A criminal mind

Dove eravamo rimasti?

Scegliete l'ultima domanda: «Come ti senti, dopo aver spento ben sette vite?» (33%)

Cala il sipario

«Che ne dici di approfondire un po’ la settima vittima?», mi chiede.

«L’ho conosciuta alle superiori, pochi anni fa. Aveva tre anni meno di me», inizio. «Quando ho iniziato il mio “lavoretto” con lei, le ho detto Tutto è cominciato con te, e con te avrà anche fine. È quasi poetico, non crede?».

Dalla sua espressione, deduco che il mio interrogatore vorrebbe farmi una predica sulla preziosità della vita e simili. Solo che non apre bocca.

«Il suo nome avrà anche significato “buona notizia”, ma lei non ne ha ricevuto nemmeno una», continuo. «Solo che a riceverla sono stato io, e l’ho ricevuta nel momento stesso in cui l’ho pugnalato al cuore per porre fine alla sua esistenza». Poi dico sottovoce, tra me: «Spero abbia sofferto quanto ho sofferto io a causa sua!».

Mi appoggio allo schienale.

«Però i capelli lunghi le stavano bene», commento di nuovo.

«Come ti senti, dopo aver spento ben sette vite?», domanda, accentuando con la voce il numero delle vittime.

«Non lo so», rispondo. «Più leggero, immagino. Ma probabilmente sarei stato ancora meglio se non fossi stato così legato ad A.», completo.

C’è qualcosa, nella sua espressione, che mi fa pensare che non sia del tutto soddisfatto.

«Se fossero state sette ragazze casuali, che non conoscevo in alcun modo», riprendo, «e se non avessi avuto alcun motivo per ucciderle se non qualche mio disturbo mentale, sicuramente ora starei da schifo, rannicchiato in un angolo a dondolarmi, immerso nei sensi di colpa», concludo, nella speranza che sia soddisfatto (e sembra esserlo).

Il caffé nella sua tazza ha smesso di fumare: lo avrà finalmente finito o si è solo raffreddato?

«Se non ti avessimo arrestato, cosa avresti fatto della tua vita?», chiede.

Mi faccio schioccare la schiena come posso, prima di riprendere a parlare (se solo potessi fare assieme lo stesso con le braccia!).

«Per quanto possa averlo già sentito chissà quante altre volte in precedenza, avrei smesso di uccidere», dico. Mi schiocco il collo. «Ammesso di non avere altri rifiuti “gravi” da altre ragazze», specifico.

«Prendendo per buono ciò che ho appena detto», continuo, «sicuramente avrei continuato a vivere come ho sempre fatto, sperando cioè che la sera ed il fine settimana giungessero il prima possibile, rendendo ogni giorno identico o quasi ai precedenti e ai successivi», termino.

Fa un cenno rivolto al finto specchio sulla parete e poco dopo entrano i due poliziotti che mi hanno portato fino a qui, mi liberano momentaneamente le mani (bloccandomele di nuovo dopo avermi fatto alzare) ed iniziano a scortarmi probabilmente in cella.

«Solo un’ultima cosa», riprendo e obbligando la mia “scorta” a fermarsi. «Non tutte le ferite aperte sono semplicemente guarite dal tempo, ma la vendetta è sempre dolce», concludo. Riprendiamo quindi il cammino.

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92 Commenti

  1. Bella chiusa. Beh, finale senza infamia e senza lode, Dav. Potevi farlo meglio. La storia aveva buone premesse ma poi c’è stata dispersione. Tutto sommato stai andando nella giusta direzione, comunque, ti stai evolvendo. Alla prossima storia! ( sì, lo so che la stai già pubblicando, la nuova storia, ma io non posso garantire assiduità in questo periodo) baciooo

  2. Ciao Drago,
    le cose sono due: o lo psicopatico sta parlando a se stesso nella cella di un manicomio. oppure non ha mai commesso i delitti di cui parla e sta solo fantasticandoci sopra.
    Altrimenti non si spiega l’uso di tutti questi capitoli per raccontare l’uccisione di personaggi di cui non si sa nulla, da parte di qualcuno di cui si sa poco a qualcuno di cui si sa ancora meno.
    non è che il tuo racconto non sia ben scritto, è che non lo capisco…forse perché a me piacciono i particolari, anche troppo 😉
    scelgo la sesta.
    alla prossima!

  3. Ciao Drago, ci sono rimasta male ;-; ho aperto la tua storia, mi sono seduta comodamente e ho iniziato a leggere, e dopo neanche 1 minuto avevo già finito!!! ;-; questi meravigliosi capitoli li voglio più lunghi!!! ;-; aspetto il seguito 🙂

  4. Ciao Drago,
    non condivido la scelta di pubblicare un capitolo così corto, però la rispetto. Il racconto è tuo e ci fai quello che vuoi. Tuttavia, a mio parere avresti potuto adottare qualche accorgimento per arrivare allo stesso punto raccontando qualcosa in più. Un racconto con due soli protagonisti, fatto di botta e risposta, va condito con qualcosa o rischia di annoiare.
    Detto questo, mi aspetto un prossimo capitolo corposo e ricco di particolari.
    Alla prossima!

  5. Sai che non lo so? Questa volta sono interessato a tutte e tre le risposte. Tiro a caso… Cosa ti ha spinto ad uccidere quelle ragazze?

    Quando ho iniziato a leggere: “Per comprendere meglio cosa voglio dire, avrebbe dovuto chiedermi il perché le ho uccise…” ho subito capito che sarebbe stato ottimo chiudere il capitolo proprio in quel punto 😉 E se questo non ti rovina con gli spazi, pazienza che sia più breve degli altri.

    Ciao 🙂

  6. Tre opzioni inutili. Ho votato a caso, la meno assurda: le hai uccise in quest’ordine?
    Comunque, ho riscontrato elementi narrativi molto maturi rispetto al tuo standard e questo mi fa pensare che ti stai evolvendo,anche se devo riconoscere che ogni tanto cadi ancora negli strafalcioni. Ma mi piace il ritmo, mi piace l’atmosfera, mi piace la suggestione che trasmetti e mi piace l’idea che hai avuto. Devi solo svilupparla meglio di così, perché meglio di così è possibile.

    • Ma com’è umana, lei… XD 😀

      Scherzi a parte, son contento di essere migliorato (almeno rispetto allo scorso episodio). 🙂 Ormai mancano 3 vittime da (de)scrivere, e l’ultima è probabilmente la più “significativa”. L’unico problema è che l’iniziale dell’ultima vittima è identica a quella di questo episodio…

  7. Rieccomi…
    pare che non verrò accontentata. La presentazione del crimine avverrà secondo l’ordine di uccisione delle vittime… Pazienza. In questo capitolo ti sei spinto un po’ più in là, tuttavia, rimane sempre il discorso a tu per tu col poliziotto. Non c’è storia dietro le vittime, non si capisce, ancora, da dove arrivi la vendetta. Spero non perché lo prendevano in giro al liceo 😉
    Le vittime sono 7? Magari userai gli ultimi tre capitoli per spiegare più a fondo le motivazioni dell’assassino, il suo stato d’animo. Di lui, a parte che non gli piace ammazzare la gente, che lo fa in uno stato alterato e per vendetta, non sappiamo praticamente nulla.
    Però ho notato che hai usato il tuo personaggio per ribadire il concetto di VENDETTA (e che lo hai chiamato interlocutore)… Meglio ribadirlo al quinto capitolo, per quelli che, come me, si perdono le cose… 🙂
    Alla prossima, scusa l’intervento lungo, spero di non risultare prolissa e rompipalle!

  8. Boh, quarta.
    Ma dacci qualche dettaglio, no? emozioni, azioni, ti ricordi? la storia si mostra, non si racconta. E dunque ho affondato un coltello nel petto e poi tagliato una gola, non significano niente. Com’era questo coltello? e questa gola? rivoli di sangue o schizzi caotici? sul pavimento o sul muro? ha rantolato, la vittima, o versato lacrime involontarie? e che diamine, Dav!
    🙂

  9. Ciao,
    Continuo a desiderare un salto temporale, vorrei che si parlasse della sesta vittima, magari con un flashback più vivido, che si addentri maggiormente all’animo nero di un assassino. Che le sue vittime siano conoscenti denota o poca dimestichezza o desiderio di vendetta… mi piacerebbe sapere di più.
    Un killer seriale che gioca con il suo interlocutore (che preferisco a “interrogatore”), avrebbe bisogno di dare più spazio a quello che ha dentro. L’impressione e che si Stiano snocciolando dei dati, rischia di risultare un po’ piatto a lungo andare… 🙂
    Aspetto il prossimo e ti auguro Buon Proseguimento di Feste!

    • “Che le sue vittime siano conoscenti denota o poca dimestichezza o desiderio di vendetta… mi piacerebbe sapere di più.”
      L’ho scritto nel primo episodio: pura e semplice vendetta 🙂

      “L’impressione è che si stiano snocciolando dei dati, rischia di risultare un po’ piatto a lungo andare…”
      Qualche consiglio per migliorare?

      Auguri anche a te. 😊

      • Un flashback con il racconto di quello che sta nella testa del killer mentre compie l’azione omicidiaria, d’altronde il titolo del racconto é A CRIMINAL MIND…
        perdonami, non ricordavo il tuo riferimento alla vendetta. Ci starebbe bene qualche intervento che delinei il carattere e il motivi che hanno portato il protagonista a desiderarla la vendetta. Ci vuole un diversivo, tipo l’intervento di un altro poliziotto, di un familiare della vittima, di una vittima scampata… non so, io farei così… Scusa, se mi sono permessa di proporre un cambiamento di rotta, spero lo prenderai per quello che è: un consiglio. Poi la storia e tua… 🙂

  10. Terza. Tre è il numero magico.
    Possibile che un professionista non si renda conto di quante coltellate ci sono volute per ucciderla? Cioè, non dico che doveva contarle o studiarsi le mosse, però io un’idea me la farei… comunque sempre meglio, Dav, bravo! 😉

    • Giusta obiezione, però chi ha detto che il protagonista sia un killer professionista? 🙂 Tieni anche conto del fatto che l’ha coltellata al cuore, quindi C. può benissimo essere morta dopo un paio di coltellate (ma probabilmente mi sbaglio, dato che non studio medicina 😀 XD).

      Sono contento di stare migliorando (anche sono ai tuoi occhi 🙂 ).

  11. Quarta.
    Ciao Drago.
    il capitolo è chiaro e scorrevole, però trovo che potresti addentrarti nell’intimo del killer con maggiore profondità.
    E’ un assassino che racconta le proprie gesta, ma pare che sia più interessato all’aspetto tecnico del suo operato che a quello psicologico. Trattandosi di diverse sequenze a due, io renderei i racconti più vividi, aggiungendo le sensazioni del killer, le sensazioni trasmesse a lui dalle vittime.
    Perché stordirla, legarla ad un albero per poi accoltellarla al cuore rischiando di farla morire subito?
    Aspetto il prossimo e, credimi, i miei sono solo osservazioni in buona fede.

  12. Ciao Drago,
    io dico la quarta, anche se potrebbe essere la terza. Si potrebbe parlare delle vittime in riferimento all’importanza che hanno avuto, all’impatto emotivo che hanno avuto sull’omicida. Che mi sembra pure un po’ inesperto: ha lasciato delle tracce su I. e se lo ricorda… O magari lo ha fatto per essere preso? Qualcuno lo fa, in altri casi è solo finita la fortuna.
    Il riferimento al Dottor Reid e il titolo del tuo racconto mi suggeriscono qualcosa…
    Aspetto il prossimo.
    p.s. io avrei fatto usare all’assassino qualcosa di più … corposo, di un coltellino svizzero, che ha una lama piccolissima e che potrebbe non essere letale, soprattutto se si tratta si un colpo inferto alla schiena. Attenzione al refuso contenuto nella frase che spiega proprio questa scena…

    • No, “Criminal mind” non c’entra, mi spiace. 🙂

      Non è detto che il nostro protagonista-assassino abbia lasciato delle prove, infatti dice: “e le EVENTUALI tracce che ho lasciato”. 🙂

      Quel refuso l’ho notato solo dopo aver pubblicato l’episodio, purtroppo. La frase doveva essere “l’ho colpita più volte alla schiena”

  13. Ciao,
    Direi che si potrebbe partire dalla prima vittima con l’interrogatorio. Il detective vorrà conoscere il numero delle vittime, le motivazioni e i luoghi in cui le vittime si trovano, se questo é già noto alla polizia, potrebbe voler cominciare dalla prima per conoscere le motivazioni e le inclinazioni del killer.
    Ma questo ce lo devi raccontare tu.
    Aspetto prossimo capitolo per saperne di più.
    Alla prossima!

  14. Mi piace come hai introdotto la scelta, mi ha sorpreso e mammamia non sapevo cosa scegliere, alla fine ho optato per la prima vittima perché quando per esempio guardo qualcosa su un pluriomicida di solito si parte sempre dalle vittime e poi si capisce il perché, anche se in quel caso ci sono i detective che cercano di prendere il criminale non sapendo nulla di lui (a proposito il titolo mi ricorda Criminal Minds) mentre qui inizia tutto dalla sua cattura. Tuttavia mi piace andare con ordine sempre e lasciarmi il bello alla fine però guardando i voti non penso mi accontenterai.
    Complimenti per il racconto che già dal primo capitolo è pieno di sostanza e ha catturato il mio interesse.

  15. Io direi l’ultima.
    Lo hanno beccato con la vittima e ovviamente il detective inizia a tartassarlo di domande ma ovviamente è sottinteso che andrà a ritroso per scoprire gli altri omicidi. ….anche se non è detto che sia così.
    Siamo so agli inizi
    Vedremo
    Ciao!
    Ilaria_S

  16. Della prima vittima…si parte sempre dall’inizio. E la prima vittima è una cosa particolare, è la scintilla che ha dato il via a tutto, la miccia che ha innescato la bomba. Pur dando soddisfazione, le altre vittime non saranno mai come la prima, avranno sempre un altro sapore e non eguaglieranno mai la prima.
    Ottimo, ti seguo e vediamo cos’hai in mente, a presto 😉

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