Una piramide di città

Dove eravamo rimasti?

Cosa accade nel prossimo episodio? Melissa e suo padre iniziano ad approfondire il discorso lasciato a metà, ma vengono interrotti (60%)

Il mistero si infittisce

Alzai lo sguardo dal libro di storia sul quale stavo studiando, quando mi accorsi che fuori pioveva. Mi alzai di scatto facendo cadere dalla scrivania diverse cose: “No, i panni stesi!! Dovrò rilavarli nuovamente!” corsi giù per le scale e mi affrettai a recuperare i diversi indumenti ormai fradici; non persi tempo, li rinfilai in lavatrice e tornai con calma in camera. Mi accovacciai davanti al davanzale e mi soffermai a guardare le gocce che ricadevano sul vetro. La pioggia aveva sempre un suo fascino, se vista da un luogo asciutto. “Basta, devo rimettermi a studiare o non finirò mai” pensai alzandomi. Raccolsi da terra il porta penne e parte del suo contenuto che si era riversato per la stanza quando ero uscita di fretta. Mi piegai per recuperare il libro di storia dal pavimento quando una fotografia attrasse il mio interesse. La didascalia recitava: “Sud Africa: ricostruzione grafica di una antica città fortificata”. C’era una descrizione di tre righe che spiegava come la città fortificata dovesse avere circa 200.000 anni. Quello che mi lasciò perplessa fu l’illustrazione grafica: l’avevo già vista. Tenendo il libro aperto, corsi nel mio nascondiglio e recuperai l’album di fotografie che mi aveva dato mio zio. Le pagine scorsero veloci tra le mie mani fino ad arrivare alla foto di un palazzo antico, decorato con colori vivaci. Confrontai le due immagini: erano estremamente simili, ma la cosa che mi lasciò perplessa fu la presenza, nella mia foto, di strane strutture quasi metalliche, con delle aperture dalle quali si affacciavano delle persone. Sembrava una carrozza di metallo. Estrassi dall’album la foto per osservarla meglio e mi accorsi della presenza di una data sul retro: 22 gennaio 2010. La foto era stata scattata diversi anni prima. Mi appoggiai alla parete pensierosa. Cosa significava?

“Melissa ci sei? Ho portato a casa la cena, mangi con me o esci?” la voce di mio padre che mi parlava dalle scale mi fece tornare alla realtà. Rimisi le foto nel nascondiglio e corsi in cucina. “Ciao papà, come è andata la giornata?” dissi mentre apparecchiavo la tavola di corsa. “Tutto bene, dopo la nostra mattinata a pesca sono stato in ufficio a sistemare un po’ di cose” disse addentando dei grissini “La nuova collezione di libri arriva lunedì, Edo mi ha aiutato a sistemare le ultime carte” disse sedendosi a tavola. “Per fortuna che ho lui come assistente, conosce bene la storia e cosa più importante è in grado di destreggiarsi tra le mille normative imposte per la gestione dei beni culturali”. Tra un boccone e l’altro di sushi mio padre iniziò a raccontare: “Questa mattina mi hai chiesto cosa so sul parco e sulla esplosione che lo ha sconvolto 22 anni fa. Il parco custodisce un segreto molto importante, non riguarda esperimenti o alieni o cose del genere. Si tratta di una cosa molto più semplice: l’area custodisce delle informazioni legate alla storia dell’umanità, non conosco i dettagli, ma so che si tratta di informazioni che potrebbero svelare l’evoluzione delle civiltà e in generale dell’umanità. Queste informazioni le ho avute da tua madre, ma non so dirti altro perché erano dati segreti e non avrebbe dovuto svelarmeli”. Rimasi a bocca aperta, mia madre era stata coinvolta in questa faccenda in passato. Mio padre si accorse della mia espressione pensierosa e quando stavo per fare una delle mie solite domande mi fermò: “Si, tua madre è coinvolta in questa faccenda e si, credo sia scomparsa proprio per questa ragione”. Appoggiai la schiena alla sedia, ecco tutti i misteri e le risposte vaghe sulla scomparsa di mia madre, il motivo era questo. Guardai mio padre, in tutti questi anni doveva essere stato veramente difficile per lui andare avanti senza avere risposte.

Il nostro silenzio fu invaso dal suono del campanello. Quando aprii la porta non c’era nessuno, ma qualcuno aveva lasciato qualcosa dentro la cassetta delle lettere, perché mi accorsi della lucetta verde che segnalava la presenza di posta. Era una mia invenzione di qualche anno prima, per evitare di controllare la posta ogni giorno avevo studiato questo meccanismo che funzionava ancora. Recuperai una busta gialla di quelle imbottite. Era indirizzata a me. D’istinto la nascosi tra la maglietta e la felpa per non farla vedere a mio padre. “Chi era alla porta?” chiese mio padre mentre sparecchiava. “In realtà quando ho aperto non c’era nessuno” dissi. Mi avvicinai a lui, gli diedi un bacio sulla guancia “Io vado in camera a finire di studiare, lunedì ho una interrogazione. Magari scendo più tardi per una camomilla, ti va?” e prima ancora di aspettare la sua risposta corsi in camera.

Aprii la busta con delicatezza, e trovai all’interno un manufatto che mi lasciò perplessa. Si trattava di un oggetto completamente liscio e dall’aspetto sinuoso, lungo circa 5 cm e di larghezza irregolare, di colore nero opalescente. Sotto la superficie si intravedevano 3 buchi che però al tatto non si rivelavano.  

Abbiamo delle foto e un oggetto, nel prossimo episodio:

  • La notte viene scossa da una nuova esplosione molto più forte (20%)
    20
  • Melissa inizia ad indagare sull’oggetto (40%)
    40
  • Melissa decide di confidarsi con Edo (40%)
    40

Voti totali: 5

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32 Commenti

  1. Ciao! Ho letto questa storia e francamente sono curiosa di molte cose: dalla scomparsa della madre al nuovo oggetto trovato, e ovviamente alle informazioni nascoste all’interno del parco. Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo così da scoprire il tutto, o almeno quello che si può ahah. Alla prossima, e complimenti!

  2. Silvia ha informazioni…
    Ho come l’impressione che qui si parli parecchio 😉 tutti hanno qualcosa da dire e la dicono. Mi pacerebbe che nei prossimi episodi gli avvenimenti ce li mostrassi, senza dirceli 😉 La storia si segue comunque con interesse, sei brava in questo.

  3. Incipit interessante che meriterebbe più calma. C’è troppo e accade tutto velocemente. Non abbiamo nemmeno il tempo di conoscere bene i personaggi, chi sono, come si chiamano, chi è il protagonista. Il contesto storico e il mondo in cui i personaggi si muovono andrebbe descritto prima del primo punto di svolta (che qui arriva troppo presto), Io avrei sfruttato almeno i primi due capitoli per descrivere la quotidianità dei personaggi e il mondo che li circonda.

  4. Scopriamo di più sulla città prima di fare una scoperta.
    Ciao Federica, è un piacere tornare a leggere le tue rinomate avventure. Mi metto comoda e ti seguo fino in fondo a questo viaggio che già si prospetta coinvolgente.

  5. Ciao Federica, mi hai acchiappato subito con la tua atmosfera misteriosa…
    Un incipit bello soprattutto perché ci fa entrare subito nel vivo dell’avventura, lasciandoci con mille domande a cui darai risposta nel corso della storia.
    Seguo volentieri, brava!☺️

  6. Questa storia mi ha incuriosito non poco. Una città abbandonata, i resti di un incendio, degli amici a caccia di avventura. Sento già in bocca il sapore del mistero. ?
    Mi piacerebbe sapere di più sui tuoi personaggi, cerca di descriverceli un pochino, giusto per identificarli meglio. ?
    Continua così e verrà fuori una cosa esagerata!
    Ciao.

  7. Secondo!
    Sei tornata anche tu e ci ritroviamo qui. Vediamo cosa ci racconti stavolta.
    A proposito, ti rinnovo il mio vecchio consiglio: non “raccontare” come se stessi facendo il resoconto giornalistico di un evento, mostraci i personaggi attraverso i loro gesti, facci vedere i luoghi, incuriosuscici.
    Cominciamo con questa scoperta interessante.

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