La principessa più brutta del reame

Dove eravamo rimasti?

Dove compariranno le nostre protagoniste? in un rifugio in montagna (60%)

Quanto è bello stare al caldo mentre fuori nevica!

Violetta si risvegliò in una piccola stanza colorat di rosa. Sotto le coperte c’era un dolce calduccio, mentre sentiva fuori il vento ululare. Aveva aperto gli occhi e aveva scoperto che filtrava dalla finestra il bianco della neve. Subito aveva pensato di stare sognando, ma poi si era data un pizzicotto su quella orribile faccia che portava e aveva provato dolore. Si era tirata su e aveva scoperto essere vestita solo con una camicia leggera. A fianco a lei c’era un tavolino di legno con del caffelatte fumante e una grande brioche al cioccolato. Di fronte un piccolo caminetto dove le braci rosse brillavano. La moquette sembrava riscaldata epr cui anche se aveva i piedi nudi, si sentiva rilassata e al caldo come non mai. Solo una cosa la inquietava. Il paesaggio furoi dalla piccola baita in cui si trovava. Dalle due finestre si intravedeva solo neve e neve. Solo qua è la appariva qualche pino, tutto attorno a lei c’era una pianura completamente bianca. L’orizzonte grigio per poco non si confondeva con il terreno. Violetta si era chiesta come diavolo ci fosse arrivata fino alì. Sopratutto non capiva cosa ci facesse da sola: dove era andata la fata turchina? Aveva ben presto deciso che non sarebbe mai uscita da quella casupola. Non con quel tempo. Aveva colto l’occasione per guardarsi un po’ intorno: aveva frugato nel piccolo frighetto e l’aveva trovato ricolmo di dolci deliziosi. Si era spostata poi verso il bagno e aveva scoperto una vasca di aqua calda fumante. Era contenta e soddisfatta di essere in quella casetta. Eppure, eppure qualcosa la annoiava terribilmente. Avrebbe dovuto aspettare l’arrivo della fata? E poi dove era finita? I suoi genitori si sarebbero preoccupati della sua scomparsa.

Mentre si guardava in giro decidendo come impiegare il tempo si rese conto che in quella piccola baita deliziosa, non c’era nemmeno uno specchio. Subito ne era rimasta confortata ancora una volta. Dopo però una sensazione di amaro in bocca l’era nata nel cuore. C’era qualcosa che non le piaceva. Eppure si era detta che quel posto era magnifico. Era ancora contentrata a pensare quando notò una lettera bianca appoggiata sul comodino vicino al letto. Era sicura che prima non ci fosse stata. Prese la busta e la lesse velocemente con curiosità.

Cara Violetta, eri tanto stanca dal viaggio e ti ho lasciato dormire tranquilla. Appena ti svegli raggiungimi, sono andata a cercare gli ingredienti. Il primo è la lacrima di un drago blu, il secondo sono le ali di 5 coccinelle speciali e infine lo specchio della verità. Lo specchio lo abbiamo già, per cui ora sono alla ricerca del drago. Mi trovi alle grotte di cenere, se quando arrivi non mi troverai già più allora sono andata a prendere le ali, ma allora ti lascerò un altro biglietto con le indicazioni.

La fata turchina

Violetta era rimasta sorpresa. La fata turchina aveva avuto il coraggio di uscire con questa tormenta di neve? E voleva che lei la seguisse? Violetta era molto contraria. Non aveva voglia uscire al freddo per poi arrivare in ritardo e magari anche perdersi. Avrebbe aspettato il ritorno della fata turchina. Si era seduta sulla poltrone color confetto e aveva preso a sfogliare un libro. Aveva passato così le successive due ore. Poi aveva avuto un po’ di fame e aveva rubacchiato qualcosa dal frigorifero, scoprendo con soddisfazione che ogni volta che lo richiudeva, il cibo appariva di nuovo, aveva poi fatto un bagno caldo, contenta di non riuscire a vedere il suo viso, si era pettinata i capelli e messa la crema. Poi aveva cominciato a stufarsi. Era bello e accogliente, aveva tutti le comodità che una principessa come lei potesse desiderare eppure era annoiata. Riprese in mano la lettera e scoprì che all’interno era apparsa una mappa. Al centro c’era la baita e tutto attorno sembrava non esserci nulla. In basso a destra c’era disegnato un castello, mentre a sinistra c’era il simbolo di un lago. A fianco al lago, c’erano delle parole che dicevano “grotte di cenere”. Non sembravano per niente vicino alla sua baita. Avrebbe dovuto camminare e camminare al freddo. Molò nuovamente la cartina. Non aveva alcun interesse ad andare a cercare la fata turchina. Continuava a ripetersi che poteva evitare di uscire al gelo e di morire di freddo, eppure i suoi occhi continuavano a guardare la porta, la barriera che la separava dal resto del mondo.

Violetta decide così di partire alla ricerca della fata turchina. Come potrà affrontare la bufera di neve?

  • facendo prima del riscaldamento e poi una bella corsetta (0%)
    0
  • scolandosi una bottiglia di alcol (25%)
    25
  • avvolgendosi in un tappeto (75%)
    75

Voti totali: 4

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9 Commenti

  1. Sarebbe stato meglio fare prima riscaldamento e poi una corsetta, ma dopo le tue descrizioni, mi sa che Violetta si avvolgerà nel tappeto 😛

    MODALITÀ MAESTRINA ON
    Acqua si scrive sia con la C che la Q
    MODALITÀ MAESTRINA OFF
    Ci sono diversi refusi: una rilettura avrebbe giovato.
    E poi, come ho detto a molti altri, troppo tempo! Uno non si ricorda un tubo di quello che succede!

    A parte questo, il capitolo mi è piaciuto 🙂

    Ciao 🙂

    • ciao Red 🙂 lo sooo! ma purtroppo sono sempre di corsa e mi piange il cuore mollare le cose lì, quindi appena ho un buco di tempo aggiorno ( e come vedi) non riesco a ricontrollare! preferisco mettere su il testo con qualche errore, piuttosto che aspettare altri giorni in cui avrò tempo per mettermi lì a guardare! D: hai perfettamente ragione! anzi ti ringrazio perchè nonostante tutto continui a commentare! Grazie di cuore!

      Elena

  2. È sempre bello tornare bambini e leggere una Fiaba ma la cosa più difficile penso sia scriverla perché dovrebbe essere destinata ad un pubblico infantile e tu ci riesci alla grande 🙂
    Non so perché ma ho percepito un significato molto più profondo e realista in questo inizio racconto che va aldilà della semplice fiaba , critica contro la società moderna ? Contro chi cerca di essere uguali agli altri per essere accettati ? (O forse sono solo dei film mentali che sto.facendo io 😁
    Mi piace il personaggio di Violetta !
    Sappi che è la prima Fiaba che seguo da quando sono su the incipit quindi mi aspetto grandi cose!
    A presto!
    -B

    • Ciao Baudolino 🙂
      innanzitutto ti ringrazio per il bellissimo commento e per la fiducia riposta in me! Sono veramente contenta tu abbia capito 😉 mi spiego meglio: vorrei che come tutte le fiabe, anche questa avesse una doppia lettura, non solo quindi la storiella di Violetta, ma soprattutto qualcosa in cui ognuno di noi si possa riconoscere. In particolare, più che una critica alla società, la storia di Violetta la ho pensata, come una analisi interiore di me stessa/ognuno di noi, in particolare con l’accettazione di se, di quello che siamo, che non passa per la conferma degli altri, ma passa solo tramite la conoscenza piena di noi stessi e l’amore, il perdono di noi stessi. Ti faccio una sfida allora 😉 chi è la fata turchina? Al prossimo capitolo 🙂

      Elena

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