Madness

”Si può nascere vecchi, come si può morire giovani” - J. Cocteau -

“Nonna perchè?” domandò Andreas a Janen la quale ricorda quel lontano giorno come se fosse soltanto ieri. A distanza di cinquant’anni è ancora fortunatamente lucida anche se non più in buona salute. Possiede però ancora la forza necessaria per raccontare.

“Per la nostra stupidità, Andreas”, rispose la donna, “Ma tu non dovrai compiere lo stesso errore, dovrai cercare di essere più intelligente e meno egoista”. Le parole scivolavano via languide e malinconiche. Il tempo passato raffiorava doloroso nella mente, portava nostalgia e rimpianti, accoltellando senza pietà un cuore già infranto.

Lo sguardo di Janen si perdeva nell’orizzonte infinito di un ristretto, vecchio e sporco oblò ricoperto da umidi strati di salsedine. Dietro di esso la presenza ingombrante di un mare impetuoso e ciclicamente agitato. “Guarda come siamo finiti, e tutto questo per colpa nostra”.
La donna parlava a denti stretti e la sua mascella si contraeva, lasciando trapelare un’avvisaglia di rabbia muta e antica.

“Nonna?”, “Si, Andreas”, ” cosa esisteva prima di tutto questo?” , Janen sorrise amaramente a quella domanda ma ogni volta che suo nipote gliela poneva, lei pareva rinvigorire, comunque felice di poter ricordare gli eventi trascorsi.
I ricordi sebbene fossero sempre più lontani, erano ancora molto vividi nella mente e Janen sembrava nutrirsene avidamente per cercare di sopravvivere alla malattia che da qualche mese, la costringeva a rimanere bloccata per interi giorni a letto.
Mentre il corpo era in continuo e lento deterioramento, la mente invece era ancora acuta e brillante.
Prima di iniziare a raccontare, non poté fare a meno di pensare a quanto suo nipote le somigliasse, almeno così le veniva detto, forse un po’ ci si vedeva quand’era una bambina, curiosa e sempre attenta a tutto quello che le succedeva intorno; adorava stare ad ascoltare racconti e fiabe, a ben pensarci un po’ come Andreas effettivamente.
“Tesoro”, un rantolo catarroso le uscì dalla gola, “c’era la vita”.
Il suo volto incartapecorito, era solcato da pesanti rughe d’espressione. La pelle ormai raggrinzita e abbronzata metteva in evidenza la stanchezza e tutta la fatica dell’età.

Raccontò per l’ennesima volta, senza remore e con molta passione, com’era il mondo prima che gli esseri umani lo riducessero ad essere un’enorme distesa di acqua salata.
“Fino al 15 dicembre 2017 vivevo a New York, una grande città conosciuta in tutto il mondo. “La Grande Mela” la chiamavano. C’erano numerosi parchi e molte attrazioni che attiravano la curiosità di molti turisti”.

“Descrivimi la Statua della Libertà”. Andreas era seduto sul letto accanto a Janen, e con velata preoccupazione, guardava sua nonna deperire giorno dopo giorno. Da quando era bambino, non aveva mai smesso di ascoltare le sue storie. Se le faceva raccontare più e più volte e non si stancava mai perché nello stesso ricordo, lui riusciva ad identificare sempre un dettaglio in più, un particolare che prima, per qualche stranezza, gli era sfuggito.

Janen socchiuse gli occhi lasciando che pellegrini ricordi fluissero in leggiadre immagini e un sospiro malinconico uscì tra le labbra violacee. “Un tempo quel monumento era il simbolo degli americani, una donna con la lunga toga, che stringeva in una mano la fiaccola e nell’altra il libro con la data dell’Indipendenza”.
Janen rievocava quell’immagine mentre con le mani prive di forze, stringeva un lembo della coperta consunta.
“Se il mondo non fosse diventato così, ti avrei portato in cima alla sua corona a sette punte e sarei stata orgogliosa di mostrarti la baia di Manhattan da 93 metri d’altezza”.

Andreas trasportato dall’immaginazione, riusciva a materializzare i pensieri dell’anziana nonna e se si concentrava bene, poteva visualizzare quel mondo lontano che ora invece giaceva sommerso sotto le acque burrascose e fredde dell’oceano.

“Da lassù avresti potuto godere di una vista mozzafiato sui grattacieli di New York” – un colpo di tosse, interruppe bruscamente il ricordo di Janen che si piegò in due dagli spasmi soffocati. Andreas le si avvicinò afferrando teneramente la debole donna, e con il palmo della sua mano sostenne il gracile collo, esile e delicato come quello di un uccellino.
Le portò al viso un lembo di tessuto, un tempo forse appartenuto a una parure da letto, e la ripulì dai sottili rivoli di sangue che scendevano lentamente agli angoli della bocca screpolata.
L’ adagiò sui cuscini sgualciti e ormai informi. Janen era stanca e afflitta ma poco dopo riprese a respirare più facilmente.

“Grazie tesoro”.

Supina sul letto, indossava una logora maglia di lana bucherellata in più punti. Un foulard di seta, un tempo prezioso, incorniciava il suo viso vecchio e stanco. Adagio allungò la mano macchiata e tremante verso quel nipote che amava più di qualunque altra cosa, gli accarezzò la folta chioma ricciuta e castana, felice per averlo lì accanto a sè.

Andreas rimane un altro po’ con Janen e si ritroverà a pensare ad una persona importante. Chi?

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246 Commenti

    • Ciao Lou!
      Passerò volentieri a leggere il tuo nuovo lavoro 😊
      Starò ancora un pochino in pausa perché ho pubblicato un romanzo su Amazon. Ora sono dietro il marketing editoriale …. Una faticaccia 🙀🙀
      Ne approfitto per lasciarti il link ….
      👇👇👇
      https://www.amazon.it/Ilaria-_Si/dp/B07DQMMPMG

      Così continuo la campagna pubblicitaria anche con te 😛🤣

      Ahahah!!

      Ciao Lou. Ci si vede dalle tue parti.
      Buon inizio di settimana, a presto 😊

      Ilaria

  1. Ciao Ilaria.
    Ho vissuto un periodo un po’ frenetico ed impegnato, ed ora sto cercando di rimettermi in pari con tutto ciò che avevo lasciato indietro. Ti chiedo scusa se vengo solo adesso a commentare l’ultimo atto.

    Molto bello il finale, fa tirare davvero un grosso sospiro di sollievo a questi poveracci che desideravano soltanto di poter essere liberi. Una degna conclusione per un racconto sempre piacevole e leggibile.
    Simpatico che sia cresciuta un’isola intorno alla statua… O per meglio dire intorno alla sua testa 😉
    Hai uno stile molto evocativo che mi ha letteralmente fatto “vedere” le varie scene con i tuoi occhi, quasi come se fosse stato un film.

    Aspetto il prossimo.
    A rileggerci!

    • Ciao Raniero.
      Grazie davvero per il tuo passaggio, soprattutto a racconto finito.
      Fanno sempre piacere commenti come i tuoi.
      In realtà la testa della libertà è finita sul pezzo di terra, che appunto, è riemersa… quindi chissà quanto ha viaggiato, tra maremoti e terremoti… È un relitto, un pezzo di passato raffiorato dalle profondità del mare…il simbolo di una New York ancora sommersa dall’oceano… lì vicino… chissà!

      È stato un piacere tenerti compagnia.
      Buona serata, a presto ☺
      Ilaria

  2. Ciao Ilaria.
    Un buon finale, seminato dalla meritatissima copertina.
    Meritatissima perché il modo con cui ti stai approcciando a questa esperienza potrebbe essere preso ad esempio.
    Accetti gli appunti dei lettori senza polemizzare, metti in pratica i suggerimenti, ammetti gli errori, non ti nascondi dietro comode scuse…
    E i risultati, in termini di progressivo miglioramento della scrittura, sono la naturale conseguenza di questo tuo atteggiamento.
    Ancora qualche incertezza sulla punteggiatura (ma con questo spirito migliorerà anche quella).
    Gramellini mi sta sulle p…e ma devo dire che sul concetto di libertà mi trova abbastanza d’accordo. Visto che ti piacciono le citazioni un piccolo consiglio, che mi do sempre anch’io: scrivere bene non è facile, ma scrivere facile è scrivere bene (quasi sempre). Ciao.

    • Lou che piacere leggerti!
      Grazie per il tuo commento sulla decima e ultima parte di questa storia.
      Sono lusingata dalle tue parole gentili e incoraggianti.
      Bella la citazione sullo scrivere, rende l’idea dell’approccio che si dovrebbe avere con il lettore. A volte scrivere semplice non è poi sempre semplice come sembra.
      Mi si è attorcigliata la lingua, dopo questa 😂😂
      La punteggiatura è la mia spada di Damocle.
      Vedrò di fare esercizi in proposito, come mi è stato gentilmente consigliato.
      Infatti, ho deciso di prendere il mio mesetto di pausa, per leggere e studiare, curiosare sul web, alla ricerca di qualcosa che mi faccia migliorare ma soprattutto capire e apprendere qualche tecnica in più per poter scrivere meglio.
      Ciao e grazie ancora Lou, per tutto!
      Buona domenica, anzi, vista l’ora… buonanotte 😴😴😴
      Ilaria

  3. Rieccomi, Ilaria. Hai terminato una nuova avventura e la mia impressione è che tu sia migliorata un capitolo dopo l’altro.
    Il finale è pieno di azione e speranza, com’è giusto che sia, e si legge con piacere. Sei brava, sempre un po’ di più. Se proprio devo trovare un appunto a questa tua bella storia, è che mi è parsa poco organica, ossia non mi è sembrata del tutto lineare, nel senso che le situazioni rappresentate mi sono parse un po’ slegate tra loro. L’impressione è che abbia deviato dall’idea iniziale (per colpa di noi lettori!) o che forse abbia deciso di mettere molti temi che, visto il poco spazio, non hai potuto sviluppare abbastanza. Purtroppo un racconto di cinquantamila caratteri ti impone delle scelte, devi concentrarti su un obiettivo preciso e può essere doloroso rinunciare a tutto ciò che ci sarebbe da dire. Però, se non fai così, il rischio è che alcune parti risultino troppo “riassunte”.
    Scusami, lo sai, sono noioso. Non vorrei apparire saccente, quindi ti deve essere del tutto chiaro che ciò che ti scrivo è esclusivamente la mia opinione. Mi piace riflettere su ciò che leggo, tutto qui, e se lo posso fare con l’autrice, e se da queste riflessioni possono originare pensieri interessanti, perché non farlo? 🙂

    Ciao, brava e auguri, per la storia conclusa e perché tu possa vivere un ottimo weekend 😀

    • Ciao Erri, guarda che ti aspettavo eh!😀😀😀😀
      Lo so lo so, che i tuoi sono commenti basati su gusti puramente personali e ti continuo a ripetere, ogni volta, che non vedo l’ora di leggerli!
      Perché lo sai, ormai sono ripetitiva 😂😂
      Il mio bagaglio di esperienza accresce sempre di più, grazie alle segnalazioni di voi tutti.
      Ma lo sai che l’idea iniziale, era proprio quella di fuggire in qualche modo dalla nave?
      Poi voi mi avete portato a creare un po’ di avventura ma credimi, non immaginavo che i ragazzi alla fine avrebbero raggiunto le terre emerse.
      Boh…nel frattempo ho visto molte scene pure io, ma la trama è stata mandata avanti solamente dalle scelte dei lettori e io mi sono ritrovata a raccontare una storia distopica, con molta carne al fuoco.
      Sì devo dire che avrei voluto raccontare mooooolto di più…. O meglio…avrei voluto soffermarmi maggiormente su determinate scene ma, è chiaro a tutti che su the incipit, il gioco è sempre quello di slennire e andare avanti, sacrificando anche periodi, parole, frasi… insomma tutto quello che avrebbe potuto arricchire il racconto!
      Per me è sempre una “violenza” alle idee ma ormai mi sto abituando a tagliare un po’ di qua e un po’ di là 😂
      Non sarai mai noioso e tantomeno saccente, semmai una persona molto gentile che ritaglia un pochino del suo tempo, per farmi notare determinate situazioni che in futuro potrebbero essere sicuramente “aggiustate”.
      Le stesse che mi permetteranno di migliorare nel prossimo racconto.
      Quindi ancora grazie Erri.
      Buonanotte!
      Ilaria

  4. Con molto ritardo, sono qui a leggere questo bel finale.
    Ciao, Ilaria. Il finale, mi ripeto, è suggestivo e avvincente.
    Tra l’altro… ecco cos’era il testone in copertina 😀
    A conclusione del racconto, ti dico le mie impressioni: ho notato, e forse te l’ho già scritto, molta cura nella redazione di ciascun capitolo. Noto anche un’attenzione non comune nell’evitare ripetizioni, che si traduce spesso in un vocabolario più ricco della media. A me piace molto, lo apprezzo.
    Penso che ti piaccia davvero tanto raccontare storie, vedo che ti impegni tantissimo, e a mio parere il progresso è costante. Devi, assolutamente devi, curare il tuo vero punto debole, la punteggiatura. Non so bene che consiglio posso darti su questo fronte. Io proverei a limitare il più possibile la necessità di virgole, e questo si può fare solo scegliendo periodi il più possibile brevi. Tieni presente che questo può anche essere un pessimo consiglio, perché non è detto che sia gradevole leggere frasi troppo spezzettate. Perciò il percorso deve essere un po’ più complesso: potresti provare a buttare giù una scena usando frasi scarne, per poi arricchirle man mano di aggettivi, subordinate, incisi (ma non troppo ricche, eh? 😀 ).
    Per fare un esempio:
    i sopravvissuti nel frattempo raggiunsero la riva e come reduci di guerra, comparvero barcollando dal mare verde smeraldo.

    Quali sono le informazioni fondamentali?
    Soggetto, verbo, complemento.
    Essi raggiunsero la riva. Essi comparvero dal mare.
    Ok, diamo qualche pennellata in più, “essi” è veramente pessimo, lo sostituisco dove posso!
    I sopravvissuti raggiunsero la riva. Essi comparvero dal mare.
    Meglio. Qualcos’altro?
    Alla fine si tratta di rispondere alle 5W anglosassoni: when where eccetera.
    Quindi, il dove c’è. Il quando?
    Nel frattempo, i sopravvissuti raggiunsero la riva.
    O anche:
    I sopravvissuti, nel frattempo, raggiunsero la riva.
    O al limite un bruttissimo:
    I sopravvissuti raggiunsero la riva, nel frattempo.
    Quello che voglio farti notare è che ciò che aggiungi oltre soggetto verbo e complemento è un “oggetto” che può essere isolato da due virgole.
    Vuoi dire qualcosa di più dei soggetti o dei complementi?
    Aggiungi altre tessere. Come sono?
    “come reduci di guerra”.
    Un altro “oggetto” che puoi limitare tra due virgole:
    I sopravvissuti, nel frattempo, raggiunsero la riva. Come reduci di guerra, (essi) comparvero dal mare.
    E così via.
    Insomma, vedi tu cosa fare di questo mio logorroico commento, io ho provato a riflettere insieme a te su una strategia per capire la strada giusta. Consigli, te ne posso dare ben pochi, a parte uno: Scrivi, divertiti, migliorati.

    Ciao, alla prossima

    • Jaaaaw
      Sei una guida e per il tuo lunghissimo commento, non posso che ringraziarti!
      Ho letto attentamente ciò che mi hai segnalato, proverò a immedesimarmi in questo esercizio di punteggiatura e spero davvero di migliorare in questo mio difetto.
      E dire che spesso, mi sono ritrovata a togliere i punti proprio di proposito, perché i periodi spezzati mi hanno spesso dato l’impressione di dare un ritmo troppo cadenzato alle frasi. Come se ci fossero insomma, troppe pause…. A volte le ho rimosse perché mi sembrava che il racconto proseguisse a “singhiozzi” e mi pareva di rendere le frasi più fluide, mettendo le virgole al posto dei punti!
      😣😣😣😥😔😔😔😔
      Una fatica sprecata insomma 😫😫😫😫
      Ma tutto questo lo metto all’interno del mio bagaglio di conoscenze che, qui su the incipit, e grazie a voi tutti, è diventato sempre più imponente. Ora fortunatamente è pieno di informazioni importantissime per il mio percorso e non mancherò di inserire al suo interno, anche questo prezioso suggerimento che mi hai donato.
      Grazie Jaw, grazie anche a te dibtuuo il tempo che mi hai dedicato 🙂🙂🙂
      Spero di rileggerti presto.
      Buona serata!
      Ilaria

  5. Bello questo finale, Ilaria! Dona una ventata di leggerezza e speranza ad un racconto dalle tinte cupe. La degna conclusione per questi ragazzi la cui vita è stata costellata da sventure, col sottinteso messaggio che il non arrendersi paga.
    Alla prossima!

    • Ciao Favola!
      Grazie per il commento!
      Si dai…un po’ di fortuna ci voleva proprio…. per questi poveri teenager che anziché fare appunto gli adolescenti, erano costretti a fare tutt’altro!
      Ora tireranno un sospiro di sollievo.
      A presto, buon pomeriggio.
      Ilaria

    • FueGod grazie per i consigli e la tua presenza.
      Non mancherò di pensare ad un possibile sequel ma ora è troppo presto. Mi prenderò il mio momento di pausa e mi dedicherò alla lettura dei tuoi, vostri scritti e naturalmente dei miei amati libri.
      Ma sai che “nuovo mondo” è un titolo molto carino per un’eventuale, nuova avventura sui nostri ragazzi??😊😊 Wow!
      Lo terrò a mente.
      Buon proseguimento, a presto!
      Ilaria

    • Ciao Maria!
      Ebbene sì anche questa volta siamo giunti al termine.
      Ringrazio anche te per avermi dedicato un po’ del tuo tempo che al giorno d’oggi, è sempre più difficile avere… specialmente per le donne che hanno sempre una vita complicata.
      A “rileggerci”
      Ciao,
      Ilaria

  6. Ciao Ilaria,
    Ultimo capitolo bello ed emozionante, sei riuscita tramite le descrizioni a farmi vivere in prima persona quest’avventura, complimenti davvero… Con questo capitolo mi hai davvero fatta sognare, bravissima, e sono molto felice di aver letto questa storia fantastica. Aspetto con ansia una tua storia futura! Buona domenica e a presto 😉

    • Grazie tante Atharis.
      Anche te sei stata molto gentile e disponibile a leggere la mia storia. Sono davvero entusiasta al solo pensiero di averti fatto “sognare” perché questo era il mio intento 💜💛💚.
      Ci vediamo dalle tue parti, a prestissimo!
      Ilaria

  7. Buongiorno Ila,
    Stavo preparando il sugo e mi è arrivata la notifica: il nuovo capitolo di Madness. L’ultimo.
    Mi sono immerso nella lettura con l’ odore del cibo nell’aria, che mi ricorda sempre la famiglia, l’unione. Restare uniti durante la ricerca della libertà, attraversare dolori e pericoli per poi trovarla. I tuoi ragazzi sono fieri di te, Ilaria. Li hai guidati, caratterizzati e inseriti in una bellissima avventura. Li ho visti su quella spiaggia, ed è stato bello.
    Brava Ila:
    da lettore ti ringrazio per la compagnia ed attendo presto il tuo nuovo lavoro.
    Buona domenica😉

    • Ciao Massimo.
      Il tuo commento vale tanto per me.
      Mi hai fatto emozionare, credimi, perché le tue parole mi sono entrate nell’anima. Sono piccole soddisfazioni che fanno crescere, che mi aiutano a proseguire in questa direzione. E grazie per essere stato sempre presente.
      A presto
      Ilaria

  8. https://www.youtube.com/watch?v=Um7pMggPnug
    Sulla scritta END non è stata caricata la canzone di Kate Perry “Chained to the rhythm”.
    Ha un ritmo energico e mi piace immaginare i ragazzi sulla spiaggia con questa musica di sottofondo.

    I ragazzi hanno CERCATO E TROVATO la speranza. Li immagino uniti e compatti intorno a quel che è rimasto della statua della Libertà. I loro giovani volti proiettati verso il futuro.

    Un grazie immenso a chi mi ha seguito fin qui.
    Un grazie immenso a chi mi ha saputo donare un pò del suo tempo.
    Ilaria

    • Ciao Maria, grazie anche a te per il commento.
      Sono la prima che aspira sempre a una maggiore estensione dei dialoghi e delle scene, ma come hai detto tu, su the incipit spesso non ci è consentito.
      Siamo al final countdown. A presto.
      Ilaria

    • Ciao Biga, benvenuta
      Contenta di annoverarti qui.
      A breve metterò su l’ultimo e decisivo capitolo. Spero comunque di continuare a farti sognare a prescindere dalla tua scelta. Grazie infinite per il commento.
      A presto😀
      Ilaria

    • Ciao Erri!
      Grazie per i complimenti e la grazie ancora per tua costante presenza.
      Ebbene siamo arrivati agli sgoccioli.
      Il capitolo è pressoché finito.
      Ancora qualche colpo di tastiera e sarà pronto.
      Ti aspetto per il finale, a presto 😎
      Ilaria

  9. Ciao Ilaria, complimenti per la tua storia, davvero interessante, avrei voluto leggerla prima affinché potessi commentarla e votare… bellissimo il conflitto tra vecchi e giovani, davvero una storia ben scritta e scorrevole tanto da averla letta senza fermarmi un secondo xD
    Ps. voto si, seguo e aspetto l’ultimo capitolo
    A presto 😉

    • Ciao Atharis.
      Sono felicissima che la mia storia ti sia piaciuta!
      Avremmo potuto “giocare” insieme, se fossi arrivata prima, ma va bene ugualmente così 😉 hai potuto optare per l’ultima azione! 😁😁😁
      Grazie davvero per essere passata!
      Ti aspetto per il capitolo decisivo, ciao!
      Ilaria

  10. Chissà… Un altro buon capitolo.
    I motivi che generano lo scontro generazionale sono chiari, la ragione è nel mezzo, come accade spesso. Ora che avevo quasi decido per l’astensionismo arrivi tu e mi citi Coelho… Mannaggia a te!

    • Lou ahahahaha!
      Grande Coelho, sempre motivo di ispirazione per me.
      Grazie davvero per essere presente nella mia avventura qui su the incipit.
      Ho imparato molto, lo devo a voi tutti.
      Ti aspetto per il capitolo finale che a breve trasmetterò.
      ciao ciao
      Ilaria

  11. Ciao Ilaria! Come promesso sono venuto a leggere la tua storia. Davvero entusiasmante, una storia forte, tragica, cruda. Scritta bene e, non a caso, è stata premiata con la copertina. Quindi, tanti complimenti a te.
    Per l’ultimo capitolo direi un bel lieto fine: dopo tutto il male che c’è stato, almeno quello.
    Ciao!

  12. Ciao Ilaria!
    Arrivo all’ultimo momento, giusto in tempo per dare un voto al “lieto fine”, da inguaribile romantico. :p
    Carina l’atmosfera catastrofica a metà tra waterworld e… Titanic. Solo che qui non è la nave ad andare a picco, ma tutta l’umanità! :p
    Il racconto prende e si legge volentieri, la storia non è banale e i personaggi sono ben caratterizzati.
    Mi piace che i ragazzi siano disposti a mettere in gioco tutto per diventare padroni del proprio destino!
    Vediamo ora dove li porterà la corrente… 😉
    A presto!

    • ciao Raniero,
      piacere di trovarti qui. E’ sempre gradito l’ospite anche se arriva al nono capitolo!!
      Spero tanto che leggerai l’ultimo che caricherò a breve. Le recensioni sono sempre un ottimo esercizio per capire dove e come si sbaglia. Quindi fatti pure avanti, senza remore.
      Grazie per essere passato, a presto.
      Ilaria

    • Ciao Gianluca.
      Purtroppo la copertina non la puoi mettere da solo.
      È the incipit che decide di donarla oppure no.
      Ti consiglio di guardare le regole sugli incipoints punti e premi, tanto per chiarirti le idee su come funziona.
      Ciao e grazie per il passaggio, a presto
      Ilaria

  13. Sì, Ilaria, le troveranno!
    Ciao.
    che bel capitolo. I giovani che si scontrano con i vecchi, conflitti generazionali che vanno avanti da millenni. Va così, quando si è giovani si pensa di avere la verità tra le mani, forti della propria giovinezza, si portano avanti ideali che, ahimè, quasi sempre, finiscono in fuochi di paglia. I vecchi ce l’hanno coi giovani perché in loro vedono le loro ambizioni mancate. In questa storia, forse, i giovani porteranno avanti i loro sogni.
    I vecchi del tuo racconto cercano di portare aventi la specie, imponendo ai ragazzi il loro stesso destino, incuranti di quelli che sono i loro sogni e le loro aspettative.
    Brava Ilaria, hai dato una bella svolta al tuo racconto. Ora si aspetta il finale.
    Ciao e alla prossima!

    • Ciao Keziarica.
      Hai capito pienamente il lato psicologico dello scontro tra vecchi e giovani.
      I primi spesso sono conservatori, sempre ancorati al passato e lungi dal farsi raggirare da “stupidi ragazzini” e guai a chi si azzarda a non pensarla come loro!
      Gli young sono invece intrepidi, coraggiosi e in un’età dove prendere decisioni importanti, non comporta nessun tipo di pensiero per il futuro.
      Per i ragazzi è molto importante, invece, il presente.

      Grazie per la lettura della storia e per aver dato la tua opinione.

      Ti aspetto per il finale!

      Ciao

      Ilaria

  14. Buongiorno Ilaria,
    in questo capitolo esce la gran voglia di indipendenza dei ragazzi, che rifiutano un futuro pre-costruito dai loro padri. Brava, secondo me hai fatto un buonissimo lavoro.
    Ora c’è il finale e tu ci chiedi una domandona: NO.
    Non riusciranno a trovare le terre emerse.
    Ci si legge al gran finale, ciao!

    • Ciao Massimo!
      Sti poveretti sono proprio sfortunati eh?
      Fino all’ultimo!
      Vabbè dai non è detto 🙂
      Vedremo il resoconto tra qualche tempo, nel frattempo ti ringrazio per il supporto, a presto e buon inizio settimana.
      Ilaria

  15. Un capitolo un po’ (un bel po’) più statico del precedente, buono ma puoi fare meglio. Per un momento ho temuto il colpo di scena da ultimissimo minuto… che per fortuna non c’è stato. Le ragioni dei seguaci di Paul sono chiare e persino comprensibili: brava, perché hai creato le condizioni per favorire il processo di empatia nei confronti di un ‘cattivo’ (e ricordatela questa cosa perché è importante). Qualche incertezza ma niente di grave. L’appunto di Erri è giustissimo.
    Senza dire niente a nessuno.

    • Grazie Lou per il tuo passaggio e per il commento.
      Farò un piccolo spoiler ma il capitolo nove è pronto e sarà un “trampolino” per la fase finale. Ho dovuto raccontare del perchè e del per come si è arrivati ad una decisione simile (quella scelta dalla maggioranza di voi), quindi anche qui ci sarà un pò di staticità ma è sicuramente lecita e voluta.
      Spero di trovarti al capitolo 10, ormai ci sono quasi 😉
      A presto!
      Ilaria

  16. Rieccomi, Ilaria. Ho votato per abbandonare la nave in segreto, mi sembra più coerente con lo “scontro generazionale” che si va delineando.
    E così Paul è finito tra le fauci del dello squalo, come un paul-po qualunque 😀 … Scusami, la dovevo scrivere, non so se ti ricordi, ma qualche mondiale di calcio fa c’era un polpo indovino che – per l’appunto – si chiamava Paul… non l’ho mai dimenticato!
    Intanto, auguri per la copertina, è un bel riconoscimento.
    Ho trovato il capitolo per certi aspetti più elaborato dei precedenti, perché mi è parso di capire che ti stia concentrando soprattutto sul mostrare le azioni.
    Questa frase:
    Il Collegio confabulava tra sé, qualcuno gridò di non uccidere l’unico uomo in grado di capire lo stato d’animo delle persone.
    mi sembra poco efficace, in realtà non riesco a trovarle un senso preciso, ma forse è un problema mio. Forse ci sarebbe stata meglio l’affermazione di uno dei presenti, così da cavarsela comunque in pochi caratteri e liberare il narratore dall’attribuirsi la responsabilità del senso della frase. Mi spiego: scrivere “qualcuno gridò «Non uccidetelo, lui ci capisce!»”, solleva il narratore dal trasporre con “parole sue” un pensiero “non suo”, in un certo senso lo solleva totalmente dall’interpretare o anche solo capire la frase che riporta, diventa un affare tra il lettore e il personaggio, più immediato e forse più efficace, soprattutto se non hai abbastanza spazio per spiegare bene il concetto 😀
    Va be’, lo sai, ormai, sono prolisso 😀
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana.

    • Ciao Erri!
      Cavolo ogni volta che vedo il tuo nome sui commenti, giuro che prima di leggerti, vado a indossare un elmo perché so già che mi cazzierai😂😂😂😂😂
      Ovviamente scherzo anzi tanto di cappello perché mi dai modo di capire tante, tantissime cose.
      Quindi inizio col ringraziarti per la centesima volta 😃
      Cominciamo 😂
      Il polpo indovino mi mancava ahahahahhahaahah giuro che non sapevo della sua esistenza 😂
      Cioè…ci ho preso sia sul nome che (un po’) sul ruolo…. Indovino, santone insomma quello che è ahahah

      Grazie per il complimento sulla copertina, non me l’aspettavo, credimi

      Non sei affatto prolisso e qui ti svelerò un mio punto di vista. Praticamente nella commissione degli anziani, ho immaginato che qualcuno non fosse d’accordo su quanto stesse accadendo a Paul…il perché? Boh…forse perché ammalato pure lui/lei, forse perché si è fatto prendere dai rimorsi, oppure perché era solamente più sensibile… non saprei..lascio scegliere a voi😃

      Spero di averti dato una qualche informazione in più sulla frase di questo capitolo.

      Grazie infinite per donarmi un po’ di tempo 😍

      A presto

      Ilaria

  17. Bene, ci vuole una spedizione fuori della nave. Alla ricerca di terre emerse, per il bene di tutti i sopravvissuti. E chi meglio dei giovani eroi di questo raconto?
    Brava Ilaria, mi è piaciuto molto questo episodio. mi sono piaciuti i mormorii e le cantilene, il top top del bastone che ipnotizza i seguaci. Una concerto di suoni e suggestioni che ben ricreano l’atmosfera cupa di un racconto post-apocalittico.
    Ora non resta che conoscere le sorti dei protagonisti. Il finale è vicino dunque, che dire, aspettiamo e vediamo!
    Ciao e buona settimana!

    • Ciao Keziarica!
      Grazie per essere sempre presente.
      Eh già… Il finale si avvicina.. mamma mia di già?
      Ebbene, sicuramente d’ora in poi succederà qualcosa di grosso… I ragazzi si devono sbrigare… Paul è morto, è ora di agire.
      Grazie mille per il commento, ciao😊
      Ilaria

  18. Imprigionato per sempre e allontanato da tutti sembra la punizione più giusta, ma certo che darlo in pasto al suo dio eheh, mi aspetto una bella scenetta splatter 😀 staremo a vedere mi piacciono entrambe.
    Il Buon Paul d altronde non si è pentito minimamente fino alla fine ha tentato di soggiogare quindi non merita nessun reintegro nella società.

    • 😂😂😂Ciao Pamela
      Vedo che anche a te Paul, sta molto simpatico 😂
      Penso che il pescecane, a questo punto, stia già pregustando il suo prossimo banchetto….ma la situazione potrebbe ribaltarsi… aspettiamo ancora n po’.
      Grazie per il commento 😀

  19. Ciao Ilaria
    Buon ritmo.
    Avrei visto qualche paragrafo qua e là, un po’ alleggerito:
    Vedi, per esempio, se questo scorre meglio così:
    “Andreas controllava l’evolversi degli eventi. Ora ragazzi! pensò. Come se avessero udito le sue parole, uno di essi con una mossa di jujitsu, mise ko l’ uomo al timone, ipnotizzato dal sermone di Paul.”
    Il riferimento ai suoi anni (sulla quarantina) mi sembra non aggiunga plus valore.
    In pasto al suo Dio.

  20. Ciao Ilaria. Un buon ritmo e scene di azioni efficacemente rese (non è facile, brava). Se vogliamo restare coerenti con lo spirito del racconto credo che la cosa più giusta da fare sia dare Paul in pasto al suo Dio.
    Ho letto la tua risposta ad Allegra e c’è un piccolo consiglio che vorrei darti: per i tuoi personaggi cerca di ispirarti a persone vere, evita gli stereotipi come la peste e ricorda sempre che quanto più è incredibile la vicenda che ti appresti a narrare tanto più realistici e credibili devono essere i personaggi che muovi sulla scena (se ci pensi è uno dei motivi che hanno contribuito al successo planetario di Stephen King). Ciao.

    • Ciao Lou
      Ebbene, i tuoi consigli e quelli degli altri autori, sono “pane” per me anzi… Acqua pura (non posso mangiare il glutine 😣).
      Dunque preziosi per la mia crescita e indispensabili.
      Grazie per il tuo suggerimento, ormai ho una dispensa mentale dove poter attingere nozioni importanti.
      Spero di leggerti presto ☺
      Ilaria

  21. Ciao Ilaria,
    sono d’accordo con Lou, il miglioramento c’è e si vede. Sono d’accordo anche sul fatto di mettersi nei panni del personaggio dal cui punto di vista si narra la storia. Mi viene in mente un consiglio letto su un manuale di scrittura creativa, bisogna uscire di casa, ascoltare quello che le persone dicono e cercare di immaginare per i personaggi che creiamo, un loro bagaglio, il percorso che li ha portati al punto in cui li incontriamo nel racconto. I modi di dire, i silenzi, i ritmi del dialogo possono fare la differenza.
    Tuttavia, il tuo racconto è interessante, ha un buon ritmo e parte da una bella idea. Quindi, continua così!

    • Ciao Allegra!
      Grazie per i tuoi suggerimenti, sto prendendo molti appunti e sicuramente ne farò grande tesoro.
      Proverò a fare quanto mi consigli, anche se in realtà lo faccio già da tempo.
      Il problema è che la gente che ascolto, che osservo è molto, come dire, “normale”. I miei personaggi Invece sono immaginari in un mondo immaginario…e a volte è difficilissimo vederli muovere ma soprattutto “sentirli” parlare.
      Comunque sono d’accordo con voi negli esercizi di osservazione ma soprattutto sui ritmi nei dialoghi, quelli potrebbero fare davvero la differenza.
      Grazie per tutto
      Ilaria

  22. Ciao Ilaria. Un’avventura ambientata in un futuro distopico prossimo venturo, non dissimile da quello immaginato in alcune serie televisive di successo. Una buona narrazione e un buon ritmo, che segnano un progresso evidente rispetto al tuo precedente lavoro.
    Visto che apprezzi provo a dirti anche cosa mi è piaciuto meno.
    Nei primi capitoli c’è un eccesso di aggettivazioni che hai comunque ridotto nei successivi (anche se ci puoi ancora lavorare un pochino).
    Sul linguaggio devi osare un po’ di più, quando parlano i cattivi sono poco credibili, quasi delle macchiette.
    In alcuni passaggi avresti potuto/dovuto mostrare più che raccontare (so che è difficile ma coraggio e show don’t tell).
    Anche se scrivi in terza quando assumi il punto di vista di un personaggio devi comunque calibrare le riflessioni sul personaggio (sull’indole che gli hai attribuito e sul bagaglio presumibile di conoscenze che immagini possa avere).
    In ultimo sono in disaccordo sia con Moravia che con Russell, ma quelli sono problemi miei.
    Violente (per metterti alla prova). Seguo.

    • Ciao Lou, sempre felice di leggere le tue opinioni nonché consigli.
      Ho annotato le cose che non ti sono piaciute, cercherò di arrivare ai risultati sperati, ci sto lavorando su, leggendo e scrivendo e tenendo ben a mentre tutto quello che mi viene fatto notare.
      Grazie mille per tutto, davvero.
      Spero di riuscire, un giorno, a ottenere delle recensioni positive che sicuramente, ci potrebbero essere se andassero pari passo, con un eventuale miglioramento.
      Ancora grazie per il tuo follow, a presto ☺
      Ilaria

    • Ciao Erri
      Sono onorata per il tuo commento.
      Per quanto riguarda “l’arcata sopraccigliare” mi è venuta così, immaginandoMI …. A volte, per dare più enfasi a una frase, mi sono ritrovata a farlo 😁😁
      Grazie mille per il tuo passaggio, a presto!
      Ilaria

  23. Russell aveva capito tutto… È ancora attuale purtroppo.
    Voto per una cattura veloce e rapida, perché i fanatici si fanno forza solo delle debolezze altrui ma sono i primi deboli e codardi, i primi a mollare.
    A presto

    • FueGod: 😂😂😂😂 effettivamente…. Ahah!
      Il tuo commento su Paul è azzeccato, hai appreso appieno la sua caratteristica estetica oltre che quella psicologica, solamente con due parole: infervorato e secco come un chiodo. Hihihi
      Ciao e grazie per il passaggio.
      Ilaria

  24. Ciao Ilaria,
    bel capitolo ritmato. Il caro Paul dovrà vedersela con i giovani intrepidi a quanto pare. Maledetto! Il solito discorso: lui predica e gli altri si sacrificano.
    La cosa bella è che migliori di capitolo in capitolo e questo è un ottimo risultato.
    Sono curiosa di sapere cosa accadrà nel prossimo e voto “maniere gentili” perché è lui il cattivo e i suoi adepti devono capire da che parte stare.
    Alla prossima!

  25. Rieccomi, Ilaria. Io mi immagino lo yacht.
    Mi sembra proprio un bel capitolo, ben costruito e denso.
    Abbiamo scoperto un sacco di cose in modo naturale e scorrevole.
    Qualche virgoletta è ancora un po’ ballerina, ma niente che ostacoli davvero il piacere della lettura.
    Brava!
    Giusto per rendere il commento prolisso., volevo farti notare questa frase:
    … le si avvicinò, afferrandole dolcemente le mani e avvolgendole delicatamente all’interno delle sue…
    Non voglio fare l’inquisitore dei gerundio (anche se ultimamente mi sta capitando spesso di incentrare i miei commenti su di essi), ma in questo caso sarebbe stato più opportuno non utilizzarli, perché le azioni di avvicinarsi e afferrare le mani sono di certo consecutive e non contemporanee né sono legate da uno stretta causalità.
    Per cui, direi: le si avvicinò, le afferrò dolcemente le mani e le avvolse all’interno dell’edificio sue.
    O qualcosa di simile.
    Non dico assolutamente che ti debba piacere o convincere di più la forma che propongo.
    Semplicemente, considera questa possibilità. Poniti il problema. Poi scegli quello che tu preferisci.
    Ciao, ti auguro un’ottima notte 🙂

    • Hei Herri, ciao!
      Notturno come me eh? 😀
      Ahahah ho visto che bacchetti giù pesante con i gerundi. Infatti quando lo fai notare anche negli altri racconti, vado proprio a guardare dove li hai individuati per poter capire, per poter migliorare e fai bene perché poi quando qualcuno, in questo caso te, lo fa notare è giusto controllare e capire come si sbaglia e perché.
      Tu sei un maestro in questo, forse te l’ho già detto ma ti ringrazio davvero.
      È tutta arte che si mette da parte 😉
      A presto ☺
      PS la considererò eccome questa possibilità!!
      Ilaria

  26. Voto fatiscente Yatch, perché rappresenta a pieno la decadenza in cui si trova il pianeta Terra, e solo i giovani incoscienti come Andreas possono combattere e cambiare questo destino…
    Attendo lo scontro 😀

    • Hei Vivi
      I giovani di quel tempo sono come quelli del passato e del nostro presente: incoscienti. Anche noi lo siamo stati, la regola era “facciamolo” 😁, fatto sta che i teen ager non ragionano come farebbe,, invece,, un adulto, si agisce di petto, con spavalderia e senza troppe remore.
      Grazie per il commento a presto.
      Ilaria

    • Ciao FueGod
      Grazie per il Follow!.
      Ebbene probabilmente lo scopriremo nel prossimo episodio, spero… boh… non so .. vedremo cosa s’inventerâ la mia immaginazione.
      Lieta di averti incuriosito.
      Ciao ci si “legge” 😁
      Ilaria

    • Ciao Maria
      Grazie per il tuo commento.
      Si sono d’accordo con te . Quella frase sarebbe stata certamente più consona ma a questo giro, ho voluto proprio ometterla volontariamente perché a parer mio, è retorica, detta e scritta troppe volte, troppo utilizzata insomma.
      Quindi ho deciso di “inventarne un’altra” simile ma che intendesse la stessa cosa.
      Grazie per avermi dato la possibilità di spiegare questo dettaglio 😊
      A presto Maria.
      Ilaria

    • Hai dedotto in maniera giusta.
      Ho messo questa frase appunto per far intendere che i ragazzini essendo incoscienti, sono fondamentalmente coraggiosi, molto più degli adulti che per saggezza o troppa riflessione, tendono ad essere molto più pesati nelle scelte.
      Grazie lupogrigio per il tuo passaggio.
      Ciao,
      Ilaria

  27. Ciao Ilaria,
    un buon ritmo serrato, condito da scene vivide e dialoghi intensi o concisi a seconda del bisogno. Brava.
    Mi è piaciuto molto questo nuovo episodio e immagino che sia il preludio a qualcosa di altrettanto succoso.
    Viste le disavventure del pianeta, e la durezza della nuova vita dei sopravvissuti agli eventi, io dico un rompighiaccio, che sia coriaceo come i ragazzi che lo dovranno fronteggiare!
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica
      Grazie per la tua fiducia.
      Ho lavorato molto a questo capitolo, l’ho letto e riletto 100 volte, ho tagliato e cucito e sono contenta che ti sia piaciuto 😀.
      Vediamo cosa succederà prossimamente.
      A presto ☺
      Ilaria

  28. Buongiorno Ilaria,
    il tuo nuovo capitolo scorre che è un piacere, non ti sei dilungata troppo sul rapporto tra nonna e nipote-ma solo quanto basta- e hai strutturato bene l’intro all’azione che esploderà a breve, lasciando curiosità per ciò che accadrá nella prossima parte.
    Nave rompighiaccio!
    Buona domenica

    • Grazie Massimo per il tuo commento.
      Non sai che piacere mi fa leggere le opinioni altrui.
      Sono contenta che il rapporto nonna-nipote non ti sia risultato pesante… all’inizio temevo che potesse annoiare ma era anche inevitabile che dovessi chiudere questa parentesi.
      Auguro una tranquilla domenica anche a te.
      A presto!
      Ilaria

    • Ciao Pamela, grazie per essere passata.
      Apprezzo molto i commenti e sarebbe fantastico se come te, ognuno esprimesse la propria opinione sul tuo operato…
      In questo modo potrei imparare dagli errori.
      Ma vabbè. Lasciando perdere le mie inutili elucubrazioni, eccoti nel presente. 😉

      Ancora grazie per essere passata dalle mie parti.
      A presto e … buona notte!
      Ilaria

    • Ciao FueGod che piacere!
      Descrivere il meno possibile mi sembrerà impossibile 😓
      Cavolo….
      Non so se ci riuscirò 😫
      Le descrizioni rientrano un po’ nel mio modo di essere… Lo faccio anche nella vita, in generale…probabilmente cercherò di alleggerire ma rinunciarci … poi non sarei più io.
      Grazie immensamente del prezioso commento e contributo.
      A presto!!
      Ilaria

    • Ciao Maria,
      Certo che farò un passo da te!
      Effettivamente non è proprio il mio genere, ma sarò lieta di leggere il tuo racconto.

      Purtroppo in una società distrutta da cataclismi, è difficilissimo trovare l’equilibrio di una civiltà che noi tutti conosciamo. È inevitabile il rovescio della medaglia, il cruento, la maleducazione e la cattiveria.
      Effettivamente se leggi l’introduzione, ti accorgerai che c’è scritto che “un gruppo di ragazzini dovrà crescere in fretta” e il titolo la dice proprio tutta: “madness”: follia, pazzia…ecc… quindi ahimè, Andreas, mentre gli succedono tutte quelle brutte cose, ha proprio 10 anni😫

      Grazie per il commento! Sempre lieta di leggerti.
      A presto!
      Ci vediamo dalle tue parti

      Ilaria

  29. Rieccomi, Ilaria. Ho votato per tornare sulla nave.
    Un capitolo scorrevole e pieno di azione. Io però voglio provare a fare mio il ruolo che mi hai gentilmente voluto assegnare indicandoti qualcosa a cui fare attenzione.
    La cosa che ho notato di più sono i “con” che hai usato in questo capitolo: diciassette. Non ti scriverò di analisi logica, materia nella quale sono piuttosto scarso, ti dico solo che quasi tutti i tuoi “con” rispondono alla domanda “In che modo?”.
    Ad esempio:
    Il bambino lo guardò (in che modo?) con disprezzo.
    L’uomo parlava (in che modo?) con aria sardonica.
    Troppi “con” si notano, o almeno, io li noto. Ma non è questo il primo problema: il fatto è che, se usi troppo spesso le stesse strutture verbali, la tua prosa si ingrigisce molto, manca di spunti che la rendano interessante. Insomma, variare quanto si può, arricchire il vocabolario, non adagiarsi in ciò che si conosce. Molti dei tuoi “con” possono semplicemente essere elisi, per altri puoi pensare a perifrasi altrettanto efficaci. È difficile e doloroso, soprattutto se hai i caratteri contati, ma alla fine ti renderai conto che ne vale la pena.
    Ciao, ti auguro un 2018 grandioso! 😀

    • Erri
      ma vedi che da te imparo sempre qualcosa??
      Caspita! i “con” mi mancavano all’appello😂

      Bene bene la prossima volta farò più attenzione. Sono sicura che, grazie alle tue segnalazioni, il racconto diventerà più fluido ☺
      A presto 😄
      Ilaria

  30. Ciao Ilaria,
    io vorrei tornare sulla nave.
    Molto intenso questo nuovo capitolo, dinamico, direi. Creare tensione con le parole, raccontando una scena d’azione, non è semplice. Tu ci sei riuscita benissimo. A parte un paio di errori di battitura, insignificanti nell’insieme, questo capitolo è perfetto.
    Aspetto quindi il prossimo e ti auguro un Buonissimo Anno Nuovo!

    • Ciao Keziarica,
      sempre lieta di leggere le tue opinioni.
      Mi sono accorta troppo tardi degli errori di battitura ma non ci crederai. Ieri ho messo su il capitolo e sono scappata per festeggiare il nuovo anno😁 ahah
      Quindi ero di fretta e non mi andava di metterlo oggi.😋
      Grazie comunque per avermelo fatto notare.
      Buon 2018 anche a te!
      Ilaria

  31. Rieccomi, Ilaria. Ho votato per il gruppo di adulti. Un capitolo molto crudo. E anche crudele. Ti confesso che appena ho terminato di leggere sono andato a guardare il genere scelto, perché in questo terzo le sfumature prettamente horror non mancano 🙂
    Le descrizioni sono efficaci, pure troppo… Gioco spesso con voi, recitando la parte del “piccolo bimbo tenero e coccolone”. Naturalmente non sono così, ma devo ammettere che leggere cose così forti non mi lascia indifferente. Però, attenzione: hai descritto un crimine di un’efferatezza estrema. Se scegli di dire, cinquemila caratteri non sono tanti, e presti il fianco a una costruzione della scena un po’ approssimativa (dettagli come brandelli di carne e ossa sbocconcellati dal cane… una persona perde i sensi solo a immaginare che il proprio corpo subisca simili violenze), quindi ci fai vedere robe spietate, ma i protagonisti non si comportano come ti aspetteresti (mi aspetterei): Barbara non sviene; strilla, ma che tu lo dica non mi è sufficiente a “sentire”il suo dolore. Poi articola frasi e insulti come se fosse comunque presente a sé stessa. Allo stesso modo, ho trovato le frasi dei criminali troppo stereotipate per riuscire a farmi sentire la loro malvagità… Insomma, personalmente questa parte avrei preferito solo immaginarla più che trovarla scritta.
    Naturalmente le mie sono opinioni, mi sono dilungato perché il tuo capitolo mi ha scosso 🙂
    Ciao, ti auguro un transatlantico di auguri che ti accompagnino in questi giorni di festa 😀

    • Ciao Erri!
      Sono sempre molto felice di leggere i tuoi commenti, negativi o positivi che siano.
      Mi spiace di averti scosso, è un capitolo crudele lo so, ma a volte bisogna spezzare la monotonia e uscire fuori dai binari.
      Non ci crederai, ma averti in qualche modo “turbato”, significa molto per me.
      Sai quando si dice: “parlatene bene, parlatene male ma basta che ne parliate?” Ecco io mi sento soddisfatta per essere riuscita a suscitare in te una reazione, in questo caso negativa ma pur sempre di reazione si tratta.
      Il solo morso di un cane, per quanto profondo e grave, non credo sia in grado di far svenire una persona, almeno che questa non sia particolarmente sensibile e Barbara sfortunatamente o fortunatamente non lo è stata, anzi! Ha combattuto come una furia sino alla fine…
      Ovviamente tutto questo avrà il suo tornaconto 😉
      Grazie Erri per il commento e per le tue opinioni, sempre molto gradite.
      Spero di ritrovarti anche nel prossimo capitolo, giuro che scene così, non le troverai mai più 🤗
      A presto e Buon Natale!
      Ilaria

      • Mi fa molto piacere che tu reagisca positivamente alle critiche e ti fa onore.
        Dico sul serio, non è da tutti, e a mio parere è una grande dote che permette di migliorare più rapidamente.
        Venendo allo specifico del discorso, vorrei ribattere e spiegarmi meglio.
        Un morso di cane non fa svenire quasi nessuno, ma qui succede qualcosa di un po’ più pulp:
        La belva, con violenza, ridusse a brandelli i jeans e le *ossa* sotto…
        Il sangue *zampillava* e lui se ne nutrí avidamente…
        … cane che rotolò sul fianco guaendo e scappando con *brandelli di carne* in bocca…

        Ossa a brandelli e brandelli di carne (tra l’altro, occhio alle ripetizioni).
        Più di un cane mi ha morso, ma non ho mai avuto neppure il sangue che zampillava.
        Ho anche avuto la sfortuna di vedere due mie ossa a brandelli. Tranquilla, piccole cose, due falangi del mignolo, ma tra sangue che colava copioso (non zampillava, se zampilla è segno che un vaso principale e stato lesionato e questo è un pessimo segno, dalla prognosi spesso infausta) e schegge bianche che spuntavano intorno all’unghia, non era un bello spettacolo. Sai a cosa mi ha fatto pensare? A un cafone che lascia un avanzo di budino a fine pasto, si pulisce i denti con uno stecchino, se lo mastica ben bene e poi lo infila nel resto del dolce spappolandolo.
        Vedi una parte del tuo corpo in quelle condizioni e tra fitte lancinanti pensi, più o meno lucidamente, “Ok, è fatta, Erri, hai perso un dito. Saluta il tuo mignolo e abituati a vederti un mozzicone al suo posto. Per il resto della tua vita”.
        Ecco, adesso senti un po’ del mio dolore di quel giorno? Ed era solo un dito, il meno importante della mano non dominante.
        Non sono svenuto, ma quelli che avevo intorno ci sono stati a un passo. E lo shock… lo shock è paralizzante.
        Ti scrivo questo perché non travisi il mio messaggio: non mi hai spaventato o impressionato. Non mi è piaciuto che nel tuo capitolo il dolore fosse raccontato più che mostrato. Racconti con due parole un dolore estremo. Ma a me leggere in che modo dadico le hanno fatto male non mi fa *sentire* il suo dolore, hai bisogno di molte più parole per farlo.
        Quante ne ho impiegato io, per un solo mignolo?
        E in questo discorso ho tralasciato la bestiale violenza successiva.
        Più la scena è estrema e aliena, più devi coinvolgere il lettore facendolo entrare nella testa di chi subisce questa situazione. Altrimenti è molto più efficace farci solo immaginare cosa è successo, voltare lo sguardo, fermarsi sulla soglia dell’indicibile.
        O almeno, questo è ciò che penso io, come lettore.
        Per la cronaca, il mignolo quella volta me l’hanno più o meno salvato 😀
        Ciao, buona vigilia e buone feste 😀

        • Ciao Erri
          Ora ho capito perfettamente cosa hai voluto intendere. Hai perfettamente ragione su tutto e anche sul fatto che con soli 5000 caratteri a disposizione, purtroppo è difficilissimo accontentare ogni lettore. Non è la prima volta che qualcuno mi bacchetta accusandomi di raccontare più che di mostrare.
          Quindi sarà mia cura la prossima volta, trovare una miglioria ulteriore nelle descrizioni delle sensazioni però senza dilungarmi.
          Ok grazie anche di avermi fatto notare la ripetizione e per i brividi di orrore, ripensando al tuo povero mignolo😂😂😂
          Ti rinnovo i miei auguri di felice Natale

  32. “Percepi’ l adrenalina velenosa scorrergli nelle vene…”
    Molto bella questa frase… descrive perfettamente il passaggio dalla sua innocenza alla vendetta… Velenosa… E saranno delle giovani donne ad aiutarlo.

  33. Ciao Ilaria
    Mi piacciono le frasi che hai scelto per iniziare ogni capitolo.
    Capitolo intenso, condivido il commento di K.
    Non mi è chiara l’età di Andreas. Pensavo fosse un bambino piccolo poi, dalla sua reazione, così lucida e carica di forti emozioni, e dalla sua decisione di affrontare la situazione, mi sembra forse nella preadolescenza.
    Giovani donne (si servono dell’astuzia?)

    • Ciao Maria Algures
      Sono onorata per la tua visita.
      Sono felice che ti sia piaciuta la mia idea di mettere le frasi al posto dei titoli 😆
      Nel prossimo capitolo vi svelerò l’età di Andreas, 😋
      Grazie per il commento.
      A presto
      Ilaria

    • Ciao FueGod!
      Fammi sapere poi il titolo del libro ! Se puoi dirmelo però alla fine del racconto, perché non vorrei mai essere in qualche modo influenzata.
      Però ora sono curiosa 😀😀
      Grazie per la visita e per il commento.
      A presto 😎
      Ilaria

  34. Ciao Ilaria,
    molto intenso questo capitolo. Il terrore nei due sventurati salta fuori dalla pagina e ti stringe il cuore. Mi viene in mente una scena de: “La ciociara” ovviamente storia lontana anni luce dalla tua, ma con lo stessa impronta cinica che porta alla luce la cattiveria cieca dei periodi bui. Ma, in una storia ben strutturata, al male si contrappone il bene e, di solito, prevale anche. Io voto per il gruppo di donne, con la speranza che, in qualche modo, li facciano a pezzi!
    Brava Ilaria.

    • Ciao Keziarica
      Nonostante li abbia immaginati, non posso che inorridire di fronte a certi uomini.
      Effettivamente in un ambiente ostile e senza regole, diventa difficile rimanere “umani”.
      Staremo a vedere il seguito.
      Grazie per il tuo prezioso commento, sempre molto apprezzato.
      A presto ☺
      Ilaria

  35. Ciao Ilaria. Leggendo “Avventura” non mi aspettavo una storia ambientata nel futuro, ma la sorpresa non mi è dispiaciuta, anzi.

    Invece che complimenti generici (che comunque meriti perché è una storia intrigante e molto fluida) te ne faccio uno specifico:
    mi piace come usi gli aggettivi. Noto che ne impieghi tanti, ed è facile scivolare nel ridondante quando se ne fa largo uso, ma non è il tuo caso. Brava,

    Al prossimo capitolo, e buona scrittura.

