SETE NOTTURNA

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà con lo psicologo? Lo aggredirà e scapperà (50%)

Sto per saltargli addosso, quando bussano alla porta. Lo psicologo dice loro di entrare.

-Signor Gotti- Mi dice il commissario- E’ arrivato il suo tutore a riprenderla.-

-Il mio che?-

-Rino, sono io. Che grande raduno che hai provocato qui! Ho parlato io con questi signori. Ti lasciano tornare a casa con me. Ho firmato delle carte, è tutto a posto.-

E’ Vincenzo. Ha detto “grande raduno”. Già, non ci avevo più pensato. Lui sa dunque qualcosa di tutta la faccenda. Un momento! Vincenzo è sempre stato culo e camicia con Umberto. Perlomeno il Vincenzo e l’Umberto della mia realtà. Come si spiega? Non ho scelta, comunque. Sembra l’unico modo di sottrarsi a questa brutta situazione. Consegna una siringa al dottore che me la inietta.

-Che diavolo è?-

-Tranquillo- Mi dice Vincenzo- E’ solo la tua solita medicina.- Mi fa l’occhiolino.

Ma che diavolo dice?Medicina?Mi mettono le manette. Svolgiamo ancora qualche bega burocratica e poi ci lasciano andare. Poco dopo, sono in macchina con lui,ammanettato ed intontito.

-Che succede, Vincenzo? Me lo spieghi?-

-Merito di Umberto, sai?- Sorride- Ha preparato lui le carte false, con cui ho dimostrato che io sono un tuo tutore. Umberto l’altro, eh? Quello del tuo mondo.Non ci crederesti, ha trovato il modo di comunicare con me dal telefonino e mi invia anche dei fax. Robe dell’altro mondo! Ah!ah! Bella questa! Ma come mi vengono?-

Non capisco più niente- Ma stamattina? Le cose che mi hai detto? E la reazione di Salvatore?-

-Mi ha detto Umberto cosa dirti. Mi ha assegnato il compito di monitorarti; sei il suo esperimento. Gestisce due mondi, capisci? Può diventare l’uomo più potente dei due mondi…ed io il suo vice.-

Quest’ultima affermazione mi agghiaccia. 

-Stamattina, con Salvatore- Riprende a dire- Stavi portando le interferenze ad un livello insostenibile, con la tua rabbia manifesta! A breve, probabilmente, ti avrebbe colpito. Su questo almeno non ti ho mentito.E ti ho salvato!-

-Ma adesso dove mi stai portando?-

-In una casa di cura. Cosa credevi? Esci fuori da unacasa in cui è sparito uno, con segni di colluttazione, parli di dimensioni parallele, vuoi anche che ti lascino andare?-

Questa cosa mi atterrisce.

-Ma le “u”, i “pesci”,”acquario” e “grande raduno”?-

-Ti sei portato dietro delle grosse interferenze, legate al tuo stato d’animo. Le corna della tua ragazza, intendo. La “U” sarà quella di Umberto con cui si firma sempre.-

Mi torna in mente quel messaggio sul telefono di Leda che mi ha traumatizzato e probabilmente mi è rimasto impresso.

-Le interferenze sono tuoi pensieri fissi, l’elettricità di una forte attività neurale che disturba i pensieri delle persone circostanti, tanto da indurle inconsciamente a storpiare parole o dire delle cose. I “pesci” e l’ “acquario”, ad esempio, mi ha detto Umberto che c’entrano con lo zodiaco e l’allineamento dei pianeti. Ma non ho capito bene. Praticamente la tua personalità si manifesta come un certo allineamento dei pianeti che,configurato culturalmente con la parola “pesci”, interferisce coi pensieri e le frasi degli interlocutori. L'”acquario” è legato alla sofferenza per la tua ragazza. “Grande raduno” invece è una cazzata che ti ho detto io per rassicurarti. Ih!Ih! Mettendotela in testa come una cosa importante, tu la trasmettevi agli altri. Poi non ci hai più pensato e allora hanno smesso di dirlo. Che genio che sono. Ma che diavolo! Che succede!-

Sta funzionando. Mi guarda stupito mentre, a fatica, cerca di tenere il volante dritto.

-Che diavolo succede?- Chiede.

-Sto facendo quello che mi viene meglio- Sorrido io- Creo interferenze!-

Lui geme nello sforzo. Mentre io mi concentro con tutto me stesso a pensare che andremo fuori strada con l’auto. Che quelle maledette mani sterzeranno e finiremo cappottati nel pendìo qui sotto.

-Mmdaaah.- Le sue mani cedono e portano il volante dove voglio io, l’auto va giù per il pendio laterale, cappottandosi un paio di volte, mentre io stringo la catena delle manette attorno al mio sedile e mi ci avvinghio con forza, poi l’auto si ferma, rovesciata. Lui geme dal dolore. Gli rovisto nelle tasche e prendo la chiave delle manette, liberandomi e strisciando via dal finestrino rovesciato. Mi aggiusto e chinandomi verso di lui, dico:

-Riferisci anche questo ad Umberto. Ora vedremo chi sarà il signore dei due mondi.- E mi incammino. 

Più tardi, finalmente, sono nel mio pied-à-tèrre. E’ ormai notte e non accendo le luci per non mostrare la mia presenza nella casa. Sono esausto. Mi tolgo le scarpe e mi avvio verso la stanza da letto. I miei occhi, in pochi minuti, si sono abituati all’oscurità. Arrivato sulla soglia della stanza, mi prende un accidente. Vedo una sagoma scura sul letto, che si è alzata di scatto con il busto. D’istinto, mi rannicchio in un angolo. Cerca l’interruttore, ma non lo trova. Sembra che mi stia guardando, ma non sono sicuro. Si alza e viene avanti a tentoni, da questa parte. Sembra guardarmi nuovamente. Poi si china, di fronte a me, per accendere la luce. E’ un buon momento per aggredirlo.

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28 Commenti

  1. Ciao,
    ho cominciato a leggeri prima della fine, ma non sono arrivata in tempo e hai pubblicato l’ultimo episodio.
    molto interessante il tuo racconto, frutto di un’idea originale e molto ben descritto. Ci sono dei piccolissimi nei, qua e là, ma nel complesso non posso che farti i complimenti.
    bravo!
    aspetto un nuovo racconto!!
    alla prossima

  2. Quando ho letto le ultime righe, mi è venuto in mente “L’esercito delle dodici scimmie”. Non per la storia, ma per la circolarità dell’azione. Ha un senso per te o mi hanno tagliato il tabacco con dell’allucinogeno? È pura curiosità (anche un po’ di preoccupazione per la mia sanità mentale).
    Comunque, due colpi di scena, uno dietro l’altro, senza perdere il ritmo.Se continui a scrivere così potrei anche chiederti di sposarmi, se la bigamia non fosse vietata per legge! 😉

    • Ahahah grazie ancora 🙂 l’esercito delle dodici scimmie l’avevo visto un sacco di anni fa e sinceramente non me lo ricordo bene ma può essere che a livello inconsapevole mi sia rimasto impresso e mi abbia influenzato. La circolarità credo comunque sia legata alla mia passione per David Lynch che la utilizza molto. La bigamia è vietata 😀 ma nulla vieta un amore letterario . Essendo io uno scrittore in erba (ma di quella buona 😀 ) una nuova fan è per me fonte di grande incoraggiamento. Se ti può interessare ho pubblicato un romanzo di fantascienza (visto che ti piace il genere) che si chiama “Atman predatori nell’inconscio” che si trova su tutte le librerie on line.

  3. Ehilà collega! Felice di ritrovarti qui! Non vorrei metterti in difficoltà, ma, a mio parere, lui potrebbe compiere un gesto disperato, per quanto lontano dalla sua natura. È sconvolto, sembra essersi reso conto che lo psicologo lo reputa da internare (questi psicologi ;-)) e sa che quel mondo gli è ostile.
    Ora sta a te sorprenderci!
    A pruesto! 😉

  4. Dunque le cose sembrano chiare… sembrano perché non torna con quanto detto da Vincenzo nel Capitolo 3: “se gli fai notare le loro sbavature, si “risintonizzano” e dopo non possiamo più riconoscerli dai loro strafalcioni! ” e poi c’è sempre la questione “pesce” 😉

    Ora abbiamo due possibilità: seguiamo il ricordo e facciamo che il protagonista aggredisca lo psicologo o seguiamo quanto è successo finora col protagonista che strilla e strepita ma non ha mai aggredito nessuno? Pensa che ti ripensa, voto che lo implorerà di lasciarlo andare… e vediamo se riesci a costruire un bel finale 😉

    Ciao 🙂

    • Ahah! Ma l’opzione “è nudo” l’ho messa pensando tra me e me “figurati se qualcuno la seleziona” e invece… 😀 però non saprei proprio come incastrare lui nudo perchè nella storia che ho in mente le cose si incastrano in un certo modo che se sposti un tassello crolla tutta la struttura. Cmq vedrai che presto tutto avrà un senso (forse :-P). Non so se sei rimasto solo tu. Non c’è un modo per vedere quante visualizzazioni ha la storia, al di là degli incipoints inseriti o i commenti?

  5. L’entità misteriosa lo sta braccando.
    Buongiorno, Massimiliano. I capitoli sono interessanti, ma soprattutto in questo secondo la formattazione scoraggia parecchio il lettore.
    Mi sembra di capire che tolga tutti gli spazi e gli “a capo” possibili per risparmiare caratteri.
    Allora facciamo due conti:
    I tuoi segni di punteggiatura che prevedono uno spazio a seguire (virgole, punti eccetera) sono circa 250. Questo è anche il numero di caratteri che risparmi se li attacchi tutti alla parola che segue.
    Se però andassi a capo più spesso, risparmieresti uno spazio tra una frase e l’altra. Io normalmente ho una media di 50 “andate a capo”, che dovresti sottrarre al tuo “guadagno”. Quindi siamo a un netto di 200 caratteri risparmiati facendo economia di spazi piuttosto che andare a capo. Aggiungi che il tuo capitolo conta 4982 caratteri, quindi non ne utilizzi 16 dei 5000 disponibili. Insomma, siamo a un netto di meno di 190 caratteri risparmiati a fronte di una formattazione che ostacola la lettura (e irrita più di qualcuno).
    Per intenderci, 190 caratteri sono questi:
    “Ok. Grazie al cielo mi trovo in casa mia e non c’è nessun intruso. Mi è rimasta una sensazione di fondo che mi genera inquietudine, ma dev’essere la fase down della sbornia di ieri sera. Sto…”
    Ne vale la pena?
    Io trovo estremamente interessante il limite dei caratteri, perché mi obbliga a fare delle scelte o a esprimere in modo più sintetico ciò che voglio scrivere.
    Perciò, se scrivi un capitolo e scopri di avere sforato dal conteggio, il mio consiglio è questo: non eliminare spazi, pensa a quali periodi puoi eliminare o riformulare.

    Ciao,a presto

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