Nella penombra

smarrimento

Alle quattro del pomeriggio il suo vicino mi chiama al cellulare:

«non c’è, in casa non c’è…».

Mi precipito. Non è certo la prima volta che il ‘maggiore’ mi chiama per avvertirmi che la mamma è scappata. Sono rassegnata, e spero che tutto finisca nella solita pantomima, a cena, con lei a tamburellare il bordo del piatto come se nulla fosse e io immersa nel solito silenzio gesticolante dopo il vaniloquio.

Parcheggio sotto casa sua. Parlo col vicino. Esploro inutilmente i dintorni. Non la trovo neanche al supermercato, e non la trovo al parco. Ripercorro le strade del quartiere.

Ritorno al parco. Mi lascio cadere sconsolata su una panchina.

Non mi resta che fare un giro di telefonate, tenendomi alla larga per non allarmare nessuno, col pretesto che, come sanno amici e parenti, la mamma in questa fase della malattia chiede spesso di uscire di casa, di fare un giro in macchina. Come altre volte, dopo i convenevoli termino le telefonate con:

«…ti dispiacerebbe se domani portassi la mamma per una visita?»

Mi aspetto che qualcuno risponda, come è già successo:

«…mi ha chiamato per farsi venire a prendere: è qui da noi. Il ‘maggiore’ non ti ha avvertito?»

Ma tutti si dicharano disponibili a ricevere la visita, per domani o domani l’altro…

Me ne sto lì, imbambolata, giocherellando con la cover dello smartphone, senza saper che fare, sotto i tigli ombrosi, dove lei non voleva sedersi per la resina appiccicosa che gli rovinava la messa in piega…. i suoi capelli, che gli ho sempre invidiati, a cui teneva tanto… ma dopo l’inizio della malattia, ormai sono più di tre anni, ha lasciato fiorire il candore del suo testone per non andare dal parrucchiere, al quale una volta l’anno permette solo il taglio… ora lascia che la pettini, non si lamenta agli strappi… e si lascia anche lavare… permette persino che si sfrucugli il suo ‘sacrario’, la camera da letto… mio dio che brutta storia! Che faccenda terribile da gestire, se non si vuole ricorere alla costosa e sbrigativa e assistenza delle ‘residenze sanitarie assistenziali’… quanti ricordi… quanti ricordi che lei… che le non abita più… che strano, però: ci sono cose che… si, ogni tanto, un barlume, una vena nel blocco di marmo che se ci metti dentro uno stuzzicadenti si squarcia e viene giù tutto… come quella volta, quando mia zia, sua sorella, gli ha parlato del cane, di Juri, e lei si è alzata, decisa, per andare a prendere la ciotola sotto il lavandino… che pena… ed è ancora ‘mia mamma’, perché ancora mi dice di sbrigarmi se no faccio tardi e il bambino aspetta davanti alla scuola… se no’ ci va lei… il tempo di vestirsi…

Un merlo sul tiglio gorgheggia in un lungo ritornello. Gli piaceva tanto, quel miracolo sonoro dell’animaletto bruttino…

Il canto mi scuote.

La situazione comincia ad apparirmi seria. Sto perdendo tempo.

Ripongo il cellulare nella borsetta, mi risolvo per un ultimo tentativo dal suo vicino di pianerottolo, un pensionato dell’esercito, scapolo, con il quale abbiamo una specie di ‘accordo di sorveglianza’ dietro corresponsione di un piccolo ‘mensile’. Spero, inutilmente, che mi fornisca una piccola traccia, ma ribadisce che… non l’ha vista uscire… alla solita ora ha suonato il campanello… ha poi bussato chiamandola per nome.. con molta cautela ha preso, infine, la decisione estrema di entrare con le chiavi che gli avevamo lasciato ma l’appartamento era in ordine e dentro non c’era nessuno…

Sto per chiamare aiuto. Non vorrei farlo. Abbiamo una badante fino alle tre del pomeriggio, che va via dopo avergli lasciato la cena: lei non tollera che un ‘estraneo’ stia nella sua casa la sera e la notte. Abbiamo già dovuto licenziare due rumene. Mio fratello insiste che a questo punto non c’è che la RSA, ma io temo che il ‘trattamento’ la uccida: preferisco tirare avanti passando quando mi è possibile le serate e la notte da lei, chiedendo a mio fratello di fare altrettanto, e per il resto confidando nella buona stella e negli ‘accordi’ col ‘maggiore’.

E ora? Mi guardo intorno, sconvolta, mentre il dito divarica la custodia del cellulare per chiamare mio fratello e accordarci se è il caso di avvertire la polizia. Poso lo sguardo sui mobili e passo in rassegna le foto incorniciate e gli oggetti che conosco uno ad uno, senza decidermi a piegare la testa sul cellulare e…

Sembra che le sue cose siano tutte in ordine, ma un angolo del comò richiama la mia attenzione: cosa c’era sotto la lampada, appoggiato al vaso coi finti tulipani di legno?

Quale oggetto è sparito dal comò?

  • Un santino (33%)
    33
  • Una fotografia (67%)
    67
  • Una chiave (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

76 Commenti

  1. Buongiorno, Ercole.
    Un finale sereno, addirittura ilare, le atmosfere tristi e cupe dei primi capitoli si sono sciolte, i problemi hanno trovato una soluzione che accontenta più o meno tutti. Insomma, in sintesi, la storia della vita, con gli ostacoli che ci mette di fronte ogni giorno e la nostra capacità e necessità di superarli.
    Sono curioso di sapere se tu avessi previsto già dall’inizio questo svolgimento, perché mi pare veramente calzante.
    Insomma, bravo!
    Riguardo al sito e agli incipoints, ci sarebbero un sacco di cose da dire: prevale il voto di scambio, è un dato di fatto, ma il livello di interazione tra autori che trovi su TheIncipit è molto positivo.
    Non ti senti all’altezza di commentare? Perché, secondo te io lo sono? Quando commento, mi limito a esprimere le mie opinioni di lettore, quando ritengo possano essere utili all’autore. Ma, direi per fortuna, non ho alcuna verità assoluta da proclamare.
    Sei il padrone assoluto della tua storia quindi è tuo diritto scegliere cosa farne, capisco che non poter correggere i refusi ti infastidisca (ma non sopravvalutarli: io rileggo miliardi di volte prima di postare e qualcuno mi scappa comunque. Pace, mi affido alla clemenza del lettore 😀 ).
    Per quanto riguarda la tua esperienza da aspirante scrittore, non essere precipitoso, forse questa piattaforma non è adatta a te, ma ce ne sono molte altre. Se scrivere ti piace, se ti rilassa, se ti appaga, perché non continuare a farlo? Credimi, ho letto abbastanza su questa piattaforma da poterti dire che non hai nulla da invidiare alla maggior parte di noi.
    Con sincera stima,

    A presto 😉

    • Erri, la storia avrebbe dovuto spezzarsi al 6, ed è continuata freneticamente e terminata (per merito – o colpa – tua) in un fine settimana dedicato alla scrittura: non c’è stato un piano. Questo stupisce anche me, perché scrivendo scopro che c’è qualcuno che scrive, e sono io. È (=alt+212: non ricordo chi devo ringraziare) inquietante , se uno ci pensa bene.
      Sono d’accordo sul livello di interazione, ma il meccanismo degli incipoints mi interdice. È il problema del *dono*. Avrei delle cose da dire, in proposito, e se riuscirò a trovare una forma decente mi esprimerò più in là, usando il canale dei commenti a qualcuno degli amici che hanno interagito con me per questo racconto, e che ringrazio vivamente, insieme a te.

  2. Ciao Erri. Si, ci sono molti errori, e il motivo, come ho cercato di spiegare a Befana, sta nella mia scarsa capacità organizzativa nel lavoro di stesura. Qui gli errori non si possono correggere: chiuderò quanto prima (la storia, e credo la mia esperienza di aspirante scrittore), forse non rispettando le regole perché le tre scelte mi sembrano un pò scontate e poco poetiche, poi chiederò a iNCIPIT di cancellare la storia.
    Io leggo sempre le vostre storie (assiduamente però solo le tue e quelle degli amici coi quali credo di essere entrato un pò in sintonia) anche se non mi esprimo: perché non mi sento all’altezza, e spesso ho difficoltà a capire i generi, e perché la storia degli ‘incipoint’ mi convince poco. Il commento di un lettore attento ed esperto come te ne vale milleetre e viene rilevato due.
    Un (molto caro, davvero) saluto.

  3. Buonasera, Ercole. Ho votato per Leo e Loredana, mi sembra giusto chiudere con loro. Avrei voluto voluto votare anche il settimo e l’ottavo, ma non ce l’ho proprio fatta… In realtà pensavo di avere più di qualche ora di tempo 😀 insomma, mi hai preso alla sprovvista con questa raffica di pubblicazioni.
    Non ho capito il motivo per cui, negli ultimi due capitoli, hai abbandonato la narrazione al presente: gli episodi che narri sono conseguenti e successivi, quindi anche più vicini nel tempo (in realtà, vista la prospettiva scelta, altrettanto contemporanei rispetto agli episodi precedenti), la voce narrante è la stessa, e non ci giustifica in alcun modo perché prima parlasse al presente (ad esempio “leggeva un diario). Insomma, io avrei tenuto il presente 🙂
    A parte questo, ho poco da dire, la storia si è ritagliata un respiro da “scena di vita familiare”, un quadro completo e piuttosto empatico, capace di coinvolgere e incuriosire come il racconto di un’amica (ho già usato parole simili per un autore estremamente diverso da te, la cosa mi fa pensare 🙂 ). Il pronome sbagliato si ripete… mi mancava ciò che scrive befana, non sapevo che fosse quasi “sdoganato”… be’, comunque io per qualche anno ancora mi atterrò alle regole che conosco 😀
    Ciao, aspetto il finale, buona giornata.

