Morte in diretta (Il primo caso di Veronica Berger)

Dove eravamo rimasti?

Cos'è successo al giornalista? E' stato colpito "accidentalmente" da una pietra durante una manifestazione di protesta (83%)

Capitolo 2

Capitolo 2

 

«Continua la manifestazione di protesta davanti al Tribunale di Milano per il presunto caso di corruzione…», Davide Noti tolse il volume alla TV, quella notizia non lo sorprendeva affatto. Stese le gambe sul tavolino di fronte al divano e cercò distinguere le parole della giornalista bionda solo dal labiale. Avrebbe potuto mettere l’apparecchio acustico, ma se lo portava troppo a lungo gli scatenava una tremenda emicrania, quindi preferiva indossarlo solo quando era con un cliente o stava svolgendo un’indagine che richiedeva l’uso di tutti e cinque i sensi. Non che ci fossero state molte occasioni in quel periodo.

Estrasse il cucchiaio di cereali dalla bocca e masticando lentamente, cercò di capire che diavolo stesse dicendo la donna in tailleur rosso. Parlava troppo velocemente. L’abbigliamento formale ed elegante era studiato per farla apparire più matura di quello che era. Evidentemente a Channel News non se la passavano così bene se mettevano una ragazzina alla conduzione del telegiornale serale.  Si strofinò la mano sul volto dove la pelle sprofondava nelle grinze di una cicatrice mal rimarginata. Riportò lo sguardo sulla tv, la biondina era improvvisamente sbiancata, incespicava cercando di recuperare il filo del discorso. Da quel poco che riusciva a decifrare delle sue parole, Davide capì che c’erano problemi in studio. Premette di nuovo il tasto del volume e lo alzò al massimo.

«Marco, ci sei? … Sembra che abbiamo perso il collegamento con il nostro inviato», balbettò smarrita la conduttrice. «Sospendiamo momentaneamente il servizio e passiamo alla prossima notizia». Purtroppo Davide si era distratto e non aveva capito esattamente che cosa fosse successo, perciò cambiò canale e si sintonizzò su un altro notiziario. Stavano parlando anche lì della manifestazione di protesta. L’anchorman stava commentando le immagini in diretta: «è appena intervenuta la squadra anti sommossa della polizia. Dalla regia mi dicono che un nostro collega potrebbe essere stato colpito da un oggetto volante. Attendiamo aggiornamenti».

Il conduttore passò alla notizia successiva, quindi Davide tornò su Channel News, c’era la pubblicità. Non sapeva molto dell’incidente del giornalista. A volte il rischio fa semplicemente parte del gioco, tutto sta nell’accettare l’eventualità che qualcosa di brutto possa accadere. 

Posò il telecomando e a fatica si alzò, non era più in forma come una volta. Prese la tazza vuota e la portò in cucina. Nelle giornate umide e piovose come quella le articolazioni e le vecchie ferite mai guarite completamente gli bruciavano più che mai. 

Aprì il frigo, prese una birra e tornò in salotto. A quarantaquattro anni, proprio all’apice della sua carriera, l’investigatore capo della polizia giudiziaria di Milano Davide Noti, aveva deciso di rifiutare un’importante promozione e abbandonare il suo posto per dedicarsi a delle più rilassate investigazioni private. 

Si piazzò di nuovo di fronte la tv, aprì la lattina con uno schiocco e bevve un lungo sorso di birra. La sedentarietà lo stava uccidendo. 

Tornò su Channel News. Dopo lo stacco pubblicitario la giornalista bionda era, se possibile, ancora più mesta e la sua espressione tirata contrastava nettamente con il sorriso formale che cercava in tutti i modi di mantenere. «Dalla redazione mi dicono che le condizioni del collega Marco Cioffi purtroppo non sono buone. Sarebbe stato colpito alla testa da un oggetto volante, forse una pietra.», le ultime parole sfumarono in un piccolo singhiozzo sommesso. Per Davide fu sufficiente. Spense la tv. La gente stava veramente impazzendo pensò. Per qualche motivo, l’incidente l’aveva scosso.

Davide Ingollò l’ultimo sorso di birra e spense la tv.  Abbottono meglio la camicia, la infilò dentro i pantaloni, mise le scarpe e indossò il cappotto lungo grigio dentro le cui tasche aveva già tutto quello che gli serviva. Aprì la porta, ma non poté fare un passo di più.

Il suo volto era traslucido, imperlato dal sudore. Aveva l’affanno come se avesse corso per arrivare fin lì e tremava per il freddo e l’agitazione. Davide non poteva credere che lei fosse veramente lì. «Veronica, ma che su…?».

I suoi occhi grandi occhi azzurri che riuscivano sempre strappargli la verità, ora lo fissavano lucidi e spauriti. Lo spinse dentro con violenza e chiuse la porta alle sue spalle. Poi si accasciò contro di essa e trasse un sospiro di sollievo. L’investigatore la osservò attentamente. Era fradicia, sfinita, ma non sembrava essere ferita. Estrasse un pacchetto di sigarette dalla tasta del cappotto. “Stai bene?” chiese porgendogliene una. Lei scossa la testa. “Ho smesso di fumare”. Poi, sopraffatta dall’emozione, scoppiò a piangere.  Davide non sapeva dove fosse stata per tutto quel tempo, ma qualcosa gli diceva che non erano bei posti. In quel momento non le chiese niente, ma forse avrebbe dovuto.

Perché quando la morte ti ha marchiato sa sempre dove trovarti.

Specie se ha il volto di Veronica Berger.

Cosa fa Davide?

  • Vuole sapere dove è stata e chi la sta cercando. (67%)
    67
  • Non la fa entrare in casa. (0%)
    0
  • Lascia entrare Veronica in casa. (33%)
    33

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23 Commenti

  1. La lascia entrare, ma dal capitolo mi pare che fosse già entrata, la domanda è strana.
    Avevo letto il primo capitolo ma non ho fatto in tempo a commentare. Questo mi sembra scorrere meglio, anche se hai tendenza a fare periodi lunghissimi densi di descrizioni che forse potresti snellire.
    Ho un grosso dubbio (perdonami ma sono una maniaca del “credibile”) come fa a essere entrato e fatto carriera in polizia uno con gravi handicap auditivi? Magari potevi dire che è diventato privato perché in polizia non poteva entrare, non sono esperta ma mi sembra poco realistico.
    L’altra obiezione è di tipo personale: tra un po’ avrò l’età di Davide e non sono ancora un catorcio! 😉
    Sono molto curiosa di cosa sia successo al giornalista.
    Ciao

  2. Questo capitolo mi è piaciuto più del primo, anche se c’è ancora qualche eccesso di dettagli/considerazioni e alcuni punti non risultano chiari a una prima lettura.
    La birra dopo i cereali è una mano santa; scommetto che Davide ha anche patologie derivanti da disordine alimentare (è chiaro che non campa fino al decimo capitolo).
    Lascia entrare Veronica.

  3. Ciao,
    il capitolo scorre bene, attenzione solo alle ripetizioni:
    “Per Davide fu sufficiente. Spense la tv. La gente stava veramente impazzendo pensò. Per qualche motivo, l’incidente l’aveva scosso.
    Davide Ingollò l’ultimo sorso di birra e spense la tv.”
    e poi non ho capito bene, chi ha il fiato corto e la fronte imperlata, Veronica o Davide? Perdonami ma ho quasi l’età di Davide e comincio a perdere colpi… 😉
    Alla prossima!

  4. Vuole sapere chi la sta cercando. Anche perché è già entrata in casa e si è richiusa la porta alle spalle 😀
    Ciao Valentina.
    ‘Sto Davide, a quarantaquattro anni, è un relitto! Sordo, sbregato in faccia, fa fatica ad alzarsi ed è pieno di dolori. Ma perché fuma, per accorciarsi l’agonia? 😀
    L’espediente del TG per fornirci le informazioni è efficace, però non è facile riuscire a ricreare lo stile molto formale degli speaker. Ad esempio, “oggetto volante” mi suona un po’ male.
    Per il resto, la storia si fa interessante 😉
    Ciao, a presto

  5. È stato colpito accidentalmente.
    Buonasera Valentina, ti do il mio benvenuto su questa piattaforma. È pieno di gente interessante, qui intorno, e più di qualcuno non vede l’ora di poter condividere idee e opinioni utili a tutti per migliorare il nostro comune hobby ( sì, mi riferisco alla scrittura 🙂 )
    Il tuo incipit è scorrevole, interessante come tu abbia voluto caratterizzare sin dalle prime parole la tua protagonista, con quel suo sguardo spinto “oltre”.
    In questo però, e in qualche refusetto successivo, mi pare di scorgere una certa fretta: l’impressione è che tu voglia andare subito al sodo. Il che è sensato, visto il poco spazio a disposizione, ma attenzione a non farti prendere dalla “fretta di scrivere” tutto e subito. I refusi non li eliminerai mai del tutto ( mi correggo: io non riesco a eliminare i miei 😀 ), ma leggendo più e più volte ne individuerai un bel po’. Ed eviterai di pubblicare qualcosa che non puoi correggere nei secoli dei secoli 😀 (tranquilla, ci siamo passati tutti 😉 ).
    Un’osservazione sulle opzioni: parli di un giornalista che però non mi sembra che citi nel discorso tra il tassista e la giornalista… Insomma, sembra spuntare un po’ dal nulla (se mi sono perso qualcosa ti prego di perdonarmi). Ecco, attenzione anche a questo: ad avere ben presente la distinzione tra ciò che, per il momento, hai solo immaginato e quello che invece ci hai mostrato.
    Ciao, spero di non esserti parso troppo invadente, di nuovo benvenuta, a presto.

  6. Ciao
    L’incipit è senza dubbio avventuroso e adrenalinico.
    La trama mi piace. Spero non ti offenderai per le due o tre cosette che ti farò notare.
    Io amo le critiche costruttive e ringrazierò sempre chi, nella mia storia, me l’ha fatte perché ti fanno notare le imperfezioni che sono del tutto lecite per chi scrive.
    Lo sanno bene anche i grandi autori che si appoggiano a gost writer e ad editor per cercare di migliorare il proprio scritto. Quindi non voglio assolutamente che tu ti senta a disagio ma te le devo far notare comunque.
    SINGLE: posso far finta di niente una volta ma due no.
    Hai scritto questa parola senza la n.
    NIENTE PIÙ MAMME E SINGLE CON CANE: hai scritto questa frase ripetendola due volte in poche righe ed è un peccato perché avresti potuto utilizzare le preziose battute per aggiungere qualche altra descrizione del parco.
    POI: Quando Veronica riceve la telefonata, non era ormai arrivata nel centro abitato con le vetrine dei negozi illuminate? Perché allora “guarda l’oscurità di fronte a se” e presume che l’interlocutore al telefono possa nascondersi tra le fronde di QUEGLI alberi? Per me non c’erano in quel momento…a parte appunto le vetrine.
    Poi riguarda gli errori di scrittura, dovuti spesso alla velocità. Rileggi più volte prima di pubblicare e vedrai che il secondo capitolo risulterà più bello😀
    Ciao!
    Ilaria_S

    • Ciao Ilaria, grazie per i preziosi consigli, ti adoro già! Mi sono utilissimi davvero. Perché dovrei offendermi? Sono qui per questo. Per quanto riguarda gli errori e quella frase incriminata hai pienamente ragione. Veronica guarda verso gli alberi del parco quando riceve la telefonata perché si trova sul limitare dello stesso, fra il paco e la strada con i negozi. E’ appena uscita dal parco. In effetti non si capisce bene, avrei dovuto specificarlo. Ho già pronto il secondo capitolo, lo sto riguardando, spero che continuerai a leggere la mia storia. Grazie mille <2

  7. Ciao Valentina,
    Benvenuta o bentornata? Comunque ciao, felice di leggere il tuo racconto. L’incipit mi pare interessante, la scrittura è sicuramente sicura e scorrevole, peccato per alcuni piccoli errori di battitura, sbavature comunque trascurabili.
    Marco è il giornalista?
    io dico che è stato colpito durante una diretta. anche perché, se fosse sparito e non si sapesse cosa gli è capitato, la frase del tassista non avrebbe molto senso.
    Aspetto il prossimo.

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