La variabile

Dove eravamo rimasti?

Cosa chiederà Vittoria a Paolo? Di raccontare la sua variabile guardando Viola dritta negli occhi (63%)

Felicità

“La tua variabile, Paolo”
“Si, immaginavo Vicky, sono pronto”
“Aspetta aspetta, non ho finito. Voglio che tu guardi Viola negli occhi, mentre racconti la tua storia”
Paolo cercò con lo sguardo un barlume di clemenza in uno degli sguardi degli amici, ma non ne trovò.
“E va bene” bofonchiò afferrando una sedia e piazzandola di fronte a Viola.
Si mise a sedere goffamente, si schiarì la voce. Gli occhi di Viola erano lì pronti ad inghiottirlo, non aveva più difese.
“Sono dieci anni che non ci vediamo, noi cinque, lo sai?
Centoventi mesi, se vi piace contare gli anni come si fa con la stagionatura del parmigiano. Ho avuto dubbi fino all’ultimo, ero indeciso se tornare qui stasera, o se andare dritto per la nuova strada che mi sono dovuto aprire dopo quella sera. Poi mi sono chiesto: ma cosa credono di fare gli altri, dieci anni dopo? Cosa pensano, che ci saremmo raccontati le nostre belle storie, che ci saremmo fatti qualche bicchiere tutti assieme, che saremmo usciti tutti da quella porta come se nulla fosse, amici come prima? Pensavano che forse ci saremmo presentati a vicenda con mogli, mariti, figlie e figli, amanti, nuovi amici e conoscenti? Io non ci ho creduto nemmeno per un secondo. Io sapevo che questo gioco altro non era che una auto concessione di udienza, una specie di catarsi, un modo per dirsi di esserne venuti a capo, che alla fine non facciamo schifo come dieci anni fa, che siamo andati avanti nonostante tutto. Mario è qui per dimostrare ad Agnese che non se la fila più, Vittoria ci sta dicendo che non gliene può fregare di meno di quanto pensava dieci anni fa, Agnese è madre e non ci crede nemmeno lei. Tu, Viola mia, stai andando via, questo per te è un commiato, lo sappiamo tutti”
“E tu, tu perché sei qui Paolo? Sei qui per spiegarci tutto come al solito? Sei qui per dire degli altri ma non di te? Saremmo anche cambiati in dieci anni, ma tu stai sempre lì, a parlare di massimi sistemi e di vite degli altri, senza mai sporcarti le mani”
“Senza mai sporcarmi le mani, dici? Io sono qui, nel posto che più di tutti mi fa star male e tu pensi questo di me? Questo posto per me sarà sempre infestato dai nostri fantasmi, Viola, dai nostri fantasmi che si baciano appoggiati a quella colonna, che per una volta nella vita hanno il coraggio di mostrarsi l’uno all’altro senza imbarazzi di sorta, senza fare conti sul domani, anche perché non ci sarebbe stato domani. E tu mi hai mentito, hai avuto il barbaro coraggio di farmi questo, di mentirmi pur di salvare questo stupido gioco, anzi, tu mi hai mentito perché volevi scappare, come sempre, e adesso pretendi che io mi accolli altre sofferenze, mi chiedi di aiutarti a morire, mi chiedi per l’ennesima volta di patire con te, per te”
“Paolo, non è avere il cancro o essere sani il punto”
“E quale sarebbe il punto, Viola?”
“Il punto è che nessuno è come te, e che non esistono canoni o regole per volersi bene. Non è che chi si sposa si ama di più di chi non lo fa, o chi non convive con la propria metà sia impaurito. Non è nemmeno vero che bisogna per forza baciarsi, per amarsi, o dirselo in continuazione, o non dirselo, o dirlo un giorno si e l’altro no. Non c’è prescrizione medica per queste cose, non ci sono leggi. Questo vuol dire cercare la variabile della propria vita. Crearsi la propria dose di felicità, senza seguire ricette o concetti matematici. Al giorno d’oggi l’umanità è così complessa e varia che non possiamo stare dietro a delle regole, anche perché non si può applicare un regolamento a questo genere di cose. So solo che bisogna star bene finché si può”
“Viola, voi quattro siete la mia variabile. Voi quattro mi avete ribaltato la vita. Da quando vi ho lasciati io sono cambiato, sono un uomo diverso, quando mostro le mie foto dell’università ai miei colleghi e gli chiedo di indovinare chi sono io, sbagliano sempre, addirittura una volta un tizio ha indicato Vittoria piuttosto che me…”
“Cosa stai cercando di dire?”
“Che tutte queste cose fantastiche che dici sono vere, e che ognuno deve cercare la variabile della propria felicità in una misura che sia adatta per se stessi. Non necessariamente le nostre felicità si intrecciano. Io credo che siano felicità parallele, o meglio felicità che partite tutte da uno stesso punto, che è questo posto, con tutte le storie che racchiude, non si incontreranno mai più, o forse si, una domenica al parco, un sabato in centro come tanti, un mercoledì al cinema, quando alla fine, a nessuno fregherà più un cazzo dell’altro. Perdonatemi, perdonami, ma è quello che credo. Io ho scelto di non mentirti stasera, Viola, non vorrei mai che tu ti sentissi come mi sono sentito io quella sera.
Vi auguro di restare amici, voi quattro. Devo ammettere che è stato davvero liberatorio”

Paolo si alzò, baciò Viola sulla guancia destra rigata dalle lacrime, abbracciò Paolo, salutò Agnese e Vittoria.
Aprì la porta del bar. Si chiuse il passato alle spalle.

Era l’alba.

Categorie

Lascia un commento

46 Commenti

  1. Ciao Andrea,
    sono una voce fuori dal coro, ma devo dirlo; a me il tuo incipit non ha fatto impazzire. E lo dico non per essere stronza o cosa, per carita’,io non sono nessuno per fare da giudice, ma solo perche’ dopo tanti commenti positivi, penso sia bello anche realizzare come siamo tanti al mondo e quanti gusti diversi ci siano in esso. Della serie che anche quando qualcuno ti dice che non sei bravo, tu continua a scrivere, CHETTIFREGA:)

    Ovviamente non sto dicendo che non sai scrivere o che il tuo racconto non e’ bello, anzi, riconosco che e’ scritto benissimo e che la storia puo’ essere avvincente, semplicemente i personaggi non mi sono simpatici (specialmente Agnese) e il racconto in se’ non mi ha trasmesso cio’ che magari altri invece hanno fatto.
    Mi auguro che tu non te la sia presa e abbia capito cosa intendevo dire, perche’ ero in buona fede, giuro:)
    Spero di leggere presto qualcos’altro di tuo, ciao!

  2. Proprio bella, complimenti Andrea
    Hai scritto una storia che mi ha preso tantissimo, parte benissimo, completa fin dall’inizio di tutto quello di cui ha bisogno per essere una bella storia.
    L’unico appunto che mi viene da farti e sulla suddivisione dei capitoli, avrei trovato un modo differente per passare da una storia all’altra, sfumandole tra di loro, forse.
    Aspetto comunque il seguito con interesse
    A presto
    pienne

  3. Ciao Andrea
    L’episodio scorre bene, come scorrevano bene i precedenti.
    Un dettaglio: se la foto stava nel portafoglio da dieci anni e Viola ne aveva quindici allora, ora ne ha venticinque. I conti non tornano. poiché si preparano a un incontro dieci anni dopo l’università, oppure ho capito male io?
    Riguardo alle opzioni… no, così non vale…sono una specie di girotondo trai cinque, tra chi riceve e chi manda i messaggi 🙂 Sarebbe più interessante, introdurre qualche variante, un evento, un’idea che facesse uscire o entrare qualcuno nel cerchio.

  4. Agnese e Mario, Viola e Paolo, Viola e Vittoria… Insomma stai creado degli intrecci interessanti. Curiosa di sapere il seguito, come sempre. Ma finora mi sembrano tutti “buoni” , cacciami un personaggio che vela un che di cattivo. Oppure uno buono che in realtà è un finto buono, ma si vedrà solo alla fine..

  5. Per niente scontato il personaggio di Viola. Intelligente e amara la battuta finale sulla testa pelata. Ma sinceramente sono più curiosa di sapere di Mario e la sua cicatrice.. Facciamo presto il giro dei personaggi e torniamo a lui!! No piacerebbe scoprire qualcosa di dark in almeno

  6. Ciao Andrea, finalmente sono riuscita a registrarmi.
    Anche se sono di parte ti assicuro che riesco a restare obiettiva. Sei bravo e il tuo modo di scrivere è fluido e accattivante. Non smettere, vai avanti.
    Ti voglio bene. Un abbraccio

  7. Qualcuno dirà che sono imparziale perchè sei figlio della mia stessa terra, ma già da un pò ho commentato i tuoi status su Fb chiedendoti di sviluppare questo tuo talento. Andrea ti prego, non smettere di scrivere.
    Quello che ho letto è una visione molto cinematografica del racconto, leggendo riesco ad immaginare come una macchina da presa si muova e cosa farebbe inquadrare il regista. Attendo il resto, spicciati a scrivere!

  8. Ciao Andrea
    vai come un treno a pubblicare… non sarà facile seguirti 🙂
    il capitolo scorre bene, il dialogo con se stesso e con a figlia (che sa il fatto suo nonostante l’età) è mostrato bene.
    Mi chiedo perché ce l’abbia con il cane 🙂
    Riguardo alle opzioni, non so cosa votare in quanto Agnese scrive: “Ho già scritto a Vittoria, Paolo e Viola.”
    vabbè, diamo la voce a una donna: Viola.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi