Storia di un napoletano al Norde

Addio alla famiglia

“Svegliaaa Giusé! Devi partì per il Nordee!!”. 

È così che Beppuzz saluta questo giorno tanto atteso e temuto: oggi dirà addio alla sua terra d’origine, per raggiungere la civiltà occidentale nel Nord Italia.

Sua mamma Anna ieri gli ha preparato due valigie piene di pastiere, casatielli e pizze fritte.

“Mi rraccomando, MANGGIA GIUSÈ. Non ti sciupà”. Queste le sagge raccomandazioni della madre, di fronte ad un guaglione di circa 97 chili.

Giuseppe, all’anagrafe Beppuzz, classe 1990, nasce in un tanto poetico quanto pacifico quartiere Napoletano: Secondigliano.

Recentemente Napoli è diventata una città sotterranea, grazie alla simpatica situazione dei rifiuti, allegramente gestita dal partito democristiano “la camorra”. L’economia si basa sul modello del Burundi: molti abitanti godono di uno stipendio, altri si accontentano di macchine, orologi, portafogli. Molto diffuso il baratto. A Napoli giace il centro sportivo più grande d’Italia dove ogni giorno si svolgono campionati mondiali di scippo. Questa metropoli è un esempio di regole stradali, le strisce pedonali, ad esempio, rendono più visibile l’obiettivo. Spesso si possono incrociare intere scolaresche che vanno in gita con lo scuola-motorino. Il casco è vietato, così come la cintura (fatta eccezione per la t-shirt raffigurante una cintura di sicurezza per i viaggi all’estero, come a Milano, facilmente acquistabile da Salvatore lo spacciatore, che detiene una grande quantità di souvenir). I palazzi popolari sono meta turistica di gente sballata, ma sono raggiungibili solo schivando proiettili vaganti. Gli abitanti vivono in branco e la comunicazione si basa su gare a chi supera i decibel di una valanga. Il linguaggio è ancora sconosciuto, ma gli esperti fanno del loro meglio. L’evoluzione umana a homo sapiens è stimata tra il 2045 e il 2099.

Non dimentichiamo che oltre a queste caratteristiche, Napoli eccelle nella gastronomia; la pizza ha sfondato a livello mondiale anche se è stata insultata gravemente da menti estere psicologicamente fragili che hanno deciso di buttarci sopra cose a caso tra cui ananas e cookies: chissà come la prenderebbe la popolazione colpita sul suo tallone d’ Achille, sicuramente il loro maggior pregio, cioè l’accoglienza, andrebbe scemando. I napoletani, infatti, sono soliti ad ospitare qualsiasi individuo come fosse il figlio prodigo.

Beppuzz affronta la sua nascita ogni giorno, e dopo anni passati ai banchi di scuuuola ad appendere i bulli, riesce a diplomarsi in qualcosa che non gli serve ad un cazzo. Nella sua scuola l’ultimo giorno i professori lanciano i diplomi dalle finestre e chi riesce ad aggiudicarselo può tenerlo, per fortuna Beppuzz si sveglia ogni giorno alle quattro e arriva prima di tutti, ottenendo ben sette diplomi.

Beppuzz non ha molti amici, o meglio, non ne ha. È chiuso in se stesso, ama la solitudine e non osa interagire con estranei che non siano sua madre e sua sorella. Nemmeno con sua nonna parla.

Beppuzz può essere considerato un’enciclopedia di motori d’auto: ne sa più dei meccanici! Statistiche, percentuali, medie… tutto ciò che riguarda i numeri per il garzone è pane.

Obiettivo scontato e troppo facile per baby gang dell’asilo.

Beppuzz però è stanco di stare a Napoli, vuole cambiare la sua vita ma soprattutto se stesso: decide di trasferirsi a Milano.

Cosa succede a Milano?

  • Beppuzz si mette a dieta (0%)
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  • Beppuzz tenta di interagire con persone estranee (100%)
    100
  • Beppuzz si innamora (0%)
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4 Commenti

  1. Ciao Clara e benvenuta
    Delicato e spinoso il tema che hai scelto per il tuo racconto humour.
    Napoli è una città particolare, d’accordo, e non è facile cogliere e trasmettere il suo respiro, lontano dai cliché (es. due valigie piene di pastiere, casatielli e pizze fritte) – hai dimenticato la maglia di lana… perché a Milano fa freddo, ahah.
    Beppuzz tenta di interagire (spero non come Totò e Peppino a Piazza Duomo 🙂 ).

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