Ripper Sunday

Misteri all’ospedale

Simon era in macchina, dietro al volante. Faticava a stare sotto il limite. Era diretto verso l’ospedale. La scuola dove Sharon studiava lo aveva contattato pochi minuti prima. Sua sorella aveva avuto un altro attacco, quella mattina, e avevano chiamato un’ambulanza ed erano riusciti ad avvisarlo solo nel primo pomeriggio.

«Maledizione!» Esclamò, stringendo nervosamente il volante. «Spero che non sia niente di grave!»

Pochi minuti dopo arrivò all’ospedale. Parcheggiò velocemente la macchina ed entrò nell’edificio.

«Mi chiamo Simon Crower. Mia sorella è stata ricoverata qui questa mattina. In che stanza si trova?» Chiese Simon all’infermiera addetta all’accettazione.

«Saprebbe dirmi il nome di sua sorella?»

«Sharon Crower.»

La donna cercò velocemente sul computer per alcuni secondi, prima di trovare il file della ragazza.

«Ecco qui. Sharon Crower, stanza 26.»

«Grazie mille.»

Circa un minuto dopo arrivò nella stanza della sorella. Entrò e vide il medico che aveva accettato il suo caso. La giovane era sdraiata sul letto. Sembrava che dormisse. I diversi bip dell’elettrocardiografo parevano assordanti, alle orecchie di Simon.

«Sono il dott. Andrews. Lei è il signor Crower, il fratello della ragazza?»

«Sì, sono io. Come sta Sharon?»

«Non c’è un modo semplice per dirlo, ma…»

«Sta per morire?!?» Chiese agitato Simon. Il suo cuore saltò un battito o due.

«Fortunatamente no. È stata portata qui in tempo. Purtroppo è finita in coma.»

«Almeno è reversibile?»

«Sì, lo è. Ma non sappiamo se e quando si riseglierà. Potrebbe rimanere in quello stato per sempre. Potrebbe anche prendere in considerazione il dover staccare la spina.»

«Finché ci sarà una possibilità del suo risveglio, non prenderò mai questa decisione.»

«Ok. Io adesso dovrei andare. Arrivederci.»

Dopo che il medico uscì dalla stanza, Simon rimase da solo con Sharon per circa un minuto, prima che un ragazzo si soffermasse sulla soglia. Il giovane doveva avere più o meno la stessa età di Sharon. Bussò sulla porta aperta. Simon si girò verso di lui. «Tu saresti?» Gli chiese.

«Mi chiamo David Campbell, sono un compagno di classe di Sharon.» Rispose, porgendogli la mano. Simon gliela strinse. «Sono venuto a vedere come stava.»

«Simon. Il fratello.»

Parlarono per un po’, prima che Simon facesse la fatidica domanda.

«Qual è il rapporto tra voi due? È limitati a compagni di classe o è ben oltre?»

«Facciamo parte della strada fra casa e scuola assieme e parliamo. Niente di più.»

«Scusa la brutalità. Io sono un poliziotto e lei è tutto ciò che resta della mia famiglia.»

Appena Simon finì di parlare, il telefono di David squillò. Il ragazzo uscì dalla stanza e rispose alla chiamata. Poco dopo, un messaggio arrivò al giovane poliziotto. Prese l’apparecchio per controllare chi fosse il mittente. Numero privato.

Con un po’ di titubanza, aprì il messaggio.

Ti darò delle informazioni.

Avrai tutto presto.

Domani controlla l’e-mail.

«Ma che cosa…» Disse sottovoce.

Rieccoci con le indagini di Simon. Dove lo vedremo, nel prossimo episodio?

  • Proponete voi. (0%)
    0
  • In centrale. (71%)
    71
  • A casa. (29%)
    29
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96 Commenti

  1. Simon dovrà indagare sul passato di Tad e sicuramente troverà qualche ulteriore indizio.
    Ciao Drago!
    Sei al capitolo n. 8 e d’ora in poi dovrai fare molta attenzione per riuscire a concludere il finale.
    Siamo agli sgoccioli, in bocca al lupo!
    Ilaria_S.

    • Se è possibile chiudere tutto quanto in 2 episodi? Ci posso sempre provare 🙂 In fondo ho ancora 10000 caratteri a disposizione (e spero di essere in grado di usarli più o meno tutti). 😉
      E poi, non ho voglia di scrivere altri 10 episodi per questa storia. Anche perché ho/ho avuto già poche idee per QUESTI 10 episodi, figuriamoci se dovessi ancora scriverne altrettanti 🙂

  2. Ah Dav, tre opzioni ridicole, ho votato tra le righe!
    Veniamo a noi: ma sei diventato bravo! (sorriso e bacetto sulla guancia) però … devi toglierti ‘ste complicazioni letterarie da dilettante, ti faccio un esempio:
    ” … Sospirò. «Va bene.» Disse, arresasi alla testardaggine del giovane collega. ….”
    questa quante cose fa? sospira, si arrende e risponde? troppe azioni.
    “Va bene”, si arrese.
    (a chi e perché è ovvio)
    bacio

  3. Ciao Drago,
    Ovvio che sia urgente! Ma chi sarà mai questa donna misteriosa? Staremo a vedere.
    Sai cosa mi piace del tuo racconto? Il tuo modo di descrivere i personaggi. Me li fai immaginare molto bene, nonostante non siano stati delineati esteticamente e caratterialmente, io li percepisco comunque. Per esempio Simon…non riesco a sopportarlo. ?
    Ciao alla prossima
    Ilaria_S.

    • Strano, da te mi sarei aspettato una rimarcazione dell’inutilità dell’episodio con tanto di commento “cattivo”. O, in alternativa, qualcosa del tipo “non ripeterò ciò che ti hanno già detto sull’utilità/inutilità dell’episodio”.
      Chi sei veramente? XD

      Non c’è bisogno di mentire? Ma una bugia potrebbe mettere un po’ di pepe alla storia! 😀 XD

  4. Sì… certo che è urgente, Simon deve scoprire l’identità della donna che lo sta cercando.
    “Suoi passi” e non “propri”.
    Questo capitolo sembra di transizione, non aggiunge nulla di nuovo tranne l’antipatia di Simon per l’amico di Sharon e, a tal proposito, trovo fuori luogo la minaccia del poliziotto date le condizioni della sorella, un tono scherzoso sarebbe stato meglio.

    • Non avendo molte idee sul cosa scrivere (e anche sul come), non ho potuto evitare di fare questo episodio in questo modo (complice il fatto di non voler rischiare di iniziare una seconda ed inutile parte della storia, andando a complicarmi la vita). So che, così facendo, rischio di non mettere tutti i dettagli e tutte le spiegazioni che vorrei o che devo inserire.

      Il giallo non è il mio forte? Non lo so, però potrei “recuperare” (e SPERO di recuperare) in questo genere col prossimo racconto. 🙂

  5. In ospedale ci siamo appena stati, cambiamo location, andiamo in centrale.
    Bravo, episodio vivido e ben scritto… mi è piaciuto. Sei migliorato tantissimo nell’ultimo anno. Tra poco non avrai più bisogno di me che ti controllo… svanirò e tu mi dimenticherai…ahahahah 😉

    • Dimenticarmi di te? Impossibile! 🙂 Ogni volta che riceverò la notifica di un commento, avrò paura che sia tuo e, di conseguenza, di ciò c’è ci sarà scritto 😀

      Ammesso non concesso che commenterai anche in futuro i miei racconti.

      Un’ultima cosa: puoi tradurmi il tuo commento dell’altra volta? Sai com’è, per quanto l’italiano sia la mia lingua madre, non ne ho la stessa conoscenza che hai tu. 🙂

      • Ti faccio un esempio noto di epiteto esornativo: Achille piè veloce. Di Achille si raccontava che fosse un guerriero molto veloce e che le sue battaglie le vincesse per la sua destrezza e agilità. Da qui veniva chiamato con l’epiteto “piè veloce”. La mia era una battuta, facevo dell’ironia, e definivo le tue elucubrazioni narrative un epiteto, come se ogni tuo scritto fosse riconducibile a una caratteristica personale che lo rende personalizzato.

        • Al di là del fatto che tu l’avessi scritto tanto per ridere, partendo dal presupposto che il mio stile di scrittura sia un aggettivo per descrivermi, utilizzarlo mentre si parla di me sarebbe inutile perché mi si ricollega direttamente a tale aggettivo senza doverlo nominare?

          (Spero che le mia conclusioni siano corrette. O per lo meno vicine a ciò che intendevi).

  6. A casa del poliziotto… spostiamo la scena per dare più dinamismo alla storia.
    Quel “Se è passato” lo eliminerei, è superfluo dal momento che David dice “credo che sia venuto qui questa mattina”. Molto romantica la dichiarazione di David, peccato che Sharon non potesse sentirlo o forse sì?

    • Buttato il voto? Solo perché l’opzione che hai scelto non è in vantaggio?
      Potrebbe anche recuperare, sai? 😉

      Non starai esagerando, con i complimenti? Guarda che potrei pensare che me lo fai solo per farmi contento anziché perché me li merito 😀 XD
      Per il lavorare sodo, potrei darti ragione. In effetti non è esattamente il lavoro più facile, il cercare di mantenere una coerenza narrativa nella prosecuzione degli eventi partendo da un’opera già esistente, specie se propria (capito, Toriyama? 😀 ). Ovviamente i “what if” non contano 🙂

  7. Allora suggerisco:
    Penso che potresti inserire dei brevi flashback che spieghino cosa è successo nella storia precedente, che potresti dare maggior spessore ai personaggi principali, per esempio aggiungendo qualche sensazione in più e magari omettere spiegazioni che non servono alla storia come il fatto di poggiare la giacca sulla sedia come se questa avesse freddo.
    buon proseguimento, attendo prossimo capitolo.
    senza rancore, si.

  8. ciao,
    effettivamente dal tuo scritto appare chiara una difficoltà nel portare avanti la storia. Fai troppi riferimenti ad accadimenti del passato che, se non si è letta la storia precedente, si fatica a capire.
    Ci sono ripetizioni e frasi che pare siano state messe lì tanto per allungare il testo, tipo: “continuò a leggere sottovoce i numeri delle varie camere, come a voler tenere il conto di esse ed essere sicuro di non superare quella in cui era stata portata sua sorella.”
    E’ un uomo giovane, fa il poliziotto ed è stato lì quando? il giorno prima? Perché mai non dovrebbe ricordarsi il numero della stanza?
    Scusa se mi sono permessa, ma credo che con un po’ più di attenzione e con qualche spunto originale in più, la tua storia possa diventare una bella storia.

    • “Scusa se mi sono permessa”
      Tranquilla, nessun rancore. 🙂

      I riferimenti alla storia precedente mi sono pressoché obbligatori, perché questo racconto è una specie di proseguimento dell’altro.
      Piccola precisazione: non è che non si ricorda il numero della stanza, è solo che non vuole superarla e andare troppo avanti lungo il corridoio.

      Cosa mi suggerisci, per migliorare la storia?

    • Veramente sono passato da “proponete voi” a “decide l’autore” (anche se quest’ultima era riferita alle altre due opzioni che avevo lasciato) per poi tornare a “proponete voi”. 🙂 È che non avevo idee per una terza opzione, quindi ho preferito, in un certo senso, chiedere ai lettori dei consigli sul come proseguire la storia (sì, ho pubblicato solo 3 episodi e sono già in crisi 🙂 )

    • L’acrostico l’hai notato dopo aver letto il commento di Rea Blanche, vero? 🙂 Pensa che avevo paura che le frasi andassero a capo e il gioco, di conseguenza, non avrebbe funzionato.

      La parte sul cavaliere Jedi (non sapendo se fosse “UN Jedi” o “UNO Jedi” ho deciso di mettere anche il “cavaliere” solo per andare sul sicuro) mi è venuta in mente anche grazie ad alcune immagini che “collegano” le porte ed i Jedi.

  9. Prima da Sharon…
    L’inizio mi ha piacevolmente sorpresa, mi è sembrato di leggere il romanzo di un autore famoso 🙂
    Solo qualche appunto:
    – “si è sparato in pieno petto” affermò Simon iniziando ad alterarsi… sostituirei “affermò” con “sbraito’ ” o un altro sinonimo, dal momento che chiudi la frase con il punto esclamativo;
    – toglierei “forse” dalla frase “queste col … che si possono definire forse come informazioni” suona male;
    Ottimo lavoro, bravo 😉

  10. In centrale…
    Ciao Drago e bentornato con Simon, l’incipit ci catapulta in una situazione piuttosto critica, considerate le condizioni di Sharon. L’unica cosa che ti contesto (non tenendo conto delle troppe volte in cui hai scritto “ragazza”) è la frase in cui il medico accenna alla eventualità di staccare la spina: l’eutanasia è una pratica illegale in molti paesi, tra cui l’Irlanda paese in cui è ambientato il tuo racconto, giusto? Prima di scrivere qualunque cosa, documentati è importante per la storia che ne guadagna in credibilità 😉

  11. Il prossimo episodio si svolgerà in centrale! 🙂

    Ciao 🙂
    L’inizio è interessante. Nemmeno io ho letto “Ripper monday”, nonostante tutto, l’episodio è scritto in modo tale da dare quelle indicazioni fondamentali che dovrebbero sempre trovarsi in un incipit. La mail alla fine lascia quella giusta dose di mistero.
    Mi piace molto il tuo stile. Preciso e netto. Mi farebbe piacere che mi dessi il tuo parere sul mio racconto. Se ami il fantasy o ti incuriosisce il titolo 🙂

  12. Finalmente riesco a seguire un racconto fin dalla prima puntata! Intanto bentrovato e complimenti per la scelta del titolo, anche la prima parte del mio è in lingua inglese. Storia interessante, ma abbiamo ancora pochi elementi per capire il suo evolversi. La ragazza è in coma reversibile, forse si sveglierà e sapremo qualcosa di più sulla sua malattia. Per il momento il fratello cerca di orienttarsi e poi c’è questo SMS che promette interessanti risvolti. Gli ingredienti per un buon giallo ci sono tutti. Tempo al tempo. Ho scelto la centrale perché penso che sia il posto migliore per reperire le informazioni. Sono la prima a votare, quindi è ancora tutto da decidere. Ti seguo.

    • Il perché del messaggio ed i suoi “segreti” verranno svelati in futuro 🙂 😉 Così come il resto 😀

      La lingua del titolo, be’, è una mia abitudine: a parte in un caso (o uno e mezzo 😀 ) ho sempre usato lingue straniere, quasi sempre l’inglese.

      Se sei interessato/a alla salute di Sharon, ti consiglio di leggerti (preferibilmente prima) “Ripper monday” 🙂

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