Per una domenica all’Ikea

Dove eravamo rimasti?

Jenn si trova accidentalmente in mezzo ai partecipanti di "Una notte al museo Ikea" (se non avete intuito di cosa si tratti, lo scoprirete): Vorrebbe andarsene ma il museo è chiuso fino al mattino, resta con gli altri ma un po' in disparte sperando di trovare una via d'uscita (60%)

Event planner

«”Una notte al museo”, come nel film?»

«Il film? Ah, non ci avevo pensato, ma è una grande idea… No, è il brand ufficiale che abbiamo scelto per questo event innovativo. Voglio dire, ormai passare la notte in uno store Ikea l’hanno fatto in tanti, è banale, ma qui… siamo i primi. E chi ha avuto l’idea? I SimSaLabim!»

Il sorriso dell’uomo irradiava soddisfazione. Jenn era perplessa.

«Scusa, ma io la Simsalabim, non so… c’entra il mago Silvan? Perché io e la magia…»

«Non preoccuparti, è normale se non ci conosci, siamo una realtà ancora abbastanza confidenziale ma dopo stanotte il mondo saprà! Sim sono io e Sal è mio fratello, quello laggiù che filma: Simone e Salvatore Labimba. La nostra società di organizzazione d’eventi ha meno d’un anno, ma già molti successi all’attivo. Avrai sentito parlare della “Drugo’s Party” di Isernia, no?»

Jennifer scosse la testa mortificata, temendo di deluderlo, ma il sorriso di lui si scalfì appena.

«Il raduno del Big Lebowski Fan Club molisano. Per i vent’anni del film: più di cento “Drughi” al Bowling, tutti con l’orrido cardigan marrone, un white russian in mano e un tappeto arrotolato sulla spalla. Ha fatto un gran clamore sui social, siamo stati top tendenza per settimane. Ormai si è placato, ma c’è la pagina instagram dedicata, se vuoi».

Jenn era più interessata a trovare un modo per uscire dal museo, ma odiava essere scortese, soprattutto con chi l’aveva salvata dalla prigionia del bagno.

«Magari dopo, ora vorrei…»

«O allora, questo non puoi essertelo perso, a inizio primavera: il flash-mob di finte gestanti davanti all’ospedale St Mary per incoraggiare Kate Middleton. Quarantacinque volontarie che ballavano una coreografia ispirata al parto. Il nostro primo international event. La preparazione aveva riscosso grande interesse, avevamo molte più volontarie ma abbiamo dovuto selezionare: il budget non consentiva l’affitto di un secondo bus. Già le pance finte ci erano costate una cifra, però è stato…»

Jenn non ricordava nemmeno che la duchessa di Cambridge avesse partorito di recente. Ancora? Ma quanti ne ha già avuti? Che ne fanno del vecchio detto “niente sesso siamo inglesi”? Scosse la testa: la sua era l’invidia acida di chi ultimamente condivideva il letto solo con il gatto. Non che il principe William l’attraesse; potendo scegliere, preferiva un tipo come il finto fidanzato di qualche ora prima.

«Stai bene? Mi ascolti?»

Jennifer sussultò.

«Sì, scusa, pensavo. Guarda, credo che tuo fratello ti chiami»

«Sì, è ora. Vieni con noi?»

«Vai, io cercherei un modo di uscire, non avevo previsto di passare la notte qui dentro, è stato un…»

«Ma non puoi uscire! Il museo è chiuso fino al mattino, potresti far scattare l’allarme. O in Svezia non ci sono gli allarmi? Ho sentito dire che non chiudono nemmeno la porta di casa a chiave. Ma nel caso che ci fosse, ci faresti scoprire, non posso permettertelo. Questa serata è il risultato di mesi di lavoro. Sai quanto ci vuole a trovare adepti e poi volontari per un gruppo segreto su Facebook? Spargere la voce senza infrangere il segreto? Non posso lasciarti rovinare tutto».

Jenn gli rivolse un sorriso che sperava rassicurante. Voleva davvero andarsene ma, nel caso non fosse possibile, preferiva non inimicarsi gli altri reclusi.

«Hai ragione, non aprirò porte, promesso. Devo chiamare un amico per tranquillizzarlo, poi do un’occhiata in giro e vi raggiungo»

«Allora vado, ma conto su di te! E tieni questi, quasi dimenticavo — aggiunse, porgendole un cappellino di carta, delle spillette e una maschera, tutti rigorosamente gialli con il logo blu “Una notte al museo Ikea 2018”, — strepitosi, eh?»

Non trovando la risposta adatta, Jennifer tacque.

«Original Creations della LabimbUmbAm»

«La Bimbumbam?»

«Srl, la ditta specializzata in gadget e accessori per la festa e il merchandising dei miei cugini, Umberto e Amilcare Labimba. La maschera è per preservare l’anonimato quando posteremo i video. Nel caso di ripercussioni legali»

«Ripercussioni legali?», Jenn sentì la morsa familiare dell’ansia stringerle la bocca dello stomaco.

«È solo per precauzione, non agitarti».

Lo guardò incamminarsi verso il fratello, infilò in borsa i gadget e si mise in cerca di una via di fuga. Esplorò le uscite d’emergenza del primo piano: sprangate. Pace per gli scandinavi che non chiudono a chiave. Si diresse all’ingresso principale: la grande porta vetrata era inerte. Doveva trovare il comando dell’apertura manuale.

Osservò i pulsanti a lato delle porte e le loro enigmatiche diciture svedesi. Non osava spingerne nessuno: e se avesse davvero fatto suonare l’allarme? Forse avrebbe dovuto rassegnarsi e trovare un posto confortevole in cui attendere la riapertura mattutina del museo.

Esitava, incapace di decidersi, quando, dagli altoparlanti al soffitto, risuonò la voce di Simone Labimba.

«Jennifer, ti aspettiamo: la cena ufficiale della notte al museo Ikea sta per cominciare. Le polpette sono quasi pronte».

Irrefrenabile, una domanda le invase la mente. Con la marmellata di mirtilli rossi?

Il dilemma è lacerante e di ardua soluzione: che farà Jennifer?

  • Raggiunge gli altri: ha fame, non mangia da colazione. E la nottata potrebbe essere divertente. Tanto ha la maschera per stare in incognito (91%)
    91
  • E se suona l'allarme? Non vuole finire in galera, e le idee di quei matti non la convincono. Cerca un posticino in cui aspettare mattina (0%)
    0
  • La libertà è a due passi, oltre la porta vetrata. Continuerà a cercare il modo di aprirla (9%)
    9
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147 Commenti

  1. Ciao, Maan. In queste ultime settimane piene di scassamenti di zucchina mi sono perso, tra tante altre cose, anche il tuo finale.
    Ah ah, io ero convintissimo che la svolta rosa del nono fosse in realtà un indizio che i fumi della seduta spiritica avessero avuto effetti allucinogeni su Jenn. E invece… hai capito la mandrilla! 😀
    😀
    Stavo scrivendo “adesso mi aspetto Jenn tre”, poi l’occhio è caduto sui commentatori precedenti: Napo, Keziarica, Ilaria, in un modo o nell’altro tutti trattano questa possibilità. Questo, a parer mio, significa che sei riuscita a creare un vero personaggio.
    Brava!
    Ciao, a presto

    • In realtà l’ho inviato da poco, il finale. Un po’ che la storia era praticamente conclusa al nono capitolo, un po’ che il “siamo solo all’inizio” mi bloccava, ci ho messo un po’.
      In ogni caso, non credo che cannella e aneto emettano fumi allucinogeni e Jenn aveva molto bisogno di conforto. Tra l’altro mi parse di capire già anni or sono che gli svedesi sono molto meno impacciati e laboriosi e pudibondi nell’approccio e nel flirt, mi sembrava giusto farne approfittare la ragazza.
      Non so se ci sarà un tre. Ne avevamo già parlato, mi sembra: il personaggio mi piace e ho creato mentalmente tutta una sua biografia, mondo e personaggi satellite. Se mi venisse in mentre null’altro spunto, credo che la rispolvererei.
      Ora no.

  2. Questo finale aperto m’insospettisce: vuoi continuare con la serialità delle avventure di Jenn? Lo stile leggero di Maan Keno non dispiace affatto, lo sai, quanto alla serialità… ma anche no, hai già dato con questa protagonista.
    La scena degli scuri è capitata anche a me, solo che non era un campo di hockey ma una piscina. Arrivato tardissimo nel solito albergo di una catena americana, al risveglio ho dimenticato che mi avevano dato una stanza a pianoterra che – ahimè – si è rivelata avere un’intera parete a vetri al posto della solita finestra…

    • Il finale corrisponde all’opzione di maggioranza, che io avevo messo più per scherzo che altro: ma che fine e fine siamo solo all’inizio della vacanza.
      Al momento non ho idee di altre avventure della Bottazzi, ma il personaggio mi piace, mi diverto a scriverne e ho in mente tutto un background biografico e di personaggi satelliti. Se mi vengono idee prima o poi ne scrivo un altro. Non amo i sequel ma la ricorrenza dei personaggi sì, anche come lettrice sono parecchio seriale: non necessariamente nell’ordine cronologico, ma mi piace leggere tutti i libri che un autore dedica alo stesso personaggio.
      Non lo so, ora per sono più ìn voglie thriller/dark
      Ciao, napo

      • Sia ben chiaro: come lettore non ho nulla contro la serialità, come autore personalmente mi scoccia. Vabbè che per ora proprio mi scoccia scrivere. Poi mi sembra che questo sito sia in declino: delle grandi novità preannunciate dalla redazione per l’inizio di quest’anno non c’è alcuna avvisaglia. Siete rimasti in pochi a sfornare un racconto dietro l’altro.

        • Sì il sito sembra un po’ in fase di stanca; ma a me piace per la dinamica di interazione, ho provato Intertwine e non mi soddisfa altrettanto; i forum sono un’altra cosa. Penso di continuare a frequentarlo, certo è più piacevole quando ci sono più scambi con interlocutori diversi, ma magari è una fase e ci saranno momenti di maggiore affluenza. Per le novità non so se siano abbandonate o in attesa.
          Per tornare alla serialità, un aspetto che mi interessa è anche quello di sviluppare lavori più lunghi. Non ho ancora mai provato a scrivere narrativa lunga (o meglio ho tentato una volta ma è diventato di nuovo un racconto): avere un personaggio ricorrente con background e comprimari ricorrenti forse può essere una palestra per abituarmi a riflettere a vicende più lunghe e elaborate, subplot e intrighi collaterali. Non voglio scrivere un romanzo della Bottazzi, ma imparare a elaborare storie e personaggi di lungo respiro. O forse no, intanto mi diverto.

  3. Ciao Maan.
    ci sono storie che non vedi l’ora di finire e archiviare, questa non è una di quelle.
    Hai creato un personaggio simpatico e interessante, con un certo spessore, che necessita di altre storie… Oppure sono io a desiderarne altre? Mi sa che è la seconda che ho detto…
    Insomma, brava. Hai saputo creare una storia divertente e accattivante, le avventure della protagonista sono originali, eppure, in qualche modo, mai troppo distanti dalla realtà. Il lettore si immedesima e se la ride sotto i baffi.
    Io aspetto il prossimo racconto, e ti auguro una buona settimana.
    Alla prossima!

  4. Ciao Maan, è questo il nome vero?
    Bella storia, leggera, spiritosa, ben scritta, ti fa venire voglia di andare avanti e scoprire come finisce, per cui, datti da fare e facci avere novità a stretto giro di posta.
    In bocca al lupo
    pienne

    • Io di Scrubs devo aver visto qualche raro frammento per sbaglio; nel mio immaginario la mente di Jenn sta a metà tra Ally McBeal e Paperino 🙂
      L’eroe l’ha salvata dai pompieri malvagi, ma ti confesso che l’opzione: ma che fine e fine era solo la 3 scelta “sbruffona” perché” dovevo scriverne una e perché mi sono resa conto che in realtà avevo fatto tutto il racconto su 2 giorni di viaggio. Ma non ho la più pallida idea di cosa questa scelta possa contemplare, tanto più che non ho intenzione di fare un secondo racconto sulla vacanza-ikea.
      Quindi, boh! XD

  5. Vabbè, i siparietti con le eroine dei romanzi rosa ti vengono proprio bene dai 🙂
    Jennifer, Jennifer devi ancora recuperare il bagaglio e già te ne vorresti andare?
    La vacanza è appena incominciata!
    …e ricordati che ti sei ripromessa di non mangiare più polpettine svedesi 🙂
    Ahahahahah!
    Brava, Maan, bel capitolo.

  6. La vacanza è appena cominciata, vorrei che continuasse tra imprevisti e fatti assurdi e divertenti.
    Ciao Maan,
    ottimo lavoro anche con questo capitolo. Insomma, alla fine la cara Jenn cade sempre in piedi, sono curiosa di sapere cosa succederà nel gran finale, se di finale si tratterà…
    Ciao e alla prossima!
    p.s. carina anche la storia della figlia dei criminali… Potresti creare uno spin off, o anche diversi, vista la fantasia.

    • Facciamo che se mai un giorno Jenn dovesse diventare famosa quanto Harry Potter, nascerà un “fuori serie” con i suoi loveromance preferiti, come le fiabe del bardo, della Rowling.
      Insomma, era un modo per dire “ma quando mai”, certe “perle” devono restare allo stato embrionale di plot! 😆
      Sono curiosa anch’io i sapere come finirà, intanto lascio a Jenn il tempo di godersi il suo “salvatore” mentre rifletto 😉

  7. Ma no, proprio sul pi bello, con la musica che andava alla grande e le invocazioni che avrebbero potuto davvero portare alla festa il grande capo!
    Ciao Maan,
    mi ha fatto molto ridere questo nuovo capitolo, intelligente e spiritoso al punto giusto.
    Io direi che succede qualcosa e, magari, Jenn riesce anche a incappare in un man after midnight, senza l’aiuto della medium poliglotta.
    Siamo quasi alla fine, purtroppo, le tue storie sono sempre molto coinvolgenti! Questa poi, davvero originale e ben costruita. Brava Maan!
    Alla prossima!

    • Gli svedesi sono molto avanti con l’ecologia, secondo me non l’hanno il tubo ad alta pressione, devono avere un metodo per spegnere incendi con pochissime gocce d’acqua 😉
      Ne deduco che, in fin dei conti, l’esperienza esoterica non ti ha fatto paura. Sarà merito degli ABBA e delle loro note ipnotiche. 😜
      Ciao

    • Confessa che, nella sua lunga e onorata carriera, lo Sprnagalaporta non ha mai assistito a una seduta spiritica a suon di ABBA!
      In realtà a me The Ritual non è neanche piaciuto più di tanto, ma l’idea dei sacrifici, riti Woodoo e adoratori di strani idoli nelle foreste svedesi mi faceva tanto ridere.
      Dici che riesce a nascondersi? Saranno sbadati i pompieri svedesi?
      Ciao, Massimo, felice di averti fatto ridere

  8. Ciao Maan!
    Innanzitutto complimenti per la copertina. Te la meriti alla grande!
    Il capitolo è molto spassoso, mi è piaciuto.
    E poi…. nonostante si svolga nella stessa location, succede veramente di tutto 😁.
    La seduta spiritica. Un’idea magnifica.
    Ottimo lavoro.
    Ciao
    Ilaria

  9. Qualcosa la interrompe.
    Melis? E come ti è venuto in mente quel cognome?
    È mio per metà! 😀
    Chi lo portava, in effetti, aveva un intuito che il bimbo che anch’io sono stato decenni fa confondeva facilmente con doti extrasensoriali 🙂
    Capitolo molto divertente, così come i giochi di parole (Melis compresa) per i quali però (ti piace il fioccare di assonanze? 😀 ) avrei paura di un “effetto saturazione”.
    Ah, complimenti per la copertina, ti sei fatta notare 🙂
    Ciao, a presto

    • Bé, il cognome è venuto da solo.
      I nomi in ballo per la sensitiva erano quello o Bavmorda, ma con il secondo non avevo patronimici credibili.
      La “sardegnità” del cognome Melis mi era nota ma non voluta e, non vorrei deluderti, ma mamme e nonne sono tutte un po’ sensitive per quel che riguarda i pargoli hihihi.
      Lo so che i giochi sui nomi sono tanti, ma mi sono divertita e poi hanno occupato solo due capitoli e direi che sono proprio finiti. A meno di sorprese durante la seduta spiritica…
      La copertina mi fa molto piacere, anche se avrei preferito dei plaid e cuscini invece degli appendini, ma mica si guarda in bocca al ronzino, no?!
      Ciao, ciao

  10. Finalmente ho capito perché una compagna di liceo, del banco dietro il mio, scuoteva i glutei in un certo modo sfiorandomi per prender posto, e la ringrazio con ritardo per avermi fatto sognare….
    Ti faccio i miei complimenti per la scrittura fluente (specie nei dialoghi) e voto per la seconda opzione.
    Buon pomeriggio.

    • No, figurati se io voglio disturbare nessuno, l’idea dell’evocazione è dei Labimba e soci.
      Della cantante della lambada ho letto anche io, cercando le date d’uscita per questo capitolo, porella, una roba orrenda. Ma Jenn per fortuna non ne sa nulla e per lei quel ritmo è solo fonte di ricordi d’infanzia, e di fitte alla milza.
      Nasconditi pure, ma il modello che hai scelto non mi pare affidabile, anche il mio gatto sa aprirlo grattando e la porta! 😜
      Se può rassicurarti, non credo che ci sarà gran che di paranormale, qualunque siano gli esiti del voto dei lettori. Ops! Spoiler?!
      Ciao, F.

  11. Ciao Maan,
    “SimSaLabim” Simone e Salvatore Labimba…
    ” LabimbUmbAm” Umberto e Amilcare Labimba…
    Ma come ti è venuta? Mi ha fatto proprio ridere questo capitolo, Maan, molto divertente. Interessante l’idea dell’evento social, facciamola partecipare la nostra Jenn, vediamo che succede.
    Alla prossima!

  12. Ciao Maan
    La nostra protagonista, sarà molto affamata e non potrà resistere alla tentazione di mangiare le succulente polpette svedesi. Dunque si farà trascinare da questi pazzi nel cuore pulsante della FIESTA!
    Magari si diverte e magari incontra anche qualcuno di interessante e magari fa sloggiare il gatto dal suo letto 😂😂😂😂
    Ciao alla prossima!
    Ilaria

  13. Facciamole fare un po’ di vita sociale e raggiungiamo gli altri 😛
    Cavoli, bel racconto, sei riuscita a strapparmi parecchi sorrisi di qua e di là, soprattutto alla lettura dei nomi della famiglia Labimba, un intero squadrone da calcio capace di fondare le più innominabili srl ahahaha 🙂 complimenti per la fantasia… e anche per lo stile di scrittura che non annoia mai!
    Aspetto il prossimo capitolo 🙂

    • Grazie,
      sì, i labimba piacciono anche a me, penso di sfruttare ancora le loro poliedriche possibilità 🙂 anche se credo di aver esaurito le formule contenenti un “BIM”, e toccherà cercare un altro ramo della famiglia.
      La tua opzione è la mia preferita, del resto, con una maschera a garantire l’anonimato, chi non sognerebbe di partecipare a un’esperienza del genere… 😉
      Piacere di averti qui

    • I Dude sono rimasti a Isernia, un grande successo dei SimSal, qui la performance sarà diversa, e l’anonimato garantito dalla maschera potrebbe essere una bella protezione. O no.
      Avevo 3 possibilità di film di cui ricorre l’anniversario nel 2018: Animal house, 2001: odissea nello spazio, e TBL. Ho scelto quello un po’ perché un centinaio di tizi in golf putrido e tappeto al bowling mi facevano ridere, un po’ pensando a te. (Ma solo un po’, non vorrei ci leggessi messaggi nascosti e nuovi sospetti di sindrome da Misery! Ahahahah).
      Il richiamo delle polpette, sembra il titolo di un film

    • Tu devi essere uno di quegli italiani che viaggia all’estero portandosi i tupperware con le lasagne e la parmigiana di mamma in valigia, perché si mangia bene solo in Italia 😉
      Mi hai dato un’idea: mi sa che nel gruppo del museo ci sarà qualcuno così. Ma se Jenn riesce ad andarsene non lo conosceremo mai… 🙁 XD
      Ciao, né

    • Hai ragione, o meglio, il “capitolo di passaggio” in troppo era il precedente, ma mi sono lasciata prendere la mano dal romanzo rosa. Questi due capitoli avrebbero dovuto essere uno solo ma tra ebook d’amore e presentazione dei Labimba, da cui non potevo esimermi, non riuscivo a sintetizzare e ho preferito divertirmi dilugandomi. Nel prossimo succederà infine qualcosa, spero. Ho un’idea che mi fa parecchio ridere, sempre che non vinca la fuga, allora improvviserò.
      Grazie, Favola, a presto

  14. Dopo aver perso un’intera giornata di vacanza a dormire bloccata in un cavolo di bagno?! Partecipa eccome secondo me! In fin dei conti cos’ha da perdere? È in un paese straniero, nessuno la conosce… Le condizioni di sono proprio tutte per lasciarsi un po’ andare!
    Però a quanto pare… Sono in minoranza 😅

  15. CIAO!
    Jenn sembrerebbe una pasticciona timida e impacciata e dubito che abbia voglia di partecipare alla nuova esperienza. La vedrei meglio nei panni di chi vuole uscire dal museo a tutti i costi.
    La mia scelta però, è in minoranza anche se tutto può cambiare 😉
    Ciao a presto,
    Ilaria

  16. Boh, avrei anche votato che partecipa, ma è quel “con entusiasmo” che non mi convince. Quindi, per me, partecipa in disparte.
    Ciao Maan.
    Ho paura che l’intermezzo romantico, agli appassionati del genere, non appaia neppure ridicolo 😀
    Quanto ti è costato quel profluvio di aggettivi? 😀
    TI è riuscito benissimo, comunque.
    Ah, una cosa: ma l’audiolibro è ripartito da capo o il mappazzone dura più di sei ore? Da suicidio 😀
    Ciao, a presto

    • Ma come, Jenn è una romanticona ottimista nonostante tutto, l’entusiasmo fa parte di lei!
      ma mi adeguo alla visione maggioritaria (qui, nella realtà molto meno :lol:)
      Non ho capito il tuo accenno alla ridicolaggine dell’intermezzo romantico: il libro rosa è serissimo, sapessi quanto mi sono documentata, studiato, cercato esempi ;-P
      Invece, sulla durata, mi ero posta il quesito, ma in fondo, un libro non si legge in due ore, a meno che sia micro, e la voce narrante di un audio book legge lentamente, scandendo, recitando, una mezza giornata almeno la prenderà, no? E poi, con una trama densa di colpi di scena e avventure, non che di sentimenti… 🙂
      Ciao, J, alla prossima

    • Anch’io penso che Jenn sia una capace di entusiasmarsi per un’esperienza fuori dell’ordinario come questa, tanto più che ha deciso che questa vacanza insperata è l’inizio di un periodo senza jella. Ma sembra che siano più numerosi a vederla diffidente e prudente.
      Grazie, Riccio, alla prossima

  17. Maan Ciao!
    Altro capitolo esilarante, l’idea dell’audiolibro è ingegnosa e divertente, come divertenti sono le reazioni di Jenn a quel che le capita intorno.
    Ora c’è pure la notte al museo dell’Ikea, impagabile!
    Dico che vorrebbe andarsene ma non può, sono curiosa di sapere che combinano gli intrusi.
    Alla prossima!

    • Grazie K,
      Sai quando ti piacciono i romanzi invece leggere no, resta la soluzione ascolto, con gli inconvenienti soporiferi. Anche se con una trama così avvincente, come ha potuto addormentarsi! 😁
      L’idea della notte rinchiusi all’ikea era lì dall’inizio, la denominazione filmica è nata all’ultimo minuto, ora devo decidere se avrà un’influenza sullo svolgimento.
      Ho riso molto scrivendo, mi consola non ridere da sola 🙂

  18. Ciao Maan, mi dispiace essere arrivata solo ora, ma mi sono proprio divertita a leggere questi quattro capitoli… Hai uno stile divertente e molto fluido, che ho apprezzato molto. La protagonista è simpaticissima e la cigliegina sulla torta è stata inserire il mio profumo preferito 😉
    Aspetto il prossimo, nel frattempo voto anche io per la maestra e il bagnino. A presto!

  19. Vada per maestra e bagnino, mi stanno simpatiche, le maestre.
    Ciao, Maan!
    Ma perché proprio il gatto renderebbe la situazione perfetta?
    E se poi si fa le unghie sul petto del vichingo. O peggio?
    Capitolo divertentissimo, anche Jenn riderebbe delle sue piccole sf1ghe, se sapesse quando divertono i lettori.
    Ciao, a presto

    • Perché Maan, da quando vive con Romeo, sa che la presenza di un gatto, animale che rappresenta il punto più alto dell’evoluzione naturale, sublima ogni situazione… dici che la gattarautrice sta stingendo sul personaggio? 😉
      Mi sto divertendo molto a scrivere questa storia, il piacere raddoppia se si divertono anche altri, ci manca solo un gatto perché sia perfetto… no, questo l’ho già detto 🤣
      Ciao

  20. Ciao Maan
    Bei capitoli davvero… il comò è stata una genialata ahahah… mi hai fatta ridere molto in questi 4 capitoli divorati in un istante… scrivi molto bene e la storia si legge facilmente complimenti…
    Seguo e aspetto il 5° capitolo… ps. la maestra e il bagnino
    A presto 😉

  21. Ciao Maan,
    fantastico questo capitolo, mi è piaciuto tantissimo!
    Il comò dei morti è geniale, chi non ne ha incontrato uno, facendo visita a una vecchia zia? O non zia, fa lo stesso.
    Il bell’addetto che posa con lei, e che sparisce lasciandola interdetta con il suo profumo ancora nel naso… Brava Maan, hai il dono di riuscire a trovare il modo di mettere di buon umore.
    Alla prossima con la maestra e il bambino… Spero.

    • Eh sì, guarda un po’, pensavo che la fiorista illibata avrebbe spopolato invece è il fascino intramontabile del bagnino 🙂
      Sai che pensavo che il mobile dei morti fosse una rob della mia famiglia ma da8 commenti pare essere una cosa universale. E ti confesso che scrivere sta roba mette di buon umore me 😘
      Ciao, K.

    • Figurati se in tutto il parentado non sei mai incappato in un mobile, mensola, muro dei morti. Tanto, ricordati che tutti, prima o poi, ci si si finisce su un mobile dei morti di zia 🤣
      Ma non generalizziamo, non so se in tutta la Scandinavia latitino scuri e persiane, quel che è certo è che manchino all’ikea Hôtel d’Almhult (grazie tripadvisor 😉)

  22. Uhm… Così, di getto, avvocato e taccheggiatrice.

    Oddioooo il mobile dei mortiiii 😂 c’è anche a casa di mia nonna! Un’impressione….!
    Vai col prossimo capitolo!

    Ciao Maan!

    PS: anche io ho capito adesso il tuo, di nickname! 😂😂😂

  23. Voto per la maestra e il bagnino, ma il vero vincitore di questo (sempre bel) capitolo è il famigerato mobile dei morti della zia 😀
    Per la serie:
    la nostra generazione ha visto cose che voi umani…
    Le tue descrizioni vivide sono efficaci: ma ci sei stata veramente in quel museo o sei come Salgari che scriveva della Malesia senza esserci mai stato?
    Ciao Sandokà…ehm…Maan 😉
    Alla prossima

    • Non dirlo a nessuno ma l’idea del mobile mi è venuta pensando a un buffet di mia madre che per l’appunto regge parecchie foto di estinti (non così tanti però, e non solo quelle, come soprammobili) e che mia cognata da sempre sostiene metta strizza. Dedica alla famiglia 😉
      Della Svezia io ho visitato solo Stoccolma e Uppsala, il museo l’ho googlizzato un po’ per questo racconto e appena ho visto “sii la star del catalogo” ho pensato che Jenn non si sarebbe fatta scappare l’occasione.
      Però da ragazzina divoravo libri di Salgari come noccioline, conta? XD

    • Oddio, non lo so, ho buttato giù i tre prompt così su due piedi (o piuttosto stravaccata sotto un plaid, neanche dell’ikea, tra l’altro) ma non ho ancora riflettuto alla provenienza del bagnino, dovesse vincere, provvederò. L’insolita esperienza doveva introdursi nel finale qui ma mi sono incartata coi caratteri e ho preferito prenderla comoda. 🙂
      Ciao (ma sai che l’ho capito solo adesso il tuo Pseudonimo? Che meningi rapide!)

    • Decisamente successivo: Ahmad è ormai un amico fidato ( e sfruttato come catsitter) e con il direttore Marsala ha già avuto una torrida relazione che si è chiusa quando lui è tornato dalla ex moglie. Incinta.
      Sono passati come minimo parecchi mesi.
      L’esperienza la vorrei strana, negativa no. Non credo, ma chissà.
      Ciao
      P.S Per fortuna nessuno mi ha chiesto un esempio di cucina “neovegana”. Quel neo mi faceva ridere, una sorta di fusione tra vegan e newage! 😆

  24. Un’esperienza insolita! Guai no, ha già perso la valigia e il fedifrago!
    Ciao Maan,
    fantastico questo capitolo. Mi hai fatto ridere un sacco. Ma come ti vengono certe idee, la trama del libro che Jenn ha letto è tua? Potresti mettere su un altro racconto umoristico. Il contrasto con il delicato dipinto del profumo della protagonista contrapposto al profumo di lavanda chimico è esilarante.
    Aspetto il prossimo.
    Buona settimana.
    p.s. la valigia la ritrova vero?

    • In realtà il guaio volevo dire che lo combinava non che lo subiva, ma dovevo usare un solo verbo per introdurre le tre opzioni.
      La trama rosa… bazzicando quasi ogni giorno i forum, gruppi e pagine di sedicenti scrittori, ormai ho una certa familiarità (molto più vasta di quello che vorrei) con il mondo degli eromance in selfpublishing (e non); per non ferire nessuno non esprimo mai opinioni aperte sulle trame originali e appassionanti che dominano in suddetto mondo. Ma attraverso Jenn mi diverto a scherzarci su. Ma senza (troppa) cattiveria.
      La cosa della lavanda lidl faceva ridere anche me, sono contenta lo abbia notato.
      E sì, la valigia la ritroverà, certo, ma forse non così presto come le hanno promesso!
      Ciao, carissima, ora devo riflettere a questa esperienza insolita 🙂

  25. Un’esperienza insolita, vista la scelta dell’aggettivo, direi che potrebbe non essere negativa… e lo spero per Jenn 😀
    Ciao Maan, strepitose le fantasie sul bagaglio smarrito 😀
    Questa storia è fresca e fragrante come il buon pane.
    Passiamo alle annotazioni: in svedese si scrive Älmhult e mi spiace sottolineare che l’hai scritto in modo errato per ben due volte, testimoniando con ciò che non è un semplice refuso ma una convinzione fallace. Per quanto riguarda l’eventuale “d” eufonica interposta tra la preposizione semplice che precede il toponimo e lo stesso, a una prima analisi la ritengo opportuna, ma prima di darti un responso definitivo aspetto il parere della Crusca, che ho investito del problema 😀
    Oh, valga per tutti:si scherza, eh? 😀
    Ciao, a presto

    • In realtà avevo inizialmente pensato a “eccezionale” o “straordinaria” come attributo di esperienza, ma avevo paura che finisse per catalizzare troppo i voti e ho cercato un aggettivo più vago.
      Quanto alle imprecisioni di grafia, pena che sono anche andata a fare un copia-incolla di Småland perché non trovavo il pallino sulla a nella lista dei simboli di word. E poi ho scordato la dieresi di Älmhult!
      In realtà il capitolo è intriso di ben altre imprecisioni e brutture (tipo un proliferare di due punti in uno stesso periodo) ma devo dire a mia discolpa (oddio non che la cosa dia di me un’immagine performante) che, sdravaccata sul divano col pc portatile, ho cliccato sul pulsante “invia il racconto” per errore, quando avrei dovuto e voluto ancora rileggerlo un altro paio di volte almeno. Ma la mia imbranataggine ha avuto la meglio sulla mia pedante pignoleria 😆
      Ciao CC (questa sigla te la spiego poi)

  26. Ciao!
    Nello scorso capitolo (che ero certa aver commentato e invece…bah! Strani scherzi della mente!) avevo votato per la preparazione della valigia (ma a questo punto mi chiedo se l’ho fatto davvero oppure se ho solo pensato di farlo… 😅), invece questa volta scelgo l’esperienza insolita, che mi pare lasci ampio margine alla creatività!
    Per il resto, beh, che dire?! Racconto scritto molto molto bene e si legge che è un vero piacere! I pensieri di Jenn sono proposti così bene (chiedo venia per la ripetizione!) che non si può non immedesimarsi… Che poi in fondo… C’è un po’ di Jenn in ognuno di noi, no?! 😜
    A rileggerti presto!

    • Ciao,
      no, se avessi già letto un tuo commento, mi sarei ricordata del tuo bel nickname sognante 🙂
      In ogni caso, benvenuta e grazie, e ti confesso che io, di sicuro, ho molto di Jenn in me, quantomeno l’abitudine di parlare, rispondere e battibeccare con me stessa, non che di fare castelli in aria nei momenti meno opportuni.
      Vedremo cosa le succederà nella sua prima giornata svedese.
      A presto

    • Ti ringrazio davvero, perché l’whisky, come l’weekend lo uso spesso e nessuno me l’aveva mai fatto notare, in nessun forum. Decisamente questo buonismo da commenti sta diventando pernicioso 🙂
      E, tra l’altro, le regole d’uso “il” e “lo” le avrei anche ripassate, ma là non mi ero proprio posta il problema, che torda!
      Ciao, Cap

    • Bé, ma almeno al ristorante dell’hotel le faranno buone, non serviranno quelle surgelate, o no? 😉
      In realtà la valigia prestata dalla nonna aveva un suo perché nel caso avesse vinto l’opzione “bagagli”, la volta scorsa, ma ho inserito il dettaglio lo stesso, non si sa mai che torni utile più in là
      Ciao, 2.0, grazie

  27. Combattuto, ho infine votato per l’arrivo in Svezia.
    Ciao, Maan. mi sono immedesimato troppo nell’assurdo senso di colpa di Jennifer, che pur non avendo fatto niente è quasi rassegnata a essere bandita in eterno dalla catena 😀
    Mi hai anche ricordato un’altra cosa: la Ikea di Milano è stata teatro dell’unica mia azione di taccheggio in tutta la vita adulta. Era l’inizio di questo millennio, e avevo fatto una fila interminabile (no, veramente interminabile, la fila alle casse più lunga che ricordi). Quella volta misi da parte il mio senso di colpa preventivo e come segno di protesta non misi sul nastro il pupazzo di un porcellino, uscendo col maltolto in saccoccia!
    Ben gli sta!

    Ciao, a presto

  28. Al suo arrivo in Svezia.
    Ciao Maan,
    molto divertente questo Capitolo. Accidenti e accipicchia, ma quante volte è andata Jenn all’Ikea?
    Le loro matitine saranno anche gratis, ma hanno una grafite durissima che mal si sposa con il mio modo di scrivere. Perciò ne ho portata a casa solo una… Ops, le telecamere!
    Ciao e alla prossima.

    • Ma infatti Jenn non ci scrive, le usa per dare sfogo alla sua creatività che va molto oltre quanto appreso nei corsi di ceramica da bambina!
      Credo che gli svedesi ti perdoneranno 😉
      Ho riso scrivendolo, se anche qualcun altro ride, leggendo, ne sono davvero contenta.
      Peccato solo per la vostra fretta di arrivare, avevo un paio di idee che riguardavano le valigie e i preparativi, magari riesco a infilarcele lo stesso.
      Ciao, K, grazie sempre

  29. Al suo arrivo in Svezia.
    Che strano, proprio a luglio scorso sono stato a Stoccolma e, arrivando dall’aeroporto con l’Arlanda Express alla Centralstation, la prima cosa che ho visto è stato il capolinea dei pullman Ikea.
    Bella Stoccolma. Per favore porta Jenn a Gamla Stan.

    • Sì, Stoccolma è bellissima. Io ci andai vent’anni fa… oddio come mi sento vecchia a pensarci, e i pullman Ikea direi che non ci fossero. Ma il viaggio di Jenn è sulle orme della storia del marchio, Stoccolma non è la priorità.
      Credo che le aspettative della Bottazzi e la realtà nonncoincideranno perfettamente, ancora una volta, ma chissà.
      Ciao ciao

    • Sì, in effetti, il suddetto non ha nemmeno avuto la creanza di avvertirmi che aveva l’intenzione di morire proprio nel momento in cui m’apprestavo a scrivere un racconto di ambientazione ikeale, la proverbiale cafonaggine scandinava. .
      In ogni caso, dato il suo senso degli affari, credo che non tollererebbe la sospensione di un’iniziativa promozionale per una quisquilia come la morte, the business must go on.
      Grazie di essere passato, del commento e dei bla bla bla.
      Il miglior commento da qui al decimo capitolo vincerà un portafoto fatto a mano tutto di matite ikea XD

  30. Ciao Maan, Bentornata!
    Ma no, che fine ha fatto Marsala???
    Molto divertente il nuovo incipit. Conosco molto bene la sensazione di bisogno urgente per cose inutili, che si sviluppa una volta entrati all’Ikea. Conosco anche le sensazioni degli addetti vendita, essendo anch’io commessa, seppure in altro settore.
    Aspetto la prossima disavventura e voto: un dipendente. E che l’Ikea ce la mandi buona 😉

    • Ahahah,
      Io lo so che fine ha fatto il Marsala, ma non so se riuscirò a infilarlo nella storia. Ciao Allegra, felice di trovarti qui, anche se ti confesso che sono un po’ impallata: avevo cominciato a lavorare sull’amico d’infanzia e improvvisamente il voto si è ribaltato. Mi serve tempo per riesumare il commesso. Chiedo venia.

  31. Un dipendente dell’Ikea.
    Ciao, Maan.
    Incipit divertente e con una sfumatura malinconica che non guasta mai.
    Tifo per Jenn, e da sano maschilista le auguro di riuscire a battere un chiodo entro il decimo capitolo, tanto, alla fine, sempre lì vanno a finire i suoi pensieri 😀 😀
    A perte le battute grevi, vorrei farti osservare qualcosa che ho notato leggendo: i “non”. Mi sono saltati all’occhio, all’inizio non capivo perché, allora li ho contati (cioè, li ho fatti contare al browser 🙂 ): sono diciotto.
    Forse tanti, per cinquemila caratteri, ma non credo sia il semplice totale ad avermi colpito. Penso siano le frasi che cominciano per “non…”: sono nove e due di esse hanno la forma “non che”. Aggiungici la decima che comincia per “nonostante”.
    E niente, l’ho notato, volevo condividerlo, perché un po’ mi ha “disturbato” la lettura.
    Ciao, a presto

    • Ma certo che sono affari tuoi, sei stato uno dei primi “amici” di Jenn qui.
      Avevo voglia di inventare altre storie sue perché mi sono molto divertita con la prima ma non avevo idee. Poi, l’altra settimana, ero per strada e mi è venuto in mente Jenn che passava sotto una scala e qualcuno che le diceva “porta sfortuna” e lei che si faceva la tirata sulle superstizioni e il gatto nero. Non mi restava più che trovare una “location” plausibile per passare sotto una scala…
      E ti dirò, l’opzione del belloccio è la sola per cui non ho ancora nemmeno un abbozzo di idea.
      Ciao
      P.S. Non te l’avevo ancora detto ma la tua foto del profilo è bellissima.

  32. Non amo i sequel, ma questo non è un sequel. giusto? Mi fa piacere ritrovare Jennifer, anche se io odio l’Ikea proprio perché mia moglie – come Jennifer – è capace di riempire la busta gialla di indispensabili cose inutili. Per non parlare di quella assurda incongruenza “Ti piace la busta gialla, comprala blu” sulla quale rimango a congetturare tutto il tempo senza venirne a capo. Perciò per contrappasso voto per il dipendente dell’Ikea. Magari vorrà rimproverarla perché non è ora di merenda (che in svedese si scrive fika ma si pronuncia filca).
    Bentornata

    • No, un sequel no, solo un’altra storia con la medesima protagonista (e forse qualche comprimario).
      Mi sono molto divertita a scrivere la prima e mi è venuto in mente tutto un universo e un background “jenniferici”, avevo comunque l’intenzione di sfruttarli ancora, qui o altrove. Forse lo farò qui E altrove, ci sto ancora pensando.
      Quella della borsa gialla… blu, credo voglia essere una battuta spiritosa. Swedish humour?
      Per il dipendente avevo un’altra idea, spero in un nuovo voto perché ora come ora sono a 33-33-33, uhm!
      Ciao Ca…po 😉