  4. Bentornato Ercole, pensavo proprio alla tua assenza, qualche giorno fa, e ora torni con due capitoli in una vota?
    Mi piace la piega « famiglia allargata » che sta prendendo la storia. Trovo molto tenera la relazione di diffidenza-antipatia-ma forse ci stiamo addomesticando tra Dario e il maggiore.
    Ti segnalo giusto delle piccole sviste: Daria con la a, che son dovuta tornare indietro a vedere se li ero persa un personaggio, prima di capire che era il fratello.
    I “gli” invece di “le” per Dagomira, che saranno anche tollerati, ormai, ma secondo me sono brutti. E un errore nei tempi verbali: “che, aggiunsi, sarà senz’altro favorevole ai nostri intenti.“
    La frase è al passato, dovrebbe essere “sarebbe stato senz’altro…” o allora tieni il futuro semplice ma metti la frase come discorso diretto. “Ma aggiunsi: « Sarà senz’altro favorevole… »”
    Speriamo che Loredana riesca a trovare spazio anche per la sua storia d’amore. 🙂

    • Grazie. Avete ragione, naturalemente. Il mio rapporto con la scrittura è strano: lavoro molto nella stesura concettuale, ma una volta scritto ho sempre paura di aver desiderio di cancellare tutto (come mi capita!!) e perciò ci torno su leggero. Non è da scrittori seri, lo so, e invidio le vostre storie che invece filano senza troppi intoppi. Mi sono bloccato per un mese, e grazie alla ‘spinta’ di Erri ho ripreso: con una paura immensa. Non ho neanche aspettato un feedback sul 7 che, avuto ‘presentimento’ dell’8, mi ci sono buttato senza pensare ad altro (tranne che alla Falanghina). Sono strano, lo so. E non mi piaccio: tranne quando vi auguro un gran bene.

  5. Buonasera, Ercole. Ho votato per Dragomira. Arrivo molto in ritardo, per ragioni che forse è inutile spiegare, e scopro che la storia è ferma da un po’. Quando la riprendi? Coraggio, sei arrivato oltre la metà, e sei riuscito a mostrarci uno stile riconoscibile, intimo, piacevole. Il capitolo che mi è piaciuto di più è il quinto: le riflessioni sul parco, nel parco, hai raggiunto un’espressività che definirei poetica. Bravo, insomma, è sempre piacevolissimo leggerti. Ricordo l’osservazione che ti ho fatto nel mio ultimo commento e devo dire che nei capitoli successivi la storia si è arricchita di una personalità più marcata, e mi piace soprattutto perché per farlo hai seguito una strada che non mi sarebbe mai venuta in mente: non so come dire, hai intrecciato i sentimenti alla cronaca dei fatti, così che in modo naturale ed efficace ci sentiamo partecipi della “storia” di questa donna e della sua famiglia.
    Attenzione, però: mi piace, d’accordo, ma devi assolutamente prestare attenzione a limitare qualche refuso pesantuccio da digerire 😉
    Ciao, spero di rileggerti presto e nel frattempo ti auguro ottimi giorni

    • Caro Erri, mi hai scosso da un torpore difficile da spiegare (ammesso che ne valga la pena). Lavorerò al prossimo capitolo, che pubblicherò fra qualche giorno. Grazie. In quanto ai refusi, me ne scuso naturalmente, ma ti pregherei, se ne hai voglia, di essere più incisivo su quelli che ritieni inaccettabili, in modo da correggermi oppure (potrebbe anche verificarsi il caso) chiarire intenzioni espresse in maniera maldestra. Non volermene per chiederti di lavorare per me.
      Un caro saluto e buon fine settimana.

      • Buonasera, Ercole! Avevo trovato due refusi “pesanti”. Il primo è questo:
        Dragomira […] belle spille… perché non insitere con lei, dando*gli* delle pause?
        Il secondo… Il secondo non lo trovo più, probabilmente avevo letto male io. Appunto questo vorrei sottolineare: a me fa molto piacere “lavorare per te”, esprimerti pareri, osservazioni, consigli, indicarti anche i refusi, se vuoi; ma tieni ben presente che sono tutt’altro che infallibile. Quindi, qualsiasi cosa ti scriva, non escludere la possibilità che possa essere una boiata 😀 😀
        Ciao, buon fine settimana anche a te

  6. Ciao Ercole,
    una porzione di vita vissuta in cui molti si possono riconoscere, odio i toner e la loro sostituzione 😉
    Direi che si potrebbe ricorrere alla nipote del maggiore, si potrebbero sistemare, così, anche i suoi problemi economici.
    Una bella incursione nella vita della protagonista, un po’ di luce su quel che è stato per capire quello che potrebbe essere, bravo, il capitolo è ben scritto come sempre.
    Alla prossima!

  7. Se il nipote non va bene, facciamo con la nipote del maggiore.
    Mi è piaciuto scoprire una nuova sfumatura della protagonista narrante, con questa storia d’amore che resta in un angolo per non staccarsi dal ruolo di madre e di ex moglie infelice.
    Forse anche lei ha bisogno di guarire, più di sua madre 🙂

  8. La soluzione è la nipote.
    Ho letto gli episodi fin qui e devo dire che mi piace molto: buon plot e buona caratterizzazione dei personaggi, esprimi in questo scritto spirito, sagacia e sensibilità . Ti seguo anche se per qualche giorno sarai lontano dal pc e immagino non potrai aggiornare. Se dovessi assentarmi e ricomparire non sempre ogni volta che pubblichi, sappi che è una questione di tempo ma poi recupero tutto ( lo so che stai pensando che non te ne frega nulla, ma a volte Theincipit diventa una droga e si tiene il conto di qualunque pedone mancante, quando si fa la propria mossa) Sei un amico di Erri? O sei proprio Erri sotto mentite spoglie? che qui ci sono un sacco di cloni e poi hai una sagacia simile alla sua…
    a presto. seguo eccetra

    • Buongiorno, Alessandra (e buongiorno al mio ospite, Ercole, al quale colgo l’occasione per chiedere quando pensa di tornare 🙂 )
      Capito qui a un mese di distanza dal tuo commento, e per caso lo leggo.
      Ercole mi perdonerà se risponderò al tuo dubbio, nel legittimo sospetto che l’Erri che citi sia la mia modesta persona. Ho conosciuto Ercole grazie a questo racconto e no, non siamo la stessa persona.
      Però mi fa piacere constatare che tu mi consideri “sagace”.
      Ciao, ti auguro un sacco di ottimi giorni eccetera.

    • Ciao Keno. Devo assentarmi per alcuni giorni (senza PC!), e ho deciso di lasciarvi qualche altro stagnetto dove sguazzare tra i miei refusi, errori, incertezze e incongruenze. Avrei voluto anch’io trasferire i ragazzi, ma non sembra che i tempi siano maturi per appioppargli queste responsabilità. Mi prendo una pausa di interregno, contravvenendo all’impegno che avevo assunto con Erri di arrivare a un qualche ‘denoument’ della mia storia.

  9. Buongiorno Ercole,
    direi che introdurre nuovi problemi della malattia potrebbe offrirti la possibilità di creare una situazione nuova, che potrebbe essere interessante. Loredana al parco l’hai descritta molto bene, così come la proposta di Ursula, che si fa coraggio con un bicchiere. Molta umanità, Ercole. La chiusa col gabbiano e il topo l’ho molto apprezzata.
    Avanti così😉

  10. Ciao Ercole,
    direi nuovi problemi nella malattia. Un giovane che si trasferisce dalla nonna gravemente malata, ho capito bene? Un peso troppo grande da far gravare su due ragazzi così giovani. Costruire una trama su un solo personaggio, a questo punto, potrebbe starci. Magari seguirne da vicino le vicissitudini, ma in questo capitolo lo hai già fatto.
    Tutto ruota sui sentimenti di Loredana, sul suo attaccamento alle vecchie abitudini, alla paura di perdere quel poco che ancora la lega al passato, al mondo che e è appartenuto per tanto tempo e che, ora, con la malattia della mamma, sta andando in frantumi.
    Aspetto il nuovo episodio, per vedere come va.
    Alla prossima!

    • Grazie, Keziarica. In effetti, è talmente azzardata come ipotesi narrativa che ho cercato di annacquarla con la birra e l’esasperazione, e spero che ciononostante non sia stato un errore di ‘credibilità’. L’ira contro il gabbiano, alla fine del capitolo, è la mia contro questo azzardo.

  11. Il maggiore.
    Ciao, l’atmosfera è i personaggi sono davvero teneri, vivi, coinvolgenti. Ho letto il commento di Erri e sono d’accordo con lui, dovresti focalizzarti su un avvenimento o un momento nella vita di queste persone e cercare di svilupparci una trama intorno, con uno svolgimento e una fine. Perché così è molto carino ma sembra più una serie di appunti o ricordi che un racconto. Dico così ma so benissimo che è difficilissimo, io per prima ho sempre molto più chiari e netti i personaggi che una trama, anzi spesso la trama nelle mie storie è quasi evanescente, però non mi impedisce di dare consigli 😉.
    E per i refusi non preoccuparti, quelli veniali li facciamo tutti e leggendo li ignoriamo. E se dovesse capitarti un errore grosso o che ti sembra manomettere il testo (io una volta ho invertito i nomi di due personaggi, mannaggia a me), se contatti lo staff del sito, sono sempre molto disponibili e rapidi a correggere quello che chiedi.
    Ti ho scritto un papiro, saranno gli eccessi di cioccolata che mi appesantiscono 🙂
    Ciao

    • Sono completamente d’accordo con e te ed Erri, e vi sono grato per le preziosissime indicazioni: però come lettore di me stesso: come ‘scrittore’ so’ cacchi, come dicono dal Rubicone in giù. Ci sto provando, e il prossimo capitolo sarà di virata. Spero di non arenarmi!
      Grazie. Sono davvero commosso per aver trovato del Lettori. Non ci speravo. Spero di non deludervi: nel caso, è stato bello, da pellegrino, aver trovato una buona locanda sulla via Francigena.

  12. Buongiorno Ercole,
    leggo sempre volentieri la tua storia e tu riesci ogni volta a stupirmi.
    Oltre ai personaggi sempre convincenti che inserisci, sono le piccole cose che mi coinvolgono. Dettagli, sfumature che appoggi sul foglio.
    Gli spilli: la scena degli spilli ha un che di poetico, di nostalgico e di evocativo.
    Hai raccontato così molto in così poche righe e tutto grazie agli spilli!
    Bravo 🙂
    Non sei perfetto, certo; hai tanto da imparare, (come me) certo: ma affascini il lettore e questo (mio personale parere) batte i refusi sei a zero.
    Secondo me più scriverai più migliorerai.
    Alla prossima

  13. Ciao Ercole,
    sempre più intenso e ben scritto. L’immagine della povera Dragomira che perde gli spilli è poetica e commovente, veramente bravo.
    Ho notato un paio di avverbi di troppo durante la lettura, ma sono poca cosa al cospetto di questo bel capitolo.
    Aspetto quello nuovo e ti auguro una buona Pasquetta.
    Ciao.

    • Grazie, Allegra. Ti prego: non sottovalutare la riconoscenza che ho per chi mi segnala gli errori: che commetto per tanti motivi (non ultimo, la fatica di scrivere, perché ancora non riesco a farlo diventare un gioco, come suggerisce William).
      Ho appena conosciuto come scrivi visitando il tuo incipit, dal quale imparo.

  14. Grazie mille, Erri. Il tuo punto di vista è estremamente interessante, e ben motivato. Io ho seguito le regole di iNCIPIT, pur di averne una, e ho sviluppato la traccia di maggior ‘punteggio’: ci ho lavorato oggi pomeriggio, e, pur di liberarmene, la pubblico. So che sei stato molto occupato, e non ci siamo sentiti: spero di poter seguire anche le tue indicazioni. E’ un equilibrio davvero difficile, e io mi trovo, come diceva uno scrittore francese, in una miniere piena di grisou: appena fai un pò di luce rischi una esplosione…
    Leggi anche questo nuovo capitolo, e dimmi se delude le tue aspettative.
    Ciao. Di nuovo auguri.

  15. Rieccomi, ercole. Ho pensato molto all’opzione da scegliere, alla fine ho deciso per focalizzare un personaggio, e ti spiego il mio (opinabilissimo) punto di vista: stai descrivendo molto bene una malattia e l’umanità che c’è intorno. Davvero, è come stare in quella casa, a sorbire la minestra riscaldata con un sentimento a metà tra sollievo e apprensione. È bello e difficile, trasmettere le emozioni, e tu ci riesci molto bene. Però non posso fare a meno di domandarmi dove sia il confine tra una cronaca, per quanto intensa ed empatica, e il racconto. Per questo, penso sia corretto dare spazio alle storie di altri personaggi, la voce narrante, il fratello, la madre stessa nella sua vita precedente, di modo da entrare nella fase di “scontro e lotta”, la cui risoluzione sarà la cifra del racconto. Per intenderci, mi riferisco a un tema che puoi vedere sviluppato qui:
    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Struttura_restaurativa_in_tre_atti
    Per quanto io non sia un adoratore di questo tipo di struttura, è un dato di fatto che sia praticamente onnipresente (se poi parliamo di film hollywoodiani, non esiste sceneggiatura che non la segua), e riflettere sui vari punti può dare ottime idee su come strutturare qualsiasi racconto. In ogni caso, il mio è un umilissimo punto di vista: stimo molto chi riesce ad avere una scrittura così intima ma al tempo stesso non sono un frequentatore né conoscitore di questo tipo di letteratura, quindi, semplicemente, potrei aver scritto delle corbellerie 😀
    Ciao, ti auguro un’Ottima Pasqua e un’Altrettanto Pasquetta 🙂

  16. Ottimo.
    La comparsa del maggiore mi è piaciuta molto, e anche il comportamento di Dario, che hai descritto molto bene. Esilarante anche la battuta dello stesso Dario sul fidanzatino, mi ha fatto ridere.
    Anche se in minoranza, ho votato per un nuovo problema, ma sono convinto che qualsiasi opzione vinca saprai dare il meglio.
    Buona Pasqua e a presto.

  17. Ciao Ercole,
    molto intensi i tre capitoli, che ho letto d’un fiato. La malattia degenerativa da cui la mamma è affetta mi tocca da vicino, anche se ormai sono passati anni. hai descritto con cura gli effetti che ha sulle persone, anche su chi le vive dall’esterno che, spesso, ne è più vittima dell’interessato.
    Trovo il tuo stile pieno e, per una come me, che ama le descrizioni e le volute armoniche delle parole scritte, equivale a musica.
    Aspetto il prossimo episodio e voto per trovare una soluzione, perché quella in cui si trovano mi fa patire, come si dice dalle mie parti.
    Alla prossima!

    • Già, la sofferenza di chi e per cosa… Mi hai dato un’idea, che se riesco a sviluppare inserirò in seguito. Anche per questo è interessante, credo, condividere in qualche modo i propri tentativi di questa pratica davvero strana che è la scrittura in prosa.
      Buona Pasqua.

  18. Caro Ercole, rieccomi qua,
    Ho letto con piacere anche questo terzo capitolo, con meno “paroloni”, che ho trovato estremamente gradevole. Al lettore arriva la calorosa atmosfera familiare dei tuoi personaggi e, nonostante la difficoltà della situazione, anche qualche sorriso, importantissimo per riuscire a tirare avanti.
    Avendo una passione per i dialetti non posso che apprezzare quando scrivi frasi tipo “sfrucuglia lo smartphone” :fantastico.
    Ti auguro una buona giornata e voto per mettere a fuoco uno o più personaggi.
    Ciao

  19. Cara Atharis, per me è davvero una esperienza nuova, scrivere, ed è per questo che commetto molti errori: quello più grave, è la reticenza a rileggere quanto sono andato via via scrivendo. Più che errore, è vigliaccheria. Quando mi fate notare delle storture, anche evidenti, io me le annoto: non però per correggere quanto ho scritto, che naturalmente conservo in un file word, ma per non ripeterli quando (e se: magari!) scriverò qualcos’altro, meno, diciamo così (almeno nello ‘gnommero’, come diceva un tale che usava la brillantina) autobiografico. Spero davvero di riuscire a ‘togliere un pò di peso’, come diceva quell’altro che faceva lezioni agli americani…
    Grazie, Atharis, e un caro saluto.

    • (…tra l’altro, stanotte, una notte insonne – per, ahimé, altri motivi – riflettevo su questa faccenda dello scrivere, e su quello che nel primo approccio alla piattaforma – ma che ne so io di piattaforme e dintorni? – mi era apparso come un grosso limite: la sua rigidità, forse tecnicamente impossibile da superare – e grazie perché comunque ci sia, questo strumento tecnologico, è una opportunità. Dicevo a qualcuno dei primi amici che mi ha scritto, che questa rigidità mi costringeva a portarmi dietro delle storture. E in effetti. Ma c’è di più. Come tanti difetti intrinseci alle nuove tecnologie, può amplificare le opportunità, e può, in certo modo, dare una veste ‘nobile’ alle proprie debolezze: nel mio caso, alla pigrizia di rivedere il proprio percorso, di ritracciare strade più adatte a raggiungere un intimo obiettivo. Così come WhatsApp ‘nobilita’ ed esasperra il chiacchiericcio, ad esempio, con un paragione forse un pò azzardato, facendo apparire aderente al Progresso il Cortile medioevale – e chiedo scusa ai conoscitori del ‘vero’ medio-evo)

  20. Ciao Ercole eccomi qui,
    Anche questo è stato un bel capitolo, molto intenso, mi è piaciuto molto… mi dispiace per la madre, E mi piace il fatto che tu abbia scelto questo tema così delicato, davvero… A volte quando si parla di questi argomenti, il testo risulta un po’ noioso e pesante, ma tu invece non lo fai pesare per niente e questa è una caratteristica davvero molto bella, bravissimo! stai scrivendo una storia che davvero fa riflettere molto, e a volte cerco di mettermi nei panni del protagonista, per riuscire a capire al meglio quanto sia difficile questa situazione, quasi come se fossi io a doverla affrontare… bello, bravo, complimenti.
    Ps. Come non detto, ho scritto un monologo!!! io ti avevo avvisato eh! 😂
    Pss. La ricerca di una soluzione… aspetto il prossimo capitolo, a presto 😉

  21. Ciao.
    Avevo scelto la comunione di uno dei figli ma sono in minoranza.
    Il tema che hai scelto, con la difficoltà di ritrovarsi ad accudire chi ti ha accudito, senza perdere il rispetto e i ruoli di figlio e genitore, è molto bello e vicino a tutti, direi. Personaggi e approccio della storia mi piacciono molto.
    Provo a dirti quello che secondo me può essere migliorato, se non ti scoccio.
    Intanto, certi periodi eccessivamente lunghi. Il pezzo, ad esempio, in cui parla del rapporto con il fratello e del riavvicinamento dovuto ai problemi di mamma. Ci si perde il filo, leggendo paragrafi troppo lunghi (e scrivendoli, si rischia di fare errori di sintassi e di punteggiatura 🙂 ), meglio spezzarli.
    L’altra cosa cui secondo me dovresti fare attenzione è la tua voglia di dare tantissime informazioni, a volte ribadendole più volte. Come il fatto della badante a mezza giornata, perché la madre non vuole estranei in casa la notte. O il fatto che è seduta nella cappella. Lo dici due volte in poche righe. Se appesantisci con troppi dettagli, rischi di distrarre il lettore dalla trama. Pensa a quali dettagli sono nuovi o davvero indispensabili, gli latri puoi lasciarli immaginare a chi legge.
    E quei puntini sul finale: troppi! I punti di sospensione vano bene nei dialoghi, e anche lì senza eccedere.
    Spero non ti dispiaccia, ho fatto un sunto di tutte le cose che mi sono state rimproverate negli anni e che mi sono state utili. Spero lo siano anche per te.
    Detto questo, la tua storia fa venire davvero “gli occhi lucidi, e non per la pioggia” 🙂

    • I complimenti fanno piacere, ma osservazioni come le tue sono un carburante formidabile per andare avanti con la storia, altro che scocciare! Spero solo di meritare la vostra attenzione.
      Rileggendo, mi accorgo che gli appunti sono azzeccati, e un po’ arrossisco. I puntini di sospensione, a volte, rappresentano un maldestro tentativo di rendere pensieri confusi e dolorosi della protagonista, ma, essendo davvero alle prime armi, mi rendo conto di dare una brutta impressione: mica sono James Joyce!
      Grazie di cuore, M.K., e buona serata.

  22. Ciao Ercole, un tema delicato e difficile quello che hai deciso di trattare. Mi sembra che tu lo stia facendo bene. Ho notato che nel secondo capitolo hai ribadito alcuni concetti importanti, per esempio il fatto che lei non tollera “estranei” la notte; io personalmente non l’avrei fatto perché su questa piattaforma non si ha molto spazio (i cinquemila caratteri a capitolo). In un altro contesto avresti sicuramente fatto bene, specie se è una cosa che volevi sottolineare. Non che sia una cosa sbagliata, affatto, ma io sfrutterei la scarsità di caratteri in un altro modo, tutto qua.
    Ho votato per la comunione di una nipote del ‘maggiore’
    Ciao,

    a presto

    • Ti ringrazio moltissimo, Fue: non è questione di piattaforma: nessun lettore attento come te sopporta gli errori, come evidentemente è quello di riproporre la caratteristica di un personaggio delineata solo poche righe prima (evidentemente anche chi scrive sta scivolando nella malattia in tema!).
      Grazei di nuovo, e buon pomeriggio (scusate se faccio un pò casino con la piattaforma: devo acnora prenderci confidenza).

  23. Buondì Ercole,
    Anche questo cap. mi è piaciuto molto perché riesci a non rendere pesante una situazione difficile e drammatica.
    L’uso sei “paroloni”, a me personalmente piace, ma se riesci a limitarti, trovando la giusta misura, il lettore te ne sarà grato. Voto per Altra Cerimonia e ti auguro buona domenica.
    Ciao!

  24. La comunione di una nipote del maggiore, perché mi aspettavo un ricordo lontano e voglio essere smentito 🙂
    Ciao, Ercole. Due bei capitoli, intimi, sentiti. Una cronaca tutt’altro che fredda di una quotidianità terribile.
    Mi è piaciuto!
    Forse ti aspetti da me qualche osservazione, ma quelle che avrei fatto le ho già viste scritte e mi pare che le stia già mettendo in atto 🙂
    Forse una cosa c’è, ma è proprio un dettaglio: nell’ultima parte del capitolo la prosa si arricchisce parecchio; parole ricercate, periodi costruiti in modo non canonico. Premetto che a me piace, ma non penso di rappresentare la maggioranza dei lettori. D’altronde, alla maggioranza dei lettori (fuori di qui, si intende! 🙂 ) spesso piacciono cose pessime 😀
    Insomma, ciò che voglio dire è solo questo: fai attenzione a trovare un equilibrio tra lo stile che ti viene naturale, che può essere a che forbito e “ardito”, e la più ampia comprensibilità del testo. Hai detto niente! 😀
    Ciao, a presto

    • Anche tu, come William, hai notato giustamente che ho pensato più alle mie penne che al lettore, in alcuni passaggi e vi sono grato di darmi la possibilità di emendarmi. C’è in più, nell’ultima parte a cui ti riferisci, la mia incapacità di riassumere in un pensiero sfuggente della protagonista un groviglio di vissuto fallimentare. Come dice Erri, ci vuole più lavoro (e qui davvero bisognerebbe sudare!) altrimenti è meglio lasciar perdere. Però… però…
      Grazie infinite per la lettura non superficiale!

  25. Grazie davvero, anche a te, Atharis! Come avrai notato dalla discussione, ho iniziato a scrivere ignorando la rigidità della piattaforma, che non ammette ripensamenti, e questo mi ha un po’ disorientato. Ho trovato però in compenso lettori attenti e comprensivi, e anche questa è una sorpresa. Ed è naturalmente è una enorme risorsa, perché invita ad accettare le sfide, come dice William, e perché stimola preziosissime volontà critiche come quella di Erri. Il quale mette doverosamente in guardia, come pure avevo intuito anche io, per la qualità intrinseca della piattaforma, dallo scrivere per intero i racconti e poi spezzettarli, ammorbando così l’aria fresca dell’interattività di iNCIPIT.
    Domani ho molto tempo libero, e proverò a scrivere il secondo capitolo, con l’ipotesi del santino: mia madre ne aveva sempre uno sul comò.
    Auguro a tutti un buon fine settimana, con (sarebbe ora, mannaggia!) un po’ di sole.

  26. Ciao Ercole,
    Mi piace molto il tuo racconto, bravissimo! mi sono piaciuti anche quei dettagli minuziosi, per ora non ho altro da aggiungere, piano piano, con il passare dei capitoli scoprirò molte più cose e di sicuro avrò tanto da dirti! Ora non mi resta altro che dire: complimenti!
    Ps. Un santino… aspetto il prossimo capitolo, a presto 😉

  27. Rieccomi, ercole. Ho votato per la fotografia, più che altro perché la chiave appoggiata al vaso non la visualizzo bene 😀
    E *non* ho votato santino, nonostante avessi notato che era l’unico che si accordava con le opzioni, perché ho considerato tale accordo un refuso, come poi mi hai confermato nella risposta a William.
    Comunque, un incipit molto intimo, tenero e duro al tempo stesso, insomma, decisamente realistico e toccante.
    La scrittura è scorrevole e piacevole, nonostante io sia disposto a scommettere che tu abbia scritto il capitolo di getto (pensando che avresti potuto correggere gli inevitabili refusi in seguito 🙂 Eh, no! Benvenuto su TheIncipit, 😀 ) e dal mio punto di vista, riuscire a scrivere bene già alla prima stesura è una grande qualità (di cui non abuserei, però 🙂 ).
    Insomma, il tuo stile mi pare già piuttosto maturo, devi solo acclimatarti a questa piattaforma. Dimenticavo, volevo scrivere un’ultima cosa: ho trovato un po’ pesanti e evitabili le parole tra apici: è un modo di ammiccare al lettore, è come se volessi far capire con un gesto qualcosa che potresti descrivere a parole. Certo, capisco che lo spazio sia tiranno, ma il gioco è proprio questo: riuscire a sintetizzare e rendere incisivo un concetto, un’immagine, un’allusione.
    Viceversa, se è un modo per farci capire che quello tra apici non è il termine più adatto, che ne avresti voluto usare un altro, tipo “ce l’ho sulla punta della lingua ma proprio non mi viene, somiglia a ‘mensile’ ma è diverso… va be’, diciamo ‘mensile’”, non sono d’accordo: è *sempre* meglio usare la parola più adatta, anche se comporta spulciare vocabolari, liste di sinonimi e spenderci quindi tempo e fatica.
    Ciao, ottimi giorni a te!

    • Grazie mille per i consigli! In effetti hai ragione, e se potessi li metterei già in atto: mi scoccia andare avanti con queste pietruzze. Non so se mi acclimaterò con la caratteristica di questa piattaforma. Mi interdice, anche perché non sono abituato a far leggere le mie cose e quando mi accorgo di non aver saputo trasmettere il messaggio mi viene da chiedere scusa. Ci sarebbe l’alternativa che ho cercato di illustrare a William, che però mi sembra un pò farlocca. Proverò-cci
      Sono contento di aver scovato gente brava.

      • Sono certo che più di qualcuno scriva già tutti i dieci capitoli cambiandone solo alcuni dettagli per adeguarli alle scelte dei lettori. Io non lo faccio, soprattutto perché non ho mai una idea chiarissima di dove andrà a parare la storia, ma non ci trovo nulla di male. Soprattutto se, in questa fase in cui mi sembri un po’ incerto, può servirti ad andare avanti. Non vorrei averti in qualche modo scoraggiato, col mio commento, perché la mia intenzione era esattamente l’opposta.
        Hai scritto un ottimo incipit, i refusi ci stanno e non sono una tragedia, le regole di Theincipit devono aiutarti a prestarci più attenzione. Io posso dirti che è estremamente difficile che un mio capitolo sia del tutto privo di refusi. Ne correggi uno e ne viene fuori un altro, mal&d&tt1! 😀
        Però, visto che so quanti ne ho corretto con diverse riletture prima della pubblicazione e quanto quelli che ho corretto fossero più gravi, posso permettermi di non dare
        eccessiva importanza a quelli che rimangono.
        Del resto, praticamente tutti i lettori, qui sopra, sono anche autori e sanno perfettamente quanto sia difficile combattere con i refusi/gremlin.
        È difficile per tutti far leggere a estranei qualcosa che ci appartiene: timore di non piacere, di non essere capiti… capisco perfettamente. Però, com’è certo che ci sarà qualcuno che non ti capirà mai, è altrettanto certo che a qualcun altro il tuo messaggio arriverà. E tu avrai l’immenso merito di avere arricchito quella persona.

        Riciao 🙂

  28. Buon pomeriggio Ercole, benvenuto!
    Mi sono letto il tuo incipit con molto interesse. Mi hai coinvolto parecchio grazie al cambio di ritmo, che mi affascina tanto. Bravo.
    Inoltre ho molto apprezzato il termine “sfrucugli” di cui sono andato ad informarmi su google: vado matto per questi dettagli.
    Voto per SANTINO, clicco su “segui la storia” e attendo il seguito, invitandoti a gironzolare per il sito alla ricerca delle storie che più ti piacciono…o che più ti dispiacciono 😀 😀
    ciao

    • Grazie mille per l’incoraggiamento. Chiedo scusa per l’ingenuità del neofita: solo dopo l’iscrizione ho appreso che il ‘verbo’ è immodificabile, e questo mi interdice parecchio perché impedisce di correggere errori evidenti (è chiaro per esempio che l’oggetto sparito è un santino, essendo appoggiatO e non appoggiatA) e ‘inchioda’ a una traccia che nel prosieguo della storia potrebbe rivelarsi inconcludente.
      Spero di riuscire a superare il blocco e a continuare la storia. L’alternativa sarebbe scriverla, correggerla e poi spezzettarla, ma sarebbe come movimentare il freezer per paura di restare senza cipolle…
      Ne approfitto per Un caro saluto a te e a tutti i lettori.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi