Lo stato del free party

L’alba perfetta

L’alba spunta oltre la collina all’orizzonte. Si specchia su uno dei due laghi che circondano questa magnifica montagnola. Non mi sposterei mai. Sento le vibrazioni del mondo che mi attraversano, quelle negative mi scuotono, ma io guardo il Sole che da un puntino si allarga irradiandomi di energia positiva e le trasformo subito in positive. Accovacciato. Mani che circondando le ginocchia. Un respiro dietro l’altro. Un sussurro di animo, voglio dire. E’ una festa pazzesca, ecco, un rave coi controcazzi, roba che la gente normale neppure se lo sogna in un momento particolarmente fortunato della loro comune esistenza. Chi saremmo noi, senza i free party? E quei bravi ragazzi che imbastiscono una storia simile, non dovrebbero andare in qualche paradiso zeppo di elettronica e di basi musicali celestiali? Un’onda d’urto sonora che però ti carezza il cervello in un massaggio divino e infinito, ti libera e ti mette al confronto con te stesso, quello puro, smacchiato dal contesto sociale e dalla frenetica ricerca di essere qualcosa oltre agli altri. Già, qua siamo tutti uguali. Neppure i dj sai mai fino in fondo come si chiamano e che fanno oltre ad andare in giro per luoghi speciali, a tirare su rave con una devozione e una semplicità che li rende missionari, già, gente giusta, che con il proprio muro di casse se la spassa. Roba colta, mica terra terra, ma umile, capito? UMILE.

Il Sole si stacca dalla collina e la luce supera il lago e raggiunge questo circoletto di bravi devoti alla musica elettronica. Come su un palco illumina le situazioni più disparate. Per esempio, vicino a me, c’è qualcuno, capisci? E sta collassato, neppure la mummia in un museo. Cioè, no. Cosa ci entra questo tizio con il mio ragionamento perfetto? Nisba, niente, nada. Zero zero carbonella. Ecco, mi costringe ad alzarmi. Per fortuna che la musica va da dio, ma quattro spiantati occupano tutto lo spazio davanti al muro di casse. Si sbracciano come uccelli che hanno perso la capacità di volare. Ecco, spiantati, voi, così, col cazzo che ci volate. Non è aria, soprattutto perché ho bisogno di una scossa potente perché il Sole non mi passa più tutta quella energia positiva di prima, ma lasciamo perdere, come glielo spiego? A occhi chiusi, ingelatinati di sudore, ma va beh, ognuno ha il suo paradiso o no? Quindi becco la seconda fila e contenti tutti, pure io.

Spingo con le braccia e con le gambe, ma sento la stanchezza, mi fermo, mi affaccio sull’altro lago che costeggia la montagnola. Spettacolo, puro, ancora fermo, specchio d’acqua nero, ma la luce insiste a smascherare il vicinato. Ecco due che scopano e mi guardano pure come un allupato, sguardi allucinati, dentro una musica sparata a palla, la congestione del momento mi stampa una smorfia di disappunto e cazzo sì, allora me ne vado. Sì, dopo una decina di ore, è forse il momento di telare, già, che poi per caso, avevo beccato il link del posto e così fai un salto che dici che resti poco, ma poi una cosa tira l’altra ed eccoci qua che in fondo sono soddisfatto. Giù a recuperare l’auto per un sentiero che alla luce del giorno è sempre più semplice da percorrere e pure in discesa. Qualche zombie con le controindicazioni del post mi saluta impallato senza espressioni percettibili, ma cariche di affetto, questo è sicuro.

Nessuno che non professi l’amore dovrebbe aggirarsi tra i free-party, mi ripeto in auto assecondandomi dallo specchietto retrovisore. Le maledette risse, i casini con la pula, la scia di mondezza che i meno accorti lasciano dietro di loro, ecco, fa da lato oscuro alle feste più sincere del mondo. Sei chi cazzo ti pare e come ti pare. Non sei nessuno, se lo vuoi, eppure sei tutto il mondo per i tuoi vicini di ballo. Ecco, sarebbe un congegno perfetto per la salvaguardia della specie umana se non ci fossero le maledette controindicazioni, tipo le medicine, fa bene di qua e fa male di là, invece no, dovrebbe essere tutto bene e basta. Perché non può essere così?

Esiste la festa perfetta?

Sto ancora teso, non se ne parla di rincasare. Plano dal Diego che quello sicuro che sta ancora a giocherellare con la chimica, lui che è un laureato coi controcazzi. Sempre in cerca della droga perfetta, non una, ma tante, con sfumature e tutto il resto per cavalcare ogni possibile stato d’animo. Anche a essere tristi ci svolti qualcosa… se sai che cosa, ripete sempre.

Ciao Mik, mi fa Diego, ovviamente sveglio.

Al Diego racconto quello che ricordo mentre il sudore freddo e caldo fa l’altalena con i pori della mia pelle. Sta con quegli alambicchi, annuisce mentre concentrato sintetizza chissà cosa e un lampo mi attraversa la mente.

Volantini personalizzati, ecco cosa.

Diego deve creare dei volantini personalizzati. 

Personalizzati in che senso, mi fa lui, capendo che ho in mente qualcosa di grosso.

Li lecchi e una sostanza ti passa la visione di un sentiero, faccio io.

Una mappa psichedelica per il free party, fa Diego voltandosi con gli occhi spalancati.

Diego darà retta a Mik?

  • Diego smadonna e fa a Mik che ha cose serie a cui pensare e lo caccia a calci nel culo (0%)
    0
  • Mik vede Diego eccitato all'idea della mappa pischedelica e ancora su di giri esce a cercare il luogo ideale per la festa perfetta (100%)
    100
  • Diego attacca subito a sintetizzare il volantino personalizzato (0%)
    0
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54 Commenti

  1. Ma certo che gli salva la vita, non vogliamo mica un morto nel nono capitolo! E così anche il tuo racconto si avvia alla fine… Ci sono alcuni passaggi in questo capitolo, che ho trovato molto interessanti, per esempio: “Ho questo fortissimo senso di profondità. Cioè sprofondo dentro me stesso, mi vedo crogiolare nella mia coscienza.”
    E anche questo “La luce si assottiglia, non so se è colpa delle nuvole, del giorno o semplicemente colpa mia e del folle che mi ha investito.”
    Hai uno stile originale e interessante, leggere i tuoi racconti è come guardare il mondo da un altro punto di vista. Ti seguo 🙂

  2. Ciao Andrea,
    voto per tenterà di convincere le tribe a restare, con la forza del suo sogno ha almeno una possibilità di farcela 🙂
    Storia particolare, in cui la follia si mescola a pure esplosioni di colore e l’umorismo sfocia nell’utopia.
    Mi dispiace solamente di non averla scoperta prima !
    A presto !

  3. Altro capitolo che è un vero “trip mentale” in un mondo che sto conoscendo ora, attraverso le tue parole. Alcune delle quali, lo ammetto, non le avevo mai sentite. Sai a cosa mi fanno pensare i tuoi capitoli? Al film “Trainspotting”, cult dell’LSD, di cui, tra l’altro, è uscito il seguito da qualche mese. Molto bella la parte iniziale con il cuore che rimbalza nel petto, TUM TUM TUM, pareva di sentirlo, è un po’ come vivere due o dieci vite tutte insieme. Davvero speciale, complimenti.
    Per la scelta, mi sono tenuta in una via di mezzo: non si sposta, perché cerca di convincerli a restare.
    Voto per originalità: 10 e lode.
    A presto 🙂

  4. In effetti più realistico che se ne vadano.

    Molto bravo, scorre molto bene si vede che l’hai curato.
    Prima parte straordinaria, concordo. Mai provato quelle sensazioni ma tu hai descritto tutto in modo molto realistico. Mi è piaciuto anche il ritorno alla realtà. Continua così. Ti seguo! 🙂

  5. Bellissima la prima parte, una vera e propria dissociazione tra corpo e spirito, degna di un grande sciamano. Ottime le descrizioni di questa ascesa verso i cieli, la leggerezza e la beatitudine artificiale sembrano così reali… Molto bravo. Per quanto riguarda le scelte, mi hai convinto a coinvolgere pure le guardie, anche se al momento non è la scelta che va per la maggiore. Prenditi un po’ di tempo per il prossimo, lascia che la gente legga 🙂 A presto.

  6. Accidenti che carta che ti sei andato a giocare: invitare le guardie alla festa e trovare sostanze perfettamente legali per sviare ogni sospetto. La scelta dei nomi è sempre esilarante. L’unico appunto che posso farti è che sei troppo veloce nel postare i capitoli e non dai tempo alla gente per leggere e votare i precedenti. Ho scelto gli esperimenti di Diego, chissà che si inventerà!

    • Ciao Hannock, infatti posto troppo presto il seguito, ma m’intriga, m’attizza andare avanti, scrivere e proseguire, però è giustissimo il tuo appunto. Posterò ogni due o tre giorni per dare respiro ai lettori. Che dici, può andare?
      Grazie mille come sempre!

      • Lo so, i polpastrelli scalpitano. Però dovrai imparare ad attendere se vuoi accumulare incipitpoints. Se ci fai caso, quelli che sono i più alti in classifica, attendono fino a due settimane per postare un nuovo pezzo. Nel frattempo scatta la caccia ai voti, commentando i racconti degli altri. Alla fine incipitpoint vuol dire maggiore visibilità e più letture. Non è questa la cosa migliore per chi scrive? A presto e… metti un freno alla voglia di rave!:)

    • Ciao Gianluca, mi piace la tua presa di posizione, ci vedi quindi furbizia. Però la sua, di Diego intendo, da scienziato è anche intelligenza e quindi sa che potrebbe svoltare con la pula alle spalle. Vediamo cosa dicono gli altri e poi decidiamo. Intanto grazie!

  7. Ti leggo sempre con piacere, anche perché non ho mai assistito a un rave party e sto imparando la filosofia 🙂
    Trovo molto azzeccato l’uso della prima persona, mi piace il modo in cui tratteggi i personaggi, OcchioIniettatoDiSangue da il meglio quando lo fissa e sgrana la mascella tipo panka in una botte piena. Hai un modi di narrare molto personale, cosa non facile avere un carattere e una voce propria. Passa nel mio racconto se hai tempo, scriviamo in modo diametralmente opposto, io sono più sul classico, ma un parare fa sempre piacere. Ti seguo, così ti prendi due punti in più. A presto

  8. Ehilà! Bell’incipit: all’inizio ho pensato che free party fosse una celebrazione della natura ed invece ecco che arrivano fattanza, sfattanza, fame chimica, atmosfere psichedeliche! Molto affascinante!
    Ho votato per un Diego super gasato all’idea di organizzare qualcosa di unico, in cerca del luogo adatto… chissà che non sbuchino nuovi personaggi nel prossimo capitolo… magari i pulotti ?
    A presto!

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