Carnival

Carnival dell’anima

Sono nuda, con un paio di manette ai polsi.

-carnival, carnival, tu sei mia-

io mi metto a gambe aperte, in modo tale che la mia lussuria sia ben visibile.

Lui mi guarda, poi mette le dita dentro la vagina e inizia a farle roteare.

io mugugno qualcosa, non sono affatto timida, anzi queste cose mi divertono parecchio.

-Sono Ester- gli dico.

-No tu sei Carnival-

-siccome insisti allora dovrò provvedere a sculacciarti-

sono soddisfatta, finalmente riceverò qualche pacca sul sedere.

Già mi immagino tutto il culetto bello rosso, infiammato.

E poi la vagina è bella bagnata, perciò sarà ancora più spassoso.

-Carnival ora chiudi le gambe-

obbedisco e mi faccio chiamare con lo pseudonimo che lui tanto adora.

-tu sei carne e festa, ripetilo assieme a me dai, altrimenti ti sculaccio ancora più forte-

-io sono carne e festa-

Ma perché poi?

boh.

-sei molto ubbidiente, come sempre tra l’altro-

Mi sento un po’ come nel Gioco di Gerald, ma senza la spinta automatica di King che ricrea scenari pazzeschi e stupendi.

-Sei una puttana, ecco cosa sei, ti fai fare tutto quello che voglio, e non ti lamenti mai-

-Arriverà il giorno in cui ti dirò di no, e allora cosa farai?-

-ti punirò come si deve, ti prendo a schiaffi la vagina e il culo-

Mi fa’ girare, ha il membro eretto.

Mi penetra dolcemente, sento la vagina che si infiamma al contatto con il pene. Sono adirata ma allo stesso godereccia. 

Sono sempre vogliosa, non sono mai sazia.

nel frattempo mi toglie le manette. Inizio a sentire dolore ai polsi e me li massaggio dolcemente.

-Sei stupida se pensi che ti libero per davvero, dammi qua-

mi chiude nuovamente con le manette, mi occlude la possibilità di muovermi.

Apro le gambe, queste sono le cose che mi fanno impazzire per davvero.

Sento il liquido che cola nelle cosce, sento il piacere ed il seme entrare ed uscire, come da un cassetto dei desideri.

-carnival dell’anima, vieni qua-

mi avvicino, sempre con le mani legate, e spalanco sempre di più le gambe. Lui fuma una sigaretta, si vede che è eccitato al massimo. Si tocca il membro con agitazione, lo mette di nuovo dentro e spinge. 

-Oh si, continua- dico io, esterrefatta dalla mia stessa voglia.

-Sei carne e festa-

-sono tua e basta-

-certamente-

Mi abbasso un po’ e lui inizia a sculacciarmi il sedere.

Mi fa’ male ma mi piace moltissimo.

-Ora ho qualcosa da proporti-

Mi lascia lì, in silenzio, chiusa nella mia  sessualità. Aperta solo per godere.

cosa le proporrà Patrick?

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