Sei investigatori in cerca d’un reo

Dove eravamo rimasti?

Cosa faranno gli investigatori, dopo aver udito il tonfo? Tutti meno Chvarnak e la sua compagna si precipiteranno, guidati da Richmond Feller, nella piscina degli Haggton. (67%)

Vetri infranti

“Sembra la confettura di amarena della Signora Elke.”  Chester Flowden si ritrovò a benedire il filtro fra la sua mente e le sue labbra, che in quel momento gli impedì di dar fiato ad una osservazione tanto stupida al cospetto del corpo ancora caldo. Anzi, ebbe persino il tempo di assumere un’aria competente e navigata mentre sosteneva lo sguardo interrogativo del dandy prima e della signora Damonew poi.

A pochi centimetri da lui (non lo avrebbe mai ammesso in quella sede), il suo primo caso giaceva in un lago di sangue. Quando Richmond Feller aveva aperto ai quattro le porte della lussureggiante piscina coperta, Chester era stato il primo a raggiungere il bordovasca e a saltare giù. Ora, a dirla tutta, trovava ridicola quella fretta: appariva piuttosto chiaro che quello indicato come Arthur Powell non aveva nessuna intenzione di muoversi da lì.

Con un rapido sguardo esaminò la stanza. Le piastrelle in ceramica finemente lavorata, le colonne blu scuro con le loro lunghe vene grigie e i loro capitelli color latte, i divanetti in finiture di argento e oro giallo e persino i tralci di vite appesi alle pareti… Ogni cosa in quella sauna sembrava richiamare un’epoca ormai lontana nel tempo.

In vita il ragioniere e contabile degli Haggton non sembrava esser stato quel tipo d’uomo che disdegna il cibo ed il vino caldo: d’aspetto sudicio e grasso fino all’inverosimile, sfoggiava delle grosse borse violacee a far da cornice a quei  tristi occhi grigio opaco. D’improvviso, Chester si sentì in dovere di dire qualcosa per scacciare quel silenzio surreale : –è morto– pronunciò, sollevandosi da terra dopo avergli delicatamente preso il polso.

L’acume è di famiglia– lo rimbeccò Charles Damonew ridacchiando sotto i baffi sottili, mentre con una mano indicava eloquentemente il cranio fracassato e le braccia ritorte in una posizione tanto innaturale da essere persino disturbante alla vista.

*

Lei sta gravemente fraintendendo-. Era Marlon Haggton a parlare,  il fare pacato e i modi cortesi che sembravano deridere quel revolver puntato dritto al viso. –Come già promesso, noi non faremo alcunché per ostacolare la vostra indagine. Questa misura, vede, è eccessiva e disdicevole– con un lembo del lungo tovagliolo prese a pulirsi le labbra, mentre gli occhi sornioni fissavano Chvarnak. Fra i due, curiosamente, era proprio il secondo ad avere i nervi a fior di pelle.

 –Sarà anche disdicevole come dice, ma finché non tornano i miei colleghi rimarrete tutti qui fermi dove siete. Anche lei, Florent-. Ovunque andasse, che si spostasse per lavoro o per piacere, portava sempre con sé la sua Betty. Ora però, quel ferro vecchio d’una Bulldog gli era tornato nuovamente utile. –Non le dispiacerà se me ne verso un po’… Avanti Florent, me ne dia un bicchiere!-: per ingannare l’attesa, s’era avvicinato al banco dei liquori in fondo alla sala.  Il prescelto era un whiskey barricato ed invecchiato per quindici anni che faceva bella mostra di sé affianco al relativo servizio di cristallo.

Una finestra al secondo piano andò in frantumi proprio quando il maggiordomo ebbe finito di riempire una misura. Doveva essere sulla facciata ovest della casa, perché la sala da pranzo era dotata di un’ampia vetrata che dava sullo stesso lato e Chvarnak poté nitidamente distinguere una figura fuggire nella notte, illuminata dai lucernari che puntellavano qua e là il giardino.

Basso di statura, con un grosso cappello calcato sul capo e una giacca visibilmente troppo larga, il monello era stato un’apparizione quanto mai fugace: –Ce ne sono molti, in questa zona. E capita che si spingano fin qui per combinare le loro marachelle…– era nuovamente Marlon a parlare, anticipando la domanda disegnata sul volto del suo ospite.

Evidentemente non contento di una simile spiegazione, il criminologo s’arrischiò ad aprire la porticina di servizio che dalla sala da pranzo dava sul cortiletto antistante,  sbirciando fuori guardingo. All’interno, invece, la sua signora passeggiava irrequieta sul tappeto persiano davanti al camino con la tipica espressione persa di chi ha la mente altrove.

*

In quel momento fecero ritorno i quattro, con Richmond Feller al seguito. Fu Lord Flowden a tirare le somme della sortita: –il contabile Arthur Powell, ospitato in una camera presso il secondo piano di questa magione, è morto dopo essere caduto presumibilmente dal pozzo di luce sito allo stesso piano. Ricordando sotto questa luce le parole del qui presente signor Feller, possiamo presumere si tratti di omicidio. Come proponete di agire?– Lo sguardo scrutava i suoi compagni di sventura, soffermandosi su ognuno per ben più di un istante.

Il maggiordomo aveva offerto a Chvarnak il suo whiskey, e l’uomo era quasi sul punto di berlo. Si fermò col bicchiere a mezz’aria e vi scrutò dentro. Poi, con lo sguardo smaliziato di chi ritiene d’aver scansato una trappola andò a versarlo nel camino acceso, dove il fuoco lo accolse con una furiosa vampata: –Non sono stupido, no, no! Quelli come me ci muoiono così!

Alla domanda del Flowden si scaturisce un animato dibattito. La signora Damonew, sino ad allora in silenzio, s'impone sui colleghi

  • -Milord, lei potrebbe controllare il secondo piano? Io rimarrò qui: sono sicura che la signora Haggton mi terrà degnamente compagnia.- (40%)
    40
  • -Amore, Caro, invece di blaterare che ne dici se esplori questo benedetto secondo piano? E a lei, Sir Marlon, vanno mica due chiacchiere?- (40%)
    40
  • -Thomas! Che dici, lo esploriamo o no questo benedetto secondo piano? Io rimarrò qui: il maggiordomo avrà di che raccontarmi...- (20%)
    20

Voti totali: 5

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20 Commenti

  1. Iniziano dunque le danze. Capitolo ben scritto, mi piace l’alternarsi di momenti dai toni più comici (Chester e Charles) e momenti più seri e (Chvarnak e Marlon). Proprio perché credo che la coppia dei Damonew abbia un gran potenziale comico voto per l’opzione in cui la moglie redarguisce il marito.

  2. Ciao,
    Molto interessante anche questo capitolo, avrei evitato in secondo “loro” nella frase: “ le colonne blu scuro con le loro lunghe vene grigie e i loro capitelli color latte”.
    E direi che “affianco” andrebbe sostituito con “a fianco”. Ma forse si tratta di correzione automatica 🙂.
    Ciao e alla prossima!

  3. Un buon secondo, niente da dire. Meglio senza quegli orribili maggiore/minore, no?
    Ti sei dimostrato capace di prendere in considerazione gli appunti dei tuoi lettori (credimi non è da tutti), un atteggiamento vincente, che potrebbe portarti a migliorare sensibilmente la tua scrittura (che comunque è già buona) in breve tempo. A questo proposito consentimi un ulteriore appunto: alcuni periodi, a mio modesto avviso, sono un po’ troppo lunghi (prova a rileggerti, magari anche ad alta voce e sono sicuro che lo noterai da te).
    Per quanto riguarda l’opzione Adam mi ha convinto: tutti tranne Chavrak e compagna.

  4. Un buon secondo, niente da dire. Meglio senza quegli orribili maggiore/minore, no?
    Ti sei dimostrato capace di prendere in considerazione gli appunti dei tuoi lettori (credimi non è da tutti), un atteggiamento vincente, che potrebbe portarti a migliorare sensibilmente la tua scrittura (che comunque è già buona) in breve tempo. A questo proposito consentimi un ulteriore appunto: alcuni periodi, a mio modesto avviso, sono un po’ troppo lunghi (prova a rileggerti, magari anche ad alta voce e sono sicuro che lo noterai da te).
    Per quanto riguarda l’opzione Adam mi ha convinto: Chavrak e compagna.

  5. Secondo capitolo molto bello, oltre ai ricchi dettagli (che già c’erano nel primo capitolo) ora si aggiunge anche un buonissimo intreccio.
    Ho votato per Chvarnak perché, da quel che ho capito (o suppongo), la sua compagna non è una detective quindi il tonfo potrebbe averla spaventata trattenendo quindi il consorte anche se ho come la sensazione che dietro alla scelta apparentemente innocua si celi dell’altro.
    Ad ogni modo complimenti!

  6. Ciao Nuvola Nera. Buon incipit, titolo fighissimo, così come l’ambientazione e le opzioni proposte (per la cronaca ho votato per i vassoi).
    Solo un appunto: il diretto sta meglio tra le virgolette (“o”) o, al massimo, tra i trattini (- o -).
    Fossi in te lascerei perdere il maggiore/minore, è bruttino a guardarsi.
    Scrivo anche io gialli (anche se un po’ meno classici). Se ti va passa a dare un’occhiata, mi farebbe molto piacere.

  7. Benvenuto 🙂
    La presentazione del tuo racconto presenta una cornice di quelle che mi attirano come una calamita e quindi… eccomi qui.
    Mi piace molto l’ambientazione della storia e ho trovato interessanti le coppie di investigatori.
    E per quel che riguarda la scommessa… sappiamo che l’omicida è uno dei tre fratelli e che è stato così bravo da non lasciare tracce. Ho capito bene? Spero di sì 😉
    Scelgo due uomini e una donna.
    Buona scrittura e buonanotte!

  8. Ero indeciso se iniziare o meno un racconto giallo a quest’ora, ma dopo aver letto il nome di Edith Piaf ho deciso di leggerlo tutto e posso dire di essere felice della mia scelta. Incipit interessante, mi è piaciuta moltissimo l’attenzione per i dettagli, caratteristica fondamentale, a mio avviso, per un racconto giallo. Inoltre, non so perché, l’incipit mi ricorda Agatha Christie.

    • Ti ringrazio davvero per il complimento. Curioso che tu abbia citato la Christie… Se devo pensare ad un giallo, e mi deve piacere, penso ad una sua opera. O ad una di Conan Doyle, o al più ad alcuni sfiziosissimi racconti di Poe. Inevitabilmente quando scrivo provo a buttar giù qualcosa che piaccia soprattutto a me… Quindi il loro stile si ritrova sempre un po’ nel mio, persino quando non me ne accorgo.
      Ed infatti, rileggendo alla luce di quel che hai detto, un investigatore mi ha ricordato da vicino il personaggio di un libro della meravigliosa autrice inglese. Ti sfido ad indovinare quale!
      Piccolo aiuto: è un giallo, ma senza investigatori.

      • Stavo per riprendere in mano dieci piccoli indiani poiché non mi ricordavo i nomi dei personaggi (lessi il libro molto tempo fa), quando ho intravisto la risposta negli altri commenti. Per quanto riguarda Doyle e Poe purtroppo non ho mai avuto il piacere di leggerli come si deve ma penso che rimedierò presto (ogni consiglio è ben accetto).
        Ad ogni modo so di essere in buone mani per questo racconto, attendo volentieri il prossimo capitolo.

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