Bibliomania

Il regalo dimenticato

Con i polpastrelli striscianti sulla carta e il cuore palpitante d’attesa, presi a leggere le ultime righe del libro che iniziai la notte precedente. Infatti, ero solito passare notti insonni, regalando lunghe ore esclusivamente alla letteratura. Restavo intere giornate con gli occhi attaccati alle pagine di romanzi.
Confesserò, senza vergognarmene, che il mio desiderio non aveva nulla in comune con la sete di conoscenza o il semplice svago letterario. La mia, miei cari signori, non era altro che una sfida; una sorta di gara a tempo, il cui unico sfidante ero io. Il più delle volte leggevo in modo meccanico, riflettendo e contando i capitoli che mancavano alla fine del volume che stringevo tra le mani.
Questa ossessione per i libri, ben presto mi condusse ad avere una quantità sproporzionata di titoli vari, a tal punto che anche l’accesso alla mia camera risultava difficile. 
Terminai in due notti quel volume di 1059 pagine, lo richiusi e tirai su le coperte coprendo il mio corpo fino alla spalla. Avevo da poco chiuso gli occhi quando un tragico pensiero mi costrinse a riaprirli. Di scatto, scostando violentemente le coperte dal mio corpo, passai a sedere nel mio letto e imprecai: <<Per le ciabatte di Parmenide! Ecco cosa dimenticavo, il regalo di compleanno per Alizée>>. Infatti, ricordai di aver dimenticato di comprare un dono alla mia vecchia amica d’infanzia, nonché mia segreta amata, Alizée. 
Guardai l’orologio, erano le 6:15 del mattino, decisi di vestirmi in fretta e di correre alla ricerca di un regalo. Aspettai per più di un ora all’entrata del mio solito fornitore di libri, il Signor Faure, ero deciso ad acquistarle un titolo. Faure, era un omino di bassa statura sull’ottantina, in città era conosciuto per la sua buffa andatura -Che tra l’altro era il risultato di una vecchia ferita di guerra, quindi neanche tanto buffa- egli si distingueva per il suo passo lento e zoppicante. Conoscendo la lentezza di Faure rimasi in attesa più del dovuto, premettendo che la festa sarebbe cominciata solo poche ore più tardi. Impaziente, sotto l’insegna di quel vecchio negozio di libri, cominciai a prendere a calci le cartacce per strada guardando l’orologio, mentre pensavo “dov’è finito quel maledetto topo da biblioteca, sarebbe dovuto essere qui almeno venti minuti fa”. 
Rimasi in attesa ancora un paio di lancette, dopodiché decisi di cambiare i miei piani borbottando offese nei confronti del vecchio. 
Mi misi alla cerca di un fioraio (So che cosa penserete: <<Regalare dei fiori ad una donna? Che banalità!>> Non ci crederete, fu l’unica idea che schiarì i miei oscuri pensieri) trovai anch’esso chiuso, quindi cominciai a demoralizzarmi. Girovagai per la città, e presto ebbi davanti agli occhi un insegna che mi colpì in modo particolare “ամեն  անահասկ լի ինչ է”. Notai subito, pur se intrinseca di polvere e logora di vecchiaia, che quell’insegna era scritta in una lingua che non conoscevo; decisi di entrare, pur senza motivo. 
Mi resi subito conto che l’aria era pesante e lo spazio angusto. Quel posto mi si parò d’avanti come una sottospecie di sgabuzzino, quindi dovetti coprirmi la bocca con la manica della mia giacca per non respirare quell’immenso tanfo di muffa e di chiuso. Mi voltai di scatto e afferrai la maniglia pronto ad uscire, quando sentii chiaramente pronunciare: <<Joël>> impallidii nel sentir pronunciare il mio nome in un luogo dove non ero mai stato. Mi girai lentamente e vidi un uomo dai lunghi capelli bianchi seduto dietro un’alta cattedra posta di fronte alla porta. <<Mi perdoni, come ha detto?>> lo interrogai <<Gioielli; antiche patacche date ad ornare Baroni e Baronesse, una delle tante cose in vendita. Mi dica, prima di andare via, vuole dare un’occhiata?>> rispose. Rimasi muto, ero sicuro di aver udito il mio nome, mentre egli mi guardava in attesa di un mio palpito: <<Credo di essere capitato qui per sbaglio, vede io in realtà cercavo una biblioteca ma a quanto pare è il posto sba…>> prima che terminassi la frase, il vecchio mi interruppe dicendo:<<Vuole dei libri? Poteva dirlo subito, venga, venga qui!>> disse, scortandomi di fronte ad una misera libreria <<caro mio, questi sono libri dal valore storico>>. Scrutai a fondo quei libruncoli che erano già in mio possesso e voltandomi verso l’uomo dissi: <<Valore storico? Ahahah, insomma nonno! Non vede che è solo carta straccia? Libri non degni di essere chiamati tale>> a questa mia scontrosa e onesta risposta, il volto del vecchio si corrucciò in una smorfia di sofferenza, per poi ritornare stranamente allegro <<Tu; tu invece conosci molto bene il valore dei libri! Tu scruti la loro anima. Caro amico mio, ti donerò io quello che cerchi>> trasse, dal cassetto della scrivania, un vecchio volume caratterizzato solo da un simbolo “դ”, me lo pose. Afferrai il libro e andai via in fretta, l’aria era diventata insopportabile. 

Cosa farà il nostro, saccente e scorbutico, protagonista dopo aver ricevuto questo dono tanto "speciale"?

  • Joël, tenterà di sbarazzarsi del libro poco dopo aver abbandonato il: ամեն անահասկ լի ինչ է, ma non ci riuscirà... in nessun modo. (33%)
    33
  • Joël, incuriosito dalla scrittura incomprensibile e dalle arcane figure del libro, abbandonerà l'idea della festa e cercherà di decifrare. (33%)
    33
  • Joël, senza un regalo decente, deciderà di riporre quel vecchio libro in un cassetto e incarterà uno dei suoi volumi per la sua amica. (33%)
    33

Voti totali: 9

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11 Commenti

  1. Mi fai venire in mente uno scrittore che mi piace tantissimo, Carlos Ruiz Zafon, non riesco quindi a darti un giudizio obiettivo con così poco, aspetto comunque il seguito perché amo questo tipo di storie e comunque ritengo che tutto quello che si scrive debba avere dignità di lettura.
    A presto
    pienne

  2. Ciao Sify (rassegnati, quasi tutti ti chiameremo così, temo!)! 🙂
    Spunto molto interessante dal mio punto di vista, dato che soffro della stessa ossessione per i libri!! Voto “Joël, incuriosito dalla scrittura incomprensibile e dalle arcane figure del libro, abbandonerà l’idea della festa e cercherà di decifrare” perché un bibliomaniaco non regalerebbe mai uno dei suoi volumi!!! 😀 😀 😀

  3. Ciao, Sifilide, benvenuta.
    Non mi ripeterò con i consigli, sono già stati molto bravi gli altri. Rimanendo sull’incipit, devo dire che il tuo racconto mi ha colpito per l’originalità. Non è facile scrivere di libri e di gente che legge libri, la letteratura ne è ormai satura. Per cui ho deciso di premiare il tuo coraggio e voglio vedere dove ci condurrai con la tua storia.
    Ciao e a presto.

  4. Ciao Sifilide benvenuta,
    Ho trovato molto interessante questo tuo racconto… Ti consiglio di andare a capo, così dai al lettore la possibilità di respirare un po’ :)… Ti consiglio anche di usare queste freccette «» perché quelle che usi, si rubano 16 caratteri e nn so perché :)… Benvenuta nel club dei refusi 😂 io e il caro William ne facciamo parte, ma tranquilla lui è il Re in questo, nessuno lo batte 😂😂… comunque bravissima, i miei complimenti!!
    Ps. Voto per Joel senza un regalo decente… Seguo la storia e aspetto il prossimo capitolo, mi raccomando non sparire eh! A presto 😉

  5. Ciao,
    posso chiamarti Sify, come William qui sotto?
    Hai scelto un nick bizzarro…
    Gli horror piacciono molto anche a me, quindi sono passata a dare un’occhiata. A parte i refusi, che già ti ha citato Sprangalaporta, noto una nota acerba nel tuo stile. Leggi anche tu molti libri, come il protagonista del racconto?
    Se posso consigliarti: al di là di leggere prima di pubblicare, ti direi di leggere ad alta voce, per sentire come suonano le frasi. La musicalità in quel che si scrive, ma che soprattutto si legge, è importante.
    Hai comunque delle potenzialità, sono sicura che con il passare dei capitoli, con i consigli spassionati che riceverai, potrai migliorare parecchio. Fidati, è successo anche a me!
    Alla prossima!

    • Ciao,
      Ti ringrazio per i consigli! Ammetto di aver scelto un nome molto bizzarro, tuttavia ogni cosa ha il suo “perché”. Purtroppo, e sottolineo il purtroppo, posseggo una spregiudicata passione per le patologie cutanee e psicopatologie. Sì, anch’io come il protagonista del mio racconto leggo molto! Ma, ti dirò, sovente scrivo poco. Insomma, a parte “aspre” recensioni o personali punti di vista, mi capita di scrivere poco. Ammetto che non v’è eleganza o particolari estetismi in ciò che ho scritto (E spero mi si creda quando dico che: Sono molto, molto legata agli estetismi o simbolismi romanticisti). Tuttavia, a mia discolpa posso dire che: Ho tentato di scrivere dando importanza alle sole parole del protagonista, quindi, omettendo del tutto un narratore! Ergo, i dialoghi risultano poco elaborati e al quanto spiccioli.
      Ti ringrazio ancora per i tuoi consigli, senz’altro li applicherò in fase di elaborazione del prossimo capitolo.
      Per quanto riguarda l’orrore, anch’io ho una particolare passione! Amando scrittori del calibro di: Edgar Allan Poe; H.P Lovecraft; Stephen King; Laurell K Hamilton etc. non mi sognerei mai di definirmi una “Scrittrice dell’orrore”.

  6. Buongiorno Sifilide e benvenuta.
    Non so perché ma penso che ti chiamerò Sify😁😁😁
    Letto volentieri il tuo Incipit: mi piace come cerchi di alleggerire la trama inserendo dialoghi e descrizioni ironiche. Solo qualche piccolo refuso qua e là (es.d’avanti) ma niente di preoccupante.
    Amo le storie horror perciò seguirò la storia con curiosità.
    Voto per CASSETTO. Alla prossima

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