Storia di un leccaculo

Cos’hai capito?

Sono dovunque, ma spesso li si incontra più facilmente in due luoghi: a scuola e a lavoro. All’inizio potrebbe sembrare difficile individuarli ma ci sono alcune caratteristiche che li accomunano: indossano sempre una camicia (quella classica azzurra) abbinata a dei pantaloni di stoffa, e sono cortesi soltanto con i potenti di turno. Sono loro: I lecchini.
Paolo era uno di questi , e grazie alle sue abilità da leccaculo, piuttosto che per le sue capacità lavorative , era diventato dopo soli due mesi dalla sua assunzione vicedirettore di un’azienda di dolciumi. Il direttore, che si chiamava Giacomo, apprezzava moltissimo i complimenti che Paolo gli faceva in continuazione. Questo era un uomo di circa 50 anni ed era molto trasandato : l’acconciatura dei suoi capelli era lasciata al caso e indossava le stesse camicie sia in estate che in inverno, soltanto che in estate si scorciava le maniche mentre in inverno no. Quelle camicie avevano più o meno 10 anni, lo testimoniavano diversi buchi grandi come noci ; il direttore non sembrava importarsene minimamente e come se non bastasse alcuni dipendenti lo videro in più di un’occasione, soffiarsi il naso con la camicia che indossava. Non penso sia necessario parlare della sua igiene personale….nei paesi in cui vi è carenza di acqua si lavano di più.
A chi verrebbe mai in mente di far un complimento sull’ aspetto fisico ad un uomo del genere? A nessuno direte voi, e invece vi sbagliate: Paolo glieli faceva ogni mattina; un giorno però accadde qualcosa che modificò il suo rapporto con il direttore. Erano tutti tornati a casa dall’azienda, tranne Paolo e Tommaso.
Erano rimasti finalmente soli, e quindi direttore ne approfittò per dirgli quello che sto per scrivere: 《 Paolo, il primo giorno che ti vidi, non pensavo che anche tu fossi gay e questo era un vero peccato, perché mi piacevi, cioè mi piaci ; per fortuna anche tu lo sei , me lo hanno fatto capire i mille complimenti che mi fai continuamente sul mio aspetto. Per questo ti chiedo, sapendo che tu sicuramente accetterai, di andare a casa mia e di inaugurare l’inizio della nostra storia d’amore.》dopo aver detto ciò, estrasse una confezione di profilattici dalla tasca. Paolo rimase in silenzio per molto tempo perché lui aveva sempre detestato i gay e non pensava che Giacomo lo fosse; per lui il lavoro occupava il primo posto nella vita ed avrebbe fatto qualsiasi cosa per rivestire posizioni lavorative importanti, ma fidanzarsi con un uomo in nome del lavoro non sapeva se fosse conveniente, alla fine prese una decisione e…

Paolo cosa farà ?

  • Gli dirà di non potersi fidanzate con lui, perché questo andrebbe contro il regolamento dell'azienda (100%)
    100
  • Accetterà di fidanzarsi con lui, ma gli dirà che per lui è troppo presto fare sesso (0%)
    0
  • Gli dirà di essere sempre stato innamorato di lui e accetterà di fare sesso, per salvaguardare la sua posizione lavorativa (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

55 Commenti

  1. Rieccomi, Giovanni.
    Ah ah, una storia decisamente delirante, la tua 😀
    Non commento moltissimo, forse è per questo che quando lo faccio tendo a essere un po’ prolisso, per cui ti chiedo scusa in anticipo.
    La tua storia è divertente, l’idea è originale e lo sviluppo anche di più 😀 , ma ci sono alcune cose che ti vorrei far notare. Mi permetto perché ho letto i commenti precedenti e mi sei sembrato ben disposto verso il confronto.
    La prima cosa che osservo, a onor del vero soprattutto nei primi capitoli, è un eccesso di “racconto”… certo, ti avranno fatto due bocce così sullo “show don’t tell” e io non ho alcuna intenzione di aggiungermi alla schiera dei celebratori del Sacro Show. Però… Però considera ad esempio dove descrivi nei dettagli il trucco che Paolo userà un secondo dopo: è eccessivo, perché di fatto deleghi al ricordo di Paolo la descrizione di ciò che sta per succedere. Insomma, per intenderci, perché non limitare a un accenno “Paolo si ricordò di un consiglio… finse di ricevere una telefonata… si allontanò…”, eccetera? Avresti anche risparmiato un mucchio di caratteri.
    Subito dopo c’è un altro esempio simile: “ma subito intuì che aveva appena aggravato la sua situazione, infatti l’ospitalità del direttore non tardò a manifestarsi…”.
    L’avresti potuta anche cancellare del tutto, perché nel momento in cui il direttore gli offre alloggio il lettore “scopre” quanto la situazione di Paolo sia grave 😀
    O quando l’amico lo trova nel cassonetto: fai pensare all’amico che Paolo sia in una brutta situazione e poi glielo fai anche dire.
    Questi sono tre esempi che sono riuscito a recuperare al volo, ma ce ne sono altri dello stesso genere.
    La seconda obiezione che ti faccio riguarda la coerenza della costruzione: va bene storia surreale, ma è un po’ come in Matrix (scusa, l’ho rivisto oggi 😀 ): non si può avere completa libertà, si sceglie un’ambientazione e si cerca di rimanere coerenti con essa. E allora, sempre per fare alcuni esempi:
    – Il direttore sfonda una porta a calci e quello manco si sveglia.
    – Sono le cinque ed è ora di andare al lavoro (un direttore alle cinque al lavoro? 😀 )
    – Un semplice messaggio per mollare moglie e due figli?
    – I poliziotti possono pure credere al leccakul0, ma difficilmente rinunciano a cercare di capire chi sia il trafficante di droga. Certo, possono lasciarlo andare perché sono alterati dalla droga, ma allora ce lo devi far capire.
    Nella letteratura ci sta tutto, assolutamente tutto, è bella per questo! Ma tutto ciò che si scrive deve essere reso il più possibile coerente e naturale. Esagero per cercare di spiegarmi: se uno scrittore, dopo aver fatto capire al lettore che Ambrogio vive nel nostro mondo, scrive: “Ambrogio uscì e fu quasi investito da un sommergibile”, il lettore rimarrà spaesato, perché non sa più in che mondo abita Ambrogio. Allo stesso modo, le azioni che hai scritto e che ti ho indicato non sono quelle che mi aspetterei in un mondo normale e allora o eviti di scriverle o le circostanzi un po’ meglio.
    Per finire, mi ha fatto scompisciare la parte in cui è la moglie dell’autista a prenderlo a mazzate, mi ha fatto sentire meno solo al mondo: anche tu hai l’impressione che le donne siano molto più violente degli uomini, in automobile? 😀
    Ciao, spero di non essere stato troppo invadente, ti auguro un’ottima settimana.

  2. !!!!ATTENZIONE!!! MANCA LA CONCLUSIONE DELL’ULTIMO EPISODIO:

    […]e gli disse urlando:

    《Muoviti ad assumere il VIAGRA, che dopo mi devo vedere “Centovetrine”》
    《Un attimo amò, il tempo che aprò la scatola》
    Il vecchio aprì la scatola, ma non c’era nessun foglietto illustrativo che spiegasse quanti cioccolatini bisognasse mangiare per ottenere il risultato sperato. Decise di mangiarsene tre…

    Intanto il direttore dell’azienda aveva ricevuto una telefonata dal reale destinatario del pacco, che era arrabbiatissimo perchè quella scatola che aveva ricevuto conteneva pillole di viagra.

  3. Devo dire che mi piace tanto la tua storia, anche se in alcuni casi risulta essere paradossale.
    Pensandoci però potrebbe essere proprio questa una delle caratteristiche che la rende una storia davvero divertente, non impegnativa e semplice.
    Bravo Giovanni! Continua così…

  4. Apprezza e lo assume. Sì, in effetti la formattazione difetta ancora un po’. Comincia semplicemente con l’andare a capo più spesso. Aiuta e molto.
    Sull’evoluzione della storia solo un appunto.
    Quella che hai scelto è la via più facile, l’ambiente lavorativo è il luogo ideale per una storia sui leccaculo, ma esistono anche altri ambiti in cui puoi provare a immaginarne l’impatto… L’unico limite è la tua fantasia. Ciao

  5. Confesso che avevo letto il tuo capitolo di esordio, ma avevo deciso di non seguirti. La cosa che non mi era piaciuta affatto era (ed è) la formattazione, a iniziare dai segni di minore e maggiore al posto delle virgolette caporali.
    L’idea di fondo è carina anche se poi lo sviluppo è paradossale, ma il paradosso può essere anche una scelta stilistica. Devi assolutamente curare la forma, che nella scrittura è anche sostanza.
    Credo che il direttore potrebbe apprezzare la spontaneità, ma chiedergli di scegliere un abbigliamento più consono.
    Spero che anche tu apprezzi la mia spontaneità.

  6. Ok ho letto tutto e mi piace, é divertente e per niente impegnativo, neanche tu che l’hai scritta ti sei preso sul serio (ho avuto l’impressione) e ci sta perché si sta giocando e si fantastica sulle disavventure di qualcuno. Comunque mi hai lasciato a bocca asciutta e non sapevo se avere pietá di lui o ridere.
    Ah, ho scelto la prima, quella meno bizzarra perché al contrario di te sono troppo seria e noiosa 🙁

  7. Ciao! Mi ha incuriosito molto il titolo e mi aspettavo o la tipica stupidata o il tipico monologo da fallito della società ma intelligente. Non è così e sono sia delusa sia felice: felice perché non è stupido, delusa perché non è un monologo. Secondo me in prima persona ci starebbe proprio bene e il motivo sono le osservazioni che un narratore esterno secondo me non dovrebbe fare per esempio il giudizio sulla mancata igiene del tizio perché è molto “informale” come se fossi un amico che mi sta descrivendo a parole sue una persona. Mi riferisco in particolare a “nei paesi dove non c’è acqua si lavano di più” ma anche tutta l’atmosfera è così. Però va bene eh, é una critica neutra. Ora corro a leggere il resto 🙂

  8. Buono anche questo secondo. Per me fingerà di svenire. Un piccolo consiglio: usa le parentesi con parsimonia e solo quando non puoi proprio farne a meno. Se le virgole non ti convincono prova a riformulare il periodo. Un’altra cosa: se vuoi che anche altri ti seguano devi sforzarti a seguirli a tua volta, il che non significa necessariamente invadere i racconti altrui di complimenti e bravo-bravissimo per invogliarli a fare altrettanto. Basta essere attivi nella comunità, leggere, commentare onestamente, scambiarsi pareri.

  9. Ciao Giovanni. Un buon inizio il tuo. Ma soprattutto una buonissima idea. Visto che il mio commento è assolutamente disinteressato (e che sono estero e felicemente sposato) onde evitare equivoci di sorta ti faccio anche un paio di appunti.
    Il tono discorsivo della voce fuori campo ci sta tutto, ma quel: ‘e quindi (il) direttore ne approfittò per dirgli quello che sto per scrivere’ francamente è bruttino.
    I puntini di sospensione sono sempre tre (te ne è scappato un quarto da qualche parte)
    Occhio alle virgole.
    A parte queste (piccolissime) sbavature (ma qui su theincipit siamo pignoli, lo imparerai presto), mi sono proprio divertito.
    Ah, dimenticavo per me cercherà di cavarsela con la scusa delle rigide regole d’azienda. Ciao

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi