Eravamo ad un passo da noi

Dove eravamo rimasti?

Cosa indosserà la povera Tess? Vestito elegante (50%)

Per fortuna esistono gli amici

Ore 19.00
«Dai Fede, consigliami, sono in crisi, lo sai che io di vestiti non me ne intendo»,
«Santi tutti riuniti aiutate questa povera donna… Tees, santa miseria, è la ventesima volta che ti dico che ti devi mettere il vestito rosa, quello con le bretelline»,
«Ma non voglio mettermi il vestito, penserà subito che ci voglia provare, fammi mettere i jeans con la felpa grigia»,
«Coco Chanel perdonala perché non sa quello che fa, a lei piacciono le moto, come pretendi che si vesta? Come una scappata di casa ti vesti, vero? Ma che mi hai chiamato a fare, se poi fai come ti pare e per giunta mi fai venire l’orticaria proponendomi dei vestiti terrificanti?»

Ops, scusate la faccia che vedete nello schermo del mio telefono, è di Federica, la mia migliore amica nonché consigliera per tutto ciò che riguarda vestiario trucco e parrucco, lei che sembra sempre perfetta anche con un sacco dell’immondizia addosso, mi sta insultando da circa un’ora, perché io devo uscire a cena con Andrea, per una banalissima cena di lavoro e lei invece si è creata già tutta la sua soap opera e per questo pretende che mi metta il vestito, che LEI, involontariamente ha fatto scivolare nella mia valigia il giorno della mia partenza.

Io che i vestiti li metto una volta l’anno quando va bene.

Alla fine abbiamo trovato un compromesso e al suo grido «habemus papam» io faccio la mia sfilata personale all’interno della camera d’albergo con su degli shorts bianchi, una camicetta marroncina a mezze maniche ed i miei immancabili stivaletti, anche se Fede ha lottato fino all’ultimo per farmi mettere le zeppe, ma no, io senza stivaletti non vado da nessuna parte.

Vi risparmio la lunga storia e l’infinito battibeccare per quanto riguarda il trucco, vi dico solo che quando ho tirato fuori la matita per gli occhi, dal mio telefono si è levato un urlo che diceva «se hai intenzione di metterti sempre e solo la solita striscia di matita, per giunta storta sotto gli occhi, vengo lì prendo quella roba indefinita spuntata e te la ficco in un occhio per poi fartela risputare dal naso», alla fine ho risolto con del fondo tinta, la striscia di matita e un lucidalabbra rosa, ed ho tirato indietro alcune ciocche di capelli lasciando dei piccoli ciuffetti scendermi lungo le guance.

Con in mano la mia borsa marrone chiudo la porta della camera e mi dirigo nella hall dell’albergo, lui è già lì, appoggiato con un braccio al bancone della hall a scambiare quattro chiacchiere con il receptionist, indossa un pantalone beige molto attillato e una camicia bianca che mette in mostra i suoi bicipiti piuttosto allenati.

Noto con piacere che ha lasciato i suoi capelli un po’ sbarazzini dandogli solo una leggera pettinata, anche perché da come ho potuto notare, si porta spesso le mani ai capelli e nel giro di 30 minuti tutto il lavoro dedicatogli sarebbe andato a vuoto.
E poi, scusatemi, ma liberatemi dagli uomini piastrati, vedere un uomo con in mano una piastra di fronte allo specchio è stato il peggior film horror visto in vita mia, e per giunta la piastra era anche della sottoscritta.

Mi avvicinai e lui vedendomi mi dice:
«Peccato che ho già un appuntamento con un’altra donna, altrimenti l’avrei invitata volentieri a cena», conclude non facendosi mai mancare il suo sorriso.
«Ricordati che sono sempre la tua tutor, e che al nostro ritorno dovrò rivelare tutto al nostro capo, quindi smettila di fare il piacione e andiamo a cena che ho una fame da lupi» ribatto prontamente.
«Ok tutor, è che non sono abituato a vederti vestita in questo modo, dov’è finita la tua felpa?»

E’ in borsa, ma nè tu, nè tantomeno Fede dovete saperlo

Penso, anche se mi limito ad un sorriso perché lui continua dicendomi:
«Ti posso rivelare una cosa? Era orribile» dice sussurrandomi ad un orecchio, tanto da sentire il suo fiato accarezzarmi il collo.

Grazie Fede, per avermi convinto, l’ho sempre saputo che sei un’amica speciale. 

Discostandosi un po’ dal mio viso, punta i suoi occhi verdi dritti dritti nei miei e sussurra piano per non farsi sentire dal receptionist:
«Permettimi una domanda, al nostro capo dovrai rivelare proprio tutto tutto di quello che faremo? No perché potresti trovarti in imbarazzo a raccontare certe cose. Sia chiaro io non ho nessun problema se lo dici o no»
«Ok, ho capito me ne ritorno in camera, ci vediamo in circuito domani mattina alle 7:30 puntuale»

Lui scoppia a ridere e mi afferra un polso dicendomi:
«Dai stavo scherzando, perdonami, a volte esagero, andiamo a cena, non eri tu quella che aveva una fame da lupi?»
Sbuffo un po’ poi mi avvio fuori dall’hotel insieme a lui che nel frattempo aveva fatto scendere la sua mano dal mio polso al mio palmo e non ne voleva sapere di lasciarmi.

Dove andranno a cena i due?

  • Avanti ad un furgone che vende panini (100%)
    100
  • Ristorante del circuito (0%)
    0
  • Ristorante di lusso (0%)
    0

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26 Commenti

  1. Ciao Ely46! …e’ molto bello il tuo modo di raccontare! brava. mi Associo a Louise per il discorso dei dialoghi, anch’io sto imparando in queste settimane…

    credo che vestirà casual. più semplice fronteggiare sguardi, dialoghi, luoghi nuovi con un outfit disinvolto…tacco, push up, trucco impegnati……..troppo complicato per concentrarsi su di se.

    alla prossima!

  2. Ciao Ely!
    Sono rimasta stupita nel leggere un racconto con la trama base uguale a quella che avevo ideato prima di cambiare completamente tutto!
    È interessante leggere un racconto che mi ero immaginata settimane fa, ma scritto da qualcun altro ( che scrive molto meglio di me). Che dire, tanto di cappello! Scritto davvero bene e travolgente, mi hai preceduta e io stessa non avrei saputo renderli la giustizia che gli hai reso tu!

    Ti seguo

    Passa a leggermi se ti va

    • Wow che bello leggere questo commento era da tanto che non scrivevo più, per il così detto blocco dello scrittore e ricevere un messaggio così dopo aver riprovato a pubblicare qualcosa mi dà una spinta in più per continuare a farlo.
      Non ho letto il tuo racconto ma correrò a farlo immediatamente!

  3. Ciao Ely,
    bel capitolo. Come ti diceva Maria, potresti sostituire i segni di maggiore/minore con le caporali, che trovi cercando “caratteri speciali” in word, se usi questo programma di scrittura. Dovresti arrivarci dal manu a tendina di “inserisci”.
    Io direi che potrebbe conoscere un secchione. I secchioni possono trasformarsi in adoni. C’è tutto il tempo per attuare la trasformazione…
    Ciao e passa una buona settimana!

  4. Ciao Ely
    Ho letto i tre capitoli. La storia scorre, ha del potenziale, insomma promete.
    Nei primi due capitoli, hai descritto bene l’innamoramento (non corrisposto) della ragazza.
    Questo capitolo, invece, è interlocutorio: s’intravede che qualcosa smuoverà i suoi sentimenti e… chissà l’immagine che ha di sé.
    Se permetti, due suggerimenti: andare più spesso a capo e usare le virgolette oppure i trattini per i dialoghi, invece dei segni di maggiore e minore, rende il testo più scorrevole.
    Mettiamo un po’ di pepe 🙂 voto l’adone di Giusi (occhio però, alla Perpetua del direttore 🙂 )

  5. Avendolo a disposizione ho letto subito anche questo capitolo. Che ragazza coraggiosa a dirgli tutto subito di quello che pensava e sentiva davvero! Non credevo proprio che gli inviasse il messaggio e mi hai davvero stupito… E lui? Praticamente lei mette a nudo se stessa e lui non risponde?? Non si fa! Ho votato perché lei abbia un collaboratore… Chissà magari un ragazzo carino xDxDxD. A presto e continua così!

  6. Ciao… Eccomi qui a leggere questo primo capitolo. È molto interessante e ben scritto, mi piace questo amarsi in modo così disperato e viscerale. Pensavo che fossero una coppia e invece leggere che loro due ancora non lo sono ma lui è insieme ad un’altra rende la narrazione molto più coinvolgente. Mi ha fatto davvero piacere leggere il tuo incipit, a presto

  7. Rieccomi,
    Vedo che hai seguito il consiglio e hai utilizzato molto dei caratteri consentiti.
    Fai molta attenzione alle ripetizioni: nella frase “ma non posso passarci sopra ancora una volta, non posso perdonarti per l’ennesima volta perché questa volta mi hai mentito” La stessa parola appare tre volte.
    Nel messaggio che la protagonista scrive a Michele, compaiono,diversi errori, potrei pensare che dipendano dalla voglia della ragazza di sfogarsi, attenzione però: rendere verosimile un dialogo o un pensiero, non significa tralasciare gli errori. Qualcosina ci sta, ma meglio non esagerare.
    Tuttavia noto l’impegno che hai voluto mettere nel tuo scritto e ti faccio i complimenti perché, comunque sia, la trama regge. Ora vediamo che dice il direttore…
    Io spero che le affianchi una collaboratrice o un collaboratore.
    Alla prossima!
    p.s. un consiglio: rileggi il testo ad alta voce. Può aiutarti a scovare i piccoli errori. 🙂

  8. Ciao Ely,
    mi hai invitato ed eccomi qua.
    In realtà devo confessarti che avevo già letto il tuo incipit, lo faccio di solito con tutte le nuove storie e poi cerco sempre di commentare. Qui, però, non ho trovato abbastanza materiale per poter esprimere un giudizio, perché lo scritto è veramente troppo breve.
    hai usato 1256 battute delle 5000 concesse.
    Da quello che ho potuto leggere noto impegno, ma certamente un po’ di ingenuità.
    Fai attenzione agli errori di battitura e rileggi bene prima di pubblicare. Lo dico sempre a tutti, lo faccio coi miei scritti e poi finisco sempre per pubblicare refusi a profusione, quindi non prendertela, i miei sono solo i consigli ad una ragazza che presumo essere molto giovane.
    un consiglio che posso darti è quello di scrivere tutti i giorni, anche se non si tratta di questo racconto, scrivi di ciò che vuoi, ma scrivi. Scrivi almeno 200 parole al giorno e leggi tanto, di tutto e più che puoi, perché se vuoi scrivere bene devi leggere tanto e scrivere tanto!
    Alla prossima!

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