Il letto più comodo del mondo

Tempo

Mentre pago mi rendo conto di essere felice. Già, felice. Credo si capisca quali siano i momenti migliori della propria vita. E’ come quando la sabbia ti scivola tra le dita, sottile, effimera. Tutto è rapido, veloce, giorni sembrano minuti e il tempo non basta mai. Vorresti durassero per sempre questi momenti e ti illudi che prima o poi la vita non ti darà un bel calcio sui denti. Sono talmente felice da lasciare una bella mancia al cameriere. Dopotutto si è comportato bene per tutta la sera e mi ha riempito il bicchiere di vino per tre volte. Non era male.
Esco fuori dal ristorante, tra i sorrisi del personale, soddisfatti di vedermi felice. Fuori fa freddo, da giorni non ha fatto altro che piovere, ma non ora. Un febbraio gelido, ma stasera è la mia serata, stasera anche il cielo è di buon umore. Mi accendo una sigaretta, quasi come se non bastasse il fumo delle auto, e procedo sul marciapiede, sotto le luci di pub e ristoranti di alta cucina, tra bettole e sexy shop, in un caotico susseguirsi di sfaccettature umane. I taxi mi sfrecciano accanto, con persone a bordo che vogliono volare dalla fretta, e ai quali consiglio di godersi quell’esatto momento. Il momento di una canzone alla radio, di qualche chiacchiera col tassista, o il semplice godersi dei riflessi sul finestrino, o dei disegni delle fredde e splendide gocce che corrono sul vetro. Vorrei bloccare il tempo, come vorrei così tanto… 
Cammino e penso a tutto ciò, in questo patetico momento di poeticità del mio animo.  Arrivo a casa, vado per prendere le chiavi, ma non le trovo. Le avrò sicuramente lasciate al ristorante, ma non importa. Questo non smorza il mio entusiasmo. Dopotutto abito in un condominio e  la guardia che paghiamo ha sempre una passepartout.  
Ma qualcosa mi blocca. Cos’è? Un pianto di un bambino? Sì, di un neonato. Mi guardo attorno ma non vedo nessuno. Non ci voleva…
Seguo i vagiti e arrivo in un vicolo vicino. E’ buio, il lampione è fulminato e le luci in strada non illuminano abbastanza, ma il luogo è quello. Il pianto è più forte, a pieni polmoni. Prendo il cellulare e accendo la torcia, ma non c’è nessuno. Solo questo terribile pianto, che sì,  inizia a smorzare il mio entusiasmo. Continuo a cercare e rabbrividisco. Controllo i cassonetti e lo trovo lì. Un neonato, vestito con un completino azzurro e avvolto in un lenzuolo. Vado per prenderlo, ma qualcosa mi colpisce alla testa. Cado per terra, il dolore è atroce. Mi arrivano dei calci sui fianchi, mi fanno male, mi arrivano pugni. Che succede? Nel frattempo arriva una donna, che prende in braccio il bambino, e gli dice che andranno a fare un bagnetto. Qualcuno  mi prende il cellulare, il portafogli, e continuano nel pestarmi. Sanguino dal naso, dalla bocca, non ci vedo più da un occhio, credo e spero perché troppo gonfio. Continuano con i calci, con i pugni, sono tre o quattro, non li riesco a contare, sento che le forze mi abbandonano, non riesco nemmeno ad urlare. L’ultimo calcio mi arriva in piena faccia. Mi ha sicuramente rotto il naso, sento il sangue scorrere come un fiume in piena. Si sono fermati, e per poco anche il mio cuore. Saranno stati un minuto a picchiarmi, un minuto interminabile.
Curioso: quindici minuti prima vorresti bloccare il tempo, poi invece vorresti che un misero minuto passasse come un secondo. Attento a ciò che desideri, coglione.
Inizia persino a nevicare, non l’aveva ancora fatto. E’ magnifico in fin dei conti, non ho bisogno nemmeno di tirare fuori il ghiaccio dal frigo.
Provo a muovermi, ma non ho nemmeno la forza di ridere di me stesso per quanto sia stato un idiota.
Eccolo gente,  il calcio sui denti, quello che prima o poi arriva per tutti. Solo, che cazzo, non poteva aspettare ventiquattro ore? 
C’è qualcun altro ora. Sono tornati per finirmi? E’ la mia fine? Può darsi.

«Oh! Amico, amico! Stai messo male amico!», mi dice.

Smettila di chiamarmi amico, non sono tuo amico.

Sento solo la sua voce, non è giovane, mi sembra un uomo maturo. Mi sta pulendo la faccia con un fazzoletto. Digita poi il numero d’emergenza sul cellulare, ma non so con quale forza d’animo lo fermo. Mormoro qualcosa, sul non andare in ospedale. Mi capisce e chiude la chiamata. Con forza mi solleva, mi fa male tutto, e a malapena mi reggo in piedi. Che dico, li striscio i piedi, mentre il sangue continua a imbrattarmi tutto. Insieme andiamo alla sua auto, sta parlando, credo mi abbia chiesto come mi chiamo, ma non ne sono sicuro. E’ tutto offuscato, tutto rimbomba. Mi fa sdraiare sui sedili posteriori e parte. E’ il mio boia o il mio salvatore? E’ Dio o il diavolo?

Non importa, chiudo gli occhi. 

"Mi risveglio, sono in un letto, mi guardo attorno...

  • "... e trovo il mio salvatore seduto accanto a me" (31%)
    31
  • " ... e trovo del cibo su un comodino" (31%)
    31
  • "... e sono legato con delle cinghie.." (38%)
    38
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

80 Commenti

  1. Ciao Alan eccomi qui,
    Wow che dire, che bel finale, anche se mi piacerebbe leggere un seguito, sei riuscito grazie a delle semplici parole a farmi vedere in maniera molto vivida tutti i suoi movimenti, quando si stacca l’ago, quando accende la tv, quando ignora la chiamata del dottore e soprattutto quando si butta sul divano, bravissimo davvero! È stata davvero una storia interessante, sei riuscito a trasmettermi molte emozioni diverse, rabbia, dolcezza, divertimento, ansia e stupore! Bravo, bravo, bravo!
    Ps. Aspetto una tua prossima storia 😉

    • Ciao Atharis! Grazie per essere rimasta fino alla fine *.* E grazie infinite per i complimenti che mi fai sempre! Per il seguito, come ho accennato a Red Dragon, penso che lo svilupperò privatamente. Si sta delineando un progetto più grande per essere un racconto.
      Ma quanto a te invece? Il finale della tua storia lo attendo da troppo ormai!

      P.S: Ho già un incipit per la prossima storia qui sul sito 😉

    • Ciao Red! La storia alla fine si è tramutata in una sorta di prologo, o di una prima parte, di una storia più ampia. Non so quanto ampia però, ma sicuramente non più adatta alla pubblicazione a puntate. Credo che ci lavorerò a lungo, chi lo sa che non esca fuori qualcosa di più corposo.
      Ti ringrazio per essere rimasto fine alla fine, felice che tu voglia anche un seguito <3
      A presto, le idee da scrivere qui sul sito non mancano! 😀

  2. Ciao Alan eccomi qui,
    Anche questo è stato un bel capitolo,
    E il dialogo finale mi ha incuriosita, quindi voto per “si”, cosa succederà mai tra i due durante una bella cenetta? 😂😂… aspetto con ansia l’ultimo capitolo sono curiosa di vedere cosa ti inventi 😂 a presto 😉

  3. “Forse” (magari con l’occhiolino).
    Uhm… manca un capitolo e siamo alla fine del racconto ma non della storia che è iniziata nel primo capitolo… cosa mi devo aspettare?
    Non ti azzardare a far saltare in aria il letto! 😉

    Ciao 🙂

  4. Ciao Alan eccomi qui!
    O mio dio, ma che bel capitolo, adoro tantissimo quando il giallo incontra l’azione 😍😍😍😍 sono stata in ansia leggendo questo episodio, dall’inizio alla fine, e non ho staccato gli occhi dallo schermo nemmeno per un secondo! Bravissimo! I miei complimenti!… il presidente?? Oddio ora voglio saperne di più!
    Ps. Ufficio… aspetto il prossimo capitolo a presto 😉

  5. Ciao Alan eccomi qui,
    Che dire, bel capitolo, mi è piaciuto molto! Ma per caso è una mia impressione oppure è più corto rispetto agli altri? ;-; comunque mi hai fatta ridere, soprattutto durante la scena del “non mi sono lavato” 😂😂 e nello stesso tempo mi hai fatto provare ansia perché ora sono curiosa di sapere cosa succede! Continua così, bravissimo.
    Ps. Spari… a presto, aspetto il prossimo capitolo 😉

    • Ciao cara Atharis :3 Il capitolo conta 4960 caratteri ^^’ ahahah sarà perché ci sono meno dialoghi e quindi è meno “disteso”.
      Per il resto, sempre contento che ti stia piacendo. Ma attenta, potrei seguire la filosofia di Kevin, mi manca solo la musica, perché già ti ho fatto ridere troppo ahahaha
      Grazie ancora comunque °^°

  6. Ciao Andrea, se ti dico che la storia prende, ti fa piacere?
    He si, prende proprio, ben studiata, buoni personaggi, introdotti forse troppo frettolosamente, comunque buoni.
    Ho voglia di leggere il seguito, ti aspetto.
    In bocca al lupo.
    pienne

  7. Uhm… vediamo un po’. Ha avuto un bel po’ di fortuna in questo capitolo, quindi secondo me qualcosa deve andare storto, adesso. Anche se quel “stranamente” mi intriga, direi più che altro che la fortuna l’abbandoni 😉

    Il capitolo è come al solito ben congeniato e la storia mi sta prendendo alla grande. Non so dirti altro se non continua così ^_^

    Ciao 🙂

  8. Ciao Alan… ah no un attimo, da quando hai cambiato nome?? Oppure l’hai sempre avuto e io non me ne sono mai accorta e ti ho chiamato Alan a caso di testa mia? Oddio!… comunque 😅 che dire, bel capitolo, il protagonista mi piace sempre di più, mi piacciono quelle descrizioni un po’ poetiche che aggiungi alla storia e mi piacciono un sacco i dialoghi! Bravissimo come sempre! È inutile dire che in alcuni punti ho riso, perché ormai già lo sai 😂 comunque continua così, bravo, bravo, bravo!
    Ps. La fortuna mi aveva abbandonato, hahahaha e niente mi piacciono i personaggi un po’ “sfigati” 😂… aspetto il prossimo capitolo a presto 😉

    • Ahahahahah ciao Atharis! Tranquilla, ho solo decIso di cambiare nome con quello vero, per essere un po’ più “social” 😂 Come sempre, non posso fare a meno di adorarti, m riempi talmente tanto di complimenti che finirò col montarmi la testa! Sono poi veramente contento che l’episodio ti sia piaciuto, davvero tanto tanto contento 😍
      Aspetto il tuo nuovo episodio piuttosto!

  9. Ciao Alan,
    direi che la casa è al momento vuota, questo dà l’opportunità ai due fuggitivi di trovarvi qualcosa di utile, cibo per esempio.
    Come Red, anche io non ho capito il perché del sogno, ha attinenza con la storia, nel senso: serve ad apportare un contributo al racconto?
    Comunque la storia procede bene, il mistero d’infittisce e mi aspetto altri colpi di scena.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, avevo omesso appositamente la risposta al dubbio di Red per lasciarvi col dubbio, ma mi sembra giusto, a questo punto, rassicurarvi: sì, il sogno ha che fare con la storia. Tutto giungerà ad avere un senso, sempre che riesca nell’intento 🙄
      Alla prossima e grazie ancora per il commento :3

  10. Al momento vuota mi piace come opzione perché potresti sempre far arrivare qualcuno 😉
    Insomma può succedere di tutto ed è assolutamente adatto al protagonista 🙂

    Il capitolo è molto carino, anche se qualche volta ho avuto difficoltà a capire quando i dialoghi erano all’interno del racconto e quando esterni. L’unica cosa che non ho capito è cosa c’entra il sogno (che dà il titolo a tutto il capitolo) col resto della vicenda…

    Ciao 🙂

    • Io e te ci capiamo bene nelle scelte, mi piace questa cosa😌 Comunque devo confessore che ho avuto anch’io qualche problemino nel gestire i dialoghi, dato che in realtà il racconto è già una sorta di dialogo. Vedrò di attenzionare meglio questo aspetto nel prossimo capitolo, grazie per avermelo fatto notare! Alla prossima caro Dragon!

  11. Ciao Alan eccomi qui,
    Eh allora da dove comincio… questo capitolo non mi è piaciuto molto, ci sono tantissimi refusi e molte cose poco chiare… ahahahahaha scherzo eh ahahahahaha in qualche modo dovevo “fartela pagare” 😂😂 comunque parlando seriamente, questo è un gran bel capitolo, belli i disloghi, e in alcuni punti ho riso, come ho già detto mi piace come scrivi, e la storia non la fai pesare per nulla, bravo davvero!
    Ps. Con una famiglia…Aspetto il prossimo capitolo
    Pss. Ben ti sta U.U (scherzo 😂)
    A presto 😉

  12. Ciao Alan,
    il capitolo è ben reso, peccato per un paio di sviste, ma nulla di serio.
    Mi piace il modo in cui racconti dell’incontro fatale, i dialoghi sono ben resi e hai, secondo me, migliorando un pochino potresti tirare fuori dei lavori davvero perfetti.
    Non fraintendermi: questo racconto va benissimo, solo, secondo me, potresti arrivare ad un livello più alto.
    Aspetto nuovo e ti saluto.
    Alla prossima!

  13. Visto che l’universo lo prende per il cu… io dico che rimane senza benzina 😛

    Questo racconto mi ha appassionato! La descrizioni acchiappano, la tensione sale ed il protagonista riesce sempre ad uscirne in modo “strambo”: inciampa e trova la chiave, ma solo dopo essersi mezzo slogato una spalla. Proseguendo in questo modo, salva la donna e rimane senza benzina 😉

    Ciao 🙂

  14. Ciao Alan eccomi qui, è da tanto che aspetto questo capitolo, e devo dire che non hai deluso per niente le mie aspettative, bellissimo complimenti! I dialoghi sono sempre molto divertenti, carini e “leggeri”, le descrizioni mi piacciono molto, sono molto curiosa di sapere come continuerà questa storia magnifica, bravo, bravo, bravo!
    Ps. Da un piccolo inconveniente… ho scelto questo perché come ho letto questa opzione ho riso, boh non lo so neanche io perché 😂😂.. aspetto il prossimo capitolo, a presto 😉

  15. La lettera è un classico a cui non si può resistere.
    Il tuo giallo sorridente è davvero piacevole, sono molto curiosa del seguito e di saperne qualcosa in più sul misterioso e ridanciano buon samaritano che lega con le cinghie quelli che soccorre.
    Ho solo una critica: i cinquantenni, per lo più, non hanno per forza i capelli bianche e ancor meno la voce e l’aspetto di attempati (e il fatto che in prospettiva io sia ormai più vicina ai 50 che ai 30 non ha nulla a che vedere con questa obiezione 😉 )
    seguo.

  16. Ciao Alan,
    per un attimo ho pensato che il racconto stesse prendendo una nuova piega, poi la piega si è raddrizzata ed è tornata alla tinta consona, il giallo.
    Bel capitolo, scorrevole e con buoni dialoghi.
    La lettera mi piace, vorrei che partisse da lì col racconto del perché crede di essere finito in questa situazione.
    Alla prossima!

  17. Lettera!

    Mi sto ancora rotolando in terra dalle risate: ma come fa questo tizio ad avere tale verve? 😀
    Si fa domande dopo che gli hanno fatto notare che le se le dovrebbe fare, pensa a delle cose di cui si pente e via di seguito. Anche il suo interlocutore è tutto un programma 😀
    Continua così ‘ché è bellissimo ^_^

    Ciao 🙂

  18. Ciao Alan,
    interessante il tuo incipit.
    Io opto per il cibo sul comodino, se si ritrovasse legato, forse diventerebbe un horror…
    Hai un bello stile.
    Vediamo che succede. Mi piacerebbe conoscere il motivo di tanta felicità, dell’aggressione e del perché un uomo ridotto a quel modo dovrebbe rifiutare l’ambulanza.
    Alla prossima!

  19. Titolo indovinato, che colpisce. Anche l’incipit è di grande effetto.
    Il primo capitolo tutto descrittivo può andare, ma nel secondo mi aspetto che compaiano i dialoghi.
    Tentato dalle cinghie (che fanno tanto E. A. Poe), ho poi ripiegato sul salvatore seduto accanto al letto.

    • Ahahahaha ciao Giovanni! Grazie innanzitutto per il commento, mi fa veramente tanto piacere vedere come lo stile, che è ancora pieno di imperfezioni, come mi hai fatto giustamente notare, in qualche modo sia riconoscibile. Spero di non deludere e non far perdere interesse, è da un po’ che non scrivo, e ho perso un po’ di smalto, se ne ho mai avuto! A presto!

  20. Ciao Alan!
    Il tuo stile mi è molto familiare, eppure sei nuovo qui su The INCIPIT.
    Che dire…è una storia interessantissima, a partire dal titolo.
    Ho però qualcosa da dirti: quel “Arrivo a casa, vado per prendere le chiavi, ma non le trovo” francamente è bruttissimo da leggere, sarebbe stato meglio scrivere “Arrivo a casa, ma non trovo le chiavi”.
    Ho votato per “e sono legato con delle cinghie”.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi