Basta ammazzare il gatto

Dove eravamo rimasti?

A Gianni serve un diabolico piano B. Che ha a che fare con quale elemento? Fuoco (67%)

Soffi

PIANO B, “quello buono”.

Domenica mattina. Gianni era tornato dall’Avvocato con la scusa di cercare una catenina, regalo per la madre, che probabilmente gli era caduta dalla tasca del soprabito quando se lo era tolto.

Gattonando in salotto, indugiò sogghignante sotto alle foto alla parete del caminetto che ritraevano il nonno spazzacamino e il nipote quindicenne sporco di fuliggine: nei giorni di prova, il signor Antonio gli aveva parlato con fierezza delle sue umili origini.

«Eccola qui!» disse, sfilandola da sotto il divano.

Gianni s’apprestò a lasciare soddisfatto l’abitazione, seguito in giardino dall’affezionato King George e dall’abbaiare di Ivan, attutito dalla porta con cui il suo padrone lo stava confinando all’interno. Non appena l’Avvocato l’ebbe richiusa, però, Gianni prese con sé il persiano e sparì sul retro della villa, dove vi era una scala a pioli.

Poco dopo, trafelato, diede l’allarme: «Non so cosa gli sia preso, è schizzato sul tetto, forse un uccello… Ed è caduto nella canna fumaria! Sì, King George, è incastrato, poveretto!»

Gianni si propose per salire sul tetto: ma il felino sembrava scivolato troppo in basso perché si potesse recuperarlo da lì, disse a Gatto, che era agitato quanto il dobermann che fiutava più la menzogna nel pet sitter che la tensione nel padrone. L’Avvocato, come immaginato, si diede anch’egli da fare, inerpicandosi dal basso all’interno del camino dove era certo di poter raggiungere con il braccio e recuperare il suo amato animale domestico. Richiamato dai miagolii striduli e soffi disperati, l’uomo si spinse ben oltre quanto fosse consentito al suo fisico non più smilzo come ai tempi in cui armeggiava agilmente con lo scovolo. Risultato: il Gatto raggiunse il gatto, ma rimase anch’egli in trappola. 

«Vado a chiamare aiuto!» gli urlò Gianni, scendendo dalla sua postazione. Ma non lo fece.

Incatenò Ivan accanto alla cuccia, in giardino, e indisturbato rientrò di soppiatto in casa, dritto al salotto. Trovo i ceppi. Accese il camino.

Riflesso fiammante dell’inferno nelle pupille, Gianni si sbarazzava così di Gatto e gatto.

***

“Nel dubbio, meglio entrambi. Però, povero King George…” Ci si era anche affezionato.

Le campane della chiesa lo riscossero dalla crudele fantasia. Guardò l’orologio del campanile: le dodici in punto. “Un’altra mezza giornata sprecata…”, sbuffò, fissando poi la croce. «Forse dovrei davvero regalarle un rosario», rifletté tra sé pensando al compleanno della pia madre e alla scusa della catenina, che non avrebbe mai utilizzato con l’Avvocato e al piano andato da solo in fumo. “Forse c’è un modo più dolce per…”, scosse la testa e la rivolse nuovamente in alto: «Sei tu, eh, che ci metti lo zampino con il senso di colpa e la minaccia dell’Inferno! E invece il diavolo, io, l’ho conosciuto, sai? Non è affatto come ci fate credere tu e tutti i tuoi preti!»

Si ricompose davanti al gruppo di fedeli che usciva al sole abbacinante, a messa finita. Fra essi riconobbe Angelo e Mario, mentre i due pensionati, sapendo quanto Gianni fosse allergico alle prediche, non si accorsero subito della sua figura anonima sulla panchina.

«Ma hai saputo chi è appena ritornato in paese?» stava dicendo il primo, sfilandogli ormai a pochi passi.

«No, chi?» volle sapere Mario.

«Enzo Collodi», rivelò Angelo come se fosse una notizia da prima pagina.

«Chi?» A Mario non sembrava di conoscerlo.

«Come, chi? Enzo! Enzo Il Gatto.»

«Chi?!» esclamò Gianni, alzandosi dalla panchina con sommo spavento dei due.

***

“Un altro Gatto! Ma quanti sono!?” Gianni conficcò la forchetta nel polpettone preparatogli dalla madre per il consueto pranzo domenicale, noncurante dello sguardo preoccupato di lei nel vederlo tanto famelico quanto assente. Più pezzi di carne ingurgitati alla volta, riprese il filo dei pensieri: “Enzo, detto Il Gatto… ma certo, sempre lui!” Tracannò del vino e sbatté il bicchiere facendo tremare sulla tavola il bouquet di fiori di campo che aveva raccolto per il compleanno della madre. “Che sia lui il vero gatto espiatorio? E il suo ritorno, proprio adesso che l’altro se ne va, il segno che così dev’essere?” Non era affatto convinto che ammazzare un vecchio – seppur odioso – conoscente fosse più facile che un cordiale sconosciuto, tuttavia: “Se per colpa di un Gatto devo passare qualche anno in gattabuia, aspettando di sopravvivere a chi mi ha condannato… beh, devo sincerarmi di accoppare quello giusto!” Annuì, certo che fosse un ragionevole prezzo da pagare, in vista della libertà che gli avrebbe consentito di godersi l’eternità e la ricchezza ripulito agli occhi dei paesani a venire.

Ma chi dei due: l’uomo, appena conosciuto, che faceva Gatto di cognome o colui al quale quell’appellativo era stato affibbiato da altri, tra cui anche lui, parecchi anni addietro? Gianni doveva scoprirlo quel giorno stesso.

Tirò indietro la sedia e si alzò, sbuffando rumorosamente e ignorando il dolce che la madre stava spartendo: sembrava anch’egli un gatto, pronto a soffiare minacce contro a un rivale.

Nel prossimo capitolo: Gianni incontrerà Enzo detto Il Gatto. Chi è costui?

  • motociclista (38%)
    38
  • cabarettista (38%)
    38
  • maestro di Yoga (25%)
    25
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128 Commenti

  1. Ciao Tinarica. Mi aspettavo la reincarnazione in un gatto e, invece, ancora una volta mi hai sorpreso. Bel finale, divertente e scorrevole come tutto il resto del racconto. Sono davvero contento di aver letto questa storia dall’inizio alla fine. Spero di poter leggere altro tuo materiale al più presto.
    Buona serata

    • Ciao Danny. Sono contenta io, se ti è piaciuto anche il finale. Ho pensato al gatto, ma mi sembrava scontato e così ho preferito le “gatte da pelare” per la nuova vita da sposato.
      Penso che scriverò altri racconti, ma non so ancora quando e di che genere. Mi piace variare e anche prendermi del tempo tra un racconto e l’altro ma certamente mi farà piacere ritrovarti. Grazie, buona serata.

    • Ciao Melina, grazie per aver seguito il mio racconto. Sono contenta che ti sia piaciuto. Il finale si presta a più possibilità e pure il diavolo può essere visto in tanti modi, anche come demone buono anche se dà a Gianni la fregatura di una moglie probabilmente rompiscatole come la signora Pinuccia. Per me più che altro contava arrivare alla morale sia sul fatto di fidarsi di sé e non certo degli ingannatori sia sull’aspetto grammaticale della frase iniziale che viene fraintesa.

      Non so quando, ma tornerò con nuovi racconti.

    • Ciao Befana, grazie per aver seguito il mio racconto. Onestamente ci ho pensato al gatto, poi ho optato per qualcosa di inaspettato. Essendo commedia, il diavolo non poteva essere troppo malvagio. Tuttavia la vita di un gatto sarebbe stata fin troppo comoda per Gianni, quindi probabilmente è più “fregatura” una vita con una moglie rompiscatole. A risentirci.

  2. Ciao Tinarica
    Be che dire… alla fine questo diavoletto non si è rivelato così cattivo, ma solo un po’ burlone e gli ha lasciato anche una seconda possibilità…ma era davvero un diavolo?
    E Gianni ha ripercorso più o meno la stessa vita di prima tranne che sul finale… che non è detto che sia migliore ah ah.. ma sicuramente una vita più piena di prima. In qualche modo Lucy lo ha “arricchito” lo stesso, anche se di gatte da pelare! 😆

    • Ciao Gatto, grazie per avermi seguito! Questo è un diavolo da commedia e quindi non può essere troppo malvagio. Poi, come dici, chissà se è davvero un demone… In fondo è un angelo, anche se caduto. Vero, Gianni alla fine si è arricchito, ma non certo per suo merito. Lui resta un incapace con poche qualità, su tutte: la sfacciataggine mostrata anche al diavolo e una certa fantasia nei ragionamenti. Forse il diavolo lo ha graziato per questo e per la sua “simpatia” oppure ha capito che non se ne faceva molto di un’anima così stupida :D.

  3. Ciao Tinarica,
    Vabbè finale a dir poco geniale. Dopo 10 capitoli a parlare di gatti da far fuori, Gianni si sposa e si conclude il tutto con “avrà altre gatte da pelare”! 😀 bellissimo racconto; come ti ho già detto con un tema del genere non sarei riuscita a scriverci mezzo capitolo. O forse lo avrei fatto horror. Molto divertente T, ti si aspetta presto con un altro capolavoro, ciao!

    Ps- io credo che il racconto del gatto di Poe sia l’unico che ho mai letto ad avermi fatto provare una certa inquietudine. Perfetto quindi per l’immagine di Lucifero:)

    • Ciao Flow, grazie per i bellissimi complimenti. Sono contenta che ti sia divertita e abbia apprezzato il finale. In generale mi piacciono i racconti circolari e finire con quella frase e con il diavolo che parla mi è sembrato ideale. Sono soddisfatta pure io, tanto più che l’input iniziale per una storia del genere mi è venuto davvero all’improvviso. Forse sono le cose migliori, quelle inaspettate. Credo di scrivere altri racconti ma non so quando e su cosa. Mi piace cambiare genere. Vedremo.

  4. Beh, sono contento che a Giovanni sia stata concessa un’altra possibilità nei panni di sé stesso, anche se non so se abbia fatto un buon acquisto sposandosi con la signora Pinuccia…
    La storia è stata leggera e divertente, con un lieto fine. Anche il diavolo in fondo non è stato così cattivo.
    Brava, ti aspettiamo al prossimo racconto!

  5. Ciao Tinarica,
    “attento a ciò che desideri” recitava qualcuno in un film… Fare patti col diavolo non può portare nulla di buono. Hai fatto un ottimo lavoro con questo racconto. La trama è lineare, tutto è stato messo a posto con questo finale a sorpresa e trovo l’idea di far chiudere al diavolo il racconto, con una breve spiegazione di quanto avvenuto dopo la reincarnazione, un’idea geniale.
    Brava Tinarica, che altro posso dirti?
    Spero che ti vada di scriverne presto un altro.
    Alla prossima!

    • Ciao keziarica, grazie per aver seguito il mio racconto. Sono contenta che ti sia piaciuto e abbia trovato chiara e completa la trama. Devo dire che sono soddisfatta del finale: avevo in mente la prima parte con la “morale” ma non la conclusione sul destino di Gianni. E così fila bene e sono contenta di aver citato un po’ tutti i personaggi. Beh finire con il diavolo mi è sembrato doveroso: ho iniziato con ciò che lui dice a Gianni, poi ho notato che è stato il personaggio più apprezzato… La chiusura poteva farla solo lui. Bene, probabilmente inventerò un altro racconto ma non prestissimo e non so se ancora humor. In genere mi piace cambiare, vedremo… Buona giornata.

  6. Ciao tinarica complimenti hai scritto una bella storia divertente .bello il finale a sorpresa…Gianni sposato….ah ah ah…
    Come sarà la sua vita ora?….che il buon diavolo lo assista

  7. Dopo tutte le sue astruse fatiche, anche se si trattava puntualmente del tentativo di ammazzare qualcuno (o forse proprio per questo), era diventato simpatico anche a me. Ma se i patti col diavolo fossero vantaggiosi, che razza di diavolo sarebbe?
    Ho votato reincarnazione, potrebbe reincarnarsi in un leone… del circo 😅

  8. Nooo, povero Gianni, ucciso da un gattaccio, proprio lui che i gatti li adorava; non ne ha mai fatto fuori uno!

    Io direi che la reincarnazione non vale; non è una giusta ricompensa per tutti i suoi sforzi! Direi un bonus piuttosto! Brava Tinarica, davvero un racconto originale e divertente; ci vediamo al gran finale!:)

  9. Noooooo è morto! E ovviamente c’è lo zampino di un gatto! ahahah nelle battute iniziali sono morto dalle risate: gatti adorati, gatti dorati, avvogatti ecc…ahahah un delirio che definirei “gattoso” a questo punto. Ottima anche la descrizione della scena del musical, non hai tradito le mie aspettative. Ho votato per “tuttavia…la reincarnazione.”
    Ci si vede al capitolo finale 😀

  10. Ciao Tinarica,
    Gianni-Cat? ahahahah, forte!
    Una volta, una mia insegnante di canto, mi assegnò come compito “Memory” nella versione della Streisand… Diciamo solo che l’esibizione di Gianni mi ha ricordato qualcosa 😉
    Io voto per la reincarnazione, la mia mente non concepisce una fine assoluta.
    Come sempre ben scritto, sai che mi piace il tuo stile. Aspetto il finale e ti auguro una buonissima settimana, alla prossima!

  11. Ciao tinarica sorprendi come sempre.Gianni in costume da gatto beh troppo forte riesco a immaginarlo su quel palco …Il finale però mi lascia così male povero GIanni! Però conto sul diavolo perciò ho votato bonus…speriamo

  12. Ciao tinarica vuoi sapere cosa mi è piaciuto? Tutto il capitolo naturalmente. L’originalità …Comunque ti dirò che questo diavolo mi è proprio simpatico. ..
    L’anagramma ….ah ah ah
    Finale a sorpresa quello poi è il massimo brava!!!

  13. Ho difficoltà a comprendere l’anagramma anche se l’idea mi è piaciuta con la svolta sulle slot ben descritta. Ho scelto l’opzione “si ubriaca e finisce sul palco”. Gianni avrà ancora un bel da fare per combattere il suo diavolo.
    Al prossimo. Ciao

    • Ciao Melina, grazie. L’anagramma è reale e non premeditato quindi mi sono dovuta arrangiare a dare un senso anche vago con le lettere a disposizione. Tradotto sarebbe: quando finisce il disco di Mina (muto), la birba Donna ossia la slot darà 4 miao ossia riferito ai 4 simboli di gatto uguali). E, sì, c’è ancora un capitolo intenso prima del finale. A presto!

  14. CIAO TINARICA,
    VOTO PER IL PARTY A CASA DELL’AVVOCATO.
    CHE SIA DAVVERO ARRIVATO ALLA CONCLUSIONE DELLA MISSIONE, SENZA BISOGNO DI AMMAZZARE IL GATTO… UHM, MI PARE TROPPO SEMPLICE, AVRAI SICURAMENTE QUALCHE ALTRO ASSO DA GIOCARE.
    BELLO L’EPISODIO, BELLA LA DESCRIZIONE DEGLI AMBIENTI E DEL DERELITTO DEDITO AL GIOCO. SIAMO QUASI ALLA FINE, SONO CURIOSA DI SAPERE COME ANDRÀ A FINIRE!
    ALLA PROSSIMA!

  15. Ciao Tinarica. Sono arrivato solo ora e ho letto con piacere tutti i capitoli. Devo dire che l’ultimo è quello che mi è piaciuto di più. L’apparizione del diavolo nelle vesti di uomo sandwich l’ho trovata geniale e divertente. Continuo a seguire la storia con piacere e ovviamente ho votato per un ritorno del diavolo 🙂

  16. Ciao Tinarica:)
    Quando ho visto il titolo del tuo racconto e letto la trama ho pensato: “Cosa mai potrebbe riuscire a scrivere qualcuno con una traccia del genere?”. Il tuo racconto mi ha fatta sorridere in piu’ di qualche punto, e’ davvero ben scritto ed e’ originale; mi sono letta tutti e 7 i capitoli in una volta.
    Alla fine, altra cosa che ti fa onore, tutte e tre le opzioni mi piacevano e ho ADDIRITTURA appoggiato pollice e indice sotto il mento con tanto di “mmm” prima di scegliere quale preferivo, perche’ erano tutte allettanti, visto il genere divertente. Ho optato per un tentativo di riapacificamento con Dio, ma non credo che sara’ quello che accadra’ nel prossimo capitolo, che attendo trepidante 😀 Bel lavoro, ciao!

    • Ciao Flow, piacere di averti incuriosito e divertito: mi è venuta questa idea un giorno che viaggiavo in auto verso i monti, sinceramente non so cosa stessi pensando per arrivare a questa trama :D! Poi mi sono buttata, solitamente non scrivo racconti humor ma sta piacendo anche a me, devo dire. Grazie per i complimenti e anche per aver descritto il momento meditabondo della tua decisione: in fondo è anche bello scoprire le “storie” dietro a ciascun lettore/autore. La tua opzione non va per la maggiore, ma non si sa mai… Al prossimo, allora.

  17. Ciao, cosa mi è piaciuto di più? La descrizione del diavolo l’ho trovata originale e divertente .come sempre hai dimostrato di avere fantasia e soprattutto di scrivere bene ,complimenti!.ho votato per il ritorno del diavolo per vedere se il protagonista riuscirà a capire cosa vuole il diavolo da lui ,oltre l’anima….ah ah

  18. Voto per la riapparizione del Diavolo sandwich!
    Molto bello e divertente questo episodio, Tinarica. Brava!
    Mi perdo le notifiche alla tua storia, chissà perché.
    Il messaggio in fondo alla bottiglia, molto originale, e così anche l’apparizione del satanasso dalla tromba del grammofono. Insomma, un ottimo lavoro.
    Alla prossima!

    • Gianni ha un senso dell’umorismo tutto suo… E forse anch’io :). Cioè è un po’ il senso del racconto giocare con i possibili significati delle parole e anche sull’interpretazione soggettiva di alcune frasi come quella iniziale del diavolo. Grazie per il voto, vediamo se mi toccherà fare un mix anche nel prossimo capitolo, potrebbe essere assurdo e simpatico quindi. Spero. Ciao.

  19. Io un dialogo con il diavolo lo vedo bene dopo una imprecazione in chiesa.
    Simpaticissimo, questo Gatto: rivedi uno dopo vent’anni e lo chiami col nomignolo odioso di Bamboccio come allora.
    Spero che tu abbia un finale piacevole in serbo per il povero Gianni, non sarà una cima né un santo ma fin’ora gli va tutto storto.
    Andiamo a sentire Belzebù 🙂

  20. Ciao Tinarica
    Complimenti per il miscuglio cabarettista – motociclista. Questo Enzo il Gatto mi ha ricordato un po’ Kalabrugovic 😂.
    Ho scelto osteria, perchè mi immagino che Gianni sia stato ubriaco al punto di avere avuto una visione: quella di parlare col diavolo e fare un patto con lui. Un patto che magari, dato il suo stato di ubriachezza, potrebbe aver fraintesò. ..

  21. Ciao devo dirti che mi piace come scrivi.ho votato osteria perché penso che solo dopo aver bevuto,forse qualche bicchiere di troppo ,si possa fare patti col diavoloaspetto il prossimo capitolo.

  22. Ciao Tinarica,
    il motociclista potrebbe prestarsi al sacrificio: moto da sabotare, per esempio…
    Credevo che Gianni avesse dato il via al suo piano, accendendo il fuoco, ma era solo una fantasia, ci sono cascata, lo ammetto.
    Adesso vediamo che succede, aspetto il nuovo episodio.
    Alla prossima!

  23. ciao Tinarica, ho votato per il cabarettista, forse perché il motociclista è un po’ anonimo e il maestro di Yoga si presume persona dedita alla meditazione che non merita istinti omicidi. Il cabarettista invece… un po’ equilibrista, un po’ istrione, si presta meglio.
    A presto!

  24. simpatica la tua storia, mi piace anche lo zampino che il Diavolo ci mette per dare avvio al tutto. Una sorta di horror umoristico o di umorismo nero…
    I gatti o li ami o li odi, si potrebbe dire, ma nel caso di Gianni li devi odiare per forza, per motivi di sussistenza materiale e poi ammazzare un gatto non è mica come accoppare un uomo. Insomma, è certamente più giustificato.
    Il tema richiama il famoso racconto di Poe, evidentemente il gatto suscita istinti assassini.
    Ho votato fuoco, ma in fondo ogni opzione va bene… per raggiungere l’obiettivo di ammazzare Gatto. O gatto.

    • Ciao namor, grazie per il tuo voto e commento. Mi fa piacere ti stia piacendo il racconto, direi anche io “umorismo nero” anche se è la prima volta che provo a cimentarmi con questo genere. Il racconto di Poe, senz’altro più inquietante, mi pare di averlo letto ai tempi del liceo. Beh i gatti sono sicuramente animali affascinanti, a me piacciono molto ma non sono neanche una “fissata”. E Gianni beh è più un pazzoide che altro… già che si fida del diavolo… A presto.

  25. Hello Tinarica, bella idea, ho l’impressione che non finirà bene per il nostro ammazza gatti, si sa il diavolo fa le pento ma i coperchi..?
    Sono curioso, hai imbastito una storia carina, il personaggio, spiantato e sicuramente assassino quanto me, attira simpatie.
    A presto
    pienne

  26. Ho scelto fuoco, anche se ho paura di sapere cosa ne farà… ciao Tinarica.
    Un bel capitolo lineare e scorrevole. Il povero “re” persiano mi mette addosso una gran pena, quel diavolaccio di Gianni cosa escogiterà?
    Aspetto il prossimo episodio per scoprirlo, ho idea che, comunque, non sarà nulla di buono.
    Alla prossima!

  27. Ciao Tinarica, eccomi a leggerti con piacere direttamente al 3^ capitolo. Molto divertente questo racconto ben scritto. Complimenti. Ho scelto la terza opzione con il weekend di tempo per scervellarsi sulla sua condizione povero Gianni . Ho acquistato il tuo libro . Ciao a presto

    • Ciao FueGod e grazie per essere tornato. Mi fa piacere ti sia piaciuto questo capitolo. In realtà i due tizi sono semplicemente i due vecchi del bar con cui ogni tanto Gianni ozia (ho fatto un piccolo accenno a loro nel primo capitolo), probabilmente sono sfuggiti ai lettori… Ma ora vediamo se avranno ruoli particolari o meno, siete già in due a incuriosirvi in maniera inaspettata, quindi chissà… Al prossimo allora!

  28. Ciao Tinarica,
    Rieccomi!
    Subito ho pensato che i due, alla fine, fossero Angeli… poi ho capito che si trattava di due amici al bar.
    Direi che Gianni é preoccupato perché ha solo il weekend per progettare il gatticidio… ho trovato Questo capitolo meno spumeggiante rispetto agli altri due, anche se ben scritto.
    Ci si vede al prossimo.
    Buona settimana!

  29. Eh, bé, ci butti lì il pet sitter, come non vederci lo zampino del diavolo? O almeno come non potrebbe vedercelo Gianni.
    Sei stata più veloce di me, Tinarica, sono venuta per commentare il primo capitolo e mi trovo il secondo!
    Certo che con uno che pensa di poter stirare un gatto con una bici, la vedo dura la carriera di serial animal killer 😉
    Io ai miei due mostri dico spesso “se non la pianti, ti faccio fuori”, ma è un’espressione affettuosa, lo sanno che sono loro i padroni di casa.
    Vediamo cosa combina ancora .questo consumatore di rosso da discount.
    Ciao

    • Ciao Befana, grazie di essere passata a commentare. In genere preferisco non aspettare troppo tra un capitolo e l’altro, per non perdere il ritmo e far sì che il lettore si ricordi la storia che sta seguendo. Gianni è un personaggio grottesco, con evidenti problemi di vario tipo :D. Come dici, ma chi può pretendere di farla a un gatto? D’altronde, il compito glielo ha dato un diavolo… A presto, buona giornata.

  30. Ciao Tinarica,
    finalmente, bentornata!!
    Wow, che incipit! Mi piace molto, anche se ho trovato difficile scegliere tra le tre opzioni, l’idea di ammazzare un gatto non mi sorride proprio per nulla… Ma si tratta di Humor, perciò.
    Hai bello stile asciutto e vai liscia come l’olio, lo sai che mi piace il tuo stile!
    Ora non resta che aspettare il prossimo episodio, nella speranza che qualcuno salvi il povero batuffolo.
    Alla prossima!
    p.s. ottimo anche il tuo bel libro
    Brava!

  31. Buonasera.
    A parte averlo letto tutto d’un fiato, il capitolo ha toccato un problema che mi assilla molto da vicino. Come unica “critica” se così vogliamo chiamarla, ti consiglierei di andare a capo ogni tanto, così, tanto per dare una tregua al lettore.
    A parte questo, devo dire che la tua idea è davvero ben congegnata, ammazzare un gatto per diventare ricchi non mi sarebbe mai venuta in mente.
    Detto ciò, con le tue prime opzioni ci vuoi far diventare potenziali assassini di gatti.
    Premesso che ne ho tre in casa(non per mia scelta) la cosa mi garba assai. Però, non sarei mai capace di soffocarli, tanto meno investirli di proposito. Per cui, la scelta del veleno mi sembra obbligatoria, a patto che sia indolore e insapore, povere bestie…
    Seguo, naturalmente, buona Pasqua.

    • Buonasera Anonimus60, grazie per averlo letto e per il consiglio: in realtà ho problemi di formattazione qui su the Incipit perché infatti quando carico il mio testo da word a qui e sistemo gli a capo e poi pubblico non riesco sempre a mantenerli esattamente come vorrei. Se hai suggerimenti anche su come usare meglio proprio la piattaforma the Incipit, sarò più che lieta di rimediare nei prossimi capitoli.
      Quanto all’idea: se stimolante, sono contenta. A me i gatti piacciono e spero a nessuno venga realmente in mente di fare loro del male. Ma ho voluto un attimo osare chiamandoli in causa in questo modo… E poi c’è ancora tanto da capire su “il gatto” e quale sia il messaggio di fondo che vorrei dare al racconto, ma beh, se segui, lo scoprirai :). Grazie per il tuo voto e auguri di buona Pasqua.

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