Lo stato del free party

Dove eravamo rimasti?

Diego darà retta a Mik? Mik vede Diego eccitato all'idea della mappa pischedelica e ancora su di giri esce a cercare il luogo ideale per la festa perfetta (100%)

Non dire gatto...

Diego scuote la testa a modi frullatore impazzito. Troppi input in quel cervello da genio pazzo, c’è rischio che gli esploda il cranio.

Cioè praticamente leccano il volantino e gli appare un sentiero… una traccia!, fa Diego allargando le braccia come un messia che ha capito come espandere il messaggio divino.

Sì Sì Sì!, faccio io stringendo i pugni come avesse segnato un gol ai mondiali.

Sembriamo pazzi, e forse lo siamo, ma perché non credere in qualcosa invece che a niente? Oddio che ho detto, cazzo ne so, magari è tutta un’immonda follia e ho coinvolto Diego in qualcosa di irrealizzabile che non ci porterà da nessuna parte e che ci logorerà nell’anima per aver tentato e aver fallito. Ma ormai il gioco è fatto, dobbiamo andare avanti.

Dobbiamo farlo per lo stato del free party. Deve diventare un credo benevolo e non una semplice riunione di gente che vuole sfogare se stessa. Dobbiamo toccare il cielo con un dito, già, questo è il punto.

Il dito e il cielo.

Punto il dito, oltre la porta di Diego.

Tu qua acchitta il volantino che io invece becco il luogo ideale, faccio a Diego mentre scuoto il corpo come un maratoneta prima della gara.

Diego annuisce solenne, come gli avessi appena detto che ho le dritte per la formula chimica dell’oro.

Tiro su il mento, impettito, e mi affaccio sul mondo. Che poi nel caso di casa di Diego è un cortiletto striminzito che neppure la vista ci coglie troppo,  ma se mi scoraggio ora, no, azione, ecco, ci sto dentro, spacco tutto, il mondo è mio e mi stendo un attimo verso il cielo. Immagino un contatto mentale con l’universo. Lo immagino o sta accadendo davvero? Il Sole si affaccia nel cortiletto e mi irradia di un’energia positiva. Di nuovo, a palla, tirato come un sasso con la fionda, in botta piena. Evviva le belle sensazioni! Eccomi in strada che mi guardo a destra e a sinistra. La domanda sorge spontanea: ora che cazzo faccio per raggiungere il posto ideale?

Telefonare, andare su internet, entrare in un’agenzia di viaggi, cominciare a correre, prendere un treno, un aereo, un traghetto, chiudere gli occhi e pensare al blu, li riapro e davanti a me c’è un’auto che di blu ha solo la sirena. I signori al suo interno mi guardano con quell’aria come a dire: amico, sappiamo entrambi che sei sporco dentro, e mi stai nascondendo qualcosa.

Il cuore accelera sempre quando entro in contatto con la pula ma serve tenere le emozioni sotto controllo. Restare calmi. Respirare. Aspettare come durante un attacco di panico, sapere che prima o poi passerà e non lasciarsi andare all’ansia. E sicuro che faccio qualcosa che li insospettisce, ma non capisco mai che cosa, perché se lo sapessi la volta dopo non lo farei, e pure stavolta lo faccio perché i due cari difensori della legge lasciano la volante e si avvicinano.

Momento di lucidità: ho un paio di polveri in tasca che nulla hanno a che vedere con una possibile perquisizione quindi calmi o bevuti. Come sono vestito? Sembro appena uscito da un rave. PERFETTO.

Ci sono momenti nella vita che ad agire non è il tuo istinto ma l’inconscio come se sapesse già qualcosa del tuo futuro e volesse cambiarlo per te, anche se ne sei all’oscuro.

I pulotti fanno i primi passi. Metto le mani in tasca, acchiappo le bustine ma resto immobile, se mi spostassi, insospettirei i cari agenti, sicuro che mi metterebbero le mani in tasca. Eccoci allora in una gara di velocità a cercare di capire in un millesimo di secondo dove tirare le buste portatrici di galera.

Un tombino dietro un’auto, mi chino, lancio, FATTO. Eccoli che si avvicinano più velocemente. Sono stato talmente abile che quasi mi dispiace, erano due creazioni di Diego, di quelle da leccarsi il cervello.

Cosa hai battuto?, fa uno dei due ciancicando una gomma. Ha due occhi neri, ma iniettati di sangue.

Niente, faccio tirando su braccia, mani, sopracciglia, morale e quant’altro mi serve per reggere il teatrino.

E perché ti sei piegato?, fa l’altro avvicinando il volto che quasi mi tocca il naso.

Sistemavo le scarpe, faccio io mentre le indico mi accolgo che ho quelle senza lacci.

Sistemavi le scarpe eh?, fa OcchioIniettatoDiSangue.

Ecco che quelle mani impertinenti mi toccano dappertutto e il resto della città vola sulle proprie emozioni, mentre io per aver solo pensato di cambiare il mondo sto qui a fare la figura del criminale. Ma poi ci penso meglio, cosa ho addosso? NIENTE.

Ripeto: NIENTE.

Quindi respira caro Mik e medita già su dove andrai quando questi due difensori della legge ti avranno lasciato in pace. Ragiona sul posto incantanto per la festa perfetta e non ti far influenzare dai cari amici in blu. Già, cari perché cosa farebbero senza di noi? Forse soffriranno un pò la solitudine? Con tutti i delinquenti che girano per la città… Ecco, magari stop con i luoghi comuni. Sotto quella divisa, batte un cuore e dentro quel corpo c’è un’anima. Chissà che invece non sia io a influenzare loro?

Come uscirà Mik dalla perquisizione?

  • Diego uscirà per caso e si accorgerà di Mik in difficoltà (0%)
    0
  • Semplicente pensando al luogo ideale, si salverà dall'ansia del fermo di polizia (100%)
    100
  • Inviterà a bruciapelo gli agenti alla sua festa perfetta (0%)
    0
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54 Commenti

  1. Ma certo che gli salva la vita, non vogliamo mica un morto nel nono capitolo! E così anche il tuo racconto si avvia alla fine… Ci sono alcuni passaggi in questo capitolo, che ho trovato molto interessanti, per esempio: “Ho questo fortissimo senso di profondità. Cioè sprofondo dentro me stesso, mi vedo crogiolare nella mia coscienza.”
    E anche questo “La luce si assottiglia, non so se è colpa delle nuvole, del giorno o semplicemente colpa mia e del folle che mi ha investito.”
    Hai uno stile originale e interessante, leggere i tuoi racconti è come guardare il mondo da un altro punto di vista. Ti seguo 🙂

  2. Ciao Andrea,
    voto per tenterà di convincere le tribe a restare, con la forza del suo sogno ha almeno una possibilità di farcela 🙂
    Storia particolare, in cui la follia si mescola a pure esplosioni di colore e l’umorismo sfocia nell’utopia.
    Mi dispiace solamente di non averla scoperta prima !
    A presto !

  3. Altro capitolo che è un vero “trip mentale” in un mondo che sto conoscendo ora, attraverso le tue parole. Alcune delle quali, lo ammetto, non le avevo mai sentite. Sai a cosa mi fanno pensare i tuoi capitoli? Al film “Trainspotting”, cult dell’LSD, di cui, tra l’altro, è uscito il seguito da qualche mese. Molto bella la parte iniziale con il cuore che rimbalza nel petto, TUM TUM TUM, pareva di sentirlo, è un po’ come vivere due o dieci vite tutte insieme. Davvero speciale, complimenti.
    Per la scelta, mi sono tenuta in una via di mezzo: non si sposta, perché cerca di convincerli a restare.
    Voto per originalità: 10 e lode.
    A presto 🙂

  4. In effetti più realistico che se ne vadano.

    Molto bravo, scorre molto bene si vede che l’hai curato.
    Prima parte straordinaria, concordo. Mai provato quelle sensazioni ma tu hai descritto tutto in modo molto realistico. Mi è piaciuto anche il ritorno alla realtà. Continua così. Ti seguo! 🙂

  5. Bellissima la prima parte, una vera e propria dissociazione tra corpo e spirito, degna di un grande sciamano. Ottime le descrizioni di questa ascesa verso i cieli, la leggerezza e la beatitudine artificiale sembrano così reali… Molto bravo. Per quanto riguarda le scelte, mi hai convinto a coinvolgere pure le guardie, anche se al momento non è la scelta che va per la maggiore. Prenditi un po’ di tempo per il prossimo, lascia che la gente legga 🙂 A presto.

  6. Accidenti che carta che ti sei andato a giocare: invitare le guardie alla festa e trovare sostanze perfettamente legali per sviare ogni sospetto. La scelta dei nomi è sempre esilarante. L’unico appunto che posso farti è che sei troppo veloce nel postare i capitoli e non dai tempo alla gente per leggere e votare i precedenti. Ho scelto gli esperimenti di Diego, chissà che si inventerà!

    • Ciao Hannock, infatti posto troppo presto il seguito, ma m’intriga, m’attizza andare avanti, scrivere e proseguire, però è giustissimo il tuo appunto. Posterò ogni due o tre giorni per dare respiro ai lettori. Che dici, può andare?
      Grazie mille come sempre!

      • Lo so, i polpastrelli scalpitano. Però dovrai imparare ad attendere se vuoi accumulare incipitpoints. Se ci fai caso, quelli che sono i più alti in classifica, attendono fino a due settimane per postare un nuovo pezzo. Nel frattempo scatta la caccia ai voti, commentando i racconti degli altri. Alla fine incipitpoint vuol dire maggiore visibilità e più letture. Non è questa la cosa migliore per chi scrive? A presto e… metti un freno alla voglia di rave!:)

    • Ciao Gianluca, mi piace la tua presa di posizione, ci vedi quindi furbizia. Però la sua, di Diego intendo, da scienziato è anche intelligenza e quindi sa che potrebbe svoltare con la pula alle spalle. Vediamo cosa dicono gli altri e poi decidiamo. Intanto grazie!

  7. Ti leggo sempre con piacere, anche perché non ho mai assistito a un rave party e sto imparando la filosofia 🙂
    Trovo molto azzeccato l’uso della prima persona, mi piace il modo in cui tratteggi i personaggi, OcchioIniettatoDiSangue da il meglio quando lo fissa e sgrana la mascella tipo panka in una botte piena. Hai un modi di narrare molto personale, cosa non facile avere un carattere e una voce propria. Passa nel mio racconto se hai tempo, scriviamo in modo diametralmente opposto, io sono più sul classico, ma un parare fa sempre piacere. Ti seguo, così ti prendi due punti in più. A presto

  8. Ehilà! Bell’incipit: all’inizio ho pensato che free party fosse una celebrazione della natura ed invece ecco che arrivano fattanza, sfattanza, fame chimica, atmosfere psichedeliche! Molto affascinante!
    Ho votato per un Diego super gasato all’idea di organizzare qualcosa di unico, in cerca del luogo adatto… chissà che non sbuchino nuovi personaggi nel prossimo capitolo… magari i pulotti ?
    A presto!

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