Storia di un leccaculo

Dove eravamo rimasti?

Come continuerà la storia? Il direttore dell'azienda, per scusarsi con Giuseppe, costringerà Paolo a fare sesso con la vecchia. (67%)

La fine di un leccaculo

<<Vado un attimo in bagno, quando torno facciamo il secondo round>> disse quella vecchia a Giuseppe, con un tono minaccioso.

Giuseppe però, appena vide che la vecchia era entrata in bagno, ne approfittò per scappare da quella casa delle torture.

Quando arrivò nella sua auto iniziò a sentirla urlare disperatamente, e le sue grida la facevano quasi sembrare una gatta che desidera accoppiarsi.

Prima che partisse gli squillò il telefono, quando vide che era un numero sconosciuto pensò subito che si trattasse della vecchia ed iniziò a sudare freddo; poi si ricordò che non le aveva dato il suo numero.

Era il direttore dell’azienda:

<<Allora, sei riuscito a trovare il pacco?>>

<< Il pacco l’ho trovato, ma è stato aperto e mancano otto-nove grammi di roba. Il vecchio che si è mangiato i cioccolatini è morto, mentre la moglie… mi ha violentato>>

<<Che!!?? Sai che sono nella merda vero!? Se farà investigare sulla morte del marito, capiranno che è morto per la roba contenuta nei cioccolatini… e allorà sarò rovinato>>

<<Ed è colpa mia!? Io non solo ho perso parte della roba, ma sono stato anche violentato da una vecchia per colpa di quel grandissimo figlio di puttana del tuo corriere!>>

<<Hai ragione…pensi che se offrissimo Paolo alla vecchia, questa non investigherebbe sulla morte del marito?>>

<<Ma guarda che a lei non interessa nulla della morte del marito… però le potremmo comunque offrire Paolo, così avrà quel che si merita>>

<<Sai che ti dico? Hai ragione! Paolo ha creato troppi problemi, deve avere una giusta punizione. Dammi l’indirizzo della vecchia.>>

<<Via dei martiri 88. Abita in un condominio rosa, al primo piano>>

Tre ore dopo ( non due ore e cinquantanove minuti e cinquantanove secondi) il direttore telefonò a Paolo:

<< Direttore carissimo! Come si è risolta la storia del pacco? Non vedo l’ora di fare la mia prossima consegna!!>>

<<Si è risolta bene…il tuo prossimo compito è quello di andare a prendere un pacco a questo indirizzo: Via dei martiri 88. Condominio rosa, primo piano.>>

<<Ci vado subito>>

Quando quella sera Paolo si recò dalla vecchia, la trovò completamente nuda, e siccome questa lo scambiò per Giuseppe, gli disse:

<<Ah sei tornato! Brutto furfante! Questa volta non ti permetterò di andartene nemmeno per un minuto>> Detto ciò, lo portò in camera da letto e gli legò un polso alla sbarra del letto, dopo iniziò a violentarlo.

Dopo aver finito, gli disse:

<<Di giorno porterai una catena al collo e sarai incatenato alla ringhiera del balcone. Mangerai in una ciotola di acciaio e berrai in una dello stesso tipo. Questa volta non mi sfuggi!>>

Paolo era terrorizzato e scoppiò in un pianto isterico.

<<Non piangere,vado un attimo in cucina, ma quando torno facciamo il secondo round, poi il terzo, e poi il quarto…>> .

Paolo non aveva mai tremato dalla paura in tutta la sua vita, tranne in quel momento. Con la mano libera prese il suo telefono, per chiamare la polizia. Ad un tratto però, gli arrivò un messaggio da parte del suo direttore in cui c’era scritto: “ Buon divertimento”. Un istante dopo tornò la vecchia, e il cellulare di Paolo fece un volo dal balcone.

