Elyx – 0

Oasi - 1

Un ronzio metallico cominciò a disturbare il silenzio nella dorata vallata di grano. Una lingua di fumo, avanzando sempre più dai confini est, delineava il passaggio della moto cross sul terreno sterrato di quel sentiero. L’unica sua destinazione poteva essere il centro di ricerca della DuElyx, il solo edificio nel raggio di ettari.
Nella sua stanza, improvvisata in cima alla torre di monitoraggio in disuso, Miro si stropicciava gli occhi assonnati. Lo sguardo inebetito si fece strabiliato non appena sentì che là fuori doveva esserci qualcuno. Si alzò dalla branda sudicia, afferrò il suo fucile, il monocolo termico e fu presto nel terrazzamento che perimetrava l’ultimo piano di quella tozza torretta. In lontanza lo scoppiettio del due tempi copriva qualsiasi altro rumore. La fumana di polvere, come una pinna dorsale di squalo, strisciava rapida verso il cancello metallico che proteggeva il complesso, che ora si trovava a qualche paia di chilometri. Miro osservò attentamente e riconobbe due figure sul bolide arancio. Perlustrò preoccupato i campi nei dintorni degli sconosciuti. Non era possibile che non fossero braccati; quelle bestie dovevano essere vicine. Rivolse di nuovo il monocolo verso la moto. Erano là. Due grosse sagome si mimetizzavano nella nube sabbiosa; due nerboruti e voraci raptor concentrati nella loro caccia.
-Reggiti forte piccoletto!- sbraitò Zayira mentre abbassava come una dannata il polso che comandava l’acceleratore, cercando una potenza che non poteva avere.
-Ci sono addosso!- strillò il giovanissimo Gisei che stringeva deciso le mani attorno all’addome di Zayira, che nel mentre strimpellava un assolo ritmato di clacson.
-Aprite! Aprite il cancello! Aiuto!-
I due raptor, battendo le loro fauci fameliche, a distanza di pochi metri puntavano i fianchi del bambino. Il cancello del centro era a meno di un chilometro, ma nessun segno di vita arrivava dal suo interno. Zayira cercò mentalmente un’alternativa: la benzina avrebbe garantito loro di arrivare ai confini ovest della radura e di proseguire per chissà quanto nel ventre della foresta, ma non sapeva se e dove avrebbero trovato postazioni sicure nelle vicinanze. A nord e a sud vi erano le cordigliere, un luogo indubbio per trasformarsi facilmente in bocconi saporiti. Dovevano per forza oltrepassare quella recinzione. Quand’ecco che la donna vide dischiudersi uno spiraglio; un uomo robusto, che indossava solo stivali, mutande e canotta, stava aprendo cautamente il cancello. Mancava davvero poco alla salvezza, ma uno stridio bestiale penetrò nelle orecchie di Zayira. Con un balzo impetuoso un terzo raptor, nascosto dall’alto grano, uscì allo scoperto sbarrando la strada ai due sciagurati motciclisti.
Miro imbracciò il fucile e puntò il raptor appena comparso sullo stradello. Il mirino però mostrava il nulla: solo polvere dove prima c’erano prede e predatori. Il ronzio del cross era ancora presente.
-Tieniti piccolo! Chiudi gli occhi!-
-Sento male ovunque, mi stanno graffiando!-
-Colpa di queste piante maledette, non temere e resisti, ora rientro in strada!-
Zayira manovrava abilmente le due ruote e con uno scatto repentino fu di nuovo nella via sterrata. Niente versi inumani alle sue spalle. Potevano farcela. Il cancello era vicino, ma aperto troppo poco. A quella velocità sarebbe stata un impresa evitare di sfracellarsi all’esterno.
-Ehi! Aprite!- accompagnata dal proprio clacson -Aprite di più!-
Il sole, che batteva sul suo volto, per un momento venne oscurato. Un acuto grido. Le mani di Gisei che mollarono la presa attorno alla sua pancia. Una sbandata controllata alla meno peggio. Un tonfo lontano dietro la donna e poi la moto un pò più leggera che scattò verso lo spiraglio sorvegliato.
Miro era pronto a chiudere l’alta cancellata, nel contempo a fiondare del piombo a qualsiasi bestiaccia si fosse avvicinata troppo. I tre raptor non sembravano essere una minaccia per il momento. Erano attorno allo sconosciuto passeggero, banchettando disordinatamente con le sue carni. Zayira riuscì ad attraversare destramente la fessura, rischiando non poco di capitombolare. Miro richiuse prontamente il cancello est e corse verso un angolo dello stabile dove si trovava un piccolo pannello elettrico. Zayira, che aveva già abbandonato a terra il suo mezzo, faticò a sentire i piccoli crepitii tutt’attorno la recinzione. Si voltò di scatto. Sfiorandosi la nuca scoprì che era sporca di sangue. Quegli abomini dovevano aver ridotto il piccolo Gisei ad un ammasso di stracci e ossa.
-Il fatto che tu non stia lagnando per quella persona mi fa pensare che non ci fosse un legame così stretto tra voi-
Miro si avvicinò alla donna senza mollare il fidato fucile:
-Sarà più facile rientrare senza troppe cerimonie. Ho elettrificato la recinzione, ma questo posto non rimane sicuro. Forza seguimi-
Zayira accasciandosi a terra stremata guardò l’uomo negli occhi:
-Tu…

Miro e Zayira si conoscono?

  • E' la prima volta che i due si incontrano. (17%)
    17
  • Zayira conosce l'uomo. (83%)
    83
  • Miro conosce la donna. (0%)
    0
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69 Commenti

  1. Ciao Rea!
    Sono un nuovo utente, da poco iscritto.
    Il tuo racconto ha l’onore (si fa per dire!) di essere il primo che ho letto su questo sito. Anche se non ho votato xké non ancora registrato (mamma mia come sono pigro!) aspettavo sempre con impazienza che uscisse un capitolo nuovo, e devo dire che la storia mi ha coinvolto e non mi ha mai fatto perdere interesse. Volevo farti i complimenti e, anche se non sono bravo come te, spero verrai a leggere il mio primo racconto quando comincerò a scriverlo!
    Grazie x avermi fatto divertire con la tua opera!

  2. Be’, lo zero del titolo dell’ultimo capitolo salta subito all’occhio. Altri giochi di parole nei titoli? “Ciclo Otto”? “Astro-nove”? 😀 … non saprei, insomma.
    Ciao, Rea. È stato piacevole leggere questo racconto, hai trattato un tema tutto sommato classico come “l’eterno ritorno” (o almeno, così leggo io il finale 😀 ) in modo originale e immergendolo in ambienti e situazioni tratteggiati in modo gradevole.
    Complimenti per questa prima fatica compiuta.
    Ciao, a rileggerti

    • Grazie Jaw per aver seguito tutta la storia. Il gioco di parole è il piú semplice del mondo: quello dell’acrostico. E ogni titolo contiene lo stesso numero di lettere della parola formata. Nei titoli, a parte l’ultimo, ci ho sempre speso un po’ di tempo proprio per questo. 😉

  3. Eccoci qua, alla fine della storia. Ci ho messo un po’ di tempo, ma alla fine spero che il risultato delinei bene tutto il racconto. Credo ci possano essere diversi modi di vedere il concatenamento degli eventi. Nella mia testa era chiaro quale fosse la fine, ma ognuno penso possa vederci il proprio finale. La mia opinione la si può ritrovare nei titoli degli episodi, dove ho inserito un semplice gioco di parole. Nel complesso mi auguro che chi leggerà la storia possa spendere bene il proprio tempo.

  4. Verrà aiutata da Bhain, uno che medita il suicidio forse non ha molto da perdere, forse prima di farla finita dà una possibilità a una ex amica.
    Ciao Rea.
    Dunque un limbo spaziotemporale, una bolla di spaziotempo avulsa dal cosiddetto continuum. E il saluto rinnovato di Ila suggerisce che il tempo sia quasi ciclico, immagino. Bello, bella idea.
    Il capitolo mi è piaciuto, molto scorrevole e in certo qual modo “cinematografico”.
    Curioso di come andrà a finire.
    Ciao, a presto

  5. Vorrei sapere cosa è accaduto a Zayira.
    Ciao, Rea. Gustoso il Raptor-Terminator (chissà se è buono alla brace 😀 ).
    Bello il capitolo, bella l’azione. Sul termine “imbusto” ho qualche perplessità, se non preceduto da un “bell”. Però mi hai fatto scoprire cos’è un kostoweh 🙂
    Dunque la giovane è in una bolla temporale, e ha “rotto lo specchio” non facendosi uccidere da Miro, se non ho capito male. Ma il suo amico/nemico che vuole. E la dottoressa Ila, quando viene fuori?
    Ciao, bravo, a presto

    • Sono contento che fino ad ora l’azione ti abbia rapito. E si, hai capito bene il senso della storia fino ad ora. Sono rimasti tre episodi e devo trovare il modo migliore per spiegare tutto quello che è accaduto e il ruolo dei personaggi chiave. Farò del mio meglio! La dottoressa è alle porte. 🙂

  6. Un bell’episodio ricco di suspence. Già immaginavo il raptor arrosto, invece ci hai riservato l’nnesimo colpo di scena. Il provvidenziale interveno di Bhain però, nasconde secondi fini e lei scalta “wonderwoman”, se ne è accorta. Per la scelta volevo sapere qualcosa in più sulla dottoressa Ila, ma dal momento che hai chiuso il capitolo su Zayira, mi sembra logico continuare a tenere l’obiettivo puntato su di lei.
    Un paio di appunti:
    si mise al suo inseguimento/ propongo: partì al suo inseguimento
    alcune fiammate parvero colorarsi anche di viola. (non ho capito il motivo di questa precisazione riguardo al colore. Se è importante ai fini della storia va bene, altrimenti non serve).
    Sei bravo a mantere inalterati i livelli di adrenalina. ti seguo fino all’ultimo capitolo 🙂
    PS = se sei su wattpad sto scrivendo un fantasy-romance. Fatti vivo. https://www.wattpad.com/myworks/122240057-the-school

    • Come sempre grazie per i preziosi appunti. Effettivamente il colore viola è una precisazione relativamente superflua, un riferimento al colore dei vapori dello iodio, titolo dell’episodio. Anche qui i ho seminato riferimenti criptati, che come dici tu potrebbero essere un di più se i caratteri lo permettessero. 🙂
      Per wattpad a dirti il vero non lo conosco. Se potrai introdurmi la piattaforma ti farò visita più che volentieri. 😉

  7. Ciao,
    Ho etto tutto i capitoli oggi. Quello che più mi lascia senza parole, nei racconti di fantascienza qui pubblicati, é la fantasia, corredata, da una dovizia di particolari incredibile, a cui attingete!
    Mi è piaciuta la storia fin qui. Ma, Donnie, era già morto e Milo si interfacciava con il suo ricordo? Impazzito per l’isolamento e i gravi accadimenti?
    Aspetto il prossimo.

    • Grazie per il parere. Ci sono davero alcuni racconti scritti da persone preparate, è vero. Un complimento per molti di quelli del genere fantascienza che condivido. Donnie era morto si, ognuno poi può vederci quello che più gli sembra. Io Miro l’ho voluto raffigurare come un uomo particolare: alla mano, ma riflessivo, con quel dubbio di follia che apre un mondo sul suo vero passato. La storia di Donnie era vera o era una proiezione che Miro aveva reso reale per il legame che li univa? ))

  8. L’ho letto ieri e avevo salvato il commento con un paio di appunti su un foglio word, o almeno era quello che credevo di aver fatto prima di spegnere il pc. Per questa volta dovrai accontentarti dei complimenti e del voto (un provvidenziale aiuto esterno). La prossima volta prometto di scrivere direttamente qui, perché sono troppo casinista. Zajra è un personaggio fantastico, una specie di eroina in gonnella. Bravo 🙂

  9. Grazie a un aiuto esterno.
    Scopri qualche carta, rendi palese un “garbuglio temporale” finora lasciato solo intuire, insomma, stiamo arrivando al nucleo del racconto. Il capitolo scorre, è piacevole e mi pare fondamentale per la storia.
    Non odiarmi se ti faccio notare alcune cose che, a parer mio, hanno una radice (o forse una soluzione) comune:
    Non vide null’altro (doppia negazione)
    lasciasse alle sue spalle le increspature del suo (suo ripetuto a breve distanza)
    la quale coprì il proprio sorriso con la mascherina (soggetto esplicitato anche se è lo stesso dell’inciso precedente)
    Sono solo esempi, e la mia è solo un’opinione, ma ciò che hanno in comune è che, scrivendo più del necessario, rendono la lettura meno agevole. Il primo può essere considerato un semplice refuso, il secondo sarebbe più agile con un “si lasciasse alle spalle”, nel terzo il “la quale” può anche essere considerato superfluo, o forse sarebbe più opportuno dopo “Ila”.
    Insomma, cosa voglio dire? Solo questo: ho l’impressione che il tuo stile beneficerebbe di una maggiore “asciuttezza”, mi pare che, quando devi scegliere se usare una parola in più o una in meno, scegli sempre la parola in più. Domandati se, magari, puoi rimanere più sul vago, avere un pizzico di fiducia in più nel lettore, il quale è perfettamente in grado di riempire qualche vuoto che tu lasci, nelle descrizioni, nella consecutio logica degli eventi. Magari ci si diverte anche 😀
    Ciao, complimenti, a presto

    • Una critica preziosa. Mi era già stato fatto notare questo appesantire più del dovuto i riferimenti, e ho provato ad alleggerire la scrittura, ma a quanto pare non ancora abbastanza. Nella fase di revisione mi ritrovo a cancellare molte parti superflue che se non fosse per il limite di caratteri lascerei, ma che comunque risulterebbero dettagli trascurabili. Più fiducia nel lettore, è quello il pensiero che avrò per migliorare. Sono rimasti 4 capitoli. Dovrò fare del mio meglio anche per scoprire tutte le carte ancora nel mazzo. Grazie!

  10. Mi riaggancio alle considerazioni di Jaw qui sotto, che peraltro condivido. Una storia come questa meriterebbe maggiore visibilità, il punto è che sono gli autori a commentare altri autori e va da sé che alla fine diventa un voto di scambio. Ottiene più voti chi segue, commenta e vota più storie. Però vedi bene che io ho terminato il mio racconto da un bel pezzo e seguo solo le storie che mi piacciono (pochissime). Ma torniamo al racconto. Mi piace molto l’azione, il ritmo frenetico e la suspense legata alla presenza dei raptor. Miro sta parlando con Donnie e ha definito Zayra “maledetta”: Dunque immagino che ci sarà un duro confronto prima o poi. Claustofobica mi sembra un aggettivo adatto riferito alla stua storia, praticamente siamo al buio e se la porta cede, avremo compagnia. Ottimo finale. Bravo come sempre, Rea 🙂
    PS = Ne resteranno due. Per il momento 😛

    • Hannock anche tu sempre gentile. Vedi non nego che faccia piacere ricevere dei riscontri positivi, ma effettivamente come dici tu il sistema puó innescare facilmente un processo di scambio. Io qui sto cercando di migliorare il modo che ho di trasmettere i pensieri e questo lo posso fare attraverso le critiche, i consigli e certamente leggendo il modo in cui gli altri si pongono e riescono a trasportarmi per un attimo in altri luoghi. È un processo probabilmente lungo, ma indispensabile se voglio un giorno, e lo voglio 🙂 , poter scrivere e sapere di poter arrivare, non per forza a tutti, non per forza a molti, ma anche se solo a uno arrivare e creare quella connessione in natura così complessa. Forse in tanti qui ambiscono a questo. Stiam parlando però di storie future o di sogni lontani… torniamo alle basi: Zayira è alle strette, ma come ho detto dobbiamo entrare nel vivo del genere. 😉

  11. Rimarranno in due, hai creato bene un’atmosfera claustrofobica e vorrei che la sfruttassi un altro po’.
    Ciao, Rea.
    Sono disorientato, mi aspettavo un Miro cattivo e una Zayira buona ma per il momento vedo una donna che spara per prima. Certo, sappiamo che lei sa qualcosa più di noi su Miro, e abbiamo capito che col suo gesto ha “deviato il proprio destino”.
    E quella frase rivolta all’evanescente Donnie sul finale, che attribuisco a Miro, visto che scrivi “la sua voce”, mi mette qualche dubbio sulla sua sanità mentale.
    Mi dispiace che questo racconto non raggiunga un pubblico più vasto, perché merita nel genere e merita a prescindere, anche perché è abbastanza cross genre: gli elementi di fantascienza non sono così elitari da restringere i potenziali lettori a elite di appassionati.
    Io, comunque, rimango orgogliosamente tra i tuoi lettori.
    Complimenti.

    Ciao a presto

    • Grazie mille Jaw, apprezzo molto questo tuo commento. E mi fa davvero piacere che questo racconto, anche se non trova un pubblico vasto, riesce ad appassionare chi continua la lettura.
      In effetti la parte fantascientifica è stata deviata dall’azione degli eventi. Probabilmente i capitoli finali daranno spazio solo al genere principale anche perchè in un modo o nell’altro si deve capire cosa è successo.
      Su Miro direi che hai colto l’essenza.
      Grazie ancora

  12. Zayira cerca combustibile.
    Ciao, Rea. Il capitolo mi è piaciuto, soprattutto per come fondi l’azione al presente con piccoli flashback. L’azione dell’attacco è molto realistica. All’inizio, capisco il pronome esplicitato per evitare pur improbabili ambiguità con la sirena, ma suona un po’ aulico.
    Ciao, a presto

      • Sì, mi riferivo a “ella”.
        Premesso che ovviamente ciascuno ha il proprio stile, te l’ho fatto notare solo perché ho avuto la sensazione che stonasse un po’ con lo stile del capitolo.
        Io probabilmente non avrei messo pronomi: perché devo preoccuparmi che qualche lettore attribuisca alla sirena la frase successiva? In queste situazioni mi dico: “Beh, peggio per lui, se pensa che una sirena, intesa come dispositivo che fa rumore, possa rievocare battaglie novecentesche. Io ho cinquemila miseri caratteri e non li voglio sprecare. E peggio per lui anche se pensa che la sirena che intima a Zayira di stare allerta sia una creatura mitologica” 😀
        Sei poi fossi stato pervaso da un accesso di buonismo, penso che avrei usato “la ragazza”… usando ben dieci caratteri! 😀
        Ma questa è solo una mia opinione, su una piccola, trascurabile inezia.
        Ciao, a presto

        • Una creatura mitologica?! 🙂 Potrebbe essere un incipit per un futuro racconto. La storia di un’allarme che prende vita 😉 si il contesto permetteva l’omissione. Ho ragionato più sulla struttura della frase senza essere accorto in questa finezza. A presto!

  13. Eccellente la scena dell’attacco da parte del raptor che finisce “alla brace”. Zayra è fin troppo tosta per essere semplicemente nascosta, penso invece si sia data da fare per trovare il combustibile e fuggire da un luogo che ha appena 20 ore di autonomia prima del black out. Capitolo avvincente e ben scritto. 😉 A presto.

  14. Appena arrivata la notifica di un nuovo capitolo ed eccomi qui. Dunque, Zayira che “ragiona una riposta”, hai scritto proprio così, quindi non dice tutto oppure non dice la verità. Ci sono state delle esplosioni e poi la gente è stata evacuata, ma dici anche che l’ultima scorta è stata vista dissolversi. Un teletrasporto?
    Ci sono diversi interrogativi in sospeso, anzi, ne aggiungi continuamente di nuovi. Mi piace questo gioco, il racconto si fa sempre più intrigante e giusto per compicarti un po’ le cose scelto i raptor: sono loro che hanno fatto scattare l’allarme.
    E adesso come la mettiamo? Bravissimo 🙂

  15. io sarei per gli eventi della DuElix, per capire un po’ cosa è successo.
    Zayira sa tutto quello che l’altro le farà: ha doto o strumenti divinatori? Viene dal futuro?
    Davvero molto intrigante.
    Permettimi due appunti: “d’accordo” si scrive con l’apostrofo, e “evacuare” con la c. Non è per essere pedante (magari un po’ lo sono ma ho buone intenzioni ^^), è che trovo il tuo stile di scrittura molto efficace e affascinante, gli svarioni lo intaccano, usa un correttore, o cerca su un dizionario la forma esatta quando hai un dubbio, non risolve tutto ma un po’ aiuta.
    Ciao

    • Zayira sa quello che le farà e hai già capito che qualcosa non torna.
      Per le correzioni mi sento quasi di avere un copricapo da asinello. 🙂 prima di caricare l’episodio qui lo scrivo su worddpad, con la presunzione di poterlo correggere solo rileggendolo più volte. Un correttore è necessario.
      L’ uso degli aggettivi migliorato? 🙂

      • Guarda: rileggere se stessi è un’impresa più che ardua. Personalmente ritrovo sviste che mi erano sfuggite anche quando rileggo per rieditare testi già scritti e revisionati mesi prima. Tendiamo a leggere ciò che pensiamo aver scritto, non ciò che abbiamo davvero scritto.
        Quanto agli aggettivi, per me sì: ho letto che dici di voler trasmettere le immagini che hai in testa, ma a volte è meglio farne solo lo schizzo o suggerirle: chi legge ama metterci del suo, immaginare, riempire i vuoti, dare forma e colori ai mondi di cui legge. È ciò che fa (anche) la differenza tra leggere un romanzo e vedere un film. Cioè, è poi la mia opinione, che conta più o meno come la pagina dell’oroscopo della gazzetta dello sport. 🙂
        Buon ferragosto

        • Da un lato ho in mente dei concetti e delle emozioni che vorrei trasmettere, dall’altra delle scene specifiche che vorrei riprodurre come tali. E’ un po’ come camminare, come dici tu, tra un romanzo e una sceneggiatura. Cerco il giusto equilibrio 🙂
          Grazie e buon ferragosto anche a te.

  16. Forse te lo avevo già detto, ma hai uno stile superiore alla media, leggerti è un vero piacere. Dunque, i personaggi sono perfetti: la dottoressa che si occupa di sperimentazione e di genomi (probabilmente, ha qualche responsabilità su quanto è successo) e il capo della sicurezza (idem). C’è un brano in questo capitolo che non mi è chiaro o meglio, forse siamo in un epoca in cui è possibile vedere ciò che accadrà in futuro. Mi riferisco a: “ella aveva già visto tutto ciò che quell’uomo le avrebbe fatto presto o tardi”. L’ho trovato molto intrigante.
    Fichissima la scena di lui che toglie la sigaretta dalle mutande, serve a farci inquadrare la rozzezza del personaggio. Bravo. Ora passo alla critica costruttiva, sennò mi dite che sono troppo buona e invece io sono Malefika (scherzo).
    “Arresosi”. Non è sbagliato, intendiamoci, ma è brutto da leggere. Secondo me dovresti modificare la frase dicendo semplicemente che il raport aveva altri piani etc…
    “sigaretta ancora fumabile” pure questa non è un’affermazione elegante, forse volevi sfruttare lo “show don’t tell” evitando di dire che era a metà, ma la resa non è il massimo. Sono piccolezze e se le ho citate è perché trovo il resto assolutamente perfetto. Chiusura ottima.
    Ho votato per sapre qualcosa di più sulla DuElyx e ora le scelte sono tutte e tre in perfetta parità. 😀
    Non vedo l’ora di rileggerti!

    • Proprio malefica direi. Scherzo, tutto il contrario! Mi metti alle strette: non siamo in un epoca dove esistono sfere di cristallo, ma quella frase c’è 😉
      Per le note tecniche difenderò solo “arresosi”: non pensavo risultasse brutto da leggere, anche se capisco che sembri limitare le capacità del raptor stesso. La mezza sigaretta però era poco elegante come dici tu.
      Grazie ancora 🙂

    • Ciao Drago. Per la nota tecnica speravo che scrivendo “grano mutato” potessi trasmettere l’idea di qualcosa di diverso. Metterò qualche informazione nei prossimi capitoli, in fondo si tratta della scenografia principale. Ammetto che avevo timore di questo commento però 🙂

      • Ho notato solo ora che hai scritto “mutato”.
        Però mutato come? Perché, se le differenze si trovano solo nella sequenza genetica e non sono visibili ad occhio nudo (più o meno), il grano produce comunque delle spighe.
        Ad esempio, ci sono alcune specie vegetali alle quali sono stati aggiunti dei geni, ma sono molto diverse da quelle normali. Eppure sono piante mutate, sebbene tramite intervento umano

        • Giusta osservazione. L’idea era di mostrare palesi trasformazioni dovute alle mutazioni genetiche. Per quanto riguarda il grano non pensavo di descrivere solo un fenotipo più produttivo, ma qualcosa di totalmente discordante con la realtà. Ho intenzione di parlarne meglio però. Ed essendo un tecnico spero mi potrai dire se “i conti tornano” 🙂

  17. Zayra conosce l’uomo, è ciò che ho pensato leggendo l’ultimo ‘Tu’, la cui attribuzione è in effetti ambigua.
    La fantascienza in questo sito è a mio parere un po’ snobbata e non mi è capitato spesso di trovare storie che soddisfacessero i miei gusti personali. Il tuo incipit mi intriga, mi pare accurato e scorrevole.
    Tra l’altro, Zayra non può che starmi simpatica, perché ha quasi lo stesso nome di una mia co-protagonista del primo racconto che ho scritto qui sopra, “Il Canto di Tau Ceti”.
    Lei si chiamava Zaira, era un colonnello. O una colonnella? Boh!
    Ciao, a presto

  18. Ottimo incipit. A parte che io ho adorato “Jurassik Park” e ho ritrovato nel tuo racconto, le atmosfere del film: le fughe, i raptor e le recinzioni che salvano la vita. Non mi aspettavo la morte del piccolo, ma sei stato bravo a gestire il tutto senza infierire. La donna deve essere una tosta e secondo me conosce l’uomo, magari solo di nome. Ho idea che ci saranno scintille tra i due, perché lui mi sembra un cinico almeno a giudicare dall’approccio iniziale. Stile molto buono, superiore alla media, è stato un vero piacere per me ricambiare la visita e naturalmente ti seguo. Ciao 🙂

  19. Zayra conosce l’uomo: sarà per quel “tu…”
    Non pensare male di me: non sono malvagia nella vita, ma trovo che il tuo incipit valga davvero anche solo per il fatto che, da subito, il bambino non si salva. Si comincia diretti senza tempo né lacrime per piangere chi cade: gran bell’introduzione a un mondo inospitale, spietato e impietoso.
    Personalmente trovo che le farsi abbondino eccessivamente di aggettivi, ma è questione di gusti personali, immagino.
    Ciao

    • Grazie befana profana. Il tuo apprezzamento mi fa molto piacere. Effettivamente riconosco che mi ritrovo a voler sempre ricamare sulle scene più di quanto forse non sia necessario con tutti quegli aggettivi. Nella mia mente questo processo dovrebbe aiutare la proiezione del mio immaginario, ma ascolterò il tuo consiglio cercando maggiore incisione.
      Ciao

  20. “il solo edificio nel raggio di ettari”
    Qui non avresti dovuto usare “ettari”, perché sono un’unità di misura della superficie (2 dimensioni). Il raggio, essendo una linea, ha UNA SOLA dimensione. Quindi avresti dovuto scrivere “centinaia di metri”, “chilometri”, “miglia” o simili.

    A parte questa faccenda della parola sbagliata, il racconto parte già in quarta.

    Lei conosce lui. Magari anche lui conosce lei, ma non se lo ricorda (o non vuole ricordare).

      • Cose che capitano a tutti. 🙂 Nel primo racconto che ho scritto qui sul sito, ad esempio, ho usato un tempo verbale più che sbagliato (passato remoto anziché imperfetto, se non ricordo male e se non confondo i nomi dei tempi).
        Lo so che non è lo stesso tipo di errore, ma è per farti capire che neanche io sono immune da certe cose. 🙂

        P.s.: avevo capito comunque che intendevi il fatto che l’ambiente esterno (campi coltivati? Una foresta?) alla struttura forse vasto

        • Senza commettere errori è difficile compiere un’ascesa memorabile, no? 🙂 ora forse ho esagerato, concedimelo, però se devo essere onesto spero davvero di realizzare qualcosa di apprezzabile. Ho visto che tu hai molti racconti a tuo seguito. Non dev’essere stato un gioco da ragazzi.

          • Il problema, se così vogliamo chiamarlo, più grande è trovare idee per gli episodi successivi o per i RACCONTI successivi.
            Meno male (credo) che la mia mente è abbastanza attiva, per quanto riguarda l’ideare nuove storie. 🙂

            Però ho quasi sempre questo dubbio (anche se non so se va bene che ci sia o meno): “Mi sembra che il mi racconto stia perdendo di qualità. È se la stessi abbassando sul serio? La mia storia sta diventando una storia brutta/orribile?”

            • Per le idee spero non ci siano problemi, il mio carattere mi spinge ad essere un eterno sognatore. E’ il rendere efficace un’idea con una frase scritta che mi ha sempre spaventato. Fare pratica dovrebbe aiutare ad alzare la qualità della tecnica. Per la qualità dei racconti ci sono i feedback dei lettori e la nostra autocritica, che più è severa e più ci spinge a migliorare credo. 🙂

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