Sei investigatori in cerca d’un reo

Una scommessa fra gentiluomini

Fuori la pioggia aveva da poco finito di picchiare sulle imposte ed il cielo finalmente volgeva all’azzurro timido, ultimo lascito di un sole ormai tramontato da oltre mezz’ora. Nel suo studiolo al primo piano, il dandy Richmond Feller inserì il vinile: il dolce suono della voce di Edith Piaf, nella meravigliosa interpretazione de “La vie en Rose”, si sparse nella stanza donando il giusto tocco al delicato vintage dell’arredamento.  Si sedette nella poltrona, in quieta attesa. D’un tratto il rumore di pneumatici sul ciottolato del parcheggio sottostante destò la sua attenzione.

Una, due, poi tre macchine. La prima ad arrivare era stata una vistosa Chevrolet Corvette color magenta, subito seguita da una Rambler Rebel  grigio chiaro con una portiera scompagnata (di un improponibile color giallo ocra) e da una Cadillac nera con eleganti cromature argentate. Richmond si stupì positivamente: i suoi ospiti erano impeccabilmente in orario. Uscì con passi misurati dalla stanza, e percorse lentamente la balaustra che affacciava sulla sontuosa sala da pranzo. Lì dov’era, poteva gustarsi l’ingresso dei suoi ospiti da una posizione privilegiata: ed infatti, appena qualche minuto dopo, eccoli lì! Con fare cerimonioso il maggiordomo Florent aprì le porte della sala, dando il benvenuto ad una compagine curiosamente eterogenea.

Il primo invitato ad entrare in sala fu il celebre criminologo Thomas Chvarnak. Richmond scoprì trattarsi un uomo di alta statura e di aspetto assai gradevole, con folti capelli biondi e una barba tagliata corta, che vestiva una giacca di pelle marrone sopra una maglia color senape: era accompagnato da una donna dai capelli rossi, slanciata e piuttosto piacevole nonostante l’aria svampita.

Subito dopo varcarono l’uscio pari merito i coniugi Damonew: lui, Charles, risultò essere un ometto piccolo ed emaciato tutto imbacuccato in un impermeabile verde muffa, con un grosso cappello calcato sul capo e due baffi lunghi e sottili che pendevano in maniera fastidiosamente asimmetrica ai lati delle labbra; lei, Claudette, era un donnone dalla pelle color ebano e due grandi occhi neri, con un buffo vestito floreale dai colori sgargianti che fece impercettibilmente storcere il naso raffinato di Richmond.

Ad ultimi, arrivarono Lord Henry Flowden e suo figlio Chester, entrambi in impeccabile abito scuro: il primo era un uomo sulla sessantina ma ancora in forma, con un’espressione austera e sospettosa perennemente stampata sul viso; il secondo al contrario era un ragazzetto ben piazzato, poco più che maggiorenne, che esibiva un sorrisetto a mezza bocca che aveva tutta l’aria di voler essere di scherno.

Quando gli ospiti furono entrati tutti, vennero fatti accomodare al grande tavolo già riccamente imbandito al centro della sala: sul lato sinistro vennero fatti sedere i due Damonew, Chvarnak e la bella donna dai capelli rossi; sul lato destro invece sedettero i Flowden.  Oltre all’unico capotavola apparecchiato, v’erano altri due posti liberi sulla destra.  Fu quando tutti i convitati ebbero preso posto che Richmond Feller catturò l’attenzione collettiva scendendo dalla scala a destra, che insieme alla gemella collegavano la lussuosa balaustra al pavimento in pietra del piano terra.

<Buonasera, e benvenuti nella magione dei fratelli Haggton.>  ad ogni pausa cercava con lo sguardo l’attenzione dei presenti, salvo poi continuare una volta essersene sincerato  <So che tutti quanti avrete un gran numero di domande. Siete stati invitati dai Sig.ri Haggton con una lettera volutamente non esaustiva riguardo una scommessa. Questa invero riguarda i tre fratelli, ma che essi hanno deciso di estenderla alla mia persona ed alle vostre: alla mia in quanto loro faccendiere di fiducia e appassionato giallista, alle vostre in quanto stimati investigatori o criminologi.> Un brusio si levò nella sala, così il dandy si prese qualche attimo di pausa. Tornata la calma, continuò  <i tre fratelli Haggton tempo addietro ebbero una discussione assai animata: uno di loro, a differenza degli altri, sosteneva fosse senz’altro possibile attuare il delitto perfetto. Così, proprio quest’oggi, egli ha deciso di compiere un omicidio accuratamente premeditato a conferma della sua teoria.> ormai Richmond era a capotavola, ed in piedi osservava il fondo della sala senza più dubbi sull’attenzione che la platea gli riservava, sebbene un brusio di sgomento aveva preso a serpeggiare fra i convitati <Ma era anche necessario dimostrare che tale crimine fosse, per così dire, irrisolvibile. Ed ecco perché chi riuscirà a scoprire l’autore del crimine, l’arma ed il movente avrà un premio di 10’000 sterline, come promesso. Per farlo avrete accesso ad ogni angolo della casa ed al più totale supporto dei presenti, ma se entro stanotte non svelerete il mistero, domattina alle 7:00 mi recherò alla stazione di polizia ed il caso sarà affidato alle autorità, facendovi perdere la scommessa. Ma ora, vi prego, ceniamo!>.

Con un impeccabile tempismo, la grossa porta di legno lavorato alle spalle di Richmond si apre. Cosa farà il suo ingresso in sala?

  • Un uomo dall'aspetto strano, interamente vestito di nero e con un grosso cappello a cilindro si siede a capotavola. È il volto del terrore (29%)
    29
  • Due uomini ed una donna fanno il loro ingresso in sala, e senza dire una parola si siedono occupando i tre posti ancora liberi. (57%)
    57
  • Il maggiordomo e due domestiche entrano portando tre carrelli colmi di varie portate. Fra queste, campeggia uno strano vassoio coperto. (14%)
    14
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

20 Commenti

  1. Iniziano dunque le danze. Capitolo ben scritto, mi piace l’alternarsi di momenti dai toni più comici (Chester e Charles) e momenti più seri e (Chvarnak e Marlon). Proprio perché credo che la coppia dei Damonew abbia un gran potenziale comico voto per l’opzione in cui la moglie redarguisce il marito.

  2. Ciao,
    Molto interessante anche questo capitolo, avrei evitato in secondo “loro” nella frase: “ le colonne blu scuro con le loro lunghe vene grigie e i loro capitelli color latte”.
    E direi che “affianco” andrebbe sostituito con “a fianco”. Ma forse si tratta di correzione automatica 🙂.
    Ciao e alla prossima!

  3. Un buon secondo, niente da dire. Meglio senza quegli orribili maggiore/minore, no?
    Ti sei dimostrato capace di prendere in considerazione gli appunti dei tuoi lettori (credimi non è da tutti), un atteggiamento vincente, che potrebbe portarti a migliorare sensibilmente la tua scrittura (che comunque è già buona) in breve tempo. A questo proposito consentimi un ulteriore appunto: alcuni periodi, a mio modesto avviso, sono un po’ troppo lunghi (prova a rileggerti, magari anche ad alta voce e sono sicuro che lo noterai da te).
    Per quanto riguarda l’opzione Adam mi ha convinto: tutti tranne Chavrak e compagna.

  4. Un buon secondo, niente da dire. Meglio senza quegli orribili maggiore/minore, no?
    Ti sei dimostrato capace di prendere in considerazione gli appunti dei tuoi lettori (credimi non è da tutti), un atteggiamento vincente, che potrebbe portarti a migliorare sensibilmente la tua scrittura (che comunque è già buona) in breve tempo. A questo proposito consentimi un ulteriore appunto: alcuni periodi, a mio modesto avviso, sono un po’ troppo lunghi (prova a rileggerti, magari anche ad alta voce e sono sicuro che lo noterai da te).
    Per quanto riguarda l’opzione Adam mi ha convinto: Chavrak e compagna.

  5. Secondo capitolo molto bello, oltre ai ricchi dettagli (che già c’erano nel primo capitolo) ora si aggiunge anche un buonissimo intreccio.
    Ho votato per Chvarnak perché, da quel che ho capito (o suppongo), la sua compagna non è una detective quindi il tonfo potrebbe averla spaventata trattenendo quindi il consorte anche se ho come la sensazione che dietro alla scelta apparentemente innocua si celi dell’altro.
    Ad ogni modo complimenti!

  6. Ciao Nuvola Nera. Buon incipit, titolo fighissimo, così come l’ambientazione e le opzioni proposte (per la cronaca ho votato per i vassoi).
    Solo un appunto: il diretto sta meglio tra le virgolette (“o”) o, al massimo, tra i trattini (- o -).
    Fossi in te lascerei perdere il maggiore/minore, è bruttino a guardarsi.
    Scrivo anche io gialli (anche se un po’ meno classici). Se ti va passa a dare un’occhiata, mi farebbe molto piacere.

  7. Benvenuto 🙂
    La presentazione del tuo racconto presenta una cornice di quelle che mi attirano come una calamita e quindi… eccomi qui.
    Mi piace molto l’ambientazione della storia e ho trovato interessanti le coppie di investigatori.
    E per quel che riguarda la scommessa… sappiamo che l’omicida è uno dei tre fratelli e che è stato così bravo da non lasciare tracce. Ho capito bene? Spero di sì 😉
    Scelgo due uomini e una donna.
    Buona scrittura e buonanotte!

  8. Ero indeciso se iniziare o meno un racconto giallo a quest’ora, ma dopo aver letto il nome di Edith Piaf ho deciso di leggerlo tutto e posso dire di essere felice della mia scelta. Incipit interessante, mi è piaciuta moltissimo l’attenzione per i dettagli, caratteristica fondamentale, a mio avviso, per un racconto giallo. Inoltre, non so perché, l’incipit mi ricorda Agatha Christie.

    • Ti ringrazio davvero per il complimento. Curioso che tu abbia citato la Christie… Se devo pensare ad un giallo, e mi deve piacere, penso ad una sua opera. O ad una di Conan Doyle, o al più ad alcuni sfiziosissimi racconti di Poe. Inevitabilmente quando scrivo provo a buttar giù qualcosa che piaccia soprattutto a me… Quindi il loro stile si ritrova sempre un po’ nel mio, persino quando non me ne accorgo.
      Ed infatti, rileggendo alla luce di quel che hai detto, un investigatore mi ha ricordato da vicino il personaggio di un libro della meravigliosa autrice inglese. Ti sfido ad indovinare quale!
      Piccolo aiuto: è un giallo, ma senza investigatori.

      • Stavo per riprendere in mano dieci piccoli indiani poiché non mi ricordavo i nomi dei personaggi (lessi il libro molto tempo fa), quando ho intravisto la risposta negli altri commenti. Per quanto riguarda Doyle e Poe purtroppo non ho mai avuto il piacere di leggerli come si deve ma penso che rimedierò presto (ogni consiglio è ben accetto).
        Ad ogni modo so di essere in buone mani per questo racconto, attendo volentieri il prossimo capitolo.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi