SETE NOTTURNA

Mi è capitato di leggere, qualche giorno fa,un racconto in rete,documentato come testimonianza di un fatto realmente accaduto,in cui un uomo, nel 1700 circa, dopo aver fatto una scommessa con alcuni amici e averla persa,doveva raggiungere a piedi, di notte,il paese più vicino, distante alcuni chilometri,accompagnato dai suoi amici che,seduti comodamente in carrozza,lo avrebbero denigrato e deriso per tutto il tragitto.Sia lui che i suoi amici erano ubriachi fradici.Ad un certo punto,l’uomo inaspettatamente inciampa e in quel momento stesso,sparisce nel nulla davanti agli occhi increduli dei suoi compagni di sbornia.La tesi sostenuta da chi aveva pubblicato in rete questa vicenda è che intorno a noi si aprano e si chiudano continuamente varchi spazio temporali,a nostra insaputa,e che noi nemmeno ce ne accorgiamo.E’ come se la nostra realtà fosse incanalata in dei binari che non sono destinati mai ad incrociare altre strade che ci scorrono intorno.Ma se al corso naturale degli eventi si interponesse un imprevisto,come un gesto improvviso,imprevedibile,insolito,come un inciampo,appunto,proprio in coincidenza con l’apertura di un varco spazio temporale in quel particolare luogo,allora è come se si finisse fuori da quei binari.

Questo mi fa venire in mente un fatto insolito, avvenuto qualche tempo fa, in sala break, al lavoro.C’eravamo io e una ragazza niente male. Chiacchieravamo mentre io selezionavo una barretta alla macchinetta degli snack.Prestando attenzione ai suoi sorrisi,vedo cadere lo snack nel contenitore in fondo,ne ascolto il tonfo, distratto comunque dalla voce melliflua della collega civettante.Guardandola e continuando a sorridere,mi chino per raccogliere il mio pasto;le rispondo anche,mentre sollevo la botola ed infilo la mano nel contenitore.Continuando a fissarla come un ebete, spazio con la mano dentro quell’antro e ad un certo punto,con il mignolo tocco esternamente lo snack,spostandolo lateralmente.Mi sporgo un po’ di più nella direzione della merendina,senza che la mia mano riesca ad afferrare nulla.Fingo attenzione verso la donzella e le sue misteriose questioni che articola con enfasi,ma la mia concentrazione è tutta verso lo snack che non trovo.Mi innervosisco e prendo sul serio la questione.Palesando un momentaneo disinteresse verso la collega,mi sistemo in maniera comoda e comincio a far circolare la mano per tutto il contenitore.Lei mi chiede che succede.Glielo dico, ride e si avvicina come per dire “spostati che lo trovo io”.Non sono un maschio alpha, glielo lascio fare.Ma dopo alcuni secondi la sua espressione cambia da scherno a perplessità.

-Sei sicuro di averlo preso?-

-Certo! Non hai sentito il tonfo?-

-Sì,mi pare.-

Metteva in dubbio dati oggettivi di realtà:io l’euro non ce l’avevo più;si era visto cadere lo snack dal vetro della macchinetta;se n’era sentito il tonfo.Ma lei era pronta a rifiutare il ricordo,piuttosto che accettare l’assurdità di ciò che stava accadendo.

Mi sono messo con la mano ad esplorare centimetro per centimetro, tutta la vaschetta della macchina.Nulla.

Ma torniamo alla questione a cui voglio arrivare;premetto che io ho la bizzarra abitudine,quando mi sveglio,di sollevare di colpo il mio busto con uno scatto improvviso.Ed è ciò che ho fatto poco fa,quando,nel cuore della notte,mi sono svegliato con una sete assurda(dovuta alla sbornia di ieri sera)senza essermi ancora nemmeno svegliato del tutto.

Beh,non so dove mi trovo!Questa sembra la mia stanza,ma non lo è;è un altro posto.Non ho trovato l’interruttore doveva essere e così sono al buio,a cercare di capire come orientarmi tra queste ombre sconosciute.Le dimensioni non sono quelle giuste.Non ci siamo. Ma soprattutto, credo di non essere solo.Nell’angolo lì a destra, quella sagoma scura non può essere nulla che io ricordi.La bottiglia d’acqua e l’interruttore stanno proprio lì di fronte.Davanti a quella cosa.

Come quel tipo che è inciampato,io sollevandomi di scatto,quando non era il momento,ho attraversato un buco nello spazio tempo.Come la mia merendina.In un mondo sconosciuto non so proprio che aspettarmi, man mano che procedo a tentoni per non incappare in non so neanche bene cosa.

Sto provando a razionalizzare.A dare un senso a quella cosa scura lì nell’angolo.Ma non può essere niente di spiegabile!

Avverto la sua cattiveria!È finita!Non uscirò vivo da questa situazione!

Sono ormai giunto di fronte a quella roba.Vedo dove dovrebbe trovarsi l’interruttore, la mia meta.

Cerco di non guardare nell’angolo.Dico a me stesso che non c’è niente.

Ma non ho tutto questo controllo oculare e mi sfugge un’occhiata fugace e terrificata verso quello scorcio.Cosa sei?Forse solo un ladro che mi spaccherà la testa e mi ruberà in casa;forse un alieno che farà esperimenti sul mio corpo;forse della roba spettrale scura che sta negli angoli morti delle case in quei film cinesi!

L’interruttore è oramai a mezzo metro.Devo chinarmi, però, e dare le spalle a quella cosa.Ora è il momento più adatto per assalirmi alle spalle. Mio Dio!

CLICK!

Cosa apparirà al protagonista una volta accesa la luce?

  • C'è la sua ragazza che gli ha fatto uno scherzo e cominciano a fare sesso (50%)
    50
  • Si volta e vede qualcosa di terrificante (0%)
    0
  • Tutto è perfettamente al suo posto e si era solo auto suggestionato (50%)
    50
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28 Commenti

  1. Ciao,
    ho cominciato a leggeri prima della fine, ma non sono arrivata in tempo e hai pubblicato l’ultimo episodio.
    molto interessante il tuo racconto, frutto di un’idea originale e molto ben descritto. Ci sono dei piccolissimi nei, qua e là, ma nel complesso non posso che farti i complimenti.
    bravo!
    aspetto un nuovo racconto!!
    alla prossima

  2. Quando ho letto le ultime righe, mi è venuto in mente “L’esercito delle dodici scimmie”. Non per la storia, ma per la circolarità dell’azione. Ha un senso per te o mi hanno tagliato il tabacco con dell’allucinogeno? È pura curiosità (anche un po’ di preoccupazione per la mia sanità mentale).
    Comunque, due colpi di scena, uno dietro l’altro, senza perdere il ritmo.Se continui a scrivere così potrei anche chiederti di sposarmi, se la bigamia non fosse vietata per legge! 😉

    • Ahahah grazie ancora 🙂 l’esercito delle dodici scimmie l’avevo visto un sacco di anni fa e sinceramente non me lo ricordo bene ma può essere che a livello inconsapevole mi sia rimasto impresso e mi abbia influenzato. La circolarità credo comunque sia legata alla mia passione per David Lynch che la utilizza molto. La bigamia è vietata 😀 ma nulla vieta un amore letterario . Essendo io uno scrittore in erba (ma di quella buona 😀 ) una nuova fan è per me fonte di grande incoraggiamento. Se ti può interessare ho pubblicato un romanzo di fantascienza (visto che ti piace il genere) che si chiama “Atman predatori nell’inconscio” che si trova su tutte le librerie on line.

  3. Ehilà collega! Felice di ritrovarti qui! Non vorrei metterti in difficoltà, ma, a mio parere, lui potrebbe compiere un gesto disperato, per quanto lontano dalla sua natura. È sconvolto, sembra essersi reso conto che lo psicologo lo reputa da internare (questi psicologi ;-)) e sa che quel mondo gli è ostile.
    Ora sta a te sorprenderci!
    A pruesto! 😉

  4. Dunque le cose sembrano chiare… sembrano perché non torna con quanto detto da Vincenzo nel Capitolo 3: “se gli fai notare le loro sbavature, si “risintonizzano” e dopo non possiamo più riconoscerli dai loro strafalcioni! ” e poi c’è sempre la questione “pesce” 😉

    Ora abbiamo due possibilità: seguiamo il ricordo e facciamo che il protagonista aggredisca lo psicologo o seguiamo quanto è successo finora col protagonista che strilla e strepita ma non ha mai aggredito nessuno? Pensa che ti ripensa, voto che lo implorerà di lasciarlo andare… e vediamo se riesci a costruire un bel finale 😉

    Ciao 🙂

    • Ahah! Ma l’opzione “è nudo” l’ho messa pensando tra me e me “figurati se qualcuno la seleziona” e invece… 😀 però non saprei proprio come incastrare lui nudo perchè nella storia che ho in mente le cose si incastrano in un certo modo che se sposti un tassello crolla tutta la struttura. Cmq vedrai che presto tutto avrà un senso (forse :-P). Non so se sei rimasto solo tu. Non c’è un modo per vedere quante visualizzazioni ha la storia, al di là degli incipoints inseriti o i commenti?

  5. L’entità misteriosa lo sta braccando.
    Buongiorno, Massimiliano. I capitoli sono interessanti, ma soprattutto in questo secondo la formattazione scoraggia parecchio il lettore.
    Mi sembra di capire che tolga tutti gli spazi e gli “a capo” possibili per risparmiare caratteri.
    Allora facciamo due conti:
    I tuoi segni di punteggiatura che prevedono uno spazio a seguire (virgole, punti eccetera) sono circa 250. Questo è anche il numero di caratteri che risparmi se li attacchi tutti alla parola che segue.
    Se però andassi a capo più spesso, risparmieresti uno spazio tra una frase e l’altra. Io normalmente ho una media di 50 “andate a capo”, che dovresti sottrarre al tuo “guadagno”. Quindi siamo a un netto di 200 caratteri risparmiati facendo economia di spazi piuttosto che andare a capo. Aggiungi che il tuo capitolo conta 4982 caratteri, quindi non ne utilizzi 16 dei 5000 disponibili. Insomma, siamo a un netto di meno di 190 caratteri risparmiati a fronte di una formattazione che ostacola la lettura (e irrita più di qualcuno).
    Per intenderci, 190 caratteri sono questi:
    “Ok. Grazie al cielo mi trovo in casa mia e non c’è nessun intruso. Mi è rimasta una sensazione di fondo che mi genera inquietudine, ma dev’essere la fase down della sbornia di ieri sera. Sto…”
    Ne vale la pena?
    Io trovo estremamente interessante il limite dei caratteri, perché mi obbliga a fare delle scelte o a esprimere in modo più sintetico ciò che voglio scrivere.
    Perciò, se scrivi un capitolo e scopri di avere sforato dal conteggio, il mio consiglio è questo: non eliminare spazi, pensa a quali periodi puoi eliminare o riformulare.

    Ciao,a presto

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