LA SCELTA

Dove eravamo rimasti?

Cosa è successo alla ragazza? L'ha uccisa (50%)

CONFUSIONE

Si ritrovava seduto su quella sedia, prossimo ad andare incontro al suo terribile destino.

Si, si trattava di questo, il destino. Lui credeva fermamente che esistesse qualcosa di superiore, capace di annullare la persona stessa.

Non era credente, ma sapeva che avrebbe conseguito ciò che l’universo aveva in serbo per lui.

Era una giornata relativamente calda per essere inverno.

Fumava il suo sigaro, tenendolo stretto tra l’indice e il medio, come se quello fosse l’ultimo piacere a lui concesso.

No, non poteva essere che la vita da un momento all’altro fosse diventata tetra e scura.

Si rifiutava di crederlo, si rifiutava di accettarlo, di concepirlo.

Fino a quel momento aveva avuto tutte le carte in regola. Aveva avuto tutto dalla sua parte.

Avrebbe dovuto prestare più attenzione alle cose futili della vita forse?

Finì il suo sigaro e finalmente decise che sarebbe stato il momento di alzarsi, il momento di comportarsi come sarebbe stato giusto, per non incorrere in una sorte troppo amara.

Non vedeva la realtà, non l’aveva mai guardata fino in fondo, era sempre stata un mistero per lui, si rifiutava di prendere atto di ciò che gli stava attorno.

Si sentiva un peso nello stomaco.

Era cambiato tutto, non aveva avuto il tempo di fare niente, di promettere.

Ma promettere? No, di mantenere le promesse fatte nel passato.

Un uomo avido e subdolo, con un flusso di pensieri che si bloccava ogni volta che la sua bocca veniva a contatto con quel maledetto sigaro e con la bottiglia di Whisky, conservata in quella credenza oramai rosa dai topi.

Si alzò e andò verso la finestra più vicina, guardò fuori e scorse l’ombra di un uccello sulla tettoia.

All’improvviso incominciò a sudare e avvertì un dolore lancinante alle costole.

Si risedette sulla sedia e contemplò la sua sala da pranzo.

Aveva ancora le cicatrici, aveva ancora uno straziante dolore interiore, e dopo tutto questo scorrere di anni non era riuscito a guarire, nessuno era riuscito a guarirlo.

Lei avrebbe dovuto.

All’improvviso nella sua mente apparvero delle immagini sfuocate, che solo dopo un momento riuscì a mettere a fuoco.

Sentiva il profumo dell’erba tagliata, riusciva a sentire il calore del sole che gli penetrava nelle ossa riscaldandogli il cuore.

Poi udì le urla, i pianti e sentì il sangue scorrere sulle sue braccia.

Lunghi fiumi di pianti.

Ritornò in sé e senti la rabbia impossessarsi del suo corpo.

Bussarono alla porta.

Ricordava le parole “finché morte non vi separi”.

Era un uomo “libero”.

Ma era troppo orgoglioso e ottuso per ammettere che ciò che era capitato era solo causa sua.

incia a scrivere la tua storie…

Quale sensazione prova l'uomo?

  • Senso di colpa (20%)
    20
  • Confusione (40%)
    40
  • Paura per ciò che gli accadrà (40%)
    40
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13 Commenti

  1. Hi Shane, molta carne al fuoco, se ha un seguito hai parecchio da scrivere, stai mettendo giù le basi per una bella storia, una di quelle che prendono il lettore.
    Non riesco a capire l’ultima frase, comunque vedremo il seguito.
    Ciao
    pienne

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