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55 Commenti

  1. Rieccomi, Giovanni.
    Ah ah, una storia decisamente delirante, la tua 😀
    Non commento moltissimo, forse è per questo che quando lo faccio tendo a essere un po’ prolisso, per cui ti chiedo scusa in anticipo.
    La tua storia è divertente, l’idea è originale e lo sviluppo anche di più 😀 , ma ci sono alcune cose che ti vorrei far notare. Mi permetto perché ho letto i commenti precedenti e mi sei sembrato ben disposto verso il confronto.
    La prima cosa che osservo, a onor del vero soprattutto nei primi capitoli, è un eccesso di “racconto”… certo, ti avranno fatto due bocce così sullo “show don’t tell” e io non ho alcuna intenzione di aggiungermi alla schiera dei celebratori del Sacro Show. Però… Però considera ad esempio dove descrivi nei dettagli il trucco che Paolo userà un secondo dopo: è eccessivo, perché di fatto deleghi al ricordo di Paolo la descrizione di ciò che sta per succedere. Insomma, per intenderci, perché non limitare a un accenno “Paolo si ricordò di un consiglio… finse di ricevere una telefonata… si allontanò…”, eccetera? Avresti anche risparmiato un mucchio di caratteri.
    Subito dopo c’è un altro esempio simile: “ma subito intuì che aveva appena aggravato la sua situazione, infatti l’ospitalità del direttore non tardò a manifestarsi…”.
    L’avresti potuta anche cancellare del tutto, perché nel momento in cui il direttore gli offre alloggio il lettore “scopre” quanto la situazione di Paolo sia grave 😀
    O quando l’amico lo trova nel cassonetto: fai pensare all’amico che Paolo sia in una brutta situazione e poi glielo fai anche dire.
    Questi sono tre esempi che sono riuscito a recuperare al volo, ma ce ne sono altri dello stesso genere.
    La seconda obiezione che ti faccio riguarda la coerenza della costruzione: va bene storia surreale, ma è un po’ come in Matrix (scusa, l’ho rivisto oggi 😀 ): non si può avere completa libertà, si sceglie un’ambientazione e si cerca di rimanere coerenti con essa. E allora, sempre per fare alcuni esempi:
    – Il direttore sfonda una porta a calci e quello manco si sveglia.
    – Sono le cinque ed è ora di andare al lavoro (un direttore alle cinque al lavoro? 😀 )
    – Un semplice messaggio per mollare moglie e due figli?
    – I poliziotti possono pure credere al leccakul0, ma difficilmente rinunciano a cercare di capire chi sia il trafficante di droga. Certo, possono lasciarlo andare perché sono alterati dalla droga, ma allora ce lo devi far capire.
    Nella letteratura ci sta tutto, assolutamente tutto, è bella per questo! Ma tutto ciò che si scrive deve essere reso il più possibile coerente e naturale. Esagero per cercare di spiegarmi: se uno scrittore, dopo aver fatto capire al lettore che Ambrogio vive nel nostro mondo, scrive: “Ambrogio uscì e fu quasi investito da un sommergibile”, il lettore rimarrà spaesato, perché non sa più in che mondo abita Ambrogio. Allo stesso modo, le azioni che hai scritto e che ti ho indicato non sono quelle che mi aspetterei in un mondo normale e allora o eviti di scriverle o le circostanzi un po’ meglio.
    Per finire, mi ha fatto scompisciare la parte in cui è la moglie dell’autista a prenderlo a mazzate, mi ha fatto sentire meno solo al mondo: anche tu hai l’impressione che le donne siano molto più violente degli uomini, in automobile? 😀
    Ciao, spero di non essere stato troppo invadente, ti auguro un’ottima settimana.

  2. !!!!ATTENZIONE!!! MANCA LA CONCLUSIONE DELL’ULTIMO EPISODIO:

    […]e gli disse urlando:

    《Muoviti ad assumere il VIAGRA, che dopo mi devo vedere “Centovetrine”》
    《Un attimo amò, il tempo che aprò la scatola》
    Il vecchio aprì la scatola, ma non c’era nessun foglietto illustrativo che spiegasse quanti cioccolatini bisognasse mangiare per ottenere il risultato sperato. Decise di mangiarsene tre…

    Intanto il direttore dell’azienda aveva ricevuto una telefonata dal reale destinatario del pacco, che era arrabbiatissimo perchè quella scatola che aveva ricevuto conteneva pillole di viagra.

  3. Devo dire che mi piace tanto la tua storia, anche se in alcuni casi risulta essere paradossale.
    Pensandoci però potrebbe essere proprio questa una delle caratteristiche che la rende una storia davvero divertente, non impegnativa e semplice.
    Bravo Giovanni! Continua così…

  4. Apprezza e lo assume. Sì, in effetti la formattazione difetta ancora un po’. Comincia semplicemente con l’andare a capo più spesso. Aiuta e molto.
    Sull’evoluzione della storia solo un appunto.
    Quella che hai scelto è la via più facile, l’ambiente lavorativo è il luogo ideale per una storia sui leccaculo, ma esistono anche altri ambiti in cui puoi provare a immaginarne l’impatto… L’unico limite è la tua fantasia. Ciao

  5. Confesso che avevo letto il tuo capitolo di esordio, ma avevo deciso di non seguirti. La cosa che non mi era piaciuta affatto era (ed è) la formattazione, a iniziare dai segni di minore e maggiore al posto delle virgolette caporali.
    L’idea di fondo è carina anche se poi lo sviluppo è paradossale, ma il paradosso può essere anche una scelta stilistica. Devi assolutamente curare la forma, che nella scrittura è anche sostanza.
    Credo che il direttore potrebbe apprezzare la spontaneità, ma chiedergli di scegliere un abbigliamento più consono.
    Spero che anche tu apprezzi la mia spontaneità.

  6. Ok ho letto tutto e mi piace, é divertente e per niente impegnativo, neanche tu che l’hai scritta ti sei preso sul serio (ho avuto l’impressione) e ci sta perché si sta giocando e si fantastica sulle disavventure di qualcuno. Comunque mi hai lasciato a bocca asciutta e non sapevo se avere pietá di lui o ridere.
    Ah, ho scelto la prima, quella meno bizzarra perché al contrario di te sono troppo seria e noiosa 🙁

  7. Ciao! Mi ha incuriosito molto il titolo e mi aspettavo o la tipica stupidata o il tipico monologo da fallito della società ma intelligente. Non è così e sono sia delusa sia felice: felice perché non è stupido, delusa perché non è un monologo. Secondo me in prima persona ci starebbe proprio bene e il motivo sono le osservazioni che un narratore esterno secondo me non dovrebbe fare per esempio il giudizio sulla mancata igiene del tizio perché è molto “informale” come se fossi un amico che mi sta descrivendo a parole sue una persona. Mi riferisco in particolare a “nei paesi dove non c’è acqua si lavano di più” ma anche tutta l’atmosfera è così. Però va bene eh, é una critica neutra. Ora corro a leggere il resto 🙂

  8. Buono anche questo secondo. Per me fingerà di svenire. Un piccolo consiglio: usa le parentesi con parsimonia e solo quando non puoi proprio farne a meno. Se le virgole non ti convincono prova a riformulare il periodo. Un’altra cosa: se vuoi che anche altri ti seguano devi sforzarti a seguirli a tua volta, il che non significa necessariamente invadere i racconti altrui di complimenti e bravo-bravissimo per invogliarli a fare altrettanto. Basta essere attivi nella comunità, leggere, commentare onestamente, scambiarsi pareri.

  9. Ciao Giovanni. Un buon inizio il tuo. Ma soprattutto una buonissima idea. Visto che il mio commento è assolutamente disinteressato (e che sono estero e felicemente sposato) onde evitare equivoci di sorta ti faccio anche un paio di appunti.
    Il tono discorsivo della voce fuori campo ci sta tutto, ma quel: ‘e quindi (il) direttore ne approfittò per dirgli quello che sto per scrivere’ francamente è bruttino.
    I puntini di sospensione sono sempre tre (te ne è scappato un quarto da qualche parte)
    Occhio alle virgole.
    A parte queste (piccolissime) sbavature (ma qui su theincipit siamo pignoli, lo imparerai presto), mi sono proprio divertito.
    Ah, dimenticavo per me cercherà di cavarsela con la scusa delle rigide regole d’azienda. Ciao

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