Notti di sangue

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà Andrew? Cercherà di disfarsi del cadavere con l'aiuto di Randall. (60%)

Porta i tuoi alibi…

La voce dall’altro capo del telefono aveva ripetuto la frase una seconda volta.

“911, qual è l’emergenza?”

Non ricevendo alcuna risposta aveva imprecato e riattaccato.

Ma quella non era stata la cosa peggiore.

Commettere un omicidio in linea con la polizia non era stata la cosa peggiore.

La cosa peggiore era stata correre da Randall per chiedere aiuto e vedere la sua faccia di fronte a quella scena raccapricciante.

Neanche una traccia di disgusto o di paura, solo collera. Una serie di insulti che Andrew non riusciva neanche a ricordare l’aveva investito.

Una volta che i toni si erano placati i due avevano concordato che non conveniva a nessuno coinvolgere la polizia.

“Non posso permettere che il mio motel ci vada di mezzo.” Aveva detto Randall “Non di nuovo.”

Così i due avevano caricato il corpo e due badili nel bagagliaio della macchina di Randall ed erano partiti nella notte.

Il viaggio fu il più silenzioso che Andrew avesse mai fatto, sembrò durare un’eternità, forse per colpa del senso di nausea che provava o per le parole dello sceriffo che gli riecheggiavano in testa: Odierei avere una persona in più su cui indagare la prossima volta che un caso mi porterà qui.

Ad un certo punto il flusso dei pensieri di Andrew fu interrotto da un’improvvisa sterzata di Randall, che si lanciò a tutta velocità nel deserto.

Proseguirono per un altro paio di miglia prima di fermarsi.

“Ci siamo.” Disse l’omone prima di scendere dall’auto per aprire il bagagliaio.

Andrew lo seguì e si affrettò a prendere il badile, evitando di guardare il sacco dell’immondizia in cui avevano messo il corpo. Il senso di nausea si faceva sempre più violento.

I fari dell’auto erano ancora accesi ed illuminavano il terreno qualche metro più in là.

Fu lì che scavarono.

Fu più facile di quanto Andrew si aspettasse: un colpo di badile alla volta, aiutava a non pensare.

La parte difficile arrivò dopo, quando la fossa fu finita.

I due uomini sollevarono il terribile bagaglio e ve lo gettarono dentro.

Randall si mise subito al lavoro, raccogliendo grosse badilate di terra e gettandole sul cadavere.

Per Andrew non fu così facile, le mani gli tremavano, sollevò il primo mucchio di terra quando Randall era ormai quasi al decimo, e non era neppure chissà quanto consistente.

Per un attimo fu grato che il ragazzo fosse chiuso in un sacco e di non conoscerne il nome, aiutava a disumanizzarlo, a renderlo…

Gli hai spaccato la testa con le tue mani, se non l’ha disumanizzato quello…

La nausea raggiunse livelli insopportabili. E così, rapido com’era arrivato quel pensiero, arrivò un conato di vomito, violento e inarrestabile.

“Ehi! Ehi!” Gridò Randall. “Senti, se devi solo fare casino è meglio che vai a farti un giro.”

Andrew lo guardò con sguardo interrogativo, la mente annebbiata.

“Dico sul serio, vai a fare un giro, ci penso io qua.” Questa volta aveva pronunciato le parole in modo un po’ meno duro, facendo capire di non essere sarcastico.

Andrew si tirò su, si pulì la bocca sulla manica della giacca e si incamminò verso il nulla.

Non ti è bastato ucciderlo, dovevi pure rigurgitargli la cena nella tomba?

Aveva camminato solo per qualche centinaio di metri quando notò qualcosa in lontananza.

Era un edificio fatiscente, forse mai completato, con pareti color cemento e buchi rettangolari al posto di porte e finestre. Data la posizione isolata, molto probabilmente era stato pensato per essere una bisca o una casa di tolleranza. Ma la cosa che più incuriosiva Andrew era che l’interno dell’edificio era illuminato. Si trattava di un bagliore altalenante che poteva appartenere ad un camino o ad un falò.

In preda alla curiosità, che aveva quasi sopraffatto la nausea ed il sento di colpa, Andrew si avvicinò, prima a piccoli passi, poi sempre più velocemente, fino a che, di colpo, si ritrovò faccia a terra, con la sabbia in bocca.

Che coglione.

Pensò mentre si voltava.

Nel bel mezzo del deserto sei andato ad inciampare nell’unico mass…

Non era un masso, era una gamba.

Di fronte a lui, disteso nella sabbia, c’era un cadavere, che lo fissava. Gli occhi sgranati erano incastonati in un volto insignificante, col naso adunco e i capelli a spazzola.

Roth.

Quello era l’uomo di cui lo sceriffo gli aveva domandato.

Preso dal panico, incapace di sopportare le vista del secondo cadavere della nottata, Andrew tornò sui suoi passi, correndo.

Che cazzo sta succedendo? Che cazzo sto facendo qua?

Quando ebbe raggiunto Randall, l’uomo aveva appena terminato di riempire la buca.

“Che è successo?”

Andrew, che non si aspettava la domanda, pensò che doveva avere un’aria sconvolta.

“No, niente, è che… non ce l’ho fatta a guardarlo, scusami.” Rispose indicando il punto dove prima c’era la buca.

“Non fa nulla. Andiamocene.”

I due salirono in macchina e ripartirono alla volta del Golden Star Motel.

Andrew non riusciva a togliersi dalla testa l’immagine del cadavere di Roth, forse anche più di quello del ragazzo che aveva ucciso con le proprie mani.

E se non fosse stata la prima volta che Randall nascondeva un cadavere?

Cosa farà Andrew nel prossimo capitolo?

  • Andrà dallo sceriffo per informarlo sul cadavere di Roth (33%)
    33
  • Andrà all'appuntamento citato nella lettera (67%)
    67
  • Scapperà dal Golden Star Motel (0%)
    0

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12 Commenti

  1. Ciao, rieccoci.
    interessante anche questo capitolo, fai attenzione a non incappare in ingenuità tipiche di chi scrive da poco: I dialoghi ricordano uno’ troppo i film di genere degli anni novanta.
    Comunque, secondo me, scorre abbastanza.
    Aspetto il prossimo. Non mollare e non far passare troppo tempo 🙂

  2. Ciao Flickman,
    il tuo racconto mi piace. E’ come trovarsi in un episodio del primo Twin Peaks, sceneggiato da King.
    Ad attirare la mia attenzione è stato il Texas a dire il vero, ma devo dire che sono felice di aver cliccato sul titolo della tua storia.
    opto per la lettera e aspetto la prossima puntata.
    Non abbandonare la storia, per favore.

  3. Qualcuno che bussa alla porta, opzione più equilibrata direi. Rivedrei un po’ la punteggiatura, ed opererei qualche taglio o farei una nuova revisione del testo, credo si possa rendere più scorrevole soprattutto nella prima metà del capitolo.
    E la donna bellissima la vede solo lui o esiste davvero? 🙂

    • In realtà ho tagliato un po’ di cose già in partenza, e al contrario di quel che hai detto tu, pensavo che la seconda parte risultasse troppo scarna e affrettata. Comunque ti ringrazio per la segnalazione sulla punteggiatura, ci starò più attento!
      Per quanto riguarda la Emily.. Be’, si vedrà più avanti 😉

      • Trovare l’equilibrio è complicato, il limite dei 5000 caratteri a volte pare una chimera, altre una privazione totale. Io stesso, nel racconto che sto scrivendo adesso e che è un “estratto” di quel che dovrebbe essere un romanzo breve, ho enormi difficoltà a far entrare i capitoli nel limite carattere. Nel tuo caso, la seconda parte non mi pare scarna, ma i tagli e la revisione a cui mi riferivo potrebbero rendere il testo più fruibile.
        Concludo: era da un po’ di tempo che non scrivevo, mi sono iscritto qui per avere un confronto, quindi le critiche che muovo in privato ai miei testi, sono le stesse che muovo agli altri utenti, quando è il caso, come detto per avere un confronto.

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