LA SCELTA

Dove eravamo rimasti?

Quale sensazione prova l'uomo? Paura per ciò che gli accadrà (40%)

CADUTA NELL’OBLIO

Per la prima volta nella sua vita decise che il suo destino lo avrebbe scelto lui.

Non aveva niente da perdere, la sua dignità lo aveva lasciato da solo molto tempo prima.

Non solo, la sua persona lo aveva abbandonato. Riusciva a malapena a distinguere le voci attorno a se, quando si alzò dalla sedia, sorseggiando la sua bevanda preferita, quel sapore amaro di caffè, mischiato al piacevole senso di freschezza dell’alcool, gli faceva sentire dento di se un tiepido calore che lui considerava “casa”.

Aveva sempre saputo esattamente cosa fare, in ogni momento della sua vita, in ogni attimo della sua esistenza, della sua banale essenza di uomo povero, privo di amore, privo di qualsiasi valore morale.

I suoi pensieri sembrano limitati, erano tutto un susseguirsi di ambiguità, mistero e confusione.

A volte si chiedeva se il problema fosse la sua incapacità di reagire di fronte alle situazioni, se fosse un deficit la sua impossibilità di cogliere le occasioni.

 Il problema non si presentava più da molto tempo, da molti anni, ma da quando la sua amata lo aveva reso debole, lo aveva anche reso schiavo, di una vita dove lui era incapace di liberarsi.

Stava sprofondando nell’oblio e ogni attimo che trascorreva in quella terribile “esistenza” era sempre peggio e gli rilevava a lui cose sconosciute.

La sua anima era più scura delle tenebre, il rimpianto lo divorava dall’interno e il suo senso di uomo forte si stava deteriorando come un organo in decomposizione, ad una velocità impressionante.

A questo punto non se la sentiva nemmeno di mettersi in discussione, non aveva voglia di trovare scuse e di dare spiegazioni.

Ritornò in lui per un istante, ma fu un attimo che durò un’eternità.

Gli ritornò improvvisamente la capacità di ragionare, tornò a sentirsi uomo.

Era una mattina come tante altre, quando gli urli si fecero udire in maniera tale da riportare in vita una mummia, erano talmente forti che svegliarono persino lui, che si mise a sedere di soprassalto.

All’improvviso un nuovo scenario si insinuò nella sua mente.

Mise a fuoco la fievole luce proveniente dal lampione di fonte.

Poteva ancora udire lo stridio delle sirene attorno a se, sentiva ancora l’odore del fango e del sangue fissato nelle sue narici.

Non ricordava altro, ricordava il buio che lo circondava e la sensazione di solitudine a lui ben conosciuta.

Era inutile, qualsiasi tentativo di ricordare altro, ciò che era fondamentale per spiegare il suo disagio nei confronti dell’umanità, si rivelava un totale fallimento e lui non era abituato a fallire, non era nella sua indole.

Non era quello che tramandava la sua essenza.

E si riduceva tutto a questo ora, ricordare cosa nella sua vita lo aveva portato ad essere una “bestia”.

Cosa gli impediva di ricordare?

  • Rabbia (0%)
    0
  • La rimozione di un episodio traumatico (0%)
    0
  • Orgoglio (100%)
    100

Voti totali: 1

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13 Commenti

  1. Ciao Shane, sono stato catturato dal tuo incipit ma leggendo gli altri commenti credo di aver capito che non continuerai la storia. Perché?
    E’ chiaro che sei libera di fare la scelta che più di aggrada, ma noi siamo anche liberi di sentirci orfani di qualcosa sicuramente intrigante.

    Pensaci e buona vita.

  2. Hi Shane, molta carne al fuoco, se ha un seguito hai parecchio da scrivere, stai mettendo giù le basi per una bella storia, una di quelle che prendono il lettore.
    Non riesco a capire l’ultima frase, comunque vedremo il seguito.
    Ciao
    pienne

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