Il letto più comodo del mondo

Dove eravamo rimasti?

" Susan mi guardò negli occhi e la risposta fu..." "... sì " (50%)

Una cravatta al vento

Susan mi guardò negli occhi e la risposta fu sì. 

E giunse così quella sera. La sera in cui mi trovasti mezzo morto sulla neve. Fino a quel momento era stata una splendida serata. Il ristorante in cui andammo fu ottimo. Non pioveva nemmeno più quel giorno. Era tutto perfetto, tranne che un per un singolo inconveniente. Susan ricevette una chiamata  da parte di Claire. Diceva che stava male, nulla di serio, ma aveva bisogno di lei. Insistetti molto sull’accompagnarla, ma Susan non ne volle sapere. Era alla fine venuta con la sua auto e la situazione non sembrava grave. E così alla fine mi feci persuaso a lasciarla andare. Io invece mi diressi verso casa, a piedi, fin quando poi… Beh, lo sai. Ma mi chiedo il perché di quell’aggressione. Chi erano quei tizi?
Ma soprattutto… Ora che ci penso… 

Chi sei tu, Virgil?»

«Io non sono, Kevin. Ed è tempo che tu ritorni ad esistere, invece»

Luce.

Forte luce. E un beep all’orecchio. Sento poi un gocciolio alla mia sinistra. Dove sono? Sono su un letto. E’ comodo, molto comodo.
C’è una donna davanti a me. Tutto è così sfocato, mi sento abbagliato.

«Ehi, tu… Dove sono ?»

«Dottore, dottore! Si è svegliato!»

E’ corsa via.  Dottore…? 
No, non può essere. Che cazzo. No. E’ entrato un uomo adesso, in camice bianco.
«Vedo che sta meglio», mi dice.
«Sono in un ospedale, vero?»
«Certo, da giorni ormai. Le ha prese davvero per bene. Se non fosse stato quel tassista non sarebbe qui»
«Tassista?»
«Sì, è stato un tassista ad aiutarla. L’ha trovata e l’ha portata in ospedale. Non ricorda?»
«No, ricordo però che…»
«Cosa signor Kevin?»
«Niente. Devo averlo sognato. Penso capiti in queste situazioni, no?»
«Non si può escludere. In ogni caso, sul comodino c’è una busta. Il tassista ha detto che era l’unica cosa che aveva con sé.  Quando vuole può aprirla.  Se vuole poi c’è un telecomando per la televisione. Visto che si è ripreso, penso la dimetteremo presto. Per ogni cosa, chiami pure. Ma prima che me ne vada è giusto che l’avvisi: è venuto un poliziotto, nella speranza di farle delle domande. Mi ha detto di ricontattarlo, quando si sarebbe svegliato. La metto al corrente che lo farò». Il dottore se ne va.

Incredibile. Dannatamente incredibile. Io non avevo una busta con me, lo so per certo. E che cosa sta succedendo adesso? Cosa c’entra questo poliziotto e questo dannato tassista? La testa mi fa male, mi fanno male gli occhi. La flebo accanto mi irrita, sento il gocciolio come se fosse amplificato. Stacco l’ago, non ne ho più bisogno.

«Vediamo che c’è dentro questa busta»

Ha un sigillo. E’ impresso un serpente che forma una spirale e al suo centro c’è una croce cristiana. Non ho mai visto questo simbolo. Apro e dentro c’è solo un foglio, con scritto:

Sta lontano da Susan

Il beep della macchina è più veloce. Molto più veloce. Stacco gli elettrodi. Apro il comodino in un attimo di furia. Non c’è niente se non il portafogli. Il mio cellulare non è qui. Cazzo.
Mi sento frustrato otre che confuso. Chiudo gli occhi, ma lacrimano e bruciano. Non capisco più niente.  Accendo la tv, ho bisogno di calmarmi ma è il momento del notiziario.

Ancora nessuna novità per la morte del sindaco. La polizia sospetta si tratti di suicidio, ma continua ancora ad indagare. Entrambe la figlie invece risultano ancora sparite e le forze dell’ordine non hanno ancora trovato indizi. E’ una terribile tragedia quella che è accaduta alla nostra città e alla povera moglie del sindaco, al momento unico membro della famiglia.

“Ora il sindaco avrà una bella gatta da pelare”
Questa frase ora rimbomba nella testa. Mi aveva avvisato quel bastardo. Chi c’è dietro tutto questo? E’ perché le ragazze? Perché?! Dannazione! Voglio scappare da questo posto. 
Mi alzo dal letto, indosso gli unici abiti sulla sedia. Sono imbrattati di sangue, non me ne frega niente. Voglio solo andare a casa.  L’infermiera prova a fermarmi, la ignoro. Chiama il dottore, ignoro anche lui, come ignoro il dolore al fianco ad ogni singolo passo che faccio. Raggiungo l’esterno, è notte e nevica.  La cravatta annodata velocemente e istintivamente svolazza al gelido vento. E ora che si fa? Chiamo un taxi dal telefono pubblico vicino. Nell’attesa penso anche a Virgil, alla mia allucinazione, a quella presenza così confortevole che mi ha cullato nel sonno. L’unica presenza davvero amica che abbia sentito da molti anni a questa parte.  Il taxi è arrivato e con esso ritorno a casa. La guardia giurata rimane di sasso appena mi vede in quello stato. Mi faccio aprire la porta, dato che non avevo più le chiavi. Mi butto sul divano e penso a quella frase.

Sta lontano da Susan

Seguirò questo consiglio? Sarò sottomesso da questa minaccia? Cercherò di capire il perché di tutto questo?
Dopotutto è finita per me.
Ma è anche iniziata.
Non lo so, non so più niente.
Guardo la Divina Commedia sul solito tavolino. Dante ha attraversato l’Inferno per raggiungere Beatrice. 

Io avrei fatto lo stesso per Susan?

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80 Commenti

  1. Ciao Alan eccomi qui,
    Wow che dire, che bel finale, anche se mi piacerebbe leggere un seguito, sei riuscito grazie a delle semplici parole a farmi vedere in maniera molto vivida tutti i suoi movimenti, quando si stacca l’ago, quando accende la tv, quando ignora la chiamata del dottore e soprattutto quando si butta sul divano, bravissimo davvero! È stata davvero una storia interessante, sei riuscito a trasmettermi molte emozioni diverse, rabbia, dolcezza, divertimento, ansia e stupore! Bravo, bravo, bravo!
    Ps. Aspetto una tua prossima storia 😉

    • Ciao Atharis! Grazie per essere rimasta fino alla fine *.* E grazie infinite per i complimenti che mi fai sempre! Per il seguito, come ho accennato a Red Dragon, penso che lo svilupperò privatamente. Si sta delineando un progetto più grande per essere un racconto.
      Ma quanto a te invece? Il finale della tua storia lo attendo da troppo ormai!

      P.S: Ho già un incipit per la prossima storia qui sul sito 😉

    • Ciao Red! La storia alla fine si è tramutata in una sorta di prologo, o di una prima parte, di una storia più ampia. Non so quanto ampia però, ma sicuramente non più adatta alla pubblicazione a puntate. Credo che ci lavorerò a lungo, chi lo sa che non esca fuori qualcosa di più corposo.
      Ti ringrazio per essere rimasto fine alla fine, felice che tu voglia anche un seguito <3
      A presto, le idee da scrivere qui sul sito non mancano! 😀

  2. Ciao Alan eccomi qui,
    Anche questo è stato un bel capitolo,
    E il dialogo finale mi ha incuriosita, quindi voto per “si”, cosa succederà mai tra i due durante una bella cenetta? 😂😂… aspetto con ansia l’ultimo capitolo sono curiosa di vedere cosa ti inventi 😂 a presto 😉

  3. Ciao Alan eccomi qui!
    O mio dio, ma che bel capitolo, adoro tantissimo quando il giallo incontra l’azione 😍😍😍😍 sono stata in ansia leggendo questo episodio, dall’inizio alla fine, e non ho staccato gli occhi dallo schermo nemmeno per un secondo! Bravissimo! I miei complimenti!… il presidente?? Oddio ora voglio saperne di più!
    Ps. Ufficio… aspetto il prossimo capitolo a presto 😉

  4. Ciao Alan eccomi qui,
    Che dire, bel capitolo, mi è piaciuto molto! Ma per caso è una mia impressione oppure è più corto rispetto agli altri? ;-; comunque mi hai fatta ridere, soprattutto durante la scena del “non mi sono lavato” 😂😂 e nello stesso tempo mi hai fatto provare ansia perché ora sono curiosa di sapere cosa succede! Continua così, bravissimo.
    Ps. Spari… a presto, aspetto il prossimo capitolo 😉

    • Ciao cara Atharis :3 Il capitolo conta 4960 caratteri ^^’ ahahah sarà perché ci sono meno dialoghi e quindi è meno “disteso”.
      Per il resto, sempre contento che ti stia piacendo. Ma attenta, potrei seguire la filosofia di Kevin, mi manca solo la musica, perché già ti ho fatto ridere troppo ahahaha
      Grazie ancora comunque °^°

  5. Ciao Andrea, se ti dico che la storia prende, ti fa piacere?
    He si, prende proprio, ben studiata, buoni personaggi, introdotti forse troppo frettolosamente, comunque buoni.
    Ho voglia di leggere il seguito, ti aspetto.
    In bocca al lupo.
    pienne

  6. Ciao Alan… ah no un attimo, da quando hai cambiato nome?? Oppure l’hai sempre avuto e io non me ne sono mai accorta e ti ho chiamato Alan a caso di testa mia? Oddio!… comunque 😅 che dire, bel capitolo, il protagonista mi piace sempre di più, mi piacciono quelle descrizioni un po’ poetiche che aggiungi alla storia e mi piacciono un sacco i dialoghi! Bravissimo come sempre! È inutile dire che in alcuni punti ho riso, perché ormai già lo sai 😂 comunque continua così, bravo, bravo, bravo!
    Ps. La fortuna mi aveva abbandonato, hahahaha e niente mi piacciono i personaggi un po’ “sfigati” 😂… aspetto il prossimo capitolo a presto 😉

    • Ahahahahah ciao Atharis! Tranquilla, ho solo decIso di cambiare nome con quello vero, per essere un po’ più “social” 😂 Come sempre, non posso fare a meno di adorarti, m riempi talmente tanto di complimenti che finirò col montarmi la testa! Sono poi veramente contento che l’episodio ti sia piaciuto, davvero tanto tanto contento 😍
      Aspetto il tuo nuovo episodio piuttosto!

  7. Ciao Alan,
    direi che la casa è al momento vuota, questo dà l’opportunità ai due fuggitivi di trovarvi qualcosa di utile, cibo per esempio.
    Come Red, anche io non ho capito il perché del sogno, ha attinenza con la storia, nel senso: serve ad apportare un contributo al racconto?
    Comunque la storia procede bene, il mistero d’infittisce e mi aspetto altri colpi di scena.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, avevo omesso appositamente la risposta al dubbio di Red per lasciarvi col dubbio, ma mi sembra giusto, a questo punto, rassicurarvi: sì, il sogno ha che fare con la storia. Tutto giungerà ad avere un senso, sempre che riesca nell’intento 🙄
      Alla prossima e grazie ancora per il commento :3

  8. Al momento vuota mi piace come opzione perché potresti sempre far arrivare qualcuno 😉
    Insomma può succedere di tutto ed è assolutamente adatto al protagonista 🙂

    Il capitolo è molto carino, anche se qualche volta ho avuto difficoltà a capire quando i dialoghi erano all’interno del racconto e quando esterni. L’unica cosa che non ho capito è cosa c’entra il sogno (che dà il titolo a tutto il capitolo) col resto della vicenda…

    Ciao 🙂

    • Io e te ci capiamo bene nelle scelte, mi piace questa cosa😌 Comunque devo confessore che ho avuto anch’io qualche problemino nel gestire i dialoghi, dato che in realtà il racconto è già una sorta di dialogo. Vedrò di attenzionare meglio questo aspetto nel prossimo capitolo, grazie per avermelo fatto notare! Alla prossima caro Dragon!

  9. Ciao Alan eccomi qui,
    Eh allora da dove comincio… questo capitolo non mi è piaciuto molto, ci sono tantissimi refusi e molte cose poco chiare… ahahahahaha scherzo eh ahahahahaha in qualche modo dovevo “fartela pagare” 😂😂 comunque parlando seriamente, questo è un gran bel capitolo, belli i disloghi, e in alcuni punti ho riso, come ho già detto mi piace come scrivi, e la storia non la fai pesare per nulla, bravo davvero!
    Ps. Con una famiglia…Aspetto il prossimo capitolo
    Pss. Ben ti sta U.U (scherzo 😂)
    A presto 😉

  10. Ciao Alan,
    il capitolo è ben reso, peccato per un paio di sviste, ma nulla di serio.
    Mi piace il modo in cui racconti dell’incontro fatale, i dialoghi sono ben resi e hai, secondo me, migliorando un pochino potresti tirare fuori dei lavori davvero perfetti.
    Non fraintendermi: questo racconto va benissimo, solo, secondo me, potresti arrivare ad un livello più alto.
    Aspetto nuovo e ti saluto.
    Alla prossima!

  11. Visto che l’universo lo prende per il cu… io dico che rimane senza benzina 😛

    Questo racconto mi ha appassionato! La descrizioni acchiappano, la tensione sale ed il protagonista riesce sempre ad uscirne in modo “strambo”: inciampa e trova la chiave, ma solo dopo essersi mezzo slogato una spalla. Proseguendo in questo modo, salva la donna e rimane senza benzina 😉

    Ciao 🙂

  12. Ciao Alan eccomi qui, è da tanto che aspetto questo capitolo, e devo dire che non hai deluso per niente le mie aspettative, bellissimo complimenti! I dialoghi sono sempre molto divertenti, carini e “leggeri”, le descrizioni mi piacciono molto, sono molto curiosa di sapere come continuerà questa storia magnifica, bravo, bravo, bravo!
    Ps. Da un piccolo inconveniente… ho scelto questo perché come ho letto questa opzione ho riso, boh non lo so neanche io perché 😂😂.. aspetto il prossimo capitolo, a presto 😉

  13. La lettera è un classico a cui non si può resistere.
    Il tuo giallo sorridente è davvero piacevole, sono molto curiosa del seguito e di saperne qualcosa in più sul misterioso e ridanciano buon samaritano che lega con le cinghie quelli che soccorre.
    Ho solo una critica: i cinquantenni, per lo più, non hanno per forza i capelli bianche e ancor meno la voce e l’aspetto di attempati (e il fatto che in prospettiva io sia ormai più vicina ai 50 che ai 30 non ha nulla a che vedere con questa obiezione 😉 )
    seguo.

  14. Ciao Alan,
    per un attimo ho pensato che il racconto stesse prendendo una nuova piega, poi la piega si è raddrizzata ed è tornata alla tinta consona, il giallo.
    Bel capitolo, scorrevole e con buoni dialoghi.
    La lettera mi piace, vorrei che partisse da lì col racconto del perché crede di essere finito in questa situazione.
    Alla prossima!

  15. Ciao Alan,
    interessante il tuo incipit.
    Io opto per il cibo sul comodino, se si ritrovasse legato, forse diventerebbe un horror…
    Hai un bello stile.
    Vediamo che succede. Mi piacerebbe conoscere il motivo di tanta felicità, dell’aggressione e del perché un uomo ridotto a quel modo dovrebbe rifiutare l’ambulanza.
    Alla prossima!

  16. Titolo indovinato, che colpisce. Anche l’incipit è di grande effetto.
    Il primo capitolo tutto descrittivo può andare, ma nel secondo mi aspetto che compaiano i dialoghi.
    Tentato dalle cinghie (che fanno tanto E. A. Poe), ho poi ripiegato sul salvatore seduto accanto al letto.

    • Ahahahaha ciao Giovanni! Grazie innanzitutto per il commento, mi fa veramente tanto piacere vedere come lo stile, che è ancora pieno di imperfezioni, come mi hai fatto giustamente notare, in qualche modo sia riconoscibile. Spero di non deludere e non far perdere interesse, è da un po’ che non scrivo, e ho perso un po’ di smalto, se ne ho mai avuto! A presto!

  17. Ciao Alan!
    Il tuo stile mi è molto familiare, eppure sei nuovo qui su The INCIPIT.
    Che dire…è una storia interessantissima, a partire dal titolo.
    Ho però qualcosa da dirti: quel “Arrivo a casa, vado per prendere le chiavi, ma non le trovo” francamente è bruttissimo da leggere, sarebbe stato meglio scrivere “Arrivo a casa, ma non trovo le chiavi”.
    Ho votato per “e sono legato con delle cinghie”.

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