    • Ciao Erri
      Grazie per il commento 😀
      Sono contenta che ti piaccia l’ambientazione. Spero proprio di riuscire a catapultarti nel mondo strano di madness.
      Alla prossima e, vista l’ora (00:47), ti auguro una buonanotte 😴😴😴
      Ilaria

    • Ciao Anastasia,
      Effettivamente l’ansia sale pure a me… specialmente alla luce dei fatti odierni….se penso a tutto quello che l’essere umano è in grado di distruggere… purtroppo uno scenario del genere non sarebbe nemmeno tanto lontano…
      Vabbè non pensiamoci, per ora e per fortuna, si tratta solo di fantasia 😉
      Ciao alla prossima!
      Ilaria

  36. Ciao Ilaria,
    bella l’idea di trasformare la” Harmony of the Seas” in una nave profughi. All’Olimpyc e al Britannic, gemelle del Titanic, toccò una sorte simile durante la prima guerra mondiale, vennero infatti utilizzate per trasportare truppe una e come nave ospedale la seconda, ma questa è un’altra storia.
    Ho notato che, rispetto al primo capitolo, ci sono un po’ di errori in più. presta attenzione alle virgole, che sono anche un mio cruccio, e rileggi bene i passaggi (consiglio che do senza farne buon uso io stessa):
    “La pelle a contatto con il pavimento era piacevole” a intuito capisco cosa intendi, ma la frase non è compiuta.
    E ancora: “Nonna, come facciamo a non fare la guerra?” ammise sbuffando.” Forse ci andava un “chiese” visto che pone un punto interrogativo a fine frase, o almeno “disse” più generico, che può intendere una sorta di constatazione.
    Comunque, a parte questo, il tuo stile è migliorato. L’idea è molto interessante e sono curiosa di leggere il seguito.

    • Ciao Allegra, grazie per il tuo prezioso commento e ovviamente contributo che sarà utile per migliorare il mio scritto.
      Con le virgole mi ci picchio, il buon JAW mi ha consigliato un indirizzo dove poter attingere nozioni che potrebbero rivelarsi utili.
      Se hai difficoltà pure tu, guarda il commento qua sotto😀
      Ciao a presto
      Ilaria

  37. Tre donne, un uomo, un cane, preferisco la varietà.
    Ciao, Ilaria.
    Wow, la classifichi avventura ma è a tutti gli effetti fantascienza!
    Scampati al disastro che vivono (anche?) su navi da crociera, interessante.
    La storia è intrigante, vediamo come proseguirà.
    Ilaria, ci “conosciamo” dai primi cinquemila caratteri che hai pubblicato su questo sito.
    Non molto tempo fa.
    Eppure ne sembra passato parecchio, perché trovo che il tuo stile sia molto migliorato.
    Complimenti, insomma!
    Sulle virgole devi ancora lavorare un po’, e vorrei riuscire a darti un suggerimento utile per migliorare questo aspetto. Il fatto è che la punteggiatura è, almeno in parte (*in parte*, non del tutto 😀 ) arbitraria, dipende da come l’autore legge ciò che ha scritto.
    Online trovi comunque molte guide, questa è una:
    http://www.treccani.it/enciclopedia/virgola_%28La-grammatica-italiana%29/
    Non basta e non ti dà risposte per tutto, ma di certo è utile.
    Leggere ciò che scrivi intonandolo, accentuando le pause in corrispondenza della punteggiatura può essere anch’esso un buon esercizio per capire se virgole e punti stanno bene dove stanno, o magari mancano, o sono di troppo.
    In ogni caso, brava, mi fa piacere constatare i tuoi miglioramenti,
    Ciao, a presto

    • Jaw ti farei un monumento
      I tuoi consigli sono come aria da respirare, grazieeeeeee!
      Andrò a leggere quanto mi hai gentilmente inoltrato, sicuramente sarà molto interessante.
      Purtroppo le virgole sono errori anche di distrazione tant’è che quando carico il capitolo e lo rileggo, purtroppo mi accorgo di come le ho messe male, queste maledette.
      Grazie per esserti accorto del miglioramento, specialmente se notato da persone come te😆
      A presto!
      Ilaria

  38. Ed ecco la mamma…mi sembra che questa figura si contrapponga fortemente alla dolcezza protettiva della nonna, la immagino forte, dura e combattiva per questo ho votato 5 uomini armati…ne vedremo delle belle?

    😉

  39. 15 Dicembre 2017…mi piace 🙂
    Ci rimane veramente poco tempo per cambiare le sorti del nostro pianeta… Staremo a vedere!
    Attraverso gli occhi della Nonna sei riuscita perfettamente a trasportarci in questo mondo sommerso e ci hai fatto sentire forte il sentimento che la lega ad Andreas.
    Ho votato la Mamma, ci aiuterà a capire meglio Andreas…

  40. Ciao Ilaria
    Anche se prediligo gli horror, decido di seguirti perché in Arteria hai dimostrato di avere molta immaginazione.
    Non capisco l’età di Andreas, spero che nel prossimo capitolo ce lo svelerai.
    Comunque ho scelto la mamma Perché dà l’idea di essere giovane

  41. Eccomi qui, Ilaria. Ho votato “un amico”, mi pare che Andreas, a parte la tragicità della situazione apocalittica, sia comunque sereno. ossia non mi pare “lontano da mamma”.
    Uhm… 15 dicembre 2017? Tra due settimane? Maro’, non ci dai molto tempo! 😀
    Un incipit malinconico, a tratti struggente. Mi sono piaciute molto le immagini che evochi. Chiedi critiche costruttive e questo mi piace molto. Su questo capitolo non ho però molto da osservare, giusto qualche virgola ballerina. Tutto il resto è questione di gusti, l’unica cosa che mi ha un po’ inceppato è la frase “… da 93 metri d’altezza”, perché mi sono chiesto quanto è realistico, in una conversazione di quel tipo, fornire misure così precise.
    Però, ripeto, questione di gusti 😀
    Ciao, ti auguro un intero, festoso Dicembre che duri fino al trentuno senza sconvolgimenti climatici 😀

  42. Alla mamma, mi pare di capire che è un bambino, quindi alla mamma.
    Ciao,
    direi che è la prima volta che ci leggiamo, quindi spero che non ti offenda se ti faccio qualche osservazione. È perché l’idea mi sembra interessante che lo faccio (se una cosa non mi piace non la commento).
    La prima riga: passi dal passato al presente senza ragione ma magari è una svista.
    Usi tantissimi aggettivi: lo so che sono belli, ho il vizio anche io ma quando sono troppo appesantiscono tanto la lettura. Ti cito ad esempio il passaggio “nell’orizzonte infinito di un ristretto, vecchio e sporco oblò ricoperto da umidi strati di salsedine. Dietro di esso la presenza ingombrante di un mare impetuoso e ciclicamente agitato.” Non solo tutti i sostantivi sono accompagnati da un aggettivo, spesso ne hanno almeno due: è davvero troppo. Sono belle immagini ma non è una poesia, bisogna semplificare.
    L’altra osservazione che mi viene è di stare attenta a non ripetere troppo spesso gli stessi concetti: tipo che la nonna è vecchia, malata ma ancora lucida, lo dici in tre punti, in tre modo diversi: non serve; come il fatto che a Jonas piacciono le sue storie.
    Capisco che vuoi far risaltare il concetto, ma dai fiducia ai lettori: basta che lo leggano una volta, non c’è bisogno di insistere.

    Per il resto, via, navighiamo con loro su questo triste oceano: avranno una meta o semplicemente navigano come Noè sull’arca, in fuga da un mondo devastato?
    Lo scopriremo leggendoti, spero tu non prenda male le mie obiezioni, sono fatte con buone intenzioni 🙂

    • Benvenuta Befana Profana!
      Obiezioni?? Sono strafelice se mi fai notare le imperfezioni, credimi quando ti “dico” che sono un aiuto per la sottoscritta. È un modo per crescere e non smetterò mai di esserne convinta.
      Amo le critiche costruttive, non sopporto invece quelle “distruttive” che non lasciano via di scampo, che ti bloccano cercando di tarpare le ali dell’immaginazione.
      Quelle le odio ma le tue assolutamente NO. Anzi!
      Posso chiederti un favore?
      Facendo finta di essere una maestra con la propria alunna: mi potresti scrivere il tempo verbale corretto della prima riga dove hai notato che sono passata dal passato al presente? Ti sarei davvero grata per questo.
      Nel frattempo ti ringrazio.
      Ciao a presto
      Ilaria

    • Ciao Keziarica
      Grazie per avermi dato nuovamente la tua attenzione.
      D’ora in avanti vorrei soffermarmi maggiormente sul racconto prima di caricarlo.
      Devo fare ancora molta strada ma se mi segui e mi consigli, mi sento più tranquilla perché con te riesco sempre a capire dove e come sbaglio.
      Grazie ancora!
      A presto
      Ilaria

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