l’immagine reale si perde. Ci hai raccontato il delirio di un bevitore incallito o la magia di un universo che dà un’altra occasione? Direi tutte e due le cose e direi che l’hai fatto decisamente bene.
    Magica e suggestiva l’idea di veicolare i ricordi con la musica del grammofono, musica onnipresente in questo racconto: il blues di una vita, di più, il blues che allunga una vita ormai perduta e, che sia un sogno o meno non cambia, la rende più lieve.
    Bravissima!
    Ciao, a presto!

    • Ciao Jaw,
      che bel commento mi hai lasciato, grazie.
      Il blues, la musica in generale (ognuno ha il suo genere preferito), può guarire le ferite dell’anima, la musica veicola i ricordi e può trasportati indietro nel tempo, farti ridere, farti piangere e farti ballare. Sammy ha avuto una seconda possibilità, il sogno o qualsiasi cosa sia stata, lo aiuterà a dare una svolta alla sua vita? Io lo spero, tutti meritano una seconda occasione, anche Sammy Corkoran e la sua Lucille.
      Grazie Jaw per essere arrivato fin qui per i bei commenti e i consigli sempre preziosi.
      Vedremo se riuscirò a stare lontano da TI per un po’… Non ci giurerei.
      Buona domenica e alla prossima!

    • Ciao Red,
      il cartoncino della lotteria… C’era anche nel sogno, grazie ai sei milioni ha potuto comprare il locale e pagare l’ometto calvo perché tornasse indietro e cambiasse la sua vita…
      È stato tutto un sogno, ma volevo dare l’opportunità a un un uomo con nulla al mondo se non il suo gatto mezzo cieco, di avere una nuova vita. tutto ricomincia e, forse, con la vincita della lotteria potrà averne l’occasione.
      Aspetto il tuo nuovo racconto e ti auguro un buon fine settimana.
      Alla prossima!

    • Sto allegrissima Napo, buongiorno!
      Grazie per essere passato anche da questo racconto, per aver letto e commentato fino alla fine. Avevo un altro finale in mente, ma poi mi è parso che questo risultasse più azzeccato, spiegare come e perché viaggiare nel tempo, tornare, partire, paradossi… Non so sfruttare i pochi caratteri, avrei fatto un pasticcio.
      Ci rivediamo al prossimo, spero di riuscire a tenermi a bada e scriverne uno per volta.
      Tu, invece, quando riprendi?
      Alla prossima e grazie ancora.

  5. Avevo paura di portarti al pareggio, perché erano – mi pare – 66 e 33, ma ho votato lo stesso per l’angelo, mi sembra il più adatto ad accompagnare Corkoran. Bello. Mi sfugge qualche dettaglio ma penso che ci tornerai… le storie di viaggi nel tempo o tra dimensioni sono così complicate! 😀
    Il capitolo è tutto molto suggestivo, ho apprezzato particolarmente l’inizio, dove le note sembrano prendere vita e sostanza, invadendo l’ambiente e dominandolo. Però non ho capito cosa intendi con “polvere mnemonica” 🙁
    Ciao, bravissima, a presto

    • Ciao Jaw,
      la polvere mnemonica, nel mio intento, è il vettore dei ricordi. Li riporta indietro, se ne fa carico e al tempo stesso ne è la custode. I vecchi luoghi, le cose vecchie, sono spesso coperti di polvere, quella polvere è parte di quel che è stato e ora non è più.
      Grazie Jaw per essere passato e per il bel commento. È complicato sì parlare dei viaggi nel tempo, delle possibilità, che magari ci stanno proprio sotto il naso e che non riusciamo a scorgere se non quando è troppo tardi. Vediamo se riuscirò a rendere l’idea.
      Grazie tantissime e buona continuazione di settimana.
      Alle prossima!

    • Ciao Napo,
      sì, è ancora oscuro perché tendo a non dare una forma chiara a qual che ho in testa quando lo riporto sulla pagina bianca. Spero, come ho detto ad altri, di riuscire a fare chiarezza con il finale.
      grazie per il voto e il passaggio.
      Alla prossima!
      p.s. tralasciando le mie discutibili doti di scrittrice, vorrei ringraziarti per avermi fatto conoscere Ricciardi. De Giovanni ha un dono.

