Never wake up – The end game

Dove eravamo rimasti?

Quell'orologio sembra una patacca che si trova nei mercatini! Sarà affidabile? Cosa fa Penelope? Prende l'orologio con sé senza fare una piega. (100%)

Varsavia, sto arrivando!

-Può decidere di continuare ad indignarsi finché vuole ma, per quanto mi riguarda, si tratta solo di una perdita di tempo-.

Strinse l’orologio in pugno e lo appoggiò in grembo, sorrise forzatamente a Paul Bielert.

-Ok, lo prendo. Ora andiamo avanti. Mi parli di questo rituale e di quello che avete scoperto-.

Paul si riadagiò contro lo schienale. -Quando arrivò il pacco dal Tibet con il resoconto del ritrovamento e i reperti gli uomini di Himmler lo misero da parte con l’intenzione di studiarlo con calma. Ma noi eravamo curiosi di sapere cosa ci fosse dentro e decidemmo di darci un’occhiata per primi-.

Giocherellò con la catena dell’orologio. -Quindi si trattava di esoterismo tibetano?-.

-Questo è il problema-.

-In che senso?-.

-Secondo le nostri analisi si tratta di altro-.

-Che genere di altro?-.

-Questo non sappiamo definirlo con precisione, sappiamo solo che non fa parte di questo mondo-.

Le venne un’intuizione. -Qualcuno armato di telescopio ha provato a dare un’occhiata al sole?-.

-Il sole è al suo posto-.

Saltò sulla sedia come se si fosse punta.

-Non è un’evocazione! Il rito serviva solo a farci trovare. Con il rito hanno spento il sole creando una nuova zona scura nella galassia. In un posto pieno di stelle, l’unico modo che si ha per farsi notare è spegnere la luce. Abbiamo spento una parte di cielo per farci trovare. Ma da chi?-.

-E questa è una cosa che dovrà scoprire da sé-.

-Come prego?-.

-A quanto pare lei è arrivata alle nostre stesse conclusioni, ma ora lei dovrà trovare risposta alla domanda “per farci trovare da chi?”-.

Scoppiò a ridere di cuore. -Non ci siete riusciti voi! Come pensate che possa riuscirci io?-.

-Perché lei ha più libertà di movimento di tutti noi, può raggiungere tranquillamente la Polonia senza destare sospetti-.

-Che diavolo dovrei andarci a fare li?-.

-Dovrà trovare una persona e parlarci per scoprire come fermare tutto-.

Alzò gli occhi al cielo. -Va bene. Chi stiamo cercando?-.

-Karl Maria Wiligut, il Rasputin di Himmler. Nei primi anni ’30 fu molto attivo nell’entourage di Himmler, era un acceso sostenitore dell’Irminismo e contribuì al restauro del castello di Wewelsburg, poi hanno scoperto che la moglie l’aveva fatto interdire e Himmler l’ha obbligato ad andarsene. Ha mantenuto un profilo basso per molto tempo e quando il cielo è diventato nero è fuggito-.

-Pensate che lui sappia qualcosa?-.

-Lo crediamo fermamente. Abbiamo intercettato un suo messaggio a Himmler scritto prima che scappasse in cui lo accusava di aver condannato a morte l’intera umanità. Wiligut sapeva ciò che era stato riportato dal Tibet-.

Paul le porse un fascicoletto -qua ci sono le informazioni su Wiligut e i suoi movimenti a Varsavia. Non dovrebbe essere difficile trovarlo-.

Prese il fascicoletto. -Spero solo che questo Wiligut voglia parlare con me!-.

-Parlerà con lei, deve spiegarle perché lei è qui-.

***

Penelope osservò l’insegna del locale battendo la punta del piede per terra. -Senti, Vecchio, avevo voglia di stordirmi ma non era obbligatorio venire da zia Dora!-.

-Gli altri sono tutti qua e forse sarebbe meglio parlare di quella notte-.

Rabbrividì, stava per partire per Varsavia alla ricerca del Rasputin di Himmler per fermare la fine del mondo ed era più terrorizzata dall’idea di affrontate i suoi amici immaginari, bene; aprì la porta del locale e tossì per il fumo.

Zia Dora era seduta in uno dei separé del locale insieme agli altri, si voltò e le scoccò un sorriso obliquo. -E’ arrivata la tua amica, Alfred-.

Camminò verso il tavolo e recuperò due sedie. Non sono amica di Alfred!-.

-Allora non ti ucciderò. Vuoi bere qualcosa?- le domandò Dora.

-Non ho soldi. Se mi offri da bere prendo un Pernod-.

Zia Dora vuotò il suo bicchiere e poi si alzò. -Arriva subito-.

-Che ti ha detto il bel Paul?- le domandò Porta con fare complice quando Dora si allontanò.

Lo fissò esterrefatta. -Ti pare che mi metto a sfagiolare tutto in un bar?-.

-Se temi di essere spiata sappi che non corri pericoli, l’Uragano ha ascoltato storie ben peggiori e nulla è mai trapelato- esclamò Alfred.

-Sì, ma non una storia come la mia!-.

-Cosa ti avrà mai raccontato Paul Bielert?- domandò Porta con fare insinuante.

-State tranquilli, avrà modo di spiegarci tutto durante il viaggio per Varsavia- esclamò il Vecchio armeggiando con la sua pipa.

Sobbalzò per lo stupore insieme agli altri.

-Varsavia?- domandò Fratellino -perché dobbiamo andare a romperci le palle a Varsavia?-.

-Perché voi dovreste venire a Varsavia con me?- domandò sbalordita.

Il Vecchio la fissò con aria scocciata. -Sei mai stata a Varsavia?-.

-Da bambina-.

-Durante un conflitto bellico, con i partigiani in giro e Dirlewanger?-.

-No-.

-E allora stai zitta-.

Aprì bocca per protestare quando la porta del locale si spalancò di botto.

-Altro giro, altra corsa! E che sia decente o butto tutto per strada!-.

Ottimo, ci mancavano solo gli ubriachi. E adesso?

  • Penelope aspetta il suo Pernod (50%)
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  • Penelope attacca briga (0%)
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  • Penelope scappa in bagno (50%)
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