Là dove le cipolle non fanno piangere

Dove eravamo rimasti?

Come chiudiamo questa storia? Cosa vi suggerisce l’immagine? - Ogni passo che fai, cambia l’equilibrio (50%)

OGNI PASSO CHE FAI...

Prendo il suo volto tra le mani, appoggio la mia fronte sulla sua e dico:

«Vieni a vivere con me… Io e te… siamo fatti l’uno per l’altra…»

Me le sposta con dolcezza e risponde: «È un sogno…»

Serio, chiedo: «Qual è il problema? Non mi vuoi?»

China la testa, abbassa lo sguardo: «No… che dici…»

«Allora è per il lavoro? Sei una freelance… puoi lavorare anche qui…»

«È che… ho in ballo una questione molto delicata.»

«Sii più esplicita… forse ti posso aiutare.»

«…tu non puoi fare niente…»

«Fammi capire… non mi va di rimuginare su congetture.»

Non spiega nulla.

Le sussurro all’orecchio: «Sai, con te mi sento una persona migliore. Mi prende una voglia tutta nuova di cambiamento.»

Sfiora le mie labbra con un lieve bacio.

D’un tratto dice: «Tieni. È per te.»

Mi dà la sua stilo.

Sconcertato, domando: «Come mai non la vuoi più? Pensavo fosse molto importante per te.»

«Sì, lo è… per questo te la regalo.»

«… grazie… sei proprio sicura?»

«Per anni l’ho conservata… come una specie di medicine bag, capisci? Ora voglio che passi di mano… e protegga anche te…»

La vera natura delle sue reazioni rimane per me un enigma.

Mentre parla sento una strana fitta allo stomaco, è come l’anteprima di un’inspiegabile paura.

**

Quattro piedi nudi lasciano orme precise sulla sabbia umida del bagnasciuga.

Lacci annodati, le nostre scarpe sono appese allo zaino che porto sulle spalle, penzoloni. Ballano, al ritmo indolente dei nostri passi.

La prendo a braccetto e la tengo stretta a me.

Il tempo scorre via insieme ai nostri pensieri, fino a perdersi nell’azzurro tinto di rosso dell’orizzonte. Siamo in viaggio dentro di noi, senza remore né perché.

Ci fermiamo.

Mi tira per il braccio. Avverto, confusamente, che mi vuole dire qualcosa…

«Ti devo confessare due cose: una buona e una cattiva. Quale ti dico per primo?»

Con il batticuore, rispondo: «… fai tu.»

«La cattiva è che…»

«…è che?»

«Io vado via.»

Resto di sasso.

Pallido, sento la mente sbiancare.

Le mie gambe vacillano.

Mi lascio cadere sulla sabbia. Lei si siede accanto a me.

«Cosa??» sussulto, incredulo.

«Lascio tutto… parenti, amici… tutto, tutto… me ne ritorno da…»

«Dove diavolo vai?» urlo.

«Io… devo partire. Non ho scelta.»

«Che ti prende? …ma perché?» strepito.

«Ascoltami, Nic…»

«Zitta! Non parlare.»

«Ascoltami. Lascio questa storia…»

«Come sarebbe a dire?»

Cerca le parole.

«Alcune storie finiscono presto. Altre restano sospese o non cominciano mai, per mancanza di linfa creatrice. La nostra invece… tempo e spazio sono finiti.»

«Io… ci ho creduto… abbiamo tante cose da dirci…»

«Vero…»

Silenzio.

«Sii onesto Nic, lo sapevamo che… a un certo punto, ci saremmo separati…» Un’ombra di stanchezza avvolge le sue parole.

«Ma…non puoi negare… tra di noi c’è affinità elettiva…»

«Lo so…»

«È stupido… sì, stupido andarsene così.»

«Mi aspettano oltre oceano… per chiudere un’altra storia.»

«E… non c’è modo di tirarsi fuori da questa situazione?»

«No. Meno parliamo, meglio è.»

Istanti di silenzio.

«… cos’altro mi volevi dire?»

«Riprenderò mio figlio.»

«… figlio!? Dimmi che sto sognando!»

«Si concluderà a breve il contenzioso per l’affidamento.»

«E… solo ora me lo dici? Non è giusto… non è leale…»

«Non credere che non ci abbia mai pensato. Temevo che… Ho un bambino di Juan.»

«Ecco come si disfa un sogno… potevamo farlo insieme… noi… un figlio…»

Lei tace.

«Che devo fare? Potrei raggiungerti… o aspettare il tuo ritorno…»

«Le cose finiscono. Nessun sequel.»

«Se… ci ripenserai… non è detto che io sia ancora qui…»

«Mi mancherai.» la sua voce trema.

«Tu già mi manchi. Mi mancherai sempre…»

Aggiunge, trasognata: «Ogni passo che fai, cambia l’equilibrio delle cose. Un giorno la nostra storia svanirà… e… con essa svanirà il ricordo di noi.»

Mi si blocca il respiro.

«Non voglio sentire più nulla.»

I nostri occhi si fissano, cupi, pensosi.

Ciascuno dei due si rende conto di non essere in grado di trattenere l’altro.

Ci perdiamo in un abbraccio caldo, lungo e sincero.

Poi, lentamente, si stacca da me.

«Perdonami Nic. Devo uscire dal tuo futuro.»

«Jolyana, ci rivedremo?»

«Può succedere. Ma… è molto improbabile.»

Pausa.

«… tu… cosa farai?»

«Io… devo metabolizzare il vuoto della tua assenza…»

Pausa.

«… di una cosa però sono sicuro: sparirò… per un bel po’…»

**

Quanto tempo è che sono qui?

Prendo di nuovo il taccuino. Cerco una pagina speciale.

Quanto tempo è passato da quando ho scritto queste righe?

Le riscrivo sulla sabbia:

Frammenti di me

Butto via nel mare

Con te, rinasco.

Un’onda arriva, le cancella all’istante. Per sempre.

Spariscono i versi, la loro memoria no.

Infreddolito, le ossa intrise di umidità e dell’emozione dei ricordi, mi alzo.

Un bastardino mi si avvicina scodinzolando, e mi fa festa. Lo conosco. Ogni mattina, alle 7:30, porta a spasso il suo padrone, insieme alla sua solitudine.

Lui si è arreso, io no.

Un piccolo stormo di gabbiani s’innalza rumorosamente in aria.

Il loro grido rauco e stridente echeggia solitario, sopra la pigra increspatura delle onde.

**

… Volo British Airways 0782 con destinazione Miami Internazionale, uscita A15, imbarco immediato…

12.02.2018

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260 Commenti

  1. Ciao Maria.

    Come l’hai chiamato: rosa atipico? Ci sta, soprattutto perché il rosa dovrebbe avere, per definizione di genere, un lieto fine e il finale aperto non è un lieto fine.

    Leggendo tutto di fila risaltano i punti che restano sospesi: perché Nic fa yoga, per esempio? Il suo carattere evolve da cinico materialista in… qualcos’altro, ma non si capisce se e Jolyana a portartelo o qualche altro motivo.

    Un’altra cosa: a chi si rivolge Nic? Nel secondo (o terzo) episodio si rivolge esplicitamente a “voi”, quindi si interrompe la sensazione di flusso di coscienza perché il narratore si rivolge a qualcuno. Questo mi ha distratto più di ogni altra cosa nella lettura.

    Mi è piaciuto molto l’uso che hai fatto delle immagini, complimenti per l’idea e per le immagini che hai scelto. A parte i difetti che ti ho fatto notare, mi sembra che la scrittura sia fluida. Piaciuta la trama, peccato che ci hai messo troppe cose che alla fine non si sono completamente risolte oppure non sono state approfondite.

    Grazie e attendo il prossimo racconto.

    • Ciao Achillu e grazie per aver letto e commentato il mio racconto.
      Vorrei risponderti ai vari punti che evidenzi ma non sono sicura di riuscirci. Per esempio, a chi si rivolge Nic? a se stesso, quando riflette sul suo modo di sentire e di interagire con gli altri (all’inizio) e dopo con Jolyana in particolare, ma anche ai lettori.Hai presente quando, nei fumetti, il disegno “scavalca” il riquadro in cui è ingabbiato?
      In fondo, lui racconta sempre se stesso.
      Non condivido l’idea che il rosa debba avere un lieto fine. Le fiabe sì.non le storie d’amore. Il finale aperto risponde, a mio avviso, all’imprevedibilità del futuro.
      grazie ancora per le belle parole.
      Buona serata

      • Ciao Maria.

        Definizione di Treccani: letteratura, cinema rosa e giallo-rosa e più spesso un romanzo, un film, un telefilm rosa […] genere e lavoro letterario, cinematografico o televisivo, caratterizzato da una tematica d’amore, di tono sentimentale e comunque leggero, […] sempre con tono leggero, non drammatico.

        Quindi per essere definito “rosa” un racconto deve essere una “commedia leggera”, altrimenti è un racconto con tema sentimentale ma non è un racconto rosa. Le storie d’amore non devono per forza avere un lieto fine: è vero. Ma se non hanno un lieto fine non sono storie rosa. Spero di essermi spiegato. Non è un’osservazione al tuo racconto. Come dicevo prima: tu stessa lo definisci un “rosa atipico” e infatti è atipico anche perché non ha un lieto fine esplicito.

        Quanto a Nic: diciamo che oggi non si usa più che un personaggio si rivolga ai lettori. Come fai notare tu stessa, è un espediente da fumetto. Il tuo racconto è un flusso di coscienza, quindi, a mio avviso, Nic dovrebbe rivolgersi sempre a se stesso. Tutto qui, ovviamente non è obbligatorio. Lo stesso Manzoni, che si identifica con il narratore dei Promessi Sposi, si rivolge ai propri lettori. Diciamo che lui ha tutto un romanzo per preparare questo tipo di narrazione e lo adopera coerentemente. In un racconto breve è molto difficile gestire una cosa di questo genere e infatti l’hai usata solo in un episodio.

        Alla prossima.

  2. Ciao Maria! Ho letto i capitoli che mi mancavano e devo ammettere che scorrono via come olio. Il finale mi ha lasciata un po’ con l’amaro in bocca, perché io nutro una certa antipatia per quelle persone che hanno paura di essere felici e che quando ci stanno per riuscire distruggono tutto con bugie o segreti che hanno tenuto celati. Ce ne son parecchie,eh,di persone così! Lei decisamente è una di quelle:) io pure! speriamo che lui a Miami abbia trovato un’altra storia da ricominciare! Brava,bel lavoro; alla prossima storia!

  3. Ciao Maria eccomi qui!
    Mi dispiace, sono arrivata troppo tardi… ho letto la tua storia e mi è piaciuta molto, mi piacciono molto le tue descrizioni e come hai caratterizzato i personaggi… il finale aperto, mi lascia sempre con quell’amaro in bocca, ma sinceramente lo adoro lo stesso, complimenti per la tua storia
    Ps. Non posso nè votare e nè seguire la storia, mi resta da dirti “al prossimo incipit”
    Ciao 😉

  4. Finale aperto (ma non troppo) che ci sta. La tua scrittura migliora ad ogni nuova Storia. Forse non sarai soddisfatta dell’evoluzione che ha preso/gli hai dato, ma la Scrittura è impeccabile.
    Però forse hai ragione sul fatto che il rosa non è il tuo genere…
    Un buon motivo per cimentarti con qualcosa di diverso… Osa, puoi. 😉

  5. Ciao Maria,
    devo dire che la fine mi ha lasciato un po’ disiorientata, un finale che non mi sarei immaginata, mi hai davvero spiazzata!
    Alla fine lei gli ha dato il ben servito, e lui è rimasto traumatizzato, un po’ per la rivelazione del figlio, un po’ per la decisione di lei di troncare la storia.
    Che peccato… ☹️
    Lui è stato fin troppo paziente… altroché! Fossi stata nei suoi panni, non sarei stata così calma e comprensiva🤬🤬🤬🤬
    Ciao Maria, al prossimo racconto
    Ilaria

  6. Ciao Maria,
    Una storia d’amore inquieta, irrisolta che, forse, troverà spazio in n altro luogo o dimensione che non ci è dato di conoscere, a meno che non sia tu a decidere di raccontarcela.
    Ci hai guidati attraverso immagini suggestive nel mondo dei due e lo hai fatto molto bene. Il talento non si discute.
    Alla prossima!

    • Grazie per le belle parole e per avere seguito la storia fin qui.
      Scritrice è una parola impegnativa, piuttosto mi considero un’apprendista 🙂
      Riguardo un prossimo racconto, per ora non ho nessuna idea in testa. Sarà, se e quando sarà, l’idea stessa a guidare la scelta del genere. Comunque il “rosa” è da escludere.
      Se ti va un po’ di intrattenimento, prova a leggere i miei racconti “Strangetown” oppure “Al museo”. Quest’ultimo è stato il battesimo in questa piataforma.
      ciao

  7. Come sono difficili le scene d’amore. Sicuramente sarai d’accordo con me. Tu hai scelto di raffigurarla “dietro il sipario” ma mi piace come hai reso i preliminari così simili ad una danza. E’ la cosa che mi ha colpito di più del capitolo.
    Voto per “sospesi” e continuo a seguire!
    Buona scrittura
    M

  8. Ciao Lou
    Grazie ancora per la lettura attenta e per il commento.
    Questo racconto mi ha impegnato non poco – credo che il “rosa” non sia il mio genere – e, varie volte, ho pensato di chiuderlo prima dei dieci episodi. Sono stati i lettori con i loro commenti a “convincermi” a continuare la storia. Inoltre, non mi piace per principio (come autrice e lettrice), l’inconcludenza 🙂
    a presto.
    PS mi sa che il tuo voto non risulta (le percentuali sembrano uguali a prima).

  9. Alla vigilia dell’epilogo scopriamo finalmente il motivo di questo strano titolo.
    La parte che ho preferito è il racconto di quegli attimi di intimità tra i due protagonisti, resi con non comune sensibilità.
    Ma devo dire che tutto l’episodio è scritto bene.
    Le tre righe in chiusura sono le ultime pennellate a un ritratto estremamente realistico,che hai portato avanti per nove capitoli, piacevolissimi a leggersi.
    Ogni passo che fai cambia l’equilibrio.

  10. Questo capitolo è quasi sicuramente il mio preferito. Prima di tutto perché si scopre il significato del titolo, ed è meraviglioso come sia collegato al ricordo della nonna e alle sue bellissime parole. Ogni frase del capitolo è piena di dolcezza, hai creato ancora una volta un’atmosfera coinvolgente, ma in questo caso c’è qualcosa di più, un pizzico di stile fiabesco che si inserisce perfettamente.

  11. Ciao Maria
    Opto per cambiare l’equilibrio ogni passo che fai.
    L’immagine mi evoca, appunto, l’equilibrio e quanto sia difficile muoversi in un ambiente difficile e complicato.

    La coppia in questione, mi sembra proprio che stia camminando in un “terreno minato” e devono fare molta attenzione nel muoversi, nel decidere e anche negli atteggiamenti perché tutto, potrebbe cambiare da un momento all’altro…

    Ciao Maria e vista l’ora, buonanotte!
    Ilaria

  12. Ciao Maria,
    questo è in assoluto il capitolo che mi è piaciuto di più. Bello e intenso. Il ritorno della frase che da il titolo al racconto è un tocco da maestro, sai certamente come strutturare una storia, complimenti davvero. Io non avrei aggiunto “le mamme e i bambini”, ma questa è una scelta che spetta all’autore.
    Il sentiero che la lacrima traccia scendendo fino al mento ha un che di magico.
    Non so cos’altro aggiungere, aspetto il finale.
    Alla prossima!
    Ogni passo che fai, cambia l’equilibrio, l’immagine mi fa pensare a questo.

  13. Alla fine di ogni capitolo di questa storia ho sempre una sorta di nodo in gola: le scene dipinte sono così intense nella loro semplice bellezza che un po’ di fiato te lo tolgono: leggi e solo poi respiri…
    Davvero brava. Mi aspetto grandi cose per il finale.