  6. Ok, è ufficiale, sono nella confusione più totale, ed è meraviglioso. Mi hai disorientato sulle note del blues ahah. Non vedo l’ora di leggere il finale così da avere le idee più chiare. Nel frattempo voto per “un uomo troppo basso con un dono speciale”.
    PS: lo sapevo che janis joplin c’entrava qualcosa 😀

  7. Non ho mai creduto agli angeli e nemmeno mi piacciono ma tra le tre opzioni ho scelto quella che mi pareva più favorevole a Sammy.
    Mi sa che non ho mica capito tutto ma il fascino non ne risente, aspetto di scoprirne di più su questo « lui stesso »: un omonimo? Un viaggio nel passato? Magia?
    Sono tutta occhi e orecchi! 😀

  8. (Al 7 di Craven Road ci “vive” Dylan Dog, mio idolo indiscusso seppur sia solo un disegno)

    Ciao Allegra!
    Mi devo essere persa qualche passaggio perche’ alcune cose non mi sono del tutto chiare, credo che appena ho tempo dovro’ tornare indietro di qualche capitolo e dare una riletta, comunque voglio partecipare all’ultima votazione quindi voto il diavolo che vuole qualcosa in cambio e staremo a vedere.
    E intanto sei al finale, brava 🙂

  9. Ciao Allegra
    Il grammofono ovviamente non poteva mancare all’interno del tuo racconto intriso di musica e atmosfere blues.
    Mondi paralleli? Follia? Immaginazione? Tutto potrebbe essere ma staremo a vedere. Buona scrittura.
    Ilaria

  10. Eccomi 😀 sono tornata…
    L’ho letto tutto d’un fiato e come sempre mi sono persa completamente nel “viaggio” immergendomi totalmente con tutti i sensi che riesci a stuzzicare con la tua dettagliata scrittura…
    Voto grammofono e attendo curiosa il finale dopo questo colpaccio di scena.

  11. Il grammofono ci sta bene, direi.
    Ciao, Allegra.
    Uhm, la faccenda si complica… non riesco a inquadrare bene dove ci vorrai condurre e questo mi piace 😀
    Un locale in rovina che prende vita (e che vita 😀 ) ogni notte, lo studio dell’avvocato improvvisamente preda dell’obsolescenza… sembrano i vasi comunicanti… boh, va be’, basta aspettare il seguito 🙂
    Ciao, brava e scusa la mia poca costanza nell’ultimo mese, sono giorni complcati e mi posso dedicare alla lettura solo nei momenti di tregua.

  12. Clap Clap Clap! Capitolo che mi ha fatto sentire disorientato come un ubriaco nel raccordo anulare. Dunque è stato lui stesso ad architettare il tutto. Bel colpo di scena. E adesso scopriamo questa tanto anelata verità (non vedo l’ora). Ho votato per il grammofono ovviamente. Alla prossima

  13. Ciao allegra eccomi qui,
    Belli questi ultimi capitoli, l ometto calvo mi piace 😂, mi è piaciuto molto il fatto che ogni personaggio è ben caratterizzato, davvero complimenti! Poi vabe per quanto riguarda le descrizioni non ne parliamo 😂 ho già detto tutto 😂😂, mi sono mancati molto i tuoi dialoghi in questo ultimo mese, mi piacciono un sacco, spero solo di essere puntuale per i prossimi capitoli 😊
    Ps. L ometto calvo senza dubbio hahaha… a presto 😉

  14. Visto che l’ometto e Janis hanno già rifiutato di parlare, io andrei ai documenti catastali.
    Se dovesse venire fuori che non è magia ma sono tutti effetti dell’alcool, voglio bere la stessa roba che scola Sammy! A parte gli scherzi, cavoli, chi non vorrebbe farci un giro in un locale così? Ma a me non fate suonare nulla, ascolto! 😉

  15. Allegra ciao.
    Mi dispiace per il protagonista che dovrà parlare nuovamente con l’ometto calvo… non scorre buon sangue tra i due e quindi staremo a vedere il resoconto di questo dialogo.
    L’atmosfera che descrivi è sempre ricca e affascinante, la tua passione per la musica prende vita tra le righe e insegna.
    Il tuo stile è ormai una firma. Continua così.
    Buonanotte
    Ilaria

    • Ciao Ilaria,
      grazie per le belle parole, magari insegnare è un po’ esagerato, ma sicuramente il mio amore per la musica traspare in quello che scrivo. Che ci si può aspettare da una che canta fin dall’asilo e che si è incaponita, alla soglia della cinquantina, a imparare la chitarra?
      Sono felice che il mio stile risulti riconoscibile, spero non solo per il mio dispendio di aggettivi e descrizioni 😉
      Alla prossima e grazie ancora!

  16. Credo che la tua passione per la musica abbia influenzato anche il tuo stile nello scrivere che è a mio modesto parere è molto “musicale”. Ho votato per la ricerca tra gli abitanti della zona. Piccola curiosità: ma Janis è un omaggio a Janis Joplin? Buona serata 🙂

    • Ciao Danny,
      Janis Joplin è un omaggio alla musica, è una grande interprete e se penso a Janis, mi viene sicuramente in mente lei.
      Ti ringrazio per il complimento, il fatto di risultare “musicale” nello scrivere è una bella cosa, e ritengo importante che la scelta dei vocaboli possa innescare in chi legge un coinvolgimento non solo visivo, ma uditivo, anche se relegato alla propria testa.
      Grazie mille per il passaggio e per il voto.
      Alla prossima!

  17. Bene, bene, bene… Simpatico episodio, anche se ti confesso che non utilizzo mai i collegamenti ipertestuali perché non voglio frammentare la lettura. Il senso si capisce anche senza approfondimenti del tipo “come ti erudisco il pupo sul blues”.
    L’opzione più logica sarebbe la consultazione dei documenti catastali, ma è triste. Vada per l’ometto calvo.

  18. Complimenti Allegra! Mi piace molto la tua scrittura, forse non scorrevolissima, ma ricca di descrizioni e di parole che suonano come dolci melodie. Credo sia il tuo punto di forza e ciò che ti contraddistingue. Le atmosfere sognanti mi hanno ricordato il film Midnight in Paris di Woody Allen.

    • Ciao Danny,
      qualcuno mi ha detto che ho uno stile riconoscibile, comincio a pensare che non sia una nota positiva che lo contraddistingue. Il mio uso di figure retoriche, descrizioni, aggettivi, forse é troppo ricco, provo ogni volta a tagliare, ma non è semplice.
      Ho visto Midnight in Paris, bellissimo. A me l’idea per questo racconto mi è venuta ascoltando SRV e Albert King In Session.
      Magari non si è capito, ma io adoro il blues 😉.
      Grazie per essere passato e per il complimento.
      Alla prossima!

  19. Più persone, viva la varietà 😀
    Ciao, Allegra. Ultimamente, purtroppo, sto leggendo molto poco su TI (e anche fuori, se è per questo 🙁 ), ma immergermi nelle atmosfere delle tue storie ha un effetto ristoratore. So che non vuoi sviolinate, quindi mi fermo qui, anche perché non saprei quale “critica costruttiva” farti.
    Brava!
    Ciao, a presto

  20. Ciao Allegra, bel racconto, ALLEGRO, originale, pieno di vita! Mi piace anche l’uso che hai dei titoli,credo prenderò spunto fa te per imparare ad intitolare i miei capitoli, visto che non ne sono in grado! E l’aggiunta dei video in certe parole,come fai? Bella idea! Ero indecisa tra una donna e più persone,alla fine voto più persone che venga fuori una banda;)
    A presto

    • Ciao Flow,
      aggiungere un link è semplicissimo, lo avevo visto fare a un altro autore e l’ho subito imitato.
      Quando pubblichi, nella maschera contenente il corpo del testo, cerca un pulsantino con due anelli incrociati, clicca. Poi clicca sulla rotella, aggiungi il link di quello che vuoi pubblicare e scirvi la parola, cliccando sulla quale partirà il link… Non so se ho reso l’idea… Non sono brava a dare indicazioni.
      Vediamo che band mettere su, ho già in mente un po’ di nomi 🙂
      Grazie per il voto e il passaggio.
      Alla prossima!

    • Ciao Ilaria,
      la cosa più bella dello scrivere, anche da esordienti e dilettanti ( quel che sono io), è leggere i riscontri di chi legge e commenta. Ognuno vive il racconto a modo suo, con la sua fantasia crea il mondo di cui legge. Vorrei possedere il dono di sbirciare nella mente del lettore, per vedere cosa vede… Potrei tirarne fuori una storia… Uhm, forse…
      Alla prossima Ilaria, grazie per il passaggio!

    • No, perché quelle faccette arrabbiate??
      Ciao Massimo,
      cercherò di arrivare al dunque 🙂 Ho ancora tre capitoli a disposizione…
      Eh, il mitico Stevie non poteva certo mancare in un racconto del genere e ha un suo perché, se qualcuno conosce la sua storia potrà già intuire perché…
      Grazie per il commento e buon ascolto, credo che Lenny debba ritenersi fortunata.
      Alla prossima!

  21. Ciao Allegra eccomi qui,
    Sono arrivata in ritardo, chiedo venia!!
    Molto bello questo capitolo, mi è piaciuto particolarmente!
    “Una lama sottile di luce solare penetrava lo stipite di una finestra, finendo dritta sull’angolo inferiore del grande specchio, ove germogliava un nido di polvere e sporcizia.” Bellissimo, anzi poesia! Complimenti davvero per queste splendide descrizioni che sempre mi regali!
    Ps. Aspetto il prossimo capitolo a presto 😉

  22. Andrei a parlare con Janis per cercare di capirci qualcosa.
    Mi è piaciuto tutto e apprezzo davvero molto le tue descrizioni « pittoriche » ma nel paragrafo « Una lama sottile …. serata appena trascorsa » mi sono persa. Ci sono tanti incisi, dettagli, perifrasi,i che ho dovuto leggere due volte per capire il senso. Sì, può anche essere che sono un po’ tonta, però ogni tanto la poesia ti prende la mano 🙂
    Questa storia a ritmo di blues « swinga » davvero bene

    • Ciao B,
      grazie. Sì, hai ragione, me ne rendo conto anch’io, solo quando me lo fate notare… Mentre rileggo tutto mi appare lineare e assolutamente comprensibile, poi mi metto nei panni di chi legge e mi accorgo che, magari, ho un po’ esagerato.
      A ogni racconto mi ripropongo di essere più “pulita” nelle descrizioni, di attuare tagli e portare a galla solo il necessario poi, puntualmente, cado nella stessa trappola del principiante e mi lascio trasportare. I vostri consigli mi servono come monito, non è che non vi presti attenzione è solo che non riesco a metterli in pratica.
      Grazie ancora per il passaggio e il commento onesto.
      Passa un buon fine settimana e alla prossima!

    • Ciao Aiels,
      Certo che puoi permetterti, sono qui apposta!
      L’uso smodato di aggettivi, insieme a quello errato della punteggiatura sono i miei punti deboli. Per non parlare del sopravventò che spesso prendono i personaggi… 🙂 me lo dicono sempre, ma non riesco a curare queste mancanze… dovrei trovare un compromesso.
      Grazie per essere passate, per il consiglio è per il voto. Passa una buona giornata!

  23. Ciao Allegra,
    Letto e piaciuto.
    Interessanti i link e le musiche, rendono ancora più l’idea del locale appesantito dal fumo di sigaretta… Brava.
    Ho scelto un’opzione meno votata ma siamo agli inizi e magari la situazione potrebbe ribaltarsi.
    Aspetto fiduciosa.
    A presto e buona giornata
    Ilaria

  24. Ciao Allegra, ho votato naturalmente, solo non credo sia importante il nostro pensiero, ritengo che l’essenziale sia il tuo di pensiero, quello che la tua mente ed il tuo cuore ti raccontano della storia che stai scrivendo, ecco, è quello, voglio sapere quale sarà l’espressione del tuo cuore e seguirla fino in fondo.
    In bocca al lupo, pienne

    • Ciao a te Pienne,
      io ritengo, invece, che il voto degli altri autori sia importante, per deviare il corso della storia e dare uno spunto di esercizio creativo a chi scrive. Tuttavia, non voglio certo discutere ill tuo pensiero, immagino che tu abbia le tue buone ragioni.
      Il mio cuore mi suggerisce innumerevoli storie, che per lo più lascio perdere, o sarei sempre alla tastiera e non sempre ne verrebbe fuori qualcosa di buono. Quello che mi piace molto di questa piattaforma è la possibilità di ricevere riscontri, sia positivi che negativi, da chi legge, perché è, almeno per me, un’occasione di crescita e di miglioramento.
      Grazie infinite per il commento e per il voto, ci vediamo al prossimo episodio, mio e tuo.
      Buon week end!

  25. Ciao Allegra.
    Scelta ovvia per me. Assisterà a qualcosa di incredibile.
    Lo sai che mi piacciono le situazioni surreali, robe del tipo: “ai confini della realtà” e non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo per poter scoprire di cosa si tratta.
    Avanti così!
    Ciao ciao
    Ilaria

  26. Buongiorno Allegra,
    Atmosfera sempre piacevole da queste parti: il nuovo locale incuriosisce il lettore, ma Sammy proprio non riesce a capire…
    Votiamo affinché assista a qualcosa di incredibile, così impara.
    Mezzanotte blues: affascinante.
    Mezzanotte è pure l’ora dei fantasmi, o perlomeno l’ora dell’inspiegabile.
    Promette bene, brava.

  27. Rieccomi, Allegra. Ho votato per dare a Sammy completa libertà.
    Eh, che ti devo dire? A me piace molto come scrivi. Mi pare di aver letto in precedenti risposte che ti metti un po’ il problema di essere troppo descrittiva. Non lo so, a me non sembra, mi piace leggere del pizzetto mefistofelico e della bella ambrata. Insomma, c’è descrizione e descrizione e, quando è efficace, è molto piacevole e rilassa anche un po’ il lettore.
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana.

    • Ciao Fue,
      perdonami per l’immane ritardo. Mi pareva di aver già risposto, ma evidentemente me lo sono sognato.
      Grazie per il bel commento, confesso che Craven road non viene da Dylan Dog, che non ho mai letto, ma da un qualche angolino recondito del cervello dove Craven si associa a to crave, bramare.
      Ancora scusa per il ritardo vergognoso e grazie per il passaggio e il bel commento, che sorvola sugli errori grossolani del capitolo.
      Ciao e passa un buon fine settimana!

  28. Ciao Allegra.
    Voto per il locale.
    Ho letto la risposta ai commenti circa i refusi che (ovviamente) non sono stati intenzionali. A volte capita e so benissimo quanto, la cosa, possa far innervosire!!
    😊
    Comunque aspetto il prossimo episodio, nel frattempo ti auguro una buona domenica.
    Ilaria

  29. «Il sole filtrava in uno spiraglio ambrato da un’imposta socchiusa»: un inizio così, rende quasi più buoni. Anche a me ricorda qualcosa: «scostai di colpo la tenda da un lato: che tenera notte!», di Musil.
    Voto anche io per l’ometto calvo, con un caro saluto.

  30. L’ometto calvo.
    Molto carino e suggestivo questo incipit (che tra l’altro mi ha fatto risuonare in testa « C’era una volta, una gatta » anche se non so se l’appartamento è in una soffitta 🙂).
    Curiosa di saperne di più del notaio, anche se la cosa che più mi tortura è L’inquietudine per questa gatta con un padrone che dorme giorni invece di riempirle la ciotola. Speriamo che possa uscire e procurarsi cibo autonomamente 😉
    A presto

  31. ciao Allegra e ben tornata!
    Ho scelto l’ometto, se non altro per dare continuità alla storia. Dopotutto ci aspettano altri 9 capitoli per conoscere ulteriori personaggi.
    La mia non è tra le selezioni più quotate, quindi mi accontenterò di proseguire la storia con la scelta degli altri lettori.
    A presto!
    Ilaria

  32. Ciao Allegra!
    Mi ha incuriosito molto questo tuo incipit, complimenti!
    Le descrizioni sono molto dettagliate, forse anche troppo… nel senso che avresti potuto dedicare più spazio al prosieguo della storia; anche se, del resto, il primo episodio deve essere molto descrittivo.
    A presto!

  33. Ciao Allegra,
    sono passata di qui siccome ho letto nei commenti che questo è il tuo secondo profilo… Bella anche questa storia, mi piace moltissimo il gatto, è così carino *^*
    L’inizio mi è piaciuto tanto, soprattutto “Il trambusto del traffico nella strada sottostante si univa al chiacchiericcio di due piccioni, fermi sul davanzale. Bello, brava, complimenti!
    Ps. una donna…seguo e aspetto il prossimo capitolo
    A presto 😉

  34. Bentornata Allegra!
    Molto interessante la sinossi del tuo nuovo racconto. I personaggi che ci hai introdotto, descritti come al solito molto bene, risultano essere molto affascinanti. Mistero, dipendenza da alcol, soldi, un gatto… Manca solo una donna grassa, per cui la voto.
    Sono davvero molto contento di rileggerti 😊
    A presto

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