IL VIAGGIO DI ELLA HENDERS

Dove eravamo rimasti?

DITEMI SOLO QUANTI ANNI 16 (55%)

VITA DI ANNA

“Il cielo è limpido, la serata promette bene. Immagino che farà freddo. Caro diario, oggi compio 16 anni, ci puoi credere? Papà mi ha regalato un telescopio giallo. Lo ha montato nella mia stanza, accanto alla finestra, ma ci sono troppe luci, da qui non riesco a vedere nulla. Io lo so da dove si vedono le stelle, dal lago Birdy.”
Anna chiuse il suo bel diario e vi passò sopra le dita, con una carezza veloce, apprezzò il dorso ruvido e percorse la scritta che vi riposava in rilievo: VITA DI ANNA. Lo aveva fatto sua madre e glielo aveva regalato una mattina di otto anni prima, mentre in cucina il sole esplodeva da una finestra e le illuminava il volto sorridente.
Quando Anna uscì di casa, quel giorno, incontrò il cielo di cristallo su cui il sole morente disegnava un lieve arco rosato e sorrise, sapeva che quella sarebbe stata la sua sera speciale.
Con le mani nelle tasche e lo zaino sulle spalle, infilò le scale che portavano alla Metro.
Sulle pareti delle gallerie, volti dipinti con spray colorati parevano prendere vita, in graffiti antichi che le ricordavano qualcosa, una sensazione. Volti enormi, dagli occhi grandi con le labbra appena socchiuse, sussurravano qualcosa in languidi mormorii che finivano per perdersi nel brusio metropolitano. Anna rimase incantata da piccoli fiori chiari sul risvolto scuro di un colletto, che come minuscoli uccelli, si libravano in volo sparendo alla vista, man mano che la scala mobile scendeva.
La ragazzina salì sul treno e prese posto nell’unico seggiolino rimasto libero. Con lo sguardo assente fissò il riflesso della vita che sonnecchiava nello scompartimento. Si tolse distrattamente la gomma di bocca e, con un gesto automatico, la appiccicò sullo schienale di fronte a sé. Alzando lo sguardo incontrò quello corrucciato di una donna che la fissava. Anna arrossì, tenendo lo sguardo sulla macchia gommosa che macchiava lo schienale.
«Mi ricordi una persona» le disse quella sorridendo.
«Davvero?» domandò Anna senza perdere il suo colorito acceso.
«Davvero» rispose la donna, prima di alzarsi per raggiungere l’uscita. Per un attimo una falda del cappotto si scostò lasciando intravvedere un pezzetto di stoffa azzurra, su cui stava appuntata una targhetta recante il nome DAHLIA.
Quando arrivò nel parco era già quasi buio. File di lampioni illuminavano i viali di ghiaia, con timide luci giallognole. Anna ne percorse alcuni, intravvide la sagoma di una statua, respirò l’odore del lago e si lasciò incantare dal volteggiare blando di una foglia d’acero portata dal vento.
Eccola pensò illuminandosi, appena vide la chiglia di una piccola barca biancheggiare sulla riva. Si avvicinò a passo svelto, dallo zaino spuntava l’ultimo tratto del telescopio. Intorno a lei non scorse anima viva. Con un movimento traballante salì sull’imbarcazione e con gesti goffi spinse la barca verso il largo. La superficie del lago brillava illuminata dalla luna e dalle stelle. Anna alzò gli occhi e si meravigliò di tanta bellezza. Estrasse l’aggeggio dallo zaino e lo puntò verso il cielo.
«Fantastico» sussurrò, cercando di rintracciare una delle stelle conosciute.
Senza pensarci troppo si alzò, in equilibrio tra il lago e la volta celeste, stava per mettere a fuoco qualcosa, bastava spostarsi un pochino… splash!
In un attimo si ritrovò ad annaspare, la chiglia chiara dondolava indolente a filo d’acqua sopra di lei.
Un effluvio liquido e dolciastro le penetrò nelle narici, il telescopio le cadde di mano e divenne una macchia gialla e informe, che scendeva verso il fondo, in un gorgo scuro.
Le stelle parvero tuffarsi una a una nell’acqua per vorticarle intorno. La luna si fece enorme, oltre la superficie, dilatandosi a dismisura e colorando di luce il buio.
Il diario scivolò fuori dallo zaino aperto e le pagine si aprirono mollemente, lasciando volare via le parole, nello sciogliersi inesorabile dell’inchiostro.
Anna danzava volteggiando in liquide spire argentee, d’un tratto qualcuno la prese per mano e parve accompagnarla nella danza.
La presa si fece più forte e ora le serrava il polso e la strattonava, non più in una danza ma, in un vigoroso trascinamento.
Quando riaprì gli occhi tossendo, qualcuno le poggiava le labbra sulla bocca e sussurrava qualcosa che, al momento, le parve incomprensibile.
Piano piano il volto assunse contorni definiti e Anna si trovò di fronte due grandi occhi nocciola, che la fissavano brucianti.
«Chi sei tu?» gli domandò.
«Un pessimo nuotatore» rispose lui ridendo.
Anna si tirò su e lo fissò per un istante.
«Abbiamo ballato?» gli domandò.
«Come scusa?» il ragazzo la osservò perplesso.
La luce della luna illuminò la medaglietta che lui portava al collo.
«È Boote…» disse lei sfiorandola con un dito.
«Sì, ti intendi di astronomia?»
«Fin da piccola.»
«Davvero? E qual è la tua preferita?»
«Arturo» rispose Anna sorridendo, mentre il lago alle sue spalle restituiva alla notte le stelle cadute.

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194 Commenti

  1. Ciao, Allegra!
    Be’, non so bene per quale motivo, mi ero perso il capitolo finale, quindi arrivo con un ritardo intollerabile e ti chiedo scusa.
    Tanto è il ritardo che hai rimosso il video linkato! 😀
    Un finale molto, molto bello, che chiude il cerchio di una storia davvero toccante e ci lascia con un groppo alla gola, a crogiolarci in riflessioni filosofiche sul senso della nostra esistenza. O delle nostre esistenze.
    Bello, veramente. Brava davvero.

    Ciao, a presto

  2. Credimi. Io sono facile alla noia. E’ una malattia. Il tuo stile è invece qualcosa che in questo sito non avevo ancora trovato. Punti di contatto, altri più lontani che comunque mi incuriosiscono… spero tu scriva presto un’altra storia qui. Mi hai incuriosito. Grazie.

  3. ciao Allegra
    bellissime le tue immagini tra sogno e realtà, una danza di evocazioni tra le sensazioni di Ella e quelle di Anna.
    Bravissima davvero. Un finale dolce come tutto il tuo racconto.
    Spero di ritrovarti tra non molto, tra le pagine di The incipit con una grande, struggente e delicata storia.
    A presto!
    Ilaria

  4. Fantastico Allegra.
    Adesso tutto torna e la percezione che avevo avuto si è realizzata. Le descrizioni di questo ultimo capitolo sono davvero riuscite ed hai dato la giusta chiusura ad una storia piena di poesia e ricca di emozioni. Delicata, sussurrata quasi. Hai fatto un bel lavoro, secondo me.
    Rinnovo il mio apprezzamento, ti ringrazio per la compagnia e ti attendo PRESTO con una nuova storia😊
    Ciao!

  5. Voto 16 anni perché è l’età della adolescenza quindi l età delle emozioni più intense dove nulla è impossibile;
    mi piace pensare che nulla finisca veramente ma che qualcosa rimanga per fare dei giri immensi e poi infine ritrovarsi.
    Attendo il Gran Finale 😀

  6. Bellissimo capitolo. Io il sole l’ho visto nella introduzione ( come da risultato della votazione) e la sua luce nella fine del racconto con la rinascita!
    Emozionante anche la storia di Arthur-Arturo 🙂
    Non ricordo, le poesie che aprono i tuoi episodi sono le tue?

    • Ciao Maria,
      che ti posso dire? La domanda che chiudeva l’ultimo capitolo chiedeva quale elemento dovesse aprire il capitolo. La scelta è stata IL SOLE e, con il sole, il capitolo si è aperto. Non ho detto che l’elemento avrebbe accompagnato l’intero scritto o lo avrebbe caratterizzato in qualche modo.
      Questo è il quarto racconto che scrivo qui su TI e ho sempre lasciato molto spazio alle scelte dei lettori, coi bivi (anche perché ogni racconto scritto qui è stato scritto qui, non esisteva prima), spesso anche finendo per ritrovarmi nei pasticci. In questo caso, ho cercato di mantenere una linea che potesse portarmi dove volevo andare. Avevo bisogno di una domanda neutra, come quelle che molti altri qui usano per condurre il racconto fin da principio, e ho pensato agli elementi atmosferici. Per il prossimo episodio ho pensato ai numeri.
      Mi spiace di non essere riuscita a rendere l’ultima parte più comprensibile, mi pareva lo fosse, ma evidentemente mi sbagliavo.
      Ti ringrazio comunque per il commento e per la sincerità.
      Ti aspetto per il finale, se lo vorrai, e ti auguro una buona domenica.

  7. Wooooww
    Ciao Allegra…. Caspita che sensazione meravigliosa!
    Un mondo dolce, triste, etereo ma anche pieno di speranza per Ella: ecco la sua rinascita.
    Un finale suggestivo in questo capitolo, che riparte con una nuova vita….. Bello davvero, complimenti.
    Io ho scelto i 16 anni perché sono anni teneri, di amori intensi, adolescenziali quindi profondi come lo è Ella.
    Ma sono in minoranza….🤔
    Staremo a vedere le prossime scelte.
    Ciao a prestissimo
    Ilaria

  8. Scelgo il vento, anche se ho paura che sia un voto di pura testimonianza.
    Ciao, Allegra!
    Un bel modo per rappresentare la rievocazione di una vita intera, preludio, si dice, all’ “exitus ultimus”. Però è la serenità della protagonista che fa la differenza e si propaga al lettore.
    Belle immagini.
    Mi “rimproveri” di essermi intenerito, ti rispondo che è la tua storia a essere tenera e io mi adeguo 🙂
    Comunque capisco cosa intendi e sono d’accordo: l’interazione tra noi è fondamentale.
    Ho cercato quindi qualcosa che potesse fornire spunto di riflessione e qualcosa ho trovato 😀
    Questa frase:
    … ed eccola, la piccola Ella,
    è molto particolare. Te la faccio notare solo perché da poco qualcuna mi ha parlato dell pessima fama che hanno le allitterazioni e io ho voluto approfondire l’argomento 😀 Ecco, qui ci sono un sacco di “la”. Ho cercato un po’ di letteratura, e un mostro sacro come Eco, tra le 40 regole per parlare bene l’italiano, mette questa al primo posto:
    “Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi”:
    Ora, io, molto modestamente, non vedo nelle allitterazioni il male assoluto, nel senso che in un certo tipo di letteratura (ad esempio quella per bambini 😉 ) ci stanno e le considero un mezzo espressivo valido. Si tratta solo di essere coscienti di quando le si usa e di avere la sensibilità di decidere se sono opportune o meno. Insomma: forse hai pensato di mettere tanti “la” in quella frase per ottenere il tenor del lallare e intenerire il lettore col tratteggio vagheggiante l’avvento di un venturo lattante. 😀
    In caso contrario, se rileggendola non ti suona bene, dovresti riconsiderare la scelta dei vocaboli.
    Poi altre cosettine:
    … l’immagine si staccò, come le altre e, volteggiando in una spirale ascendente, si…
    Probabilmente scorrerebbe meglio tagliando in due periodi, sostituendo “e,” con un “;”.
    Qui, invece:
    Ma la notte spense d’improvviso […], ma…
    fai cominciare due frasi consecutive con il “ma”:
    Ecco, io ho provato a impegnarmi, ma come vedi sono bruscolini e anche piuttosto opinabili 🙂

    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      grazie, grazie davvero per il tuo bel commento. Lo sai che non l’avevo notata: l’allitterazione, eppure è bella corposa. Pensa che leggo sempre più volte e ad alta voce, e non l’ho notata. Accidenti! Vabbè, ormai è andata.
      Ho riletto anche l’altra frase ed effettivamente sarebbe risultata più scorrevole.
      Per il “ma” ripetuto, idem come sopra. Sono tutti errori che potrebbero benissimo essere evitati ma che, chissà perché, non saltano agli occhi al momento giusto. E daje con sto “ma”… 😉
      ciao Jaw, i tuoi consigli sono preziosi.
      Passa un buonissimo fine settimana!!

  9. Ciao Allegra… In un commento precedente, mi sono accorta di averti chiamato “Ella”… Boh, evidentemente il tuo personaggio crea dipendenza 😀
    Che dire. Ogni capitolo è migliore dell’altro e questo girovagare in uno strano mondo, mi piace da impazzire.
    Leggendo il tuo racconto, mi sono chiesta se davvero ognuno di noi, non sia destinato ad intraprendere un viaggio simile, dopo un sogno, dopo una sospensione dalla vita, dopo la morte… Chissà.
    Hai comunque “inventato” un nuovo concetto di “limbo” che a me continua a incuriosirmi.
    Non vedo l’ora di leggere i prossimi capitoli ma soprattutto l’ultimo!
    Ciao
    Ilaria

    • Ciao Ilaria.
      Che bel commento. Mi sono domandata, come immagino un po’ tutti, cosa può attenderci a quel punto della vita… Ho immaginato un viaggio, come questo. E’ bello pensare che potrebbe non finire tutto, che possa esserci ancora la luce. Il tunnel che qualcuno dice di vedere potrebbe essere quello che ci spinge alla nascita, quando veniamo dati alla luce? Chissà…
      Ciao e passa un buonissimo Weekend!

  10. Emozionante questo tuffo nei ricordi, negli affetti di una vita che volano nell’aria come foto al vento.
    Complimenti per i versi che hai scelto per dipingere questa rinascita:”Tienila al caldo,
    Sotto coperte di sole,
    quando sarà triste…”
    Mi e’ piaciuta molto anche l’immagine del tunnel che la “spinge” fuori… verso la luce… verso appunto una nuova vita 🙂
    A presto.

  11. Due immagini molto forti. Quella del diario e quella del tunnel.
    Entrambe “vendute” molto bene (specialmente con il diario rischiavi il “già visto” )
    Quella del tunnel mi è piaciuta di più… con quel pizzico di ambivalenza di interpretazione che gli hai dato. Sempre onirica, leggera, ma mai banale. Mi aspetto grandi cose più ci avviciniamo al finale. Brava 🙂

    • Ciao Cap,
      lo sai che leggevo i vecchi racconti proprio in questi giorni, e mi sono resa conto del miglioramento. I vostri “rimproveri” sono serviti a qualcosa ;-).
      Sì, ho studiato. La punteggiatura non è il mio forte, come moltissime altre cose, ma ce la metto tutta per migliorare. Nonostante l’età. Come si dice: c’è sempre tempo per imparare e non si finisce mai di farlo. Non ho potuto studiare a modo quando ero ragazzina, lo faccio ora.
      Grazie mille per il bel complimento, spero di continuare sulla buona strada.
      Ti auguro un’ottima settimana!

  12. Sette capitoli letti tutti d’un fiato. Mi ha sempre attirato il tuo pseudonimo, ma non avevo mai avuto la forza di iniziare a leggere il tuo racconto perché l’idea di un rosa che parla di morte m’intristiva. Poi un’altra te mi ha portato qui.
    È bello questo racconto ed è anche particolare: è una sorta di versione horror di Alice nel paese delle meraviglie, ha potenza evocativa e delicatezza narrativa, insomma… è fatto della stessa materia di cui son fatti i sogni.

  13. Ciao Allegra,
    innanzitutto complimenti per lo stile quasi onirico con cui racconti lo svolgersi delle vicende, molto poetico e descrittivo, sembra quasi di riuscire a palpare l’atmosfera e di provare i sentimenti stessi di Ella. Ben fatto, davvero. Buona serata e continua così 😉

  14. “Tutt’intorno aleggiava il profumo della tranquillita’”…
    Ed è quello che si prova leggendo, riga dopo riga… forse anche noi abbiamo intrapreso il nostro viaggio tra sogno emozione e realtà… Voto assolutamente Rinascita!!!

  15. Ciao Ella
    Che capitolo meraviglioso.
    È tenero, palpabile e vellutato. È come guardare un petalo di rosa che si stacca e lentamente si appoggia per terra.
    Ella forse non è più nel suo mondo, ma sta cercando di risalire ed è giusto che nel diario ci sia la scritta “rinascita”.
    Ciao.
    Ilaria

  16. Costellazioni, forse perché è l’opzione più neutra.
    Trovo bellissimo, reale, e toccante che tra i ricordi di una vita che si vogliono rievocare agli ultimi istanti ci sia una cosa banale e sciocca come una gomma appiccicata secoli prima. Un dettaglio perfetto, per me.
    Una ripetizione che toglierei è quella del cielo che si sp chiaro in uno specchio d’acqua. O usi riflettersi o cambi lo specchio in qualcos’altro. A gusto.
    Riapriamo questo diario 🙂

  17. Che meraviglia, Allegra!
    Che meraviglia!
    Ma quanto sei brava?
    Grazie per la risposta al mio commento precedente. Non c’era tristezza nelle mie parole eh? 🙂
    Voto per la RINASCITA!

  18. Bravissima! Fantastico! Ciò che hai scritto è fantastico!
    Complimenti!

    Voto per il lago perché… Perché io vorrei che le mie ceneri fossero buttate nell’ acqua, perché così potrei ancora girare il mondo, anche se sotto un’altra forma. E quando l’hai messo tra le proposte, ho immaginato lo stesso anche per Ella.
    Perché la morte non sia la fine ma solo un cambiamento di stato.

    • Ciao Cristina,
      grazie! Grazie per l’entusiasmo con cui hai accolto questo mio nuovo episodio. Sono davvero felice che ti sia piaciuto e non ci pensare alle ceneri, pensa al lago per un bel giro in barca con il tuo fidanzato o semplicemente per guardarvi dormire il sole.
      Sei molto gentile spero di farti compagnia con altri capitoli di tuo gradimento.
      Passa un’ ottima settimana, una settimana nuova di zecca!

  19. Ciao Allegra, finalmente riesco a leggere il tuo bellissimo capitolo.
    Scelgo il lago perché abbiamo visto la città, l’ospedale, la metro. Ella si sta spostando per andare chissà dove ed è giusto farla approdare in luoghi pittoreschi e magici.
    Complimenti davvero.
    Ilaria

    • Ciao Ilaria,
      ti ringrazio moltissimo. Che posso dirti? Non credevo che sarei riuscita a trasmettere i miei pensieri attraverso le parole, eppure parrebbe di sì.
      Ormai si va verso la conclusione, non manca moltissimo. Vedremo come andrà a finire.
      In questo racconto i mondi magici e pittoreschi servono davvero.
      Grazie per il passaggio e per il bellissimo commento.
      Passa un buon weekend!

  20. Mi ispira il sentiero in pendenza.
    Ciao Allegra.
    Sempre molta struggente poesia in ciò che scrivi.
    Un sogno triste, ma carico di partecipazione.
    O compassione, forse è più appropriato 🙂
    Vado matto per le poesie che inglobi nel capitolo.
    Ciao, bravissima, a presto

  21. Chissà dove ci porterà questo mix di sensazioni : Stupore, Meraviglia, Paura, Dolore, Curiosita’… Un po’ come quando al cinema davanti ad un film Horror ti metti davanti agli occhi la mano… ma piano piano la apri perché vuoi vedere… Leggendo provo questo,
    è il momento di risalire sul treno e continuare il viaggio, che sia verso il lago…

  22. Lago per forza. Io sono una creatura d’acqua. Ne sento il richiamo.
    Questa storia continua ad avere le tinte oniriche del sogno, ma senza essere dispersiva quando la leggi…in qualche modo è terribilmente concreta… c’è la giusta alchimia… davvero brava.

  23. Ciao Allegra
    episodio malincolico e ricco di immagini. In qualche caso, ho avuto difficoltà a visualizzare la scena.
    Per esempio, secondo te, il paragrafo che trascrivo di seguito potrebbe scorrere meglio così?
    “Il pianto si fece cristallo e si frantumò in miriadi di gemme. Trafitte da lame di luce danzavano sulle pareti e sul cielo infinito, per poi salire in alto e ridiscendere come pioggia, impigliandosi tra i capelli.”
    Ho votato lago.

  24. Ciao :-). Sono capitato quasi per caso nella tua storia e devo dire che come inizio è molto interessante. La protagonista, così giovane eppure già condannata alla morte, vuole vivere ogni giorno che le rimane al massimo, perché per lei davvero potrebbe non esserci un domani. Molto ben scritto, non ho trovato errori di alcun tipo e interessante la sua voglia di vivere e non pensare solo alla sua malattia. Leggerò presto anche tutti gli altri capitoli!

  25. Che Viaggio… dalla metro alle scale mobili alla Galleria… Un forte mix di emozioni come il mix di colori delle maioliche, fantastiche e fantastico il paragone ad una tavolozza di colori…
    Spero che la Galleria si trasformi…

  26. Molto indeciso per l’opzione da scegliere, alla fine ho scelto che la galleria si trasformi, perché voglio tornare alla dura realtà, dove magari Arthur assume fattezze più concrete 😀
    Molto bella l’immagine della “pittura” sulle maioliche.
    Ma sai che non avevo capito il riferimento nel nome di Arthur? Proprio per nulla!
    Molto ben scritto come sempre.

    Ciao a presto

  27. Già che l’abbiam trovata facciamoci due chiacchiere no? 🙂

    Continua ad esserci in questa storia (nello stile, nella costruzione, nelle immagini rese) qualcosa di “diverso” … di raramente provato prima… che ti fa venire la curiosità di continuare a leggere….

    Avanti così… mentre io la riassaporo sul palato…

  28. Ciao Allegra.
    Un capitolo velato di malinconia. Non saprei definire le sensazioni provate leggendolo.
    È molto profondo, delicato, dolce e amaro specialmente nelle ultime righe.
    Ella è una ragazza molto particolare.
    Decido di portarla da qualche altra parte. In un’altra dimensione, in un viaggio successivo, quindi spero che la galleria di trasformi in qualcos’altro.
    A presto ☺
    Ilaria

  29. Spero di non aver fatto un danno scegliendo la galleria di maioliche.
    Ciao, Allegra!
    Sai che mi stai facendo appassionare al genere Rosa?
    No, non è e questo, non è corretto. Penso che la tua storia, a prescindere dal genere che hai scelto a me certamente poco familiare, sia una bella storia, e basta. Raccontata con sapienza e sensibilità. Mi piace davvero.
    Già la poesia in apertura è un tocco di classe e bravura che ti introduce alla “giusta” disposizione d’animo con la quale leggere il resto del capitolo.
    Osservazioni? Solo una, per dimostrarti che ho cercato di leggere con obiettività e attenzione: qua e là ho trovato qualche d eufonica che avrei evitato.
    A parte questo, complimenti, veramente.

    Ciao, a presto

  30. Ciao Allegra
    Il capitolo è molto profondo a tratti struggente.
    È delicato, come i due protagonisti.
    Lei senza scarpe, con i calzettoni… È un’immagine tenera, anche quando lui la solleva. Mi piace.
    Scelgo la galleria con le maioliche.
    Vorrei restare ancora nella testa di Ella, che elabora a modo suo quello che ha intorno.
    Brava.
    Ilaria

  31. Ho scelto il misterioso antro oscuro ma dubito che vincerà 🙂
    Ciao,
    il capitolo mi è piaciuto davvero moltissimo, con la sua atmosfera da sogno a occhi aperti o esperienza extrasensoriale. A metà tra realtà e poesia.
    Per questo ti segnalo solo i passaggi che secondo me meriterebbero revisione. Mica perché mi credo migliore, eh? Solo perché è più facile vedere imperfezioni e ripetizioni nel lavoro degli altri che nel proprio 🙂
    Il primo paragrafo, secondo me ha qualche problemino di punteggiatura.
    Io lo farei piuttosto così: ” Ella si sentiva quasi galleggiare. Nella sua testa, un piccolo vortice di pensieri si agitava, mosso dal vento della ragione, e le domandava cosa diavolo ci facesse in giro, di notte, in maniche di camicia, in compagnia di un perfetto sconosciuto.” Magari mi sbaglio, ma nella tua versione ho dovuto leggerlo due volte perché avevo perso il filo.
    “hey” è l’interiezione in inglese, credo. In italiano si scrive “ehi”. Non so dove si svolga la storia, ma è scritta in italiano, mi sa che un editor non te la lascerebbe passare.
    Tutto qui, vedi tu se può esserti utile, il resto mi è parso delizioso. “non so se ce l’ho il tempo di una pausa”: bellissimo e così delicato.
    🙂

    • Ciao B,
      fai benissimo a segnalare quel che risulta poco chiaro. C’è chi lo fa di mestiere e si fa pagare salatamente. Qui ho ottimi consigli e del tutto gratis… 😉
      In realtà la frase iniziale era un po’ confusa anche per me, l’unica cosa è che io volevo dire che lo sconosciuto era in maniche di camicia non Ella. ma la frase è un po’ strana comunque, d’altronde anche in altra occasione ho fatto presente che le virgole non sono mai state il mio forte, in realtà la punteggiatura in generale andrebbe rivista, ma sono vecchia per le vecchie nozioni…
      Su “Hey” hai ragione, non si trovano in Italia, ma il testo è in italiano quindi andrebbe rivisto. Ti ringrazio per avermelo segnalato, io l’ho sempre scritto così, anche altrove e mia hanno lasciato nella mia ignoranza, Prossima volta lo scrivo come si deve.
      Ti ringrazio e vado a leggere il tuo nuovo episodio…
      Alla Prossima!

  32. Ciao Allegra,
    Scelgo la metro per una questione di comodità 😁. Anche perché, con la barca, Ella si buscherebbe un malanno… tant’è vero che non ha nemmeno i suoi vestiti addosso.
    La storia si intenerisce…. Un incontro con un uomo misterioso… Bello, mi piace.
    Al prossimo capitolo, ciao
    Ilaria

  33. Ciao Allegra,
    un tema molto delicato quello che stai affrontando in questo racconto. Fin’ora l’ho trovato piuttosto poetico, specialmente quest’ultimo capitolo. Vediamo come prosegue.
    Ho votato il Tram, più sicuro della barca visto lo stato di salute di Ella, ma meno claustrofobico della metro.

  34. Ciao, Allegra. Ho votato un bambino, forse perché è la categoria che meno ti aspetti, in un ospedale.
    Da dove comincio? Mi è piaciuta la poesia, mi è piaciuto il capitolo.
    Mi è piaciuto il colpo di scena dell’anziana che saluta sé stessa.
    E sai che ti dico? Una cosa che meraviglia un po’ anche me: mi è piaciuto il discorso pieno di pathos dell’anziana, perché è qualcosa che io non avrei scritto, è un po’ lontano dalla mia natura… ursina, eppure mi ha colpito e ne ho apprezzato molto la funzione. Non ti parlo di lacrimucce che cadevano perché sono un uomo e gli uomini queste cose non le fanno 😀
    Narri con delicatezza e sensibilità un tema spinoso, e riesci a creare una ricetta originale con elementi semplici. Il che è bravura 😉
    Brava, chef!
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana.

    • Ciao Erri,
      ora sono io ad arrossire…
      grazie. Sono davvero felice che ti sia piaciuto.
      Sai, quando ero bambina, mia madre mi raccontava delle storie, attingendo ai ricordi di quando bambina era lei, tanto tempo fa. Mi raccontava di persone fantastiche, che facevano cose fantastiche in piccoli paesi della Sardegna, dove la magia si mescola alla tradizione e alla cacofonia di campanacci e spari di assassini, e di notti di anime inquiete che danzano per castigo, saltando su un piccolo fuoco. La vecchia signora che tiene la mano a se stessa, accompagnandosi nel passaggio, nasce un po’ da quei racconti antichi che mi ricordano mia madre e la saggezza un po’ stramba che si portava dietro.
      Alla prossima!

  35. Voto un’ altro malato, perche’ può capire al meglio il bisogno di Ella di scappare.
    Molto bella l’immagine della valigia d’oro fatta di spazi da riempire… fa’ riflettere.
    E allora andiamo a riempirla 😀

  36. Ciao Allegra
    Questa storia mi sta stupendo perchè il primo capitolo non mi aveva affascinato moltissimo mentre il secondo capitolo l’ho divorato perchè è molto leggero da leggere, scritto molto bene e devo proprio dire che scorre benissimo, se questi sono gli sviluppi non vedo l’ora di leggere il prossimo episodio! Continua così

    P.S: se hai voglia di dare un’occhiata al mio primo episodio della storia “Eravamo ad un passo da noi” mi farebbe molto piacere ricevere una tua opinione.

  37. Un malato.
    Ciao, Allegra, avevo letto il primo capitolo, che mi aveva lasciata un po’ perplessa. Troppe ripetizioni nella forma, e troppe informazioni date in fila.
    Questo capitolo mi è piaciuto molto di più.
    Seguiamo Ella nella sua missione per riempire la valigia.
    Ciao
    P.S. Nel passaggio “Intanto all’esterno, una soffice luce dorata accese l’orizzonte, gettando nella stanza appena illuminata, una luce tiepida e avvolgente.” “Appena illuminata” è superfluo, e luce è ripetuto due volte in due righe.
    “Una soffice luce dorata accese l’orizzonte, inondando la stanza di un chiarore (alone, lunminosità, …) tiepido e avvolgente”.
    Le ripetizioni sono forse l’unico difetto che trovo nella tua scrittura. 🙂

  38. Ciao Allegra, questo capitolo mi è piaciuto molto.
    Io voto per il malato anche perché in teoria i bambini non dovrebbero stare nel reparto insieme agli adulti. Però è anche vero che hai usato molta immaginazione, ora…non so se lei ha le allucinazioni dovute alla malattia oppure ha incontrato davvero la vecchietta con la valigia.
    Quindi la razionalità mi porta a scegliere ovviamente il malato ma d’impulso avrei scelto il bambino. Boh starò a vedere.
    Volevo farti notare solo due piccolezze, qui per esempio:
    “Intanto all’esterno, una soffice LUCE dorata accese l’orizzonte, gettando nella stanza appena illuminata, una LUCE tiepida e avvolgente”

    Una frase meravigliosa peccato per queste due paroline ravvicinate😫😫😫

    Poi riempirlo forse è meglio riempirlA, visto che ti stai riferendo alla valigiA.

    Per il resto fila deliziosamente, come la tua fantastica poesia

    Ciao!
    Ilaria

  39. La sua amica Dahlia, perché non ci crederai, ma anch’io ho un’amica che ha questo particolarissimo nome.
    Ciao Allegra.
    Il tuo incipit mi ha incuriosito parecchio. È molto curato e scorrevole, atmosfere suggestive e, come il genere scelto richiede, pathos ai massimi livelli.
    Ti segnalo una cosa che forse è un problema solo mio, ma lo trovo interessante da osservare. In questa frase:
    “Ma non è che avesse potuto farci molto…”
    il congiuntivo mi stonava un po’. Non è affatto sbagliato, ma la prima impressione è stata che lo fosse.
    Penso che sia perché nel periodo precedente la stessa diagnosi è sostanzialmente messa in dubbio, rimane ancora “ipotetica”, mentre utilizzi lo “avesse” per constatare che non ha avuto, successivamente alla diagnosi, possibilità di contrastare attivamente il suo destino. Ecco, forse sarebbe stato più immediata per chi legge una coniugazione all’indicativo (“non poté farci molto”).
    Perché ti scrivo questa cosa, visto che è chiaro che è un dettaglio quasi insignificante?Perché ho l’impressione che tu possa apprezzare le mie noiose osservazioni 😉
    In ogni caso, un bell’incipit, complimenti!

    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      sei assolutamente il benvenuto qui e altrove come portatore di osservazioni, per nulla noiose, e dettagli decisamente significanti…
      Felicissima che questo incipit ti sia piaciuto. Prometto che utilizzerò il tuo consiglio nel caso dovessi pubblicare questo racconto in altra forma.
      Cercherò di incuriosirti anche con il seguito e ti auguro una buona serata!
      Alla Prossima!

  40. Ciao Allegra,
    Ho votato per la donna anziana.
    Una storia iniziata tristemente, spero si evolva in qualcosa di meno tragico.
    Ti faccio notare soltanto una piccola imperfezione.
    Quando scrivi:
    “Quando glielo dissero: che aveva il cancro, pensò che forse si sbagliavano, che non poteva essere”

    I due punti io li leverei. Non sembrerebbe più scorrevole?

    Una cosa: la poesia iniziale l’hai inventata tu?
    Perché è bellissima
    Ilaria

  41. Voto per l’uomo Misterioso…
    La sua amica sarà sicuramente la prima a giungere all’ospedale al suo fianco, ma un nuovo incontro potrebbe dare una svolta alle sue giornate… staremo a vedere.
    Buona Scrittura.

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