  14. Una ridda di sentimenti e reazioni dei due che lascia frastornati, così racchiusi in cinquemila caratteri. Il colpo di scena delle tele, la rabbia di lui che si stempera nel fare l’amore, le lacrime di lei (parole sacrosante le tue sulla reazione di un uomo al pianto di una donna), tutto avrebbe avuto bisogno di più spazio. Ma va bene anche così.
    Equilibrio mutevole.

  15. Rieccomi, maria. Ho votato “attraverso te ricreo me stesso”.
    Il disordine del protagonista lo comprendo molto bene, meno la sua idea di “cucina come alchimia”, ma non per ostilità al concetto, quanto piuttosto perché la mia è una cucina “da campo”: hai venti minuti di tempo e devi inventarti qualcosa con quello che c’è per sfamare tre giovani esseri che, prima di pranzo, possono essere orribili e irritanti 😀
    Jolyana dice che lui ha la mania del controllo? Ma allora perché io ho la sensazione che sia lei che controlla tutto?
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana.

  16. Ciao, Maria.
    Ci ho messo un po’ a decidere la frase, in onestà. Alla fine ho scelto la terza, perché sono curioso di capire come la userai, Forse stiamo per scoprire qualcosa in più sulla misteriosa Jolyana. Sul protagonista sappiamo già tanto, grazie alle belle pennellate introspettive che ci fornisci.
    Buona scrittura!
    Massimo

  17. Arrivo in ritardo e non volevo metterti nei guai perciò ho votato l’opzione in maggioranza: attraverso te ricreo me stesso, che poi è anche la più suggestiva e intrigante tra quelle proposte. Va beh, mi è piaciuto. Specie la parte in cui lei gli spiega la differenza tra mentire e recitare, sciorinando argomenti che farebbero dare di matto anche a un monaco shaolin! Brava, davvero.

  18. Ciao Maria. Scelgo “attraverso te, ricreo me stesso”, dopotutto sembra innamorato e anche spaventato per i suoi stessi sentimenti nei confronti di lei.
    Secondo me, sta subendo una sorta di trasformazione interiore e con lei si sta delineando una strada, appunto una strada proiettata nel futuro, in un futuro completamente differente dal suo presente.
    Penso dunque che lui si stia ” ricreando”.
    Il capitolo è molto sensuale, senza andare nei particolari chiamiamoli per così dire ‘piccanti”, sei riuscita comunque a creare l’atmosfera giusta e intima fra i due. Bello.
    Ciao
    Ilaria

  19. Ce l’ho fatta, sono riuscita a passare e leggendo mi son persa arrivando al terzo capitolo! A me piacciono particolarmente gli scritti in prima persona, specialmente se come il tuo sono così fluidi..bella anche la storia, lui è un personaggio interessante 😀 di sicuro appena ho tempo andrò avanti con la lettura, voglio vedere come si svolgono le faccende amorose nella testa di un uomo.

    Ps-tra l’altro ho visto che ne hai scritte un sacco di storie, fino ad ora! Vorrei avere il tempo di leggerne qualcuna,mi aveva ispirato la fiaba della cicala,leggendo le trame 😉 vedremo.

  20. Questo capitolo mi è piaciuto moltissimo. È scritto in una maniera davvero molto delicata! Brava!
    Brava sul serio.

    A me in quadro ispira “Attraverso te ricreo me stesso”

  21. Ciao Maria, in questo capitolo ho apprezzato le sensazioni intense che sei riuscita a rendere attraverso frasi come queste:
    “In sua presenza, a volte ho la sensazione di perdere l’equilibrio. È come se girassi su me stesso mentre la terra intorno a me gira in senso contrario. Mi sento vagare nello spazio, come se fossi caduto nel ballo vorticoso e solitario di un sogno, tra cielo e terra.”
    Riesci a calarmi ogni volta in un’atmosfera diversa, quasi magica 🙂
    Per questo direi che l’opzione “sfidiamoci la realtà, per farla coincidere con il sogno” sia perfetta.

  22. Soli, indifferenti al mondo circostante…
    Ancora una volta perché ho lasciato che fosse l’immagine in allegato a suggerirmi la scelta.
    Se devo dire a me il capitolo è piaciuto molto.
    Hai marcato molto di più il genere, attribuendo al tuo poeta un modo di pensare e di fare tipicamente maschile: brava davvero.

  23. Ciao Maria
    Io direi di sfidare la realtà e poi vedere se coinciderà col sogno.
    Caspita…questa storia è molto coinvolgente.
    Mi intriga e mi spinge a leggere e a voler sapere, come andrà a finire questo corteggiamento.
    Ciao!
    Ilaria

  24. Ciao maria,
    ho votato TRA CIELO E TERRA, BALLANO I NOSTRI SOGNI, è stato immediato il collegamento al gioco che facevo da bambina, il girotondo, una quinta dimensione in cui uguaglianza, gioia e possibilità (attaccata con forza al concetto di gioco) la fanno da padroni. Aspetto impazientemente che la storia prenda una bella impennata, vorrei uno svelamento 🙂 A presto

  25. Rieccomi, Maria. Ho votato “capogiri e piccoli sbandamenti”, i miei, nel vedere l’opera, e ti lascio libertà interpretativa sul movente del mio pensiero.
    Interessante che non abbia elencato la terza opzione: “pensando senza sentire o vivere” 😉
    Jolyana sta minando tutte le sicurezze del protagonista, al contrario di Marina, che col suo atteggiamento gli permette di “definirsi per negazione”: sa bene che non la ama, sa bene che preferisce l’indipendenza a una vita con lei.
    Intrigante 🙂
    Ciao, ti auguro un’ottima serata

  26. Ciao Maria.
    Il nostro Nic è un po’ frastornato da queste donne… Sembra uno dei danzatori del dipinto, e appare anche come un sognatore, un tipo che vive di molte fantasie, insomma uno che si fa prendere dai suoi “film” mentali.
    È anche per questo che ho scelto la danza dei sogni tra cielo e terra.
    A presto
    Ilaria

  27. Ho letto ora tutti gli episodi e non posso altro che dire: Complimenti!
    È un racconto che ti prende soprattutto per delle frasi che ti fanno comprendere meglio il sentimento e l’emozione che il protagonista prova in quel momento.
    Ho scelto la frase “Tra cielo e terra, ballano i nostri sogni.” perchè alla fine tutto ciò che stanno vivendo i due è un insieme di sensazioni che vagano fra cielo e terra, pensate e vissute, ma pronte per essere realizzate così come si realizzano i sogni!!

  28. Quel quadro mi ha sempre fatto girare la testa… Perciò dico capogiro e piccoli sbandamenti. Ho recuperato anche il precedente. Scusa ma fatico proprio a star dietro a tutto in questo periodo.
    Sei bravissima a descrivere le donne, ma d’altronde sei una donna, e il loro mondo di rapportarsi all’universo maschile. Sulle diagnosi e le profezie di mia moglie ci potrei scrivere un libro.
    Un solo appunto.
    Che riguarda invece i pensieri del tuo poeta: a volte ho come la sensazione che tu abbia qualche remora a calarti fino in fondo nei panni di un uomo.
    Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro. Offenderei la tua intelligenza.
    Ciao

    • Ciao Lou
      ti ringrazio delle belle parole e, soprattutto, di essere presente.
      Posso solo intuire, quello che volevi dire riguardo “alla mia remora” di calarmi infondo nei panni del protagonista. La tua osservazione mi ha fatto pensare che l’io narrante mascile non sia funzionando a dovere. 🙂
      Quando Jaw mi ha scritto in un commento che il protagonista è pieno di sfaccetature e domandato: “Però, un individuo così complesso non rischia di esserlo troppo, per il lettore?”, non mi sono trovata molto d’accordo.
      La complessità è intrigante, l’ovvio spesso mi annoia e fa sorgere dei dubbi 🙂
      Tuttavia, gli devo dare ragione nel senso che magari molti lettori si aspettano di trovare, alla sezione “Rosa”, un racconto più sdolcinato, che si attenga ai normali cliché.
      grazie ancora della lettura e del commento.

  29. “lei mi attribuisce il potere di leggere il suo pensiero. Non mi crede, quando sostengo che è una facoltà che davvero non possiedo. Si sente svalutata e presa in giro.“
    Credo sia un difetto di quasi tutte le donne, o forse è colpa degli uomini che non riescono a capire i loro ragionamenti contorti? 😜
    Stavolta il quadro mi ha spiazzato, non so davvero come lo collegherai, ma sono ancora più curiosa.
    Voto “tra cielo e terra ballano i nostri sogni” perché quando ho letto questa opzione ho visto l’immagine in maniera totalmente diversa, e non so… Mi ha colpito di più, penso che ci stia a pennello.
    Buonanotte!

  30. “Compare all’improvviso, da dietro le nuvole delle mie divagazioni mentali, come il bagliore intenso e invadente di una luna nascosta.” Basta questa frase a riempire il capitolo.
    Non fraintendermi, mi è piaciuto tutto. Questa volta l’ho trovato più coinvolgente, con la messa a nudo dei sentimenti del poeta, che è un po’ tornato a quello che era nel primo episodio.
    Tra cielo e terra, ballano i nostri sogni. Un po’ perché mi piace la frase e un po’ perché è a questo che mi fa pensare il girotondo.
    Ciao Maria, alla Prossima!

  31. Ciao Maria, eccomi.
    Nonostante le mie remore per il genere rosa, il tuo racconto mi ha molto incuriosito.
    Scelgo di seguirti perché voglio proprio vedere dove mi porterà il “poeta’ e il suo egocentrismo.
    Scrivi molto bene, davvero complimenti.
    A presto,
    Ilaria

  32. Eccomi qui, e felice di esserci. La tua storia merita molto, e non lo dico per gratitudine. Articolo meglio:

    Delle varie cose che mi piacciono della narrazione, sei abile nel non appesantire mai la prima persona, e soprattutto il presente. Scrivere al presente è un incubo! Ma nel tuo caso me ne accorgo appena.
    Il tuo stile ha una cosa che al mio manca. Sai staccarti da terra e perseguire concetti astratti, poetici o filosofici, anche per diversi periodi in sequenza mentre io (forse per paura di perdermi o di sembrare trito) tendo sempre a tornare al flusso narrativo, a chiedermi il quando, chi e dove della narrazione. Per cambiare similitudine, tu ti comporti da sceneggiatrice, io da regista. E’ una cosa che dovrò imparare a fare.
    Infine, mi piace come stai presentando il personaggio in “pillole”, attraverso i suoi pensieri, che potrebbero essere veritieri o ‘gonfiati’ dal suo ego, che è una presenza costante nel racconto e lo definisce.
    Seguo e voto! Conosco “Notte Stellata”, e mi ha sempre trasmesso una strana sensazione di mistero, quindi vado per la tre.
    Buona scrittura.
    Massimo

    • Ciao Massimo e ben arrivato
      Sei stato di parola…
      Sono contenta che tu abbia apprezzato i capitoli. Da quello che scrivi, vedo che sei un lettore attento 🙂
      In effetti, la mia idea è proprio di caratterizzare in maniera costante e coerente il protagonista, attraverso i suoi pensieri, azioni e reazioni. Cerco di evidenziare anche le sue contraddizioni, che sono il sale e il pepe del suo carattere 🙂
      Non è facile o scontato, tenendo conto che è un io narrante maschile.
      grazie della lettura e del tuo commento.
      a presto

  33. Ciao Maria, scusa il ritardo, ho votato “gioiosa inquietudine” perché da sempre la “Notte Stellata”, come molti altri quadri di Van Gogh, mi trasmette un misto di gioia e inquietudine: i colori accesi insieme ai colori freddi, le luci nel buio… Comunque vedo che la mia scelta non è stata votata da quasi nessuno, quindi sono felice di non scombussolarti tutto, dato che hai già quasi ultimato il prossimo capitolo.
    La storia si fa sempre più intrigante, continuo a dirlo, ma ogni volta lo diventa di più 😉 … Alla prossima!

  34. Rieccomi, Maria. Ho votato misteriose vibrazioni, l’energia è una sola e la gioiosa inquietudine mi appare alquanto ossimorica. Non ha peli sulla lingua, la ragazza, almeno per ciò che le interessa. Però è ambivalente, perché scopre il gioco di lui ma non rivela il suo… Gioca una partita che vuole vincere, però le regole del gioco chi le conosce?
    Ciao, ti auguro un ottimo anno

  35. Ciao Maria,
    ti è scappata una T nel nome della fidanzata o è proprio un’altra persona?
    Per dirti la verità, questo capitolo mi ha coinvolto meno degli altri. Non che sia mal scritto, è perfetto per come è confezionato. Ma mi è parso più freddo rispetto agli altri, ovviamente è solo una mia impressione.
    Ti aspetto col prossimo e dico Misteriose Vibrazioni.
    Alla prossima!

  36. Ciao, Maria
    È pieno di sfaccettature, il tuo protagonista, mi ricorda il corso di geometria, in cui mi spiegavano che cono e sfera sono solo le proiezioni sul nostro misero mondo tridimensionale di solidi a quattro dimensioni (spaziali, il tempo è a parte). Però, un individuo così complesso non rischia di esserlo troppo, per il lettore?
    Interpreto la netta variazione di registro tra primo e secondo capitolo come l’inizio di un lungo flashback, ma mi ha stranito parecchio, io l’avrei sottolineata diversamente. O magari mi sbaglio, ma come concilio il poeta del primo col farfallone tormentato degli altri tre, se non con la rappresentazione della stessa persona plasmata dalle esperienze?
    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw
      mi ha fatto piacere trovare il tuo commento, sei un lettore che fa attenzione ai particolari 🙂
      Parlando di complessià, trovo che sia più complesso il modo in cui ho concepito il racconto, rispetto alla personalità del protagonista. In effetti, non vedo incompatibilità tra la sua passione per la poesia (come hobby, perché di mestiere fa altro) e tutte le sfumature contradditorie del suo carattere. Sono dell’idea che per essere un artista non basta sapere dipingere, per essere uno scrittore non basta sapere scrivere. Lui s’improvvisa poeta, per passione.
      Hai visto bene, c’è un lungo flashback; la persona presentata nell’incipit è nella fase della maturità (sono passati diversi anni) ed è sicuramente plasmato dall’esperienza di vita.
      grazie ancora del tuo intervento.
      a presto

  37. Ciao Maria, eccomi a leggere curiosa i quattro episodi. Complimenti per l’alone di mistero affascinante che circonda i tuoi personaggi. Karla così sfuggevole…lui così stordito. Molto belle le frasi che lasci per le votazioni. Ti seguirò per conoscere come evolverà la storia. Un abbraccio, a presto.

  38. Eccomi qui 🙂
    l’idea delle immagini mi piace, rende il racconto ancora più evanescente, misterioso, oscuro a tratti, è tutto molto coerente e funzionale, sei molto brava in questo. Nicholas è un uomo che nella vita quotidiana detesterei 🙂 il suo comportamento con Martina, non per moralismo, è decisamente irritante. Lui non mi piace, per recuperare dovrà darsi parecchio da fare e spero che abbia una redenzione 🙂 Per quanto riguarda Karla, non saprei, ho delle sensazioni su di lei ma voglio darle il beneficio del dubbio.
    Al prossimo 🙂

    • Ciao Violatis
      E’ mportante conoscere le sensazioni che il carattere e modo di comportarsi dei due protagonisti suscitano nelle lettrici e nei lettori, perciò ho apprezzato il tuo commento.
      Spero che anche i lettori maschi mi diano la loro prospettiva, mi aiuteranno così a aderire di più alla realtà (costruire un io narrante al maschile è, per me in quanto donna, un esperimento).
      a presto e grazie

  39. Ciao Maria, mi è piaciuto molto il pensiero finale “non ti faccio scappare” e l’improvvisa decisione di accompagnarla in taxi… Sono curiosa di scoprire come mai era così legata alla penna. Complimenti ancora una volta per il tuo stile di scrittura.
    Ho apprezzato molto anche le opzioni finali, e soprattutto quella che ho scelto: “dietro una maschera siamo più veri”
    È una frase molto bella, e secondo me molto vera…
    Alla prossima! 🙂

  40. Mi è piaciuta molto la situazione “tragica” di rendere credibile qualcosa di improbabile a chi ti ascolta. L’ hai resa perfettamente. Io l’ho provata diverse volte e capisco in pieno la sensazione di imbarazzo ed impotenza (anche questa ben resa)

    Bravissima Maria, as usual.

    Continuo a seguire.

  41. Rieccomi, Maria. Ho votato perché si metta in gioco.
    L’immagine che mi è piaciuta di più, in un capitolo pieno di immagini: “… che trascina tristemente il guinzaglio dell’incertezza dietro di sé”.
    Quella più distante dal mio modo di comportarmi: “… sarei solo un tipo pignolo e noioso, di quelli che quando li vedi per strada cambi marciapiede”.
    Ti dirò, tra tutte gli individui che posso incrociare sul marciapiede, non vedo i pignoli come i più minacciosi 😀
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana

  42. Ciao Maria!
    Mi piace tanto il modo in cui scrivi. Il ritmo é incalzante, molto particolare!
    Ho votato per la sensazione indefinita, perchè é ciò che ho provato anch’io.
    É stato un piacere leggerti. Complimenti!
    Attendo il seguito con impazienza.

  43. Tracce vaghe e impalpabili 🙂
    “Tracce” visto che immagino il poeta intento a cercare dovunque un segno della presenza della ragazza.

    Ciao Maria, mi è piaciuto tantissimo questo episodio. A mio parere la curiosità insoddisfatta del poeta è il tocco più affascinante del capitolo. Complimenti!
    A presto.

  44. Ciao Maria, mi ha colpito il carattere della ragazza, e la sua riflessione sul quadro… Mi sembra una persona che va oltre le apparenze, e per questo apprezzo molto il personaggio.
    Bellissime le frasi finali, molto poetiche sia l’immagine delle piume che quella della cenere.
    Per continuare con questa atmosfera sospesa, voto per l’ombra della sua presenza, dato che andandosene la ragazza ha lasciato un alone di curiosità e dubbi. 🙂
    Bravissima, la tua delicatezza nello scrivere rende ciò tutto avvolgente e affascinante.
    Buona serata 🙂

  45. Mmmm questo capitolo mi lascia quasi amareggiata 🙂 questa donna è ancora un mistero, voglio sapere di più di lei e soprattutto voglio sapere come parlerai tu di lei. Scelgo braccato da una sensazione indefinita perché è esattamente la sensazione che ho io…ti aspetto 🙂

  46. Ciao Maria,
    Perdonami ero convinta di aver commentato…🙁
    Ovviamente non posso che congratularmi per il tuo scritto, sempre perfetto.
    . Non conoscevo il dipinto, nè il suo autore, così sono andata a curiosare un po’… visto che si parla, tra le altre cose, anche di una fuga dalla coscienza, Voto “braccato da una sensazione indefinita”.
    Alla prossima, curiosa di conoscere il seguito.

  47. Tracce vaghe e impalpabili si addicono sia al tuo protagonista che finora ci ha dato solo vaghi indizi – e anche in qualche modo contraddittori – sul suo vero modo di essere, sia all’immagine che hai proposto alla fine dove il pittore ci fornisce solo vaghi indizi per decodificare l’opera: ombre, rincorse, fantasmi.
    Non è dato sapere quale sarà lo sviluppo di questa storia: sarà questo l’incontro voluto dal destino? Per ora le tracce sono vaghe.
    Ho l’impressione che tu abbia cambiato idea, tra il primo e il secondo capitolo, sulla caratterizzazione del protagonista.
    Ti seguirò per capire.

  48. Piuttosto che ragionare sul perché della scelta ho ‘scelto’ di andare a istinto e a istinto ho votato ‘L’ombra della sua Presenza!”.
    Naturalmente ho guardato l’immagine prima di votare e quell’immagine potrebbe avermi condizionato anche se sarei curioso di sapere da te in che modo credi che potrebbe averlo fatto… e così ti rigiro la frittate del perché della scelta 😉
    Quanto all’episodio è scritto bene. Il protagonista ha evidentemente una personalità complessa (e per questo potrebbe aver generato la confusione di cui qui sotto).
    Non ho ben capito se lei si chiama davvero Karla…

    • Ciao Lou
      Certo, l’immagine è ambigua, perciò mi piace e l’ho scelta. Le interpretazioni univoche sono, secondo me, meno interessanti 🙂
      Le ombre ci sono e giocano un ruolo ed è naturale che influenzino la scelta dei lettori attenti e non.
      Perché dici “personalità” complessa? Tutti, chi più chi meno, siamo fatti di luce e ombre 🙂
      Grazie del commento

      • Ecco perché mi piace così tanto tI…
        Allora, se ricordi, nel mio precedente commento, ti avevo avvertito della necessità di mantenere il tuo personaggio coerente all’indole e al carattere che gli avevi attribuito. In effetti, per come egli stesso si racconta nel primo episodio, non sembra proprio il tipo da approccio piacione e questo atteggiamento potrebbe aver generato un po’ di confusione.
        In realtà, però, così facendo, tu non hai affatto tradito la sua identità, piuttosto l’hai arricchita.
        Gli scrittori (e qui parlo da lettore) spesso nel delineare i propri personaggi giocano facile e si affidano a modelli tipi (gli stereotipi per quelli bravi). Se si scelgno, come hai fatto tu, modelli di riferimento più complessi (leggi ‘reali’) la faccenda certamente si complica. Il tuo Poeta, a parer mio, è molto reale e come tutte le persone reali nel relazionarsi con altre persone applica modelli comportamentali che considera adatti alla specifica situazione e agli scopi che si prefigge. Nulla di strano, quindi. Se non fosse che non siamo nel mondo reale ma in un racconto e che non siamo abituati da lettori a personaggi tanto reali (leggi ‘complessi’).
        Se non si è capito (come è probabile) a me questa cosa che hai fatto mi è piaciuta tantissimo… E scusa se mi sono dilungato un po’. Ciao

  49. Se – e dico se – il protagonista di questo episodio è lo stesso del primo, non può che essere braccato da una sensazione indefinita (come mi suggerisce anche l’immagine). Sembra un personaggio multiforme che si lascia molto prendere dal momento e dalla situazione (e questo è più da poeta che da ingegnere) fino al punto da approfittarne.
    Mi è piaciuto molto questo episodio, ma spero con il prossimo di fugare il dubbio che il protagonista sia sempre lo stesso.

  50. Rieccomi, maria. Ho scelto “braccato”, non so, mi pare che calzi bene al protagonista del primo capitolo, che mi sembra inquieto, in cerca, in un certo senso, di una fuga.
    E questo secondo? Molto sicuro di sé, il tizio. Ecco, io in realtà, nonostante la narrazione in prima persona, non sono del tutto persuaso che sia lo stesso protagonista. Ma forse ti riferisci a questo con “Riproduzione vietata”? Il protagonista ha qualcosa che preferisce non mostrare? Boh, staremo a vedere.
    Ciao, ti auguro un ottimo weekend

  51. Ciao Maria. Eccomi qua. Anche io, come Napo, ho dovuto faticare un po’ per entrare in sintonia con l’io narrante (ma solo perché so benissimo che sei una donna). Ma sai che pure a me per sfottermi mi chiamano Poeta? Solo che io non mi arrabbio mai, perché dovrei? Già questa cosa la dice lunga sul tuo Poeta. Personaggio certamente singolare che potresti fare fatica a gestire. Credo che la difficoltà maggiore potrebbe stare proprio nella necessità di mantenerlo coerente con l’indole che gli hai attribuito. Dovrai fare molta, moltissima attenzione a non sostituirti a lui. Quanto alle opzioni direi che c’è qualcosa di sbagliato (ma ho dovuto faticare per capire cosa, incredibile ma è così).

  52. Incipit intrigante e davvero ben scritto. Ero un po’ titubante ad iniziare un racconto rosa perché sono un novizio del genere, però dopo aver letto il tuo incipit so di essere in buone mani. Molto interessante e, a mio parere, azzeccata la scelta del quadro di Magritte. Complimenti!
    È un’immagine che ti prende.

  53. Ciao Maria,
    da quel poco che ho intuito di te dalla tua storia precedente, questo incipit non mi giunge affatto come un fulmine a ciel sereno, mi sembra che niente sia lasciato al caso, sei sempre piena, minuziosa, attenta. Sono curiosa e sentimentale nell’accezione di Fitzgerald quindi voglio sapere tutto di questa lei 🙂 E’ un’immagine che ti prende, a presto 😉

  54. Bell’incipit, filosofico, mi ha colpito, specie il passaggio sulla grafia… e poi ho un debole per taccuini e poeti, veri o improvvisati, in oltre citi Van Gogh e ho appena visto Loving Vincent 🙂
    Bella anche l’idea del quadro, che per me ha qualcosa di sbagliato 😉

  55. È un’immagine che ti prende…
    Bentornata Maria, mi hai sorpresa con il genere rosa, non mi pare di aver letto storie d’amore firmate da te. Tra l’altro neanche il protagonista, un intellettuale troppo preso da dissertazioni filosofiche, mi sembra un tipo sentimentale. La chiusa però lascia intendere ben altro…
    In bocca al lupo per questa tua nuova avventura 😉

  56. Ciao Maria,
    definire il tuo capitolo come poetico mi sembra troppo poco, leggendolo mi è sembrato di cogliere un significato nascosto dietro ad ogni frase, come se ogni parola fosse stata scelta e perfettamente incastonata nell’insieme.
    Lo stile di scrittura si è adattato al carattere del personaggio, che hai già delineato attraverso le sue riflessioni.
    Seguo volentieri, a presto e complimenti!☺️

  57. Bentornata a scrivere, Maria. Ho cliccato il “segui la storia” ancor prima d’iniziare a leggere.
    È presto per dare un giudizio. Posso constatare che hai scelto un io narrante maschile e questo è insolito per una donna. In realtà però non so se lo alternerai con un io narrante femminile o manterrai il narratore nell’ottica di lui. Leggo che il protagonista è un poeta e questo non mi piace perché non ho mai fatto mistero che scegliere poeti e scrittori come protagonisti mi sa di referenziale. Però in realtà non so se il mestiere (o l’hobby) del poeta sia solo un pretesto come un altro e poi il racconto si evolverà a prescindere dal mestiere del protagonista.
    L’immagine proposta è una di quelle che prende.

    • Ciao Napo
      L’idea sarebbe di continuare la storia con un io narrante maschile. Vediamo come si evolve il tutto e se sarò capace di farlo. Il mio racconto “Parole” aveva un protagonista maschile, non era però narrato in prima persona.
      Questo è un esperimento/sfida. Forse il protagonista non è un vero poeta, infatti dice che lo chiamano” Poeta”. Sono d’accordo con te: meglio non essere autoreferenziale. In ogni caso, se uno in casa fa un po’ di lavoretti con il legno, questo non fa di lui necessariamente un falegname 🙂 🙂
      Grazie per il tuo commento, sempre acuto e